Le proteste di massa che hanno scosso il pianeta dal 2011 a oggi condividono un tratto inconfondibile: il bisogno di contestare, rovesciare e distruggere le rappresentazioni politiche dominanti, senza preoccuparsi di proporne di nuove. Dalle Primavere arabe a Occupy, dalle strade di Hong Kong a Ferguson negli Stati Uniti, dai Gilets Gialli francesi a Gezi park a Istanbul e altrove, le rivolte non mirano a sostituire governi o leader per ottenere una versione migliore di quel che c'è già: mirano a smantellare la necessità stessa di governi e leader. Mikkel Bolt Rasmussen ci guida dentro questo "movimento del rifiuto" - o Internazionale del rifiuto - interpretandolo come l'emergere di una nuova azione rivoluzionaria. Una potenza destituente che inceppa le nozioni tradizionali di potere e contropotere chiuse nell'obsoleto recinto dello Stato-nazione. "¡Que se vayan todos!" non è più solo lo slogan argentino del 2001. È il ritornello di una comunità in divenire che, nel rifiuto di farsi governare, scarta l'idea di prendere il potere per restituire, finalmente, centralità alla vita.
L'Internazionale del rifiuto. Una teoria per il nuovo ciclo di proteste
in uscita
| Titolo | L'Internazionale del rifiuto. Una teoria per il nuovo ciclo di proteste |
| Autore | Mikkel Bolt Rasmussen |
| Traduttore | M. Tarì |
| Editore | Edizioni Malamente |
| Formato |
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| Pagine | 116 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791280497529 |

