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Donzelli: Saggi. Storia e scienze sociali

Il disagio del desiderio. Sessualità e procreazione nel tempo delle biotecnologie

Paola Marion

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 208

Quale influenza hanno sugli individui le modificazioni introdotte dalle biotecnologie nel campo della procreazione e della generazione? In che modo queste innovazioni sono destinate a influenzare anche gli aspetti più profondi dell'identità personale, incidendo potentemente sul nostro rapporto con il corpo e con la sessualità? E come interferiscono con la sfera del desiderio, con l'idea stessa di piacere? Questo libro affronta, dall'angolatura della riflessione e della pratica psicoanalitica, un nodo di problemi che ci riguarda tutti e coinvolge le nostre dimensioni più intime. La sessualità, a cui sono strettamente legati piacere e dispiacere, è un elemento sempre presente nello sviluppo dell'individuo, cuore della sua identità. Non riflette solo la storia intima di ciascuno di noi ma risente anche di un tempo che ci precede, dal momento che l'origine di ciascuno affonda in un atto sessuale alle nostre spalle. Le nuove biotecnologie «espellono» il sesso dalla procreazione e rendono così possibile la generazione attraverso modalità che prescindono dall'atto sessuale. La disgiunzione tra sessualità e procreazione rappresenta una frattura che mette in discussione i due termini nell'ambito dell'individuo e della coppia. Si aprono così diversi problemi, sia per quanto riguarda la vicenda biografica e la molteplicità di luoghi e figure che possono abitare lo spazio fisico e temporale del concepimento, sia per quanto riguarda i termini del rapporto piacere-dispiacere e il modo in cui ne può venire influenzata la relazione inconscia con il bambino. Scritto con un linguaggio semplice e accessibile, questo libro affronta - come sottolinea la prefazione di Giuliano Amato - aspetti cruciali del rapporto tra tecnologia, etica pubblica e sfera privata, chiamando il lettore a interrogarsi su problemi inediti che riguardano la coppia, la generazione e la stessa identità del bambino.
28,00 26,60

Stato, violenza, libertà. La «critica del potere» e l'antropologia contemporanea

Libro

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 250

Che cos'è lo «Stato»? Gli approcci antropologici ed etnografici cercano di andare oltre la sua autorappresentazione come grande apparato unitario e compatto: lo «smontano» piuttosto in una molteplicità di pratiche istituzionali e quotidiane, guidate da proprie e spesso ambivalenti logiche. I saggi raccolti in questo volume, frutto di una discussione di grande intensità tra alcuni dei più significativi studiosi italiani della materia, propongono sia particolari casi di studio sia una riflessione sulle basi teoriche di un'antropologia dello Stato. Il dibattito teorico si concentra in particolare sui limiti delle posizioni «critiche» o post-coloniali che pensano lo Stato come un unico grande impianto repressivo e totalizzante. Come se in esso risiedesse la radice stessa del «male» politico, delle violenze strutturali e delle forme di disuguaglianza e oppressione che caratterizzano la società contemporanea. In campi come l'antropologia della violenza, lo studio del razzismo e delle migrazioni, l'antropologia medica e quella del patrimonio, lo Stato appare spesso come una grande forza patogena, intrinsecamente produttrice di violenza strutturale, di razzismo, di disumanizzazione.
30,00 28,50

Atlanti. Immagini del mondo e forme della politica in Max Weber

Mirko Alagna

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 243

Palcoscenico della provvidenza; materia plasmabile dalla creatività umana, diretta verso il progresso; giungla, in cui la competizione molecolare è insieme strategia di sopravvivenza e garanzia di un ordine meritocratico; "tutto ciò che accade", affastellarsi di accadimenti senza un fine oggettivo e predefinito. Immagine del mondo ("Weltbild" nel lessico weberiano) è tutto questo, è il "set" di assunti cognitivi sul mondo come totalità che l'umanità si costruisce come criterio di orientamento pratico. Quello che un'immagine ci dice "del" mondo ha effetti sul modo di comportarsi "nel" mondo: le immagini del mondo indirizzano l'agire verso certe direzioni, decidono gli obiettivi, le speranze, le aspirazioni; indicano "chi sono i nostri", separano gli accadimenti significativi da quelli secondari. Plasmano cioè diversi tipi umani, costruiscono le soggettività che agiscono nella storia e nella società. Il dispositivo-"Weltbild" usato da Weber, di cui qui si ricostruiscono struttura e funzionamento, permette di tenere in un unico campo visivo la dimensione ideale degli orizzonti di senso e la costellazione dei condizionamenti materiali; fornendo una chiave di lettura politica e sociale nuova, in grado di valorizzare il ruolo svolto tanto dalla componente ideale dell'immagine quanto dall'elemento materiale del mondo.
28,00 26,60

