NFC Edizioni: Arte
Del mare e d'altri sogni. Filippo Manfroni. Ediz. italiana e inglese
Filippo Manfroni
Libro
editore: NFC Edizioni
anno edizione: 2026
pagine: 60
L'impronta del mestiere è un fatto incancellabile per Filippo Manfroni: il senso narrativo dell'illustrazione e la poetica dei
Antifrágil. Margaret Whyte. Ediz. italiana, inglese e spagnola
Libro
editore: NFC Edizioni
anno edizione: 2026
pagine: 208
È un onore per l'Uruguay presentare la sua partecipazione alla 61ª Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia
Cosmogonico. Francesco Bocchini
Francesco Bocchini
Libro
editore: NFC Edizioni
anno edizione: 2026
pagine: 88
L'universo di Francesco Bocchini è in continua espansione
Massimo Pulini. Fango e velluto
Libro
editore: NFC Edizioni
anno edizione: 2026
pagine: 96
Quella tra fango e velluto è una relazione insolita
Ex6. Lorenzo Di Lucido, Nicola Melinelli, Gianni Moretti, Andrea Salvatori, Vincenzo Simone, Cristiano Tassinari
Libro
editore: NFC Edizioni
anno edizione: 2026
pagine: 120
Questa mostra propone un percorso tra media, segni e gesti, invitando lo spettatore a riflettere sul modo in cui l'arte costru
10.2 Giorno del ricordo
Vittorio D'Augusta, Onorio Bravi, Giovanni Fabbri, Guerrino Siroli, V. D'Augusta
Libro
editore: NFC Edizioni
anno edizione: 2026
pagine: 120
La memoria non è necessariamente legata a immagini riconoscibili o a forme descrittive
Mattia Barbalaco. Blu stregato
Libro: Libro rilegato
editore: NFC Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 72
"Le presenze nei suoi dipinti si comportano come attori di un sogno che cercano di non fare gesti o suoni tali da destare. Quasi appartenessero a quella fase onirica che non ricordiamo al nostro risveglio, forse proprio per essere fatti di una materia discreta, senza l’enfasi dell’incubo o il tumulto di una passione" (Massimo Pulini)
Il paesaggio della memoria. Tiziano Vecellio e Domenico Campagnola tra le cime del Cadore
Massimo Pulini
Libro: Libro rilegato
editore: NFC Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 36
Un sole delicato rischiara la base della Torre di Toblin il cui costone massiccio a scarpata diagonale è fuori dal cono d’ombra che vela le tre guglie mozzate, erte come gigantesche ciminiere, a dominio della profondissima valle dolomitica. Quella visione ‘perditiva’ viene descritta nel dipinto con commovente cura nell’intento, raggiunto, di cogliere un accordo armonico tra il sentimento della più aperta natura ed un’intima spiritualità. Proprio alle pendici della Torre è inginocchiato in preghiera un anziano anacoreta, dalla barba lunga, canuta al pari dei capelli rasati che disegnano la nuca. Il suo corpo, interamente nudo se si esclude una stola annodata sui fianchi, è proteso verso una grande croce che si alza parallela e assicurata al tronco di un albero, le cui fronde fungono quasi da portico naturale. Il Cristo crocefisso ha le proporzioni di un bambino, se raffrontate al dinoccolato che gli sta inginocchiato davanti, ma vive di una semplicità che lo rende autentico: una povera scultura di montagna, priva d’architettura e posta a poca distanza da un rifugio dello spirito. È in tutta la metà sinistra della tela che si compie questa stringente relazione...
Bellaria Igea Marina. Una storia
Marco Pesaresi
Libro: Libro rilegato
editore: NFC Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 52
50 scatti inediti in bianco e nero del grande fotografo riminese Marco Pesaresi ci portano dentro l’anima della Bellaria Igea Marina degli anni ’90. Un viaggio visivo tra quotidianità, riti collettivi e sguardi che raccontano la vita. Un’esposizione autentica, intensa, legata al territorio e alla sua gente.
