UTET
Caterina la Magnifica. Vita straordinaria di una geniale innovatrice
Lia Celi, Andrea Santangelo
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: UTET
anno edizione: 2015
pagine: 233
Nome: Caterina. Cognome: de' Medici. Nazionalità: italiana. Parentela: nipote di Lorenzo il Magnifico. Stato civile: vedova. Professione: regina di Francia. Segni particolari: veste sempre di nero, adora i gioielli, i carciofi, gli oroscopi e certi golosissimi dolcetti antenati dei nostri macarons. Indagata dagli storici per una lunga serie di crimini: corruzione, stregoneria, avvelenamento, strage. Attivamente ricercata da romanzieri e registi per fiction storiche a base di sangue e sesso. Latitante, soprattutto nella memoria degli italiani, che di lei non sanno praticamente nulla. Ha lasciato le sue impronte ovunque: nella cucina, nella moda, nell'arte, nella cultura. I gelati, le forchette, perfino le mutande e la moderna profumeria sono invenzioni che dobbiamo a lei. Eppure in quasi cinque secoli nessuno è ancora riuscito a catturarla: Caterina de' Medici riesce a sfuggire a ogni facile incasellamento e non si lascia imprigionare negli stereotipi. Ma i misteri di una grande protagonista del Rinascimento italiano ed europeo, nelle sue presunte efferatezze e raffinatezze estreme, hanno le ore contate. Due storici curiosi si sono messi sulle sue tracce e hanno ricostruito le peripezie di Caterina nel contesto di un secolo straordinario e terribile, il Cinquecento. E con questa biografia, tanto dotta quanto divertente, la consegnano al giudizio dei contemporanei.
Costituzione della Repubblica Italiana (1947)
Libro
editore: UTET
anno edizione: 2015
pagine: 127
"A decenni di distanza appare sempre più nitido l'alto valore linguistico della Costituzione italiana, un valore in cui si fece e ancora si fa concreto, percepibile, attivo, lo spirito democratico che ispira e sorregge le norme." (dall'introduzione di Tullio De Mauro). Con una nota storica di Lucio Villari.
Mare monstrum. Migranti, scafisti, trafficanti. Cronache dalla lotta all'immigrazione clandestina
Cristina Giudici
Libro
editore: UTET
anno edizione: 2015
pagine: 154
Ogni giorno decine di migliaia di persone abbandonano il loro paese, in fuga da conflitti, guerre civili, scontri etnici o religiosi, da condizioni di vita insostenibili. Partono da città e villaggi dell'Africa e del Medioriente, da luoghi così remoti che non sono neanche segnalati sulle carte geografiche. Vanno a ingrossare il flusso dei migranti che si riversa nel Mediterraneo, diretto verso un futuro diverso e, forse, migliore. In questo esodo, le coste della Sicilia costituiscono uno snodo per il traffico di esseri umani, gestito da organizzazioni criminali senza scrupoli. Una volta raggiunta l'Italia via mare, su barconi fatiscenti o gommoni, i migranti verranno poi ceduti ad altri trafficanti, i cosiddetti scafisti di terra, per raggiungere i paesi ricchi del Nord Europa, la meta più ambita. Di questa realtà complessa e sotterranea a noi arriva solo una minima parte, attraverso le immagini tragiche che quasi ogni giorno invadono i servizi dei telegiornali e le pagine dei quotidiani. E la liturgia mediatica, quasi sempre la stessa, fa sì che le scene degli sbarchi e dei naufragi si assomiglino tutte, così come ogni nuova strage (a Lampedusa, Pozzallo, Porto Empedocle, Catania...) assomiglia alle precedenti e ne cancella il ricordo. Ma che cos'è che non vediamo? Che cosa succede dopo i salvataggi e gli atti di eroismo dei militari di Marina militare e Guardia costiera, che sottraggono i migranti al mare e alla morte?
Lo sguardo rovesciato. Come la fotografia sta cambiando le nostre vite
Roberto Cotroneo
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2015
pagine: 161
Miliardi di foto postate e condivise sui social network, di macchine analogiche e digitali sempre più sofisticate ma anche sempre più superate da tablet e smartphone. Miliardi di immagini da cui nei prossimi anni saremo invasi, perché mai come oggi la fotografia accompagna ogni momento delle giornate di noi tutti: fotografi più o meno consapevoli, che, con il semplice gesto di estrarre dalla tasca il telefonino, abbiamo imparato a consegnare vite intere, ricordi e bellezza, a flussi di immagini archiviate (e spesso dimenticate) in una memoria esterna artificiale. Immagini che crediamo eterne ma che sono, in realtà, molto più effimere e destinate all'oblio delle vecchie diapositive. Scatti che possiamo sì moltiplicare all'infinito ma che si riescono a visualizzare al meglio solo nelle ridottissime dimensioni della cornice di uno smartphone. Selfie che dimostrano fino a che punto la nuova fotografia dell'era digitale stia diventando sempre più specchio, e non finestra sul mondo. Perdendo per sempre la sua magia. Ma che ne sarà della verità e della potenza della fotografia? Che ne sarà della sua particolarissima magia, che rivela e spiega, che denuncia e mette a nudo? Se lo chiede Roberto Cotroneo in questo saggio sulla fotografia e la sua storia che è al contempo un personalissimo memoir, in grado di evocare sulla pagina la magia stessa delle immagini fotografiche.
