Adda
Nicolino va alla guerra
Bianca Tragni
Libro: Libro in brossura
editore: Adda
anno edizione: 2018
pagine: 254
Il romanzo di un giovane agricoltore di Altamura nella fornace della Grande Guerra ma anche uno spaccato storico-sociale sugli usi e costumi contadini, nel passaggio epocale e di classe, dalla aristocrazia parassitaria alla borghesia agraria in Puglia.
Da Canterbury a Mottola. Il culto di Tommaso Becket nel Mezzogiorno d'Italia
Pietro Dalena
Libro: Libro in brossura
editore: Adda
anno edizione: 2018
pagine: 140
Un’analisi sull’esperienza martiriale di Tommaso Becket, arcivescovo di Canterbury, e una ricostruzione dell’itinerario della diffusione del suo culto in Italia. Nella chiesa matrice (cattedrale sino al 1818) di Mottola si conservano significative testimonianze cultuali e culturali, tra cui una statua lignea (verosimilmente settecentesca), una tela raffigurante l’Assunta e san Tommaso Becket opera del Malinconico (1706) e, in particolare, un affresco del martire cantoberiano la cui controversa datazione si legherebbe alla ricostruzione della cattedrale e alla sua elevazione a patrono della città. Un privilegio, il patronato, che, associato alla presenza di alcune reliquie, serviva ad elevare il tasso di sacralità della chiesa e ad assicurare protezione alla popolazione dalle calamità naturali, dalle avversità climatiche e dalle epidemie.
Russia, mia amata Russia
Corrado Strada
Libro: Libro in brossura
editore: Adda
anno edizione: 2018
pagine: 98
Puglia, viaggio nel colore
Enrica Simonetti
Libro: Libro in brossura
editore: Adda
anno edizione: 2018
pagine: 246
Blu cielo, verde Murgia, bianco calce, rosso fuoco: chi apre questo libro deve essere pronto a compiere un viaggio nel colore. Quattro itinerari, seguendo le tinte di una Puglia da conoscere, illuminata dallo splendore di un castello, dalla meraviglia di un affresco rupestre e della semplicità di un campo di papaveri o di una “gita” al faro. Isole e scogli deserti, spiagge rinomate, cammini tra i boschi e nel candore dei centri storici, entrando in masserie e cattedrali, girando tra torri costiere e antichi teatri. Nel “disordine” della bellezza regna la perfezione di un Sud che non è un marchio da esportare, ma una meta interiore, una ricerca infinita del Mezzogiorno che è in noi.
Les Pouilles. Dictionnaire de voyage
Michèle Sajous D'Oria
Libro: Libro in brossura
editore: Adda
anno edizione: 2018
pagine: 160
L'acchiappanuvole
Giorgio Saponaro
Libro: Libro in brossura
editore: Adda
anno edizione: 2018
pagine: 166
In questo romanzo si narra di un uomo che, costretto in una stan¬za d’ospedale, ricorda fatti e atti della propria vita. Ricorda, ma anche divaga, immagina, sogna; e fra i ricordi, le divagazioni, le fantasie e i sogni, non si sa bene cosa sia reale e che cosa inventato, o prodotto dal delirio; il quale, poi, più che un delirio, è una specie di folie douce la cui andatura rimarrà il tratto caratteristico non solo dello stile di Saponaro, ma del suo atteggiamento interiore. Si racconta, in questo libro, di un ragazzo, di un giovane, di un uomo, dei suoi giochi, delle sue compagnie e scorribande, e soprattutto delle sue esplorazioni e avventure nel regno dell’eros; vi si descrivono senza mezzi termini le sue opere e operazioni carnali; e con le sue, quelle di altri; vi appaiono diverse figure di donne, tutte guardate dall’ossessione del desiderio, tutte più o meno spogliate, accarezzate e possedute; insomma il mondo di quello che ormai s’è convenuto di chiamare il “sesso”, non potendosi, a quanto pare, parlare veridicamente e sensatamente d’amore, da parte di noi uomini moderni; l’amore, infatti, è un intrico, una pazzia, un empito lirico, un vortice di sentimenti, desideri e idee, uno stato di volta in volta tenebroso o luminoso, mentre il sesso è semplicemente uno scopo, un atto e un fatto e, al contrario dell’amore, si sa sempre che cosa sia e che cosa voglia. Ma non c’è soltanto il sesso, nell’Acchiappanuvole. C’è l’acchiappanuvole lui stesso, il protagonista, l’autore. Il quale, parlando come parla, un linguaggio quanto mai realistico e diretto, dà poi al suo dire un movimento singolarmente irreale, quasi non stia narrando cose viste e fatte, ma sogni, miraggi e incubi. E infatti, miraggi e incubi, si trasformano appena eseguiti, tutti gli atti del protagonista, come è appunto il caso della vita realisticamente vissuta.
