Il Poligrafo: Ottonovecento a Padova
Lo Storione. Il gioiello liberty che non c'è
Virginia Baradel
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2024
pagine: 208
Nel centro storico di Padova, tra il Palazzo del Bo e il Caffè Pedrocchi, esisteva un ambiente interamente decorato e arredato in stile Liberty: la sala da pranzo dello Storione, celebre albergo-ristorante costruito nei primi anni del Novecento all’interno di Palazzo del Gallo. Oggi quel gioiello della belle époque, protagonista di una travagliata vicenda, non esiste più. L’ultimo atto della sua storia ebbe luogo nel 1962 quando fu demolito l’intero Palazzo del Gallo. Una sala decorata tra il 1904 e il 1905 da Cesare Laurenti, uno dei più affermati artisti veneziani tra Otto e Novecento, in cui un tripudio di colori, fiori e stoffe vaporose per anni accolse e suscitò meraviglia negli ospiti dello Storione. Ma il suo incanto incominciò ben presto ad appannarsi. I fumi e i vapori della sala ristorante furono solo i primi nemici di quest’opera a cui si aggiunsero controversie economiche e legali, noncuranza e disinvolte innovazioni urbanistiche, fino a quando l’intera decorazione venne rovinosamente smantellata. Solo l’immaginazione potrà ricostruire la bellezza e il fascino d’epoca del ristorante Storione.
Palazzo Treves dei Bonfili e il suo giardino
Martina Massaro
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2019
pagine: 248
Sino a poco più di un secolo fa Padova era una città straordinariamente ricca di aree verdi. Edifici pubblici e privati, conventi e palazzi dominicali di grandi e piccole dimensioni erano tutti dotati di magnifici giardini, mentre vaste aree erano ancora destinate alla coltivazione. Nel corso dell’Ottocento molte di queste residenze vengono riammodernate secondo le nuove esigenze abitative, e così i parchi e i giardini. Da qui nascono il palazzo e il giardino Treves dei Bonfili a Ponte Corvo, proprietà di una famiglia di ricchi mercanti e banchieri ebrei trapiantati da Venezia a Padova. Si può dunque scrivere di un palazzo che non esiste più? Sì, perché ne rimane il magnifico giardino a suggerirci la bellezza dell’edificio progettato da Giuseppe Jappelli e perché possiamo entrare nella storia dei suoi committenti. La ricorrenza del nome di questi munifici mecenati nelle cronache dell’epoca e la fitta rete di relazioni e connessioni che sistematicamente riconducono alla loro influenza in contesti diversi offrono un vivace spaccato di storia cittadina ottocentesca.
Prato della Valle
Silvia Zava
Libro: Copertina morbida
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2018
pagine: 258
Uno spazio che ha "un solo volto e tante anime" la cui unicità sorprende tanto il padovano quanto il turista. Un sito di antica fondazione trasformatosi nel tempo seguendo l'evoluzione della città. Nell'immaginario diffuso Prato della Valle è il "lembo del giardin d'armida" di dannunziana memoria, luogo eletto di letterati e artisti, da Diego Valeri ad Amleto Sartori, ma è anche il Prà di Tono Zancanaro, brulicante di "poareti", un'area dalle ambizioni moderne, ma che in fondo moderna non è mai stata. Molti i progetti rimasti sulla carta o solo parzialmente realizzati, a partire dall'intervento di fine Settecento di Andrea Memmo, lungimirante provveditore della Serenissima, al quale sono seguiti utopici tentativi di tenere il Prato al passo con la modernità. In queste pagine non viene solo tracciato un profilo storico di Prato della Valle, ma ci si sofferma sulla recente storia sociale per mettere in prospettiva il luogo con i suoi abitanti. In una storia scandita da continui corsi e ricorsi, è spontaneo domandarsi se Prato della Valle sia grado di esaltare le persone che vi vivono o lavorano o se prevalga il suo essere una scenografica e affascinante quinta architettonica.
Padova al trotto
Giovanni Palombarini
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2018
pagine: 88
«L’aria del paradiso è quella che soffia tra le orecchie di un cavallo» recita un proverbio arabo, e aria di paradiso si è respirata a Padova durante i secoli d’oro dell’ippica. La straordinaria presenza di un ippodromo ante litteram come il Prato della Valle ha garantito alla città una lunga tradizione nelle corse dei cavalli fin dagli inizi dell’Ottocento. Passione, grande dedizione ed esperienza hanno fatto poi il resto, trasformando Padova nella capitale internazionale del trotto. L’ippodromo finanziato da Vincenzo Stefano Breda è stato punto di riferimento per generazioni di proprietari, fantini, pubblico e per genealogie equine, lasciando un’importante eredità raccolta dalla famiglia dell'imprenditore Ivone Grassetto, che ha poi dato vita a “Le Padovanelle”. Scrivere questa particolare pagina di storia della città significa entrare nella memoria di una passione trasversale che coinvolge competenze, professionalità e socialità differenti. Ne esce uno spaccato di vita cittadina ricco di aneddoti e persone, che restituiscono l'immagine di una realtà variegata e attiva.
La Padova del sindaco Crescente (1947-1970)
Paolo Giaretta, Francesco Jori
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2017
pagine: 192
Assumendosi il delicato compito di traghettare Padova dalla fase della ricostruzione post-bellica fino agli inizi degli anni Settanta, l’avvocato Cesare Crescente (1886-1983), entrato in politica nelle fila del Partito Popolare Italiano e poi della Democrazia Cristiana, diventa sindaco nel 1947. In queste pagine sono messi a fuoco i ventitré anni che lo videro alla guida della città, attraverso una doppia narrazione, dentro e fuori dell’aula consiliare, che restituisce tanto la personalità del sindaco, quanto il clima che si respirava in una città trasformata, che vede mutati valori, condizioni materiali e aspettative. Tracciare l’attività di Crescente e le decisioni prese in materia di sviluppo e rinnovamento urbanistico e viario offre l’occasione di ritornare con nuove considerazioni su alcune delle operazioni più controverse della storia di Padova. Decisioni quali l’abbattimento di edifici storici e l’interramento delle riviere che, se condannate oggi, all’epoca sono apparse come la risposta agli stimoli e alle ambizioni degli abitanti di una città che voleva creare una propria fisionomia identitaria e raggiungere una posizione di rilievo.
L'università di Padova dal 1866 al 1922
Angela Maria Alberton
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2016
pagine: 244
Seconda solo a quella di Bologna per antichità, l'università di Padova ha influito per quasi otto secoli sulla vita della città e della regione, delineando curricula, fornendo idee e storie, plasmando abitudini dei suoi cittadini. Il volume di Angela Maria Alberton ne illumina uno dei periodi cruciali: dall'ingresso del Veneto nel Regno d'Italia nel 1866 fino all'avvento del fascismo nel 1922, che per l'Ateneo è l'anno del 700°. Dentro quest'arco cronologico segnato da profondi mutamenti della società e delle istituzioni, la storia dell'Università si dispiega nella sua vita ordinaria di organismo culturale e professionale. Con uno stile agile e coinvolgente si racconta la nascita delle facoltà, la costruzione delle nuove sedi, la definizione dei primi regolamenti, la vita pratica degli studenti, il coinvolgimento attivo negli ideali risorgimentali, fino ai primi germi del fascismo. Ma l'università patavina è fatta anche di tante altre storie, più personali, di studenti e professori e donne laureate, che offrono un reale e intimo spaccato della vita a Padova in quegli anni.