fbevnts | Pagina 4
Vai al contenuto della pagina
Iscriviti alla newsletter

Antenore

Scritti petrarcheschi

Agostino Sottili

Libro: Libro in brossura

editore: Antenore

anno edizione: 2015

pagine: XIII-312

"A conclusione dell'anno accademico 1961-1962 Agostino Sottili (1939-2004) discuteva presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano una tesi di laurea di eccezionale ampiezza e maturità dal titolo 'Donato Albanzani tra il Petrarca e Guarino', avendo come relatore Giuseppe Billanovich. Da lì prese le mosse il suo interesse per la tradizione delle opere di Petrarca, per la ricerca erudita e l'analisi minuziosa dei manoscritti e delle fonti, che lo caratterizzò per tutta la sua vita di studioso. Il successivo soggiorno di dodici anni a Colonia presso il Petrarca Institut gli consentì di approfondire questo percorso attraverso uno studio intenso e capillare dei manoscritti con opere del Petrarca presenti nelle biblioteche della Germania occidentale. Il suo magistrale censimento ('I codici del Petrarca nella Germania occidentale', Padova, Editrice Antenore, 1971 e 1978, nella collana " Censimento dei Codici Petrarcheschi ", 4 e 7), che in due volumi offre la descrizione dettagliata di ben 276 codici, per lo più dense miscellanee transalpine, è divenuto il modello per quanti dopo di lui hanno affrontato analoghe indagini. Per Sottili ha costituito la fonte inesausta di inediti Realien e il crocevia per intraprendere nuovi percorsi di ricerca, in particolar modo riguardo alla diffusione delle opere di Petrarca nei territori del Sacro Romano Impero tra Quattro e Cinquecento." (dalla Premessa)
29,00 27,55

Quaderni per la storia dell'Università di Padova (2014). Volume Vol. 47

Quaderni per la storia dell'Università di Padova (2014). Volume Vol. 47

Libro: Libro in brossura

editore: Antenore

anno edizione: 2015

pagine: 380

68,00

Risposte a nome di Madonna Laura alle rime di messer Francesco Petrarca in vita della medesima

Pellegra Bongiovanni

Libro: Libro in brossura

editore: Antenore

anno edizione: 2015

pagine: XXXII-277

"Svanire dalla memoria storica senza lasciare traccia di sé è stato destino comune a molte delle poetesse arcadiche del XVIII secolo: sebbene ritenute degne, in vita, di essere annoverate tra le fila della più prestigiosa accademia letteraria italiana, la maggior parte di loro non trovò poi spazio nei repertori che, a Ottocento inoltrato, codificarono il canone letterario nazionale; e questa prima esclusione sancì tacitamente il loro secolare oblio. Pellegra Bongiovanni non costituisce, in tal senso, un'eccezione: mentre la sua fama poteva renderla ancora, a due secoli di distanza, plausibile personaggio di 'quella sorta di Gattopardo del romanzo popolare' ambientato nella Palermo dei primi del Settecento che, secondo Umberto Eco, sono I Beati Paoli di Luigi Natoli, la cultura ufficiale l'andava invece cancellando dal proprio archivio. Cosi, le scarse notizie biografiche che la riguardano si attingono da repertori che cronologicamente non si collocano oltre il primo trentennio del XIX secolo; quasi all'unanimità, poi, le storie letterarie posteriori ne ignorano il nome o si limitano a riproporre minimi cenni, spesso dai toni scettici, sulla sua opera maggiore, creando in tal modo un disinteresse critico che, col passare del tempo, non poteva che rendere estremamente ardua ogni ulteriore ricerca documentaria." (dall'Introduzione)
39,00 37,05

Annotazioni sul volgarizzamento del «Liber ruralium commodorum» di Pietro Crescenzi

Vincenzo Borghini

Libro: Libro in brossura

editore: Antenore

anno edizione: 2015

pagine: XLII-75

"Sulla base della Dedicatoria del 'Liber moralium commodorum', che Pietro Crescenzi rivolge a frate Almerigo Giliani da Piacenza, Maestro generale dei Domenicani (ordinis fratrum predicatorum generali magistro), è lecito ricavare soltanto la coincidenza cronologica tra il periodo della carica di Almerigo, svolta dal 1304 al 1311, e quello della compiuta stesura del trattato. Una seconda Dedicatoria, a Carlo II d'Angiò, re di Gerusalemme e di Sicilia, sembrerebbe autorizzarci ad anticipare il terminus ante quem al 1309, anno della morte del sovrano, per la consolatio e la delectatio del quale, oltre che per l'utilitas dei sudditi, l'opera è stata progettata ed eseguita. Evidentemente, i riferimenti contenuti nelle due Dedicatorie in parte si contraddicono: nella dedica a frate Almerigo, l'evocazione di re Carlo sembra coincidere solo con l'inizio della compilazione del trattato, per cui se ne deduce che la conclusione di questo dovrebbe essere successiva alla morte del sovrano; invece, nella dedica a Carlo d'Angiò, non solo si dichiara che l'opera è compiuta, ma anche che essa viene inviata al re dopo essere stata esaminata e approvata da Almerigo e dai Domenicani, oltre che dagli esperti in scienza naturale dell'Università di Bologna."
12,00 11,40