A spasso per le lame di Bari. Guida per escursionisti grandi e piccoli
Rossella Mauro, Antonio Bernardoni, Francesco Sanseverino
Libro: Libro in brossura
editore: Adda
anno edizione: 2018
pagine: 186
Bari si trova a valle di un territorio chiamato “conca barese”. La città, protesa verso il mare, ha alle sue spalle l’altopiano delle Murge che digrada dolcemente. In tempi remoti antichi fiumi hanno scavato la roccia convogliando le acque che scendono dalle colline verso il mare. Le lame della conca di Bari sono nove e si aprono a ventaglio intorno alla città. L’uomo ha sempre trovato in esse un luogo adatto al suo insediamento. Oggi il percorso finale di quasi tutte le lame è stato cancellato dall’estendersi delle zone urbane e rischiano di perdersi tracce antichissime della presenza dell’uomo: insediamenti e chiese rupestri, masserie, habitat rurali. Questo libro vuole aiutare a scoprire il territorio intorno a Bari, dove natura e storia si fondono.
Fili di seta
Bruna Chiarcos
Libro: Libro in brossura
editore: Adda
anno edizione: 2018
pagine: 96
“Ho conosciuto Bruna Chiarcos nei felici miei soggiorni a Cortina d’Ampezzo, una donna friulana con un percorso di vita interessante e significativo. Mi sorprendeva la sua capacità di sapersi raccontare con fervore senza trascurare quei particolari che aveva registrato nella sua mente e che conservava anche a distanza di tempo. Un vero scrigno di esperienze possedeva Bruna. Un giorno mi confidò che di tanto in tanto affidava alla penna i suoi pensieri, le sorprese della vita, gli incontri, i ricordi e le sfumature del suo sentire. Non per curiosità, ma per piacere cominciai a leggere gli scritti di Bruna Chiarcos. Nacque così una corrispondenza che ancora una volta mi dava la possibilità di entrare da vicino nel mondo femminile di un’artista. La mia ispirazione cerca sempre un altro anello cui agganciarsi perché il respiro della Poesia, come il filo d’Arianna, mi porta fuori dai labirinti della vita. Sono diverse le esperienze di poesia che ho curato con questo intento ed ogni volta ne sono venuta fuori pienamente soddisfatta e rinnovata. La produzione poetica di Bruna ha una matrice naturale, nasce cioè spontaneamente dal suo intimo e non viene contaminata da influenze letterarie né da suggestioni casuali. Quando mi sono trovata in possesso dell’intera produzione di Bruna ho avuto la sensazione di avere tra le mani numerosi fili di seta che erano in attesa di essere intrecciati delicatamente per formare una tela variopinta, leggiadra e trasparente. Di qui è nata l’idea di mettere un ordine ai diversi componimenti, dando la priorità al contesto familiare della Poetessa, contesto nel quale ella ha maturato la sua formazione di donna, contesto al quale Bruna si sente fortemente legata. Siamo di fronte ad un’esperienza di scrittura che si nutre di un realismo affine a quello di Cesare Pavese perché l’Autrice non contempla le facce diverse della Natura ma le osserva attraverso una lente che le consente di andare indietro nel tempo. La sua è perciò una osservazione retrospettiva, datata, ma pur sempre viva nella sua mente e nella sua immaginazione. L’Opera di Bruna Chiarcos merita di essere letta da una pluralità di lettori che agganciandosi ai diversi fili di seta possono provare a tessere il vissuto della propria vita. “ (Dalla Presentazione)
Studi sulla pittura beneventana. Volume Vol. 1
Hans Belting
Libro: Libro in brossura
editore: Adda
anno edizione: 2018
pagine: 276
Tutti gli studiosi, che si sono interessati di pittura altomedievale nel corso delle loro ricerche, si sono imbattuti in questo volume, Hans Belting, Studien zur beneventanischen Malerei, del quale hanno affrontato la lettura per tanti versi ostica ma indirizzandola alle parti più direttamente in relazione con la loro ricerca. Risulta infatti ardua la lettura nella sua interezza di questo testo, ampio e articolato, pieno di rimandi e confronti con il mondo romano, con quello bizantino, dell’Italia del nord oramai sotto i Carolingi e dei paesi d’Oltralpe, di passi difficili da comprendere in modo chiaro e da rendere in lingua italiana in maniera fluente e discorsiva; si tratta di un testo che richiede da parte del lettore una profonda conoscenza delle tematiche affrontate dall’autore e di una lingua che per molti versi, rispetto all’anno di edizione del volume, ha subìto diverse trasformazioni. Nel corso della traduzione sono state prese alcune decisioni editoriali che riguardano il testo tedesco. Per prima cosa si è cercato di rimanere più fedeli possibile a questo senza operare grandi cambiamenti; lì dove però la traduzione risultava critica, poco comprensibile e il pensiero non chiaro, questa è stata in parte modificata, chiedendo anche allo stesso autore un aiuto per interpretare al meglio il suo scritto. Al prof. Hans Belting, è stata mandata una copia della traduzione per avere il suo beneplacito sull’operazione; anche la casa editrice Franz Steiner ha collaborato dando la sua autorizzazione alla edizione.
