L'8 settembre 1522, dopo un estenuante viaggio di tre anni, «l'ultima nave della grande flotta di Magellano, stremata fino all'osso, / gravata da chiodi di garofano, / diciotto uomini / e dalla notizia / che la Terra non ha margini, dunque non ha appoggio» arrivò a Siviglia, in Spagna. Scritta cinquecento anni dopo, la raccolta prende spunto e ispirazione dalla prima circumnavigazione del globo di Magellano, e dalla cronaca che ne fece Antonio Pigafetta. Quaranta poesie e una composizione più ampia delineano i tratti magnifici e folli, opprimenti e tragicomici di un viaggio immaginario, che ricorda quello della celebre nave medievale dei folli. Un viaggio che è insieme scoperta e conquista, ma è anche privo di direzione e senso, diventando così una metafora universale del comportamento umano nella sua spudorata crudeltà, un grottesco tentativo di scoprire il mondo e di salvare almeno le rovine della propria dignità. Un'opera poetica affascinante, in cui scoprire che necessariamente andando avanti si torna al punto di partenza consente di vedersi in un modo nuovo: «Ho scorto il mio viso / ho scorto il mio viso tante volte / che ho dovuto arretrare».
Ho scorto il mio viso. Testo ceco a fronte
in uscita
| Titolo | Ho scorto il mio viso. Testo ceco a fronte |
| Autore | Petr Hruška |
| Collana | Janus-Giano |
| Editore | Miraggi Edizioni |
| Formato |
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| Pagine | 160 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788833863290 |

