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Zvanì. Indagine sulla morte di Giovanni Pascoli

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Zvanì. Indagine sulla morte di Giovanni Pascoli
Titolo Zvanì. Indagine sulla morte di Giovanni Pascoli
Autore
Argomento Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)
Editore Gramma Feltrinelli
Formato
Formato Libro Libro: Libro in brossura
Pagine 192
Pubblicazione 01/2026
ISBN 9791256240968
 
Promozione valida fino al 12/02/2027
18,00 17,10

 
risparmi: € 0,90
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17 febbraio 1912. L’uomo sorretto da due medici, che scende per la stradina della “Bicocca”, è Giovanni Pascoli. Lascia Castelvecchio di Barga e sta per salire sul treno speciale che lo porterà a Bologna, dove lui, il poeta più amato e più popolare di quegli anni, spera di guarire dalla cirrosi epatica che gli ha sconvolto la vita. Comincia il crudele duello contro un male che la medicina non sa arrestare e che si conclude il 6 aprile, Sabato Santo, nel tripudio delle campane che annunciano la Resurrezione. Come è potuto nascere e svilupparsi questo sconvolgimento? “Ognuno di noi si prepara la propria morte,” ha scritto Leonardo Sciascia raccontando la fine di Raymond Roussel. Stando alle testimonianze dei suoi amici medici, Pascoli se la preparò senz’altro con una condotta di vita segnata dal dolore, dalle delusioni, dalla solitudine e dall’alcol. La sua esistenza è perciò una lunga rincorsa verso l’epilogo atroce. A partire dal trauma infantile dell’assassinio del padre, dalla morte precoce della madre e da quella dei fratelli maggiori, Pascoli si rifugia nei doveri del lutto, felice, quasi, di essere infelice. Ai lutti si aggiungano la povertà inaspettata, l’attività politica nelle caotiche file del socialismo romagnolo sfociata nei 107 giorni di carcere da cui il rivoluzionario esce “per sempre indignato”, la girandola dell’insegnamento prima nei licei e poi nelle università, il desiderio e il “nido” della famiglia così a lungo sognato. Nido che dura poco. Ida, la sorella più grande, si sposa e Giovanni rimane con Maria, la sorella più piccola, che lo ama possessivamente, escludendo chiunque, istericamente dolce e severa. Con la sua scrittura nitida, capace di penetrare a fondo nella psicologia dei suoi personaggi, Osvaldo Guerrieri ritrae vita e morte di un grande poeta, voce unica nella letteratura europea moderna.
 
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