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Un nuovo luogo per la cura degli anziani. Storia di un sito raccontata attraverso l'architettura

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Un nuovo luogo per la cura degli anziani. Storia di un sito raccontata attraverso l'architettura
Titolo Un nuovo luogo per la cura degli anziani. Storia di un sito raccontata attraverso l'architettura
Autore
Editore Luciano
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 39
Pubblicazione 2026
ISBN 9788860263995
 
8,00 €

 
0 copie in libreria
Il concetto di assistenza, inteso come patrimonio immateriale di una società, ha subito nel corso dei secoli una metamorfosi radicale, passando dalla dimensione etico-spirituale a quella meramente clinico-gestionale. L'etimo hospitium, nel contesto cristiano medievale, non sottendeva una struttura di degenza, bensì un atto di accoglienza pura. In tale alveo culturale, l'assistenza al povero e al malato era configurata come un dovere morale e una partecipazione al sacro; l'ospizio medievale, situato lungo le direttrici dei pellegrinaggi, rappresentava uno spazio ibrido di sosta e condivisione dove la cura dell'anima precedeva la terapia del corpo. La transizione verso la modernità, accelerata dall'Illuminismo e dalla Rivoluzione Industriale, ha determinato una progressiva "medicalizzazione" dell'ospizio. Lo Stato, sostituendosi alla carità privata, ha trasformato l'accoglienza in controllo sociale, relegando l'anziano e il non produttivo in strutture segregate. Attualmente, la disciplina architettonica è chiamata a una nuova in versione di paradigma: superare il modello ospedaliero per approdare al concetto di RSA (Residenze Sanitarie Assistite) e Senior Living, dove il focus trasla dalla "cura della patologia" alla "qualità della vita". Esempi paradigmatici di questa tendenza sono i Maggie's Centres nel Regno Unito. Queste strutture, fondate sulla visione di Maggie Keswick Jencks e Charles Jencks, non sostituiscono i centri oncologici ma agiscono come infrastrutture di supporto psicologico e sociale. Progettati da firme quali Norman Foster(Manchester) e OMA/Rem Koolhaas (Glasgow),i centri sfruttano il legno, il vetro e la continuità spaziale con il verde per mitigare il trauma della malattia attraverso il biophilic design, recuperando la natura originaria dell'hospitium inteso come spazio di relazione.
 

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