Guido Cagnacci. La prima vita nella Romagna e nell'Emilia del seicento
Massimo Pulini
Libro: Libro rilegato
editore: NFC Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 298
La fortuna del pittore Guido Cagnacci (Santarcangelo 1601 – Vienna 1663) è soprattutto legata alle tematiche più sensuali della pittura barocca, si distinse tra i suoi contemporanei per una rappresentazione del corpo e dei sentimenti che precorse un atteggiamento laico ed erotico affermatosi solo nei secoli successivi. La modernità di pensiero e le sensibili qualità di stesura epidermica cagnacci le coltivò nel corso della sua formazione in Romagna e in Emilia, ma certe libertà di costumi le riuscì ad esprimere solo fuori dallo Stato della Chiesa, nei porti franchi di Venezia e di Vienna, in territori nei quali le maglie dell’inquisizione si mostravano ben più aperte. Si può affermare che l’esistenza e il genio artistico di guido cagnacci si separino in due parti, due vite nettamente divise che si fronteggiano e che in qualche misura risultano complementari. La prima lo vede raffinato ma irrequieto interprete dei temi sacri, della spiritualità più profonda ed estrema, ma lasciata la patria e appena messo piede in laguna l’artista divenne elegante interprete del più licenzioso gusto internazionale. Il nuovo libro monografico dispone di una grande opportunità, quella di ritrovare gran parte delle opere della formazione e della prima maturità ancora nei loro siti originali. I due autori (Massimo Pulini per la parte testuale e Gilberto Urbinati per quella delle immagini) hanno dunque deciso di effettuare una nuova e rigorosa campagna fotografica di tutte le opere esistenti nelle patrie giovanili del pittore. Le riprese ad alta definizione delle tele marchigiane, romagnole e emiliane hanno permesso di raccogliere scorci e dettagli tra i più suggestivi e intensi di quella produzione sacra di Guido Cagnacci. La scelta editoriale dedica cento pagine a questa carrellata di particolari, che nel loro insieme permettono di trasformare la percezione che si aveva del grande artista romagnolo. La ricerca sul campo e varie nuove scoperte, ma anche le diverse interpretazioni iconografiche di opere note e la rilettura di documenti biografici permettono ora di vedere la figura di Cagnacci sotto una luce inedita. Assieme allo spirito di indipendenza che lo ha sempre caratterizzato, il vasto lavoro di indagine contenuto nel libro restituisce anche stringenti e inaspettate relazioni con altre personalità del mondo artistico entro la prima metà del Seicento, come il sodalizio emerso col pittore romano Andrea Sacchi, fautore di una accezione rarefatta e filosofica del barocco. Guido Cagnacci, anche senza aver rivestito ruoli di potere o senza aver lasciato eredi, si attesta come una delle più geniali personalità artistiche di un intero secolo.
Marco Morosini. Gran buffet
Libro: Opuscolo
editore: NFC Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 52
È un atlante del nostro tempo. Un banchetto senza fine in cui l’essere umano, più che commensale, diventa lui stesso pietanza: porzionato, confezionato, pronto al consumo. Gran buffet mette in scena i paradossi di un’epoca che ha trasformato il nutrimento in mercato e il mercato in religione. Non si parla solo di calorie, zuccheri, allergeni o grassi: in queste opere si intrecciano i temi più urgenti della nostra contemporaneità. La sessualità e le sue nuove declinazioni biotecnologiche — dalla riproduzione surrogata alla clonazione umana. Le contraddizioni di un pianeta che da un lato produce troppo e spreca, dall’altro muore di fame. La facilità con cui si acquistano armi come fossero beni di consumo. Le tensioni geopolitiche che si riflettono nei flussi di materie prime, nella fame programmata di interi continenti. Gli allevamenti intensivi di polli e pesci, simboli della catena industriale che tratta la vita come ingranaggio. Gli OGM, gli ormoni, le dipendenze alimentari, i veleni dello zucchero mascherati da piacere. Il visitatore non entra in una mostra, ma in un dispositivo critico: un supermercato simbolico, un “mare solido” di plastica, un banchetto ipertrofico e ironico. Ogni opera è un’icona pop che diverte e allo stesso tempo ferisce, perché dietro la superficie colorata rivela la voracità di un sistema che divora se stesso. Gran buffet è una riflessione radicale: ci interroga su ciò che scegliamo di mettere nel piatto, ma soprattutto su ciò che siamo disposti a sacrificare in nome del consumo. Non solo il cibo, ma i corpi, le risorse, la libertà, l’etica. Perché la vera domanda non è cosa mangiamo, ma cosa ci sta mangiando. Marco Morosini

