Il Codice Rossi è universalmente noto per essere la più antica fonte dell’Ars nova italiana a noi pervenuta. Ci è stato preservato, con ogni probabilità quasi per intero, grazie a due illustri bibliofili dell’Ottocento: Giovan Francesco de Rossi e Giuseppe Greggiati. Realizzata in ambiente veneto, la silloge presenta 37 composizioni, attinte a fonti inconsuete, che si discostano dai repertori prevalenti per la conformazione dei testi e lo stile compositivo. Dal punto di vista formale i pezzi si qualificano in maggioranza come madrigali a due voci, uno dei quali, intonato in canone, potrebbe essere detto un madrigale caccia. Dei restanti, uno è una caccia con le due voci superiori in canone sostenute dal tenor senza testo, un altro è un raro esemplare italiano di rondello a due voci, cinque sono ballate monodiche. L’ampio studio introduttivo include il catalogo del manoscritto e la trascrizione completa dei testi poetici.
Il codice Rossi 215 della Biblioteca Apostolica Vaticana. Con i frammenti della fondazione Opera pia don Giuseppe Greggiati di Ostiglia
| Titolo | Il codice Rossi 215 della Biblioteca Apostolica Vaticana. Con i frammenti della fondazione Opera pia don Giuseppe Greggiati di Ostiglia |
| Curatore | N. Pirrotta |
| Argomento | Casa, hobby, cucina e tempo libero Antichità e collezioni |
| Collana | Ars nova, 2 |
| Editore | LIM |
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| Pagine | 156-362 |
| Pubblicazione | 01/1992 |
| ISBN | 9788870960334 |

