Da dove viene la difficoltà formale dei testi di Tommaso Landolfi? Perché, quale che sia il genere frequentato, tutta la produzione di Landolfi è segnata dalla tendenza all'uso di maschere, e in primo luogo di una maschera aulica e manierista, instancabile impresa di travestimento e copertura? Questo libro tenta di indagare, con gli strumenti dell'analisi linguistico-stilistica specie a proposito del lessico e dell'intertestualità -, la strategia di copertura che informa l'opera di Landolfi, e in particolare la scelta linguistica del Landolfi diaristico di "Rien va" (ma anche, più brevemente, quella del narratore e del tragediografo estremisticamente manierista del Landolfo VI di Benevento), e di interpretarla nei termini di quella che si è scelto di chiamare lingua-pelle: cioè il succedaneo linguistico di un involucro psichico che ha faticato a svilupparsi, a partire dal costrutto concettuale (l'io-pelle) individuato e investigato dallo psicoanalista francese Didier Anzieu.
La lingua pelle di Tommaso Landolfi
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| Titolo | La lingua pelle di Tommaso Landolfi |
| Autore | Paolo Zublena |
| Collana | Saggi, 134 |
| Editore | Le Lettere |
| Formato |
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| Pagine | 124 |
| Pubblicazione | 10/2013 |
| ISBN | 9788860876386 |
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