Senza sponda. Perché l'Italia non è più una terra d'accoglienza
Marco Aime
Libro
editore: UTET
anno edizione: 2015
pagine: 114
Migliaia di vite "senza sponda": sono quelle dei migranti che cercano rifugio nel nostro Paese, in fuga da bombardamenti e carestie, da cambi di regime, guerre intestine e povertà, che si tratti della Nigeria di Boko Haram, della Libia in preda all'instabilità politica, dell'Egitto sconvolto dalle conseguenze dolorose della sua "primavera" mancata o della Siria ora in balia dell'Isis. Migliaia di esistenze travolte dalle onde del mare o spezzate dalla fatica del deserto: profughi in viaggio per raggiungere una parte del mondo che sognavano migliore, una sponda dove credevano di essere accolti. Ma così non accade. In un'Italia dalla memoria troppo corta, che volentieri dimentica il suo stesso passato di migrazione, è facile identificare nei profughi dei nuovi barbari, colpevoli di invadere le nostre coste per impoverirle, se non per depredarle. Una reazione diversa è possibile, però, proprio ricordando le nostre radici: imparando ad accogliere umanamente chi cerca rifugio sulle sponde italiane, per non cadere in quella che papa Francesco a Lampedusa ha chiamato "globalizzazione dell'indifferenza". È ciò che propone lo scrittore e studioso Marco Aime in questo pamphlet, agile e provocatorio, che getta una luce nuova sui casi più tragici della nostra attualità grazie agli strumenti dell'antropologia.
La cuoca di D'Annunzio. I biglietti del Vate a «Suor Intingola». Cibi, menù, desideri e inappetenze al Vittoriale
Maddalena Santeroni, Donatella Miliani
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2015
pagine: 159
Per quasi vent'anni Gabriele d'Annunzio comunicò con la sua cuoca per mezzo di una miriade di piccoli biglietti, inviati a ogni ora del giorno e della notte. Messaggi maliziosi, coloriti e affettuosi, indirizzati da d'Annunzio (o meglio dal "Padre Priore", come spesso il poeta, nell'insolita corrispondenza, amava firmarsi) alla fedelissima Albina Lucarelli Becevello, alias "Suor Intingola": l'unica donna con cui d'Annunzio visse in assoluta sintonia - e castità dagli anni veneziani al buen retiro finale nello splendido Vittoriale di Gardone Riviera. Sono decine e decine i biglietti per Albina a cui il Vate ha affidato, in ogni momento della giornata, le sue imprevedibili richieste culinarie: costolette di vitello e frittata, cannelloni e patatine fritte, pernice fredda, biscotti e cioccolata, ma soprattutto uova sode, sicuramente l'alimento preferito da d'Annunzio, che ne andava così ghiotto da paragonarne gli effetti a quelli di una "estasi divina". Salutista attentissimo alla forma fisica, oltre che raffinato gourmet, d'Annunzio alternava infatti giorni di digiuno quasi completo a scorpacciate disordinate e compulsive, spesso provocate dall'arrivo di qualche amante. Erano quelli i momenti in cui il poeta si sbizzarriva maggiormente in dettagliate disposizioni culinarie, con modi ora scherzosi e poetici ora più perentori, indirizzate alla fidata "Suor Intingola", sempre pronta a preparare sul momento elaborati menù in cui eros e cibo si combinavano in un sodalizio perfetto.
