Giorgio Dellacasa, viaggiatore di lungo corso abitualmente affascinato da Paesi e culture lontane, anziché levare le ancore, decide eccezionalmente di ormeggiare a Genova, la sua città, per abbandonarsi a una lenta esplorazione di prossimità, muovendosi alla maniera di un flâneur tra vie, piazze e caruggi. Non per raggiungere una meta, ma per seguire la presenza invisibile e mesmerica di Fabrizio De André. Mettersi idealmente sulle orme di Faber, per il fotografo, non è solamente ritrovare le zone e le atmosfere cantate in brani indimenticabili. È, in primis, recarsi a una sorta di appuntamento, finora rinviato, con un fedele compagno di viaggio; è riconoscere una voce che ha contribuito intimamente alla costruzione di una visione e di un'etica umana e fotografica. Questo libro è una sorta di affettuoso carteggio per immagini e un malinconico sottofondo che sa di salmastro e di autenticità. Che si voglia prestarvi occhio od orecchio, l'unica condizione richiesta per comprenderlo pienamente è di essere disposti a mischiarsi con le sue pagine. Abbandonando ogni rigidità, liberi e non inamidati. "Senza una camicia bianca".
Senza una camicia bianca. Nella Genova di De Andrè
| Titolo | Senza una camicia bianca. Nella Genova di De Andrè |
| Autore | Giorgio Dellacasa |
| Curatore | L. Manione |
| Editore | Gente di Fotografia Edizioni |
| Formato |
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| Pagine | 70 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788888290171 |