Storia degli Stati Uniti d'America. La «libertà americana» dalle origini a oggi

Storia degli Stati Uniti d'America. La «libertà americana» dalle origini a oggi

Eric Foner

Libro: Copertina rigida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 431

«Nessun'altra idea, più di quella di libertà, è così fondamentale per l'immagine che gli americani hanno di se stessi, come individui e come nazione». Il concetto di libertà, in America, è sempre stato terreno di lotta, soggetto a interpretazioni molteplici e concorrenti. La parola freedom, affascinante e ambigua, è già nella Dichiarazione d'Indipendenza e segna le fasi più importanti della storia del paese, tanto da essere presente in contesti diversi come le manifestazioni per i diritti civili e i discorsi di guerra post-11 settembre. A ben vedere, tutta la vicenda americana si riassume in questo concetto chiave: una verità vivente e incontrovertibile, per alcuni americani; un paravento e una crudele menzogna per altri. Dalla rivoluzione settecentesca ai giorni nostri, per gli americani la libertà è stata insieme una terra promessa e un campo di battaglia, il più forte legame culturale e la più pericolosa linea di tensione. Gli Stati Uniti nascono con la dichiarazione che annovera la libertà tra i diritti inalienabili, poi in Costituzione si propongono di assicurarne a tutti i benefici; per essa, o contro di essa, è stata combattuta la Guerra civile; in suo nome si è ripetuta la battaglia contro la schiavitù e l'apartheid. E, infine, la difesa della libertà anche al di fuori dei propri confini è stato il criterio ispiratore - e insieme lo schermo ideologico - della politica estera americana, dalla seconda guerra mondiale alla guerra fredda, da Cuba al Vietnam, dalla guerra del Golfo a quella in Siria, come l'autore sostiene con forza nella nuova introduzione scritta appositamente per questa edizione italiana. Come nota Alessandro Portelli nella sua postfazione, la sottolineatura dei limiti della libertà americana non diventa per Foner l'occasione per una distruzione del mito americano, ma contribuisce piuttosto a rafforzare il senso di quanto centrale sia l'idea di libertà nell'identità di un paese che, pur nelle sue evidenti contraddizioni, non smette mai di cercarla. Postfazione di Alessandro Portelli.
36,00

In cattedra con la valigia. Gli insegnanti tra stabilizzazione e mobilità. Rapporto 2017 sulle migrazioni interne in Italia

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 185

Partenze, arrivi, ritorni, pendolarismi sono all'ordine del giorno per chi ha a che fare con la scuola. La mobilità territoriale è un elemento distintivo del lavoro nella scuola da lungo tempo, ma con la legge sulla «Buona Scuola» del 2015 è balzato all'attenzione dell'opinione pubblica, suscitando polemiche e conflitti di vario tipo e coinvolgendo sia i precari sia il personale di ruolo. Il tema della migrazione degli insegnanti sul territorio nazionale è oggi sulla bocca di tutti: docenti, famiglie, funzionari, dirigenti, studenti. Il volume affronta la questione con un rigoroso approccio scientifico, grazie al coinvolgimento di un nutrito gruppo di studiosi appartenenti alle discipline più diverse: storici, demografi, sociologi, pedagogisti, storici dell'educazione. Viene qui presentata una ricostruzione del fenomeno partendo da dati statistici inediti, da indagini sul campo in territori particolarmente caratterizzati dalla presenza di insegnanti provenienti da altre regioni, dalla storia della mobilità del personale scolastico nel corso dell'Italia contemporanea. Il contributo della ricerca scientifica permette di affrontare la questione al di fuori degli stereotipi e delle strumentalizzazioni, mettendo in relazione le migrazioni degli insegnanti con le sfide decisive che oggi si pone la scuola pubblica, ma allo stesso tempo contestualizzando questa mobilità nello scenario complessivo delle migrazioni più recenti. Quali sono i modelli migratori che emergono? Quali le conseguenze sull'andamento della scuola pubblica? Quanti sono effettivamente i docenti che si spostano da una parte all'altra del paese? Si possono mettere in relazione gli attuali spostamenti con quelli del passato? Le migrazioni degli insegnanti sono diverse o simili a quelle di altri lavoratori e lavoratrici? Il volume intende rilanciare il dibattito sulla scuola e sulle migrazioni, proponendo un approccio innovativo basato sul confronto tra le scienze sociali a partire da uno sguardo alle contraddizioni della realtà.
27,00 25,65