Lo studio Chiaia & Napolitano a Bari. Dal piano Piacentini e Calza-Bini al piano Quaroni
Mauro Scionti
Libro: Libro in brossura
editore: Adda
anno edizione: 2018
pagine: 246
Questo saggio, frutto anche di lunghi anni di collaborazione con lo studio Chiaia&Napolitano e di condivisione didattica con Vittorio Chiaia, ricostruisce lo scenario nel quale, nel secondo Novecento e fin dall’immediato dopoguerra, operano i due architetti “americani”. Si ripercorre una lunga e fortunata vicenda professionale – per Chiaia anche accademica e civile – strettamente interrelata alla storia di una città, Bari, che, fin dagli anni ’50, rinverdendo strategie anteguerra, ha fondato ricostruzione e fortuna economica sull’industria edilizia, motore trainante dell’intera economia cittadina. Un’industria, dove l’edilizia privata si fonda sulla “permuta” e quella pubblica, appannaggio di poche imprese, è stata a lungo garantita da cospicui finanziamenti di Stato. Un’industria, artefice della demolizione e ricostruzione del borgo murattiano, che a Bari ha costruito le sue fortune scivolando tra le pieghe degli strumenti urbanistici – dal Piacentini e Calza-Bini al Quaroni – e sul filo dell’interpretazione di un obsoleto regolamento edilizio, ma che ha anche dato spazio, limitato ma facilmente riconoscibile, all’architettura e alla costruzione del Moderno. Una lunga parabola, dalla ricostruzione al miracolo economico, dallo scandalo edilizio alla crisi di fine secolo, della quale i due architetti con le loro opere sono stati, a Bari e in Puglia, i più interessanti testimoni e artefici.
L'impresa si fa, non si racconta
Alessandro Ricchiuti
Libro: Libro in brossura
editore: Adda
anno edizione: 2018
pagine: 122
"Ad consueta solacia lacus pensulis". Il castello di Lagopesole tra età sveva e angioina
Libro: Libro in brossura
editore: Adda
anno edizione: 2018
pagine: 246
Il castello di Lagopesole si inserisce in un sistema, tipico dell’Italia meridionale del XIII secolo, che integra le funzioni di difesa e controllo del territorio con quelle dello svago e della rappresentatività legittimante del potere. Al tempo stesso fortezza e reggia, castrum e domus solaciorum, per l’amenità della natura e la piacevolezza del clima, fu particolarmente gradito a Manfredi, figlio dell’imperatore Federico II di Svevia, che vi si trattenne ripetutamente. E ospitò anche Carlo I d’Angiò, che si recò proprio lì subito dopo la vittoria della battaglia di Benevento (1266), nella quale lo stesso Manfredi, suo nemico, perse la vita. Il castello di Lagopesole spesso rappresentò, dunque, il luogo ideale dove un sovrano poteva piacevolmente sfuggire all’opprimente calura estiva e ritemprarsi nei momenti lasciati liberi dagli impegni bellici e di governo. Questo volume, raccogliendo saggi di diversi specialisti internazionali e mettendo a confronto metodi di lavoro differenti, ricostruisce le complesse vicende di un castello che si trova in uno dei territori più suggestivi del nostro Mezzogiorno, in un luogo un tempo boscoso e adatto alla caccia, ricco di acque pure e refrigeranti. Un castello tradizionalmente identificato come “federiciano”, ma che rivela stratificazioni assai più articolate, che hanno ancora molto da raccontare.

