Einaudi: Einaudi. Stile libero
La prova del ghiaccio
Mads Peder Nordbo
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 416
Le donne armate di fucile non piacciono a nessuno, tantomeno se hanno la fama che ha Tupaarnaq
Le terme dell'Indirizzo
Cristina Cassar Scalia
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 240
L'omicidio di un clochard interrompe l'estate «quasi felice» di Vanina Guarrasi, vicequestore della squadra Mobile di Catania
Principio metà fine
Valeria Luiselli
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 368
Un viaggio alle origini di una famiglia attraverso quattro generazioni di donne
Lo scontento
Beatriz Serrano
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 224
«Ho trentadue anni e lavoro nella pubblicità da otto
Il cuore non va a dormire
Enrico Galiano
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 456
C'è un'età in cui ogni cosa brucia, soprattutto l'amore
Un cane alla mia tavola
Claudie Hunziger
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 248
Una baita isolata dal mondo, un'esistenza dura ma appagante
Palermo di chitarra e coltello
Giuseppe Sottile
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 176
«Dimenticate la Sicilia che avete letto nei romanzi o che avete visto nei film: quella dei fichidindia e dei delitti d'onore,
Il continente ignoto. Filosofia dell'amore moderno
Emanuele Coccia
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 216
Siamo ossessionati dall'amore, dal dovere di amare e di essere amati, perché la cultura in cui viviamo ha fatto dell'amore uno
Padri nostri
John Niven
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 384
Un'improbabile, folle amicizia nata nelle corsie di un reparto maternità tra due padri che non potrebbero essere più diversi
Verso casa
Pat Barker
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 304
Dopo dieci, sanguinosi anni la guerra è finita e Agamennone può tornare a Micene
Lezioni sull'odio
Michela Murgia
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 128
Una riflessione radicale, icastica e originalissima, concepita da una delle menti più luminose e illuminanti che la cultura italiana abbia conosciuto. L’odio è uno dei pochi tabù che non si riescono a infrangere, più del sesso o della morte. Eppure tutti lo proviamo: «Io da due a sei volte alla settimana, e così spero di voi», scherza Michela Murgia in questo libro irriverente, nato da una serie di lezioni pubbliche tenute qualche anno fa. La sua tesi è che l’odio possa essere una virtù, dipende da come lo pratichiamo. Per esempio, con “Odio gli indifferenti” Antonio Gramsci ha mostrato che, se riconosciuto e disciplinato, questo sentimento non è per forza distruttivo. Passando dalle maledizioni sarde ai salmi biblici, da Grazia Deledda alle lettere di san Paolo, Murgia smonta i nostri pregiudizi e rivendica il diritto di odiare – specialmente i prevaricatori, i prepotenti, tutti coloro che non credono nella responsabilità collettiva del bene. E compie così il miracolo di parlare ancora del nostro tempo, che dall’odio distruttivo è inquinato; sembra rivolgersi proprio a noi che continuiamo ad abitarlo, con la consueta ironia e la lucidità profetica di una voce che nulla potrà mai spegnere. «Chi sa di provare l’odio vive continuamente in un contesto che gli vieta, per via della presenza del tabù, di dirlo, di manifestarlo, di dichiararlo, di praticarlo. Deve vivere come un fuorilegge. Io vivo malissimo, ve lo dico: le mie giornate sono terribili, perché due terzi del mio tempo lo devo passare (o lo dovrei passare) a inventare scuse per camuffare quello che in realtà provo – che è l’odio, appunto. Gli analfabeti relazionali che mi circondano credono di vedere odio in certe cose normali che faccio o dico, come per esempio quando addito l’ipocrisia dei vincoli censori e delle disorganizzazioni in cui il loro, di odio, si trasforma in autogiustificazione o violenza. Allo stesso tempo neanche immaginano il vero, autentico odio che coltivo, e che devo nascondergli perché altrimenti risulterei sgradevole, stridente e isterica – cioè donna».
Rivelazione. Le indagini del commissario Armand Gamache
Louise Penny
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 592
«Ciò che uccide è invisibile, gli aveva detto il capo. Per questo è tanto pericoloso. Non è una pistola a togliere la vita, né un coltello, né un pugno. Ciò che uccide è qualcosa che non vedi arrivare. È un’emozione. Irrancidita, guasta. Che aspetta il momento giusto per colpire». Un cadavere senza identità, un omicidio privo di movente. Armand Gamache e la sua squadra si trovano a indagare nel cuore delle foreste del Québec. Dove si celano segreti, tesori sepolti dal tempo e un terribile assassino. La pace di Three Pines viene infranta dal ritrovamento di un corpo esanime all’interno del bistrot di Oliver. La vittima non ha un nome, sulla scena del crimine non ci sono armi. E quando Armand Gamache viene chiamato a investigare sul delitto si scopre che l’alibi del proprietario della locanda è pieno di buchi e la sua vita attraversata da misteri. Gamache dovrà così seguire una scia di indizi che lo porterà tra i boschi e lungo tutto il Canada, per poi ritornare a Three Pines e fare i conti con una verità brutale. Il quinto titolo della serie del commissario Armand Gamache e di Three Pines.