Risorgimento veneziano. Daniele Manin e la rivoluzione del 1848

Angelo Ventura

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 203

L'Italia fu uno degli epicentri dell'ondata rivoluzionaria che attraversò l'Europa del 1848, quella «primavera dei popoli» che segnò l'inizio della fine del sistema della Santa Alleanza sancito dal Congresso di Vienna e che rappresentò una tappa fondamentale del nostro Risorgimento. Venezia, con la sua eroica resistenza, fu l'ultimo baluardo ad ammainare la bandiera della libertà, nell'agosto del 1849. Il prologo della rivoluzione fu il moto dell'8 febbraio a Padova, il segnale dell'irreversibile fine dell'«agitazione legale». Il 24 febbraio in tutto il Lombardo-Veneto un decreto imperiale istituiva la pena di morte con esecuzione immediata contro i colpevoli di istigazione, sollevazione, ribellione al governo asburgico. Ma alle prime notizie della rivoluzione liberale di Vienna e del licenziamento di Metternich, a Venezia la folla invase il palazzo del governatore imponendo la liberazione di Daniele Manin e Niccolò Tommaseo. Come ha scritto lo storico inglese Trevelyan, Manin fu «il più grande e il più nobile degli statisti italiani», portato alla ribalta dagli eventi del 1848. A metà degli anni cinquanta, quando ancora Cavour giudicava «una corbelleria» l'unificazione politica del paese, sarebbe stato proprio Manin a indicare con decisione la via maestra per cui si sarebbe compiuta l'Unità d'Italia. «La Repubblica veneta proclamata il 22 marzo non aveva nulla a che vedere con l'antica Repubblica aristocratica, ma si fondava sull'imprescrivibile diritto della sovranità nazionale proclamato da Manin, vale a dire sul principio democratico dell'eguaglianza dei diritti politici e civili di tutti i cittadini». Con la coerenza, la limpidezza e la potenza interpretativa che lo hanno reso uno dei grandi maestri della storiografia italiana novecentesca, nei saggi che compongono questo volume Angelo Ventura fa giustizia delle letture più miopi e localistiche fiorite attorno a Manin e alla Repubblica di San Marco. Introduzione di Adriano Viarengo.
27,00 25,65

Nicola Chiaramonte. Una biografia

Cesare Panizza

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 321

Nicola Chiaromonte (1905-1972) è stato un intellettuale scomodo del nostro Novecento, un pensatore antitotalitario impegnato in una strenua lotta contro ogni forma di negazione della libertà individuale. Si trattava di una scelta di vita, frutto di una prematura ribellione al conformismo spersonalizzante dell'Italia fascista, che gli valse un lungo esilio, in Francia e negli Stati Uniti. Questo libro, frutto di anni di ricerca condotta negli archivi e sulle carte personali di Chiaromonte, ne restituisce l'itinerario, intellettuale e politico, a partire proprio dall'esperienza dell'esilio, maturata in gioventù e messa a frutto come occasione per allargare i propri orizzonti culturali, anche attraverso il confronto con alcune straordinarie figure come Andrea Caffi, Carlo Rosselli, Gaetano Salvemini, Angelo Tasca, Ignazio Silone, André Malraux, Albert Camus, Dwight Macdonald, Mary McCarthy, Hannah Arendt, per citarne solo alcune. Ma l'esilio fu nel suo caso qualcosa in più: una condizione psicologica strutturante, la sensazione di non appartenere mai al luogo in cui si è. Questo sentimento non lo abbandonerà neppure quando, nel 1953, farà ritorno in Italia. Presentazione di Paolo Marzotto e prefazione di Paolo Soddu.
29,00 27,55

