Scrivere significa anche imparare a restare. Come nell'antica arte giapponese del kintsugi, Odilla Agrati ricompone i frammenti della sua infanzia, attraversati, nei primi anni Ottanta, dalla nascita e dalla morte prematura del fratello minore, affidando alla pagina ciò che i ricordi hanno saputo preservare. È la donna adulta a prendere la parola, spinta dalla scoperta della malattia della madre: da qui prende forma un viaggio a ritroso nel tempo, in cui la voce narrante si sdoppia; la bambina è raccontata in terza persona, come "lei", quasi a creare la distanza necessaria per avvicinarsi al dolore; l'adulta, invece, si rivolge a sé stessa con il "tu", in un dialogo intimo e consapevole. Due voci, due tempi della stessa vita, che si intrecciano per dare un senso a una perdita vissuta nell'infanzia e trovare le parole per custodirne la memoria, trasformando la scrittura in un ponte tra un dolore personale e un'esperienza universale. Postfazione di Paolo Nelli.
Pianto antico
| Titolo | Pianto antico |
| Autore | Odilla Agrati |
| Collana | Narratori |
| Editore | Ares |
| Formato |
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| Pagine | 136 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788892987968 |

