Zecchini
Thomas Schippers. Apollo e Dioniso, Eros e Thanatos
Maurizio Modugno
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2009
pagine: 344
"Thomas Schippers era giovane anni fa, era l'angelo anni fa e niente è più malinconico della condizione d'un giovane ignorato dai giovani e prigioniero d'una cassetta così piccola e così leggera" (Giovanni Mosca). Un giovane, Schippers, certo: perché non ha mai conosciuto la vecchiaia, perché la gattopardiana "signora con la veletta", la Morte, l'ha ghermito anzitempo. Un direttore d'orchestra il cui battito - del cuore e del tempo - è ormai cenere chiusa in quella cassetta, incastonata nelle pietre di Piazza del Duomo, a Spoleto. Un musicista verso il quale la storiografia del podio e del golfo mistico non è reticente, ma che il nostro tempo va dimenticando, che i nostri giovani vanno ignorando, che l'attualità volubile pone nelle retrovie. Ricostruire la figura umana ed artistica di Schippers, è un atto criticamente urgente per poter dire, senza peccar d'omissione, l'appassionante racconto dell'opera e del concerto nella seconda metà del Novecento prima che il vento ne sperda le memorie. Il libro dedicato a Thomas Schippers è senz'altro "outsider" in questa collana, per estensione e per apparati critici. Insieme ad una biografia ricostruita sotto la duplice angolatura soggettiva e contestuale, vi sfilano, nel testo e fuori testo, "memorie", testimonianze piene d'interesse e d'affetto; e vi s'accodano una cronologia e una discografia minuziose: ché l'opinione non può andar disgiunta dal dato e viceversa.
Franco Corelli. Irresistibilmente tenore
Vincenzo Ramón Bisogni
Libro
editore: Zecchini
anno edizione: 2009
pagine: 240
Personalità vibratile e tormentata di tenore dalla voce d'impatto eccezionale, monolitica eppure addestrata a virtuosismi tecnici inattesi, a tanta dottrina vocale Franco Corelli pervenne attraverso un affinamento né facile né indolore, tra dubbi e dilemmi, scoramenti ed orgogliose consapevolezze, sofferti in privatissima solitudine, sia pure con il sostegno di una consorte che seppe svolgere per lui una discussa quanto insostituibile funzione di music coach. Artista di prestigio incontestabile, collega alla pari di celebrate primedonne (Nilsson, Tebaldi, Callas) Corelli vantava una prestanza d'atleta, rara avis nella categoria tenorile che annovera ancora troppe sagome risibilmente inadeguate. Figurava per questo romanticamente credibile in tanti eroi del teatro verdiano (Alvaro, Ernani, Manrico pressoché ineguagliabile), o nelle più prestanti delle figure pucciniane (in primis, Calaf eclatante). Sensazionale Raoul de Nangis e Pollione mai inferiore a quelli più celebrati, in Carmen fu un veemente José dando uguale risalto alla facies piagata del personaggio. Prestando ascolto ad una capacità di autocritica fin eccessiva che lo determinò a farsi rimpiangere piuttosto che compiangere, Corelli preferì abbandonare le scene dopo venticinque anni e più di carriera internazionale (tra Scala, San Carlo, MMF, Staatsoper di Vienna, Met), forte di un lascito documentale esaustivo quanto pochi altri.
David Oistrakh. Lo splendore della coerenza
Alberto Cantù
Libro
editore: Zecchini
anno edizione: 2009
pagine: 242
David Fëdorovich Oistrakh (Mosca 1908-Amsterdam 1975) ha fatto la storia del violino nel Novecento. Amico, collaboratore e interprete esemplare di Shostakovich e Prokofiev, concertista amato oltre che ammirato dai colleghi e dal pubblico di tutto il mondo, "Re David" trasfigura una tecnica strepitosa in espressione naturale ed eloquente sempre al servizio della musica con una coerenza splendida arte-vita. Il libro analizza il rapporto simbiotico dei russi con la musica, il contesto storico, artistico e politico fra Rivoluzione d'ottobre e Disgelo che fa da cupo scenario a Oistrakh uomo e artista, la forsennata vita concertistica di chi viene esibito dall'URSS come "violinista sovietico per eccellenza": ideale prodottosimbolo da esportazione. Vengono analizzate non solo le interpretazioni di un violinista dalla discografia vasta come poche ma anche quelle del camerista da sempre, specie in Trio e Quartetto e del direttore d'orchestra, dagli anni Sessanta, ospite di titolati complessi internazionali. Il tutto con commenti e testimonianze di artisti di ieri come Menuhin e di oggi: da Accardo a Quarta e Repin in conversazione con l'autore. L'indagine non trascura chi formò l'artista, il grande Piotr Stolyarski, né Oistrakh didatta dalla cui classe al Conservatorio di Mosca escono a decine vincitori di Concorsi internazionali: Gidon Kremer per tutti.