Politica e corruzione. Pariti e reti di affari da Tangentopoli a oggi

FONDAZIONE RES

Libro

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 260

La corruzione politica è considerata uno dei principali ostacoli alla crescita economica e civile del nostro paese. Il fenomeno è ancora più preoccupante nel mezzogiorno, dove si combina con l'influenza della criminalità organizzata. Eppure, mancano dati solidi per inquadrare la diffusione della corruzione, il suo andamento nel tempo, il radicamento nelle diverse aree, le modalità prevalenti che assume. La Fondazione Res con questa indagine offre un contributo originale in tale direzione servendosi di due fonti inedite: la banca dati delle sentenze della Corte di cassazione e i casi considerati nelle autorizzazioni a procedere del parlamento. Dalla ricerca emerge un quadro inquietante. Da Tangentopoli a oggi la corruzione che coinvolge direttamente i detentori di cariche pubbliche non solo appare in crescita, ma assume caratteri nuovi. È sempre più «privatizzata», volta cioè al perseguimento di vantaggi personali piuttosto che al sostegno dei partiti, come in passato; e si coagula intorno a reti politico-affaristiche, stabili e strutturate, che crescono di più a livello locale e regionale e attraversano i principali partiti piegando ai loro interessi la gestione della cosa pubblica. Prefazione di Carlo Triglia.
35,00 33,25

Agricoltura senza caporalato

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 202

Il fenomeno del caporalato, insieme a quello del lavoro nero, presente soprattutto nel settore agricolo, interessa tutto il nostro paese, con punte preoccupanti nell'Italia meridionale. Esso consiste nel reclutamento illegale di lavoratori che vengono impiegati, per lo più a giornata, nei campi, per essere messi a disposizione di un'impresa. I caporali, spesso collegati con organizzazioni criminali, sono i mediatori tra le imprese e i lavoratori, italiani o stranieri in stato di bisogno. Questi ultimi si trovano dunque in una posizione debole dal punto di vista economico e sociale, e sono facilmente esposti allo sfruttamento. Il lavoro viene altamente sottopagato, tanto da essere considerato una nuova forma di schiavitù. I turni, lunghi, faticosi e fuori da qualsiasi norma di diritto, sono accompagnati da varie forme di violenza, maltrattamenti e intimidazioni. Per spezzare la catena dello sfruttamento, al fine di combattere questo fenomeno così vergognosamente diffuso, è necessario conoscerne in maniera precisa le dinamiche, analizzando i contesti all'interno dei quali questa pratica trova terreno più fertile. Il libro risponde a questa necessità attraverso un'indagine affidata a studiosi di varia provenienza, dai giuristi agli storici del lavoro, dagli economisti ai filosofi e ai letterati, fino al saggio fotografico appositamente realizzato per questo volume da Fabrizio Sacchetti. Una riflessione a più voci, dunque, su un fenomeno che interessa la società civile nella sua interezza e nei suoi fondamenti e che richiede di essere posto al centro del dibattito, all'insegna del comune impegno per la costruzione di una comunità di vita in cui i diritti di tutti siano riconosciuti. Prefazione di Gian Carlo Caselli.
29,00 27,55

