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Architettura «venetiana». I proti veneziani e la politica edilizia nel Cinquecento

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Architettura «venetiana». I proti veneziani e la politica edilizia nel Cinquecento
Titolo Architettura «venetiana». I proti veneziani e la politica edilizia nel Cinquecento
Autore
Argomento Arti, cinema e spettacolo Architettura
Editore Cierre edizioni
Formato
Formato Libro Libro: Libro in brossura
Pagine 384
Pubblicazione 07/2019
ISBN 9788883149962
 
Promozione valida fino al 12/02/2027
26,00 € 24,70 €

 
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Il Cinquecento è considerato il secolo del rinnovamento urbanistico veneziano. Il doge Andrea Gritti (1523-1538) e Jacopo Sansovino sono ritenuti i protagonisti di questo rinnovamento, coloro grazie i quali cominciò finalmente il Rinascimento a Venezia. È convinzione diffusa che nel Cinquecento i “veri” architetti, gli architetti esteti, abbiano finalmente preso il sopravvento sui proti, gli architetti veneziani, più “empirici”, più vicini alla figura del Baumeister. Martin Gaier nella sua ricerca sull’attività dei proti tiene però conto per esempio del fatto che spesso le committenze statali più importanti continuarono comunque ad essere affidate a loro, primo fra tutti ad Arnoldo da Ponte come nel caso del restauro di Palazzo Ducale o della ricostruzione del ponte di Rialto. E avanza l’ipotesi, «per permetterne la discussione», che i proti veneziani non siano entrati in competizione con gli architetti forestieri solo per istinto di sopravvivenza, ma che siano stati manovrati o almeno appoggiati dalla parte conservatrice del patriziato, in una sfida politica con le armi dell’architettura.
 

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