Quodlibet
Gargantua e Pantagruele
François Rabelais
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
pagine: 864
"Il Gargantua è il famoso classico strampalato e sovrabbondante, e anche pieno di comicità, ma sempre politicamente poco corretto (come si dice oggi), tanto che fu condannato dall’Università di Parigi come libro immorale; e anche oggi ad una scuola di scrittura moderna lo condannerebbero per i suoi svicolamenti e capricci di trama e di invenzioni. Gli eroi, Pantagruele e Gargantua, appartengono ad una stirpe di giganti eccessivi, tra imprese, viaggi, guerre, cene e pranzi sempre giganteschi e una venatura di filosofiche questioni volte in satira del sapere pedante. Tutto si svolge a Parigi e dintorni, e in regioni del mondo inventate; versione grassa e francese dei poemi cavallereschi rinascimentali italiani, soprattutto del Morgante e del Baldus di Folengo, ma con una sua meravigliosa e fluente originalità. Pubblicato tra il 1532 e il 1564 in cinque libri che si succedono come novità attese e che incontrano subito grande successo. La traduzione straordinaria, e unica degna di essere letta, è di Augusto Frassineti, compiuta nel 1984 e condotta con coraggio e prossimità di spirito, mantenendone il comico pervasivo, anche ad esempio in quegli irriverenti e lunghissimi elenchi, che in italiano si sgonfierebbero se tradotti con filologica preoccupazione". (Ermanno Cavazzoni)
Il lato nascosto della bellezza della città medievale. La città delle torri, il progetto di San
Marco Marino
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
Narciso nelle colonie. Un altro viaggio in Etiopia
Vincenzo Latronico, Armin Linke
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
Nei primi mesi del 2012 Latronico e Linke arrivano a Gibuti con l'idea di raggiungere Addis Abeba utilizzando la ferrovia che costruirono gli ingegneri italiani tra i quali un romanzesco antenato dello scrittore. Latronico, cresciuto ascoltando i racconti familiari, ha intenzione di ripercorre le tracce dell'Etiopia fascista e di Hailé Selassié; Linke invece vorrebbe interpretare una terra dai confini indefiniti, illuminata da una luce assoluta, difficile da racchiudere in uno scatto. Come accade nelle migliori avventure di viaggio, una volta scoperto di non poter utilizzare la ferrovia, i due troveranno altre cose: la casa di Rimbaud ad Harar, imprese cinesi che costruiscono imponenti autostrade, una linea aerea privata in mano a una misteriosa signora che esporta il chad, l'oppiaceo diffuso nel Corno d'Africa. E poi c'è l'impatto con una popolazione sospesa tra il vitalissimo caos di Addis Abeba e il silenzio degli altipiani dove la natura sovrasta l'uomo. Ne viene fuori un diario di viaggio in cui scrittura e fotografia si completano, offrendo al lettore l'idea di un mondo forse non più esotico, tuttavia lontano dal nostro.

