Queste poesie nascono da un contatto lento e insistente con il mondo: dalla mano che tocca, dalla materia che oppone resistenza, dal tempo che non scorre ma si deposita, strato dopo strato, come una memoria silenziosa. La clessidra non misura qui la fretta, ma la durata, e gli angeli non sono figure di una rivelazione improvvisa, bensì presenze della veglia e dell'attenzione. La parola prende forma attraverso la prossimità, il ritorno e l'ascolto, senza mai fissarsi del tutto, lasciando sempre aperta la possibilità di un'altra inflessione, di un'altra durata. Qui la fragilità non è mancanza, ma densità; il gesto ripetuto diventa conoscenza, e la lentezza si trasforma in una forma di attenzione radicale. Corpi, superfici, ombre, presenze vegetali e celesti si intrecciano in un paesaggio interiore in cui il visibile e l'invisibile si toccano. Il sacro appare in modo discreto, come un silenzio abitato, come una soglia che la parola sfiora senza oltrepassarla. Leggere queste poesie significa accettare un altro ritmo: un tempo che non chiede di essere attraversato, ma frequentato...
La clessidra degli angeli. Lento esercizio dell'esistenza
| Titolo | La clessidra degli angeli. Lento esercizio dell'esistenza |
| Autore | Cristian Liviu Burada |
| Curatore | D. Danisor |
| Collana | Omnium |
| Editore | Susil Edizioni |
| Formato |
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| Pagine | 104 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791257670283 |

