La parola poesia porta con sé un certo alone di imbarazzo. La grande poeta Szymborska ha scritto che scrivere poesie è una vergogna. A dirla tutta ha aggiunto però che è preferibile alla vergogna di non scriverle, cosa che rincuora almeno in parte. Sempre lei, parlando di poesia, ha scritto anche che non sa cosa sia ma ci si attacca come a un corrimano. Ci sarebbe un'altra citazione di un altro importante poeta che non riesco a ricordare se si tratta di Penna o Scialoja, anche se, temo, potrebbe non essere nessuno dei due. Comunque diceva che scrivere poesie ha a che fare con una possibilità della lingua. Un modo in cui le parole e quindi il pensiero si organizzano, si legano tra loro, prendono una forma e una direzione al di fuori della consuetudine. È come quando i capelli prendono un verso, si piegano in una certa maniera, formano una vertigine. La poesia è questa vertigine della lingua.
Versi persi
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| Titolo | Versi persi |
| Autore | Antonio Consentino |
| Illustratore | E. Majnoni |
| Collana | Libri per tutte le tasche |
| Editore | Robin Edizioni |
| Formato |
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| Pagine | 70 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791257144678 |