Vite di santi musulmani
Sha'rani
Libro: Copertina morbida
editore: UTET
anno edizione: 2015
pagine: 83
"Sappi, fratello, che chiunque legga questo libro con fede è come se diventasse contemporaneo di tutti i santi che vi sono ricordati e li ascoltasse parlare. Anche se non abbiamo frequentato un maestro, possiamo amarlo e godere della sua compagnia." (Sha'rani)
Autobiografia
Ignazio di Loyola (sant')
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: UTET
anno edizione: 2015
pagine: 117
"Ed è ben naturale che il Loyola avesse lo stesso temperamento di Don Chisciotte, poiché doveva diventare il capitano di una milizia, e la sua arte assumere il carattere di vera e propria arte militare." (Miguel de Unamuno)
La pasta umana. Taccuini 1935-1940
Antoine de Saint-Exupéry
Libro: Copertina morbida
editore: UTET
anno edizione: 2015
pagine: 101
"Una raccolta in stile "dada", molto seria a volte, di quelle che abitano ogni grande mente." (Albert Camus)
La nazione napoletana. Controstorie borboniche e identità «suddista»
Gigi Di Fiore
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: UTET
anno edizione: 2015
pagine: 351
Fino alla firma della resa con l'esercito piemontese il 13 febbraio del 1861, per più di quattro generazioni la dinastia dei Borbone aveva regnato nell'Italia meridionale, Stato autonomo e indipendente che fu per sette secoli la "Nazione napoletana". Un Paese con una propria economia, una propria industria, un proprio esercito, un proprio inno nazionale; un Paese con valori riconoscibili, condivisi dai suoi abitanti, da Gaeta in giù. Per molti di loro, l'unità d'Italia rappresentò la fine del mondo che avevano conosciuto e nel quale si identificavano. In molti reagirono all'occupazione. Eppure, mentre di Cavour, Garibaldi e Vittorio Emanuele II si sa quasi tutto, pochissimi sono i libri che raccontano le storie degli ufficiali e dei soldati che scelsero di rimanere fedeli al Regno delle Due Sicilie e si opposero ai piemontesi. Uomini che dopo la sconfitta dovettero affrontare umiliazioni, processi e prigionie. Non erano tutti aristocratici o assolutisti: in tanti erano liberali, alcuni avevano combattuto nella Prima guerra d'indipendenza nel 1848 e condividevano il sogno di un'Italia federale; ma quasi tutti furono bollati come retrogradi, reazionari, sbandati, e cancellati dalla memoria comune. Le storie qui raccolte dallo studioso meridionalista Gigi Di Fiore restituiscono un Risorgimento "al contrario", visto e vissuto dalla parte degli sconfitti... Con e-book scaricabile fino al 31-12-2015.
Lo spirito delle leggi. Volume Vol. 1
Charles L. de Montesquieu
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: UTET
anno edizione: 2015
pagine: 1184
Esistono forme di governo ideali e leggi perfette, oppure ogni società ha una sua fisionomia, cui rispondono regole e strutture diverse? Sociologo ante litteram o inguaribile razionalista, il Montesquieu dello Spirito delle leggi è stato inquadrato variamente dagli studiosi, perché la materia di cui è composta quest'opera non permette una facile riduzione, che ne sacrifichi la complessità in nome della definizione. Oltre al razionalista e al sociologo, infatti, bisogna tener conto dello storico, perché proprio dal terreno sperimentale della storia Montesquieu procede per ricostruire i fondamenti delle leggi della vita sociale. Nei quattordici anni di gestazione, Montesquieu ha usato tutti gli strumenti conoscitivi a sua disposizione per analizzare le forme di governo e le regole che le strutturano, e l'opera reca traccia di questi diversi approcci, configurandosi come una continua meditazione attorno all'essenza del diritto. Lo spirito delle leggi risponde al bisogno di Montesquieu di cercare, in ogni ramo della conoscenza, l'esprit delle cose, cioè il loro significato intimo, la loro funzione generale. Unico grande "sistema" dell'Illuminismo francese, "Lo spirito delle leggi" è la paziente ricerca di un metodo per capire l'uomo e le leggi che ne regolano l'esistenza nell'ambito del cosmo e della società, nei suoi rapporti con Dio, con la natura e con i suoi simili.
Perché diventare grandi?
Susan Neiman
Libro: Copertina morbida
editore: UTET
anno edizione: 2015
pagine: 244
Perché devo diventare grande, ricevere un'educazione, obbedire alle regole che la società mi impone? Sono domande che ci facciamo tutti, da bambini o da adolescenti, e che poi tendiamo a dimenticare, come se la crescita fosse un dato di fatto e non un delicatissimo processo che coinvolge ogni aspetto della vita, materiale o psicologico che sia, nel lungo cammino verso l'ambita e al contempo temuta "maturità". Chiamando a raccolta le opere e le esperienze di pensatori antichi e moderni, da Platone a Hannah Arendt, da William Shakespeare a Jean-Jacques Rousseau, la filosofa e scrittrice Susan Neiman ribalta l'idea diffusissima per cui crescere sarebbe soltanto un percorso di inevitabile declino. Le esperienze fondamentali della crescita, come l'ingresso nel mondo del lavoro, i viaggi e l'incontro con culture diverse, sono invece una grande conquista personale, ancora più importante perché ci permette di affermare noi stessi e liberarci da una condizione di minorità. "Noi eravamo fatti per essere uomini; le leggi e la società ci hanno rituffati nell'infanzia." Così scriveva Rousseau duecentocinquanta anni fa, ma il suo insegnamento è più che mai attuale, in un'epoca come la nostra che mitizza l'infanzia. Ma allora, perché diventare grandi? Perché è nell'età adulta che impariamo a scegliere cosa fare delle nostre vite, a rendere reali le nostre aspirazioni, a partecipare alla società in modo più profondo e responsabile di quanto non vorrebbero, spesso, coloro che esercitano il potere.