Storie di magliari. Mestieranti napoleani sulle strade d'Europa

Pietro Marcello, Marcello Anselmo

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 151

Giovani che per sottrarsi alla miseria e alla precarietà esistenziale provavano ad ascendere la gerarchia sociale attraverso una pratica del commercio senza fissa dimora che li trasformava in piccoli imprenditori cosmopoliti: questo erano i magliari. Si trattava di un modo d'arrangiarsi fattosi mestiere, un mestiere pressoché scomparso nel breve volgere di mezzo secolo. I primi magliari, soprattutto napoletani, avevano avuto l'orizzonte del Sud America, poi era stata la volta dell'Europa industriale del secondo dopoguerra, soprattutto l'area industriale e mineraria compresa tra Belgio, Francia e Repubblica federale tedesca, sulle orme dei flussi migratori degli operai italiani. La storia dei magliari è infatti strettamente intrecciata a quella della migrazione italiana in Europa nel secondo dopoguerra, nonché a quella della mutazione antropologica che ha traghettato le società occidentali verso una trasformazione della culturale materiale e l'avvento del consumo di massa.
26,00 24,70

Fondazioni e sviluppo locale

Luigi Burroni, Francesco Ramella, Carlo Trigilia

Libro: Copertina morbida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 300

Le fondazioni di origine bancaria sono un soggetto importante del nostro paese. Esse nascono dalla privatizzazione del sistema bancario avviata con la legge Amato del 1990. La loro natura è ibrida: enti privati con finalità pubbliche, che si manifestano, a livello locale, attraverso interventi nei settori dei beni culturali, dell'assistenza sociale, del volontariato e della beneficenza, della salute e in generale dello sviluppo locale. Un'azione fondamentale, che spesso è poco riconosciuta, quando non criticata. Ma è proprio in questa fase di globalizzazione, foriera di tensioni per i territori, che le fondazioni, ad essi così strettamente legate, possono rinnovare il proprio ruolo e insieme contribuire al rilancio dello sviluppo locale: ascesa e declino di un territorio dipendono infatti dalla capacità di ridefinire la sua identità per adattarla e rispondere alle sfide esterne. La ricerca alla base del presente volume si è posta l'obiettivo di individuare e di sperimentare (attraverso un progetto che ha coinvolto un numero limitato ma rappresentativo di fondazioni) la strada più efficace per consolidare il ruolo di queste istituzioni nello sviluppo locale, ad esse affidato come obiettivo prioritario dalla legge.
33,00 31,35

Storia del Banco di Sicilia

Libro: Copertina rigida

editore: Donzelli

anno edizione: 2017

pagine: 600

Il Banco di Sicilia è stato una delle più importanti banche italiane. Fin dalle sue origini (1867) ha esercitato un ruolo centrale nella vita dell'Isola, non solo influenzando i processi di sviluppo economico e di trasformazione produttiva, ma anche concorrendo a determinarne i mutevoli equilibri negli assetti sociali e politici. Utilizzando fonti in larga parte inedite, il volume esamina per la prima volta le vicende di una banca che fino al 1926 godette del diritto di emissione monetaria, operando come banca delle banche, in un rapporto di cooperazione-competizione con gli altri istituti di emissione, al cui vertice era posta la Banca d'Italia. Fra le due guerre, il Banco trasformò radicalmente il suo modello di attività, impiantando quasi da zero i servizi di credito commerciale, ampliando la sua presenza in Italia e all'estero, estendendo la sua operatività nel credito speciale a lungo termine. Nel secondo dopoguerra, nel quadro dell'autonomia regionale siciliana, esso esercitò la funzione di una vera e propria finanziaria di sviluppo, sostenendo l'avvio di importanti iniziative industriali. A partire dai primi anni sessanta il rapido esaurirsi della parabola di sviluppo dell'economia siciliana, le strategie gestionali ambiziose e poco attente al controllo dei costi e della qualità del credito, i forti condizionamenti di natura politica e ambientale, determinarono quel deterioramento delle condizioni di bilancio che, seppur con fasi di ripresa, accompagnò le vicende del Banco per oltre un trentennio, fino alla trasformazione in società per azioni e all'assorbimento in gruppi creditizi di portata nazionale. Il volume descrive dunque le principali strategie aziendali, i mutamenti istituzionali e l'andamento economico del Banco di Sicilia dal 1867 al 1991, analizzandolo anche come luogo di selezione e affermazione delle élites e dei ceti dirigenti, in un complesso di rapporti personali, familiari, politici, che rende la sua storia inestricabilmente legata alla storia della Sicilia.
38,00 36,10

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