Italia medioevale e umanistica. Volume Vol. 54

Italia medioevale e umanistica. Volume Vol. 54

Libro: Libro di altro formato

editore: Antenore

anno edizione: 2014

85,00

«In aula ingenti memoriae». Ricerche petrarchesche

Manlio Pastore Stocchi

Libro: Libro in brossura

editore: Antenore

anno edizione: 2014

pagine: X-280

"Gli scritti che qui presento raccolti sono stati composti sparsamente nel corso di molti decenni, con impostazioni e modi di scrittura differenti. Ma rileggendoli ora mi è sembrato che pur nella diversità dei tempi e degli argomenti vi si percepisca una sostanziale unità, quali parti, fra loro idealmente coordinate, di un'unica, organica indagine sulla cultura, sull'umanità e sulla poesia del Petrarca, condotta con metodo coerente e quasi sempre in presenza e con l'aiuto della letteratura latina soprattutto antica (ma anche medievale). Nel rivederli, 'cum ira' talvolta per le antiche mie insufficienze ma sempre 'sine studio', ho giudicato che non troppo avrei da mutarvi, e che, quali contributi all'esegesi e alla critica petrarchesca, nemmeno i più vecchi tra loro abbiano in tutto perduto d'efficacia e d'attualità. Del resto, ove mi sia sembrato più necessario un qualche restauro, vi ho provveduto con le modifiche e le aggiunte opportune. In nessun caso, però, ho rinunciato alla impostazione didascalica e discorsiva originariamente richiesta dalle occasioni (lezioni magistrali e lecture Petrarce) per le quali li avevo in buona parte redatti". (Nota dell'autore)
26,00 24,70

La strada più impervia. Boccaccio fra Dante e Petrarca

Marco Veglia

Libro: Libro in brossura

editore: Antenore

anno edizione: 2014

pagine: 154

Senza nulla togliere alla grandezza di Petrarca, dovremmo forse dubitare delle sue prospettive di giudizio sull'amico Boccaccio, che, s'intende, scelse la strada letteraria che più gli era congeniale. Per farlo, gli abbisognavano non soltanto le qualità che possedeva copiose, ma le avvedutezze che doveva acquisire con la maturità e l'esperienza. Per conciliare Dante e Petrarca egli non poteva che assumere il ruolo del discepolo chiosatore e del cultore di reliquie letterarie. Con una umiltà, talvolta così esibita da essere non meno goffa della pretesa petrarchesca di non conoscere la "Commedia", con la maschera dello scrittore-commentatore che si dichiarava terzo fra cotanto senno, Boccaccio riuscì a essere fedele a se stesso e, nel contempo, ad affermare la propria "differenza", a salvaguardarla e a nutrirla. La sua "terza strada", tanto faticosa e impervia quanto originale, è per ciò stesso quella di una letteratura conciliante e inclusiva, che non poté e non volle rinunciare a innestare Petrarca sul tronco di Dante, né a mostrare il volto grifagno di Dante tra le ombre e le verzure di Valchiusa.
12,00 11,40

La «Spagna» nella letteratura cavalleresca italiana

Franca Strologo

Libro: Libro in brossura

editore: Antenore

anno edizione: 2014

pagine: LXVI-414

"Il presente volume è stato approntato nel giro di nove anni di lavoro; non avrei saputo come condurre a termine l'impresa, se non fosse stato per i maestri che ho avuto il privilegio d'incontrare e che mi hanno guidata con il loro esempio e il loro sostegno. I miei più profondi ringraziamenti vanno a Michelangelo Picone, che fin dall'inizio ha creduto in questa ricerca, da lui ideata e promossa; e, insieme, a Georges Guntert, alla cui generosa fiducia e al cui fondamentale appoggio devo la possibilità stessa di avere avviato e proseguito una carriera accademica."
44,00 41,80

«Quasi ombra e figura de la verità». Pensiero e poesia in Torquato Tasso

Stefano Prandi

Libro: Libro in brossura

editore: Antenore

anno edizione: 2014

pagine: 284

"Pochi autori come il Tasso hanno suscitato interpretazioni tanto differenziate e, in molti casi, discordanti. Posto di volta in volta a chiusura di un'epoca, quella manieristica, o come anticipatore della successiva temperie barocca, egli pare aver scontato il prezzo di un'esemplarità sin troppo manifesta rispetto al proprio Zeitgeist, una stagione che vede, nella vulgata storiografica, la regola prevalere sull'afflato creativo. 'Era già critico prima di esser poeta', sentenziò il De Sanctis, che arrivava a circoscriverne pure l'esperienza biografica nel perimetro di un implacabile autodafé, definendolo 'più crudele inquisitore di sé che il tribunale dell'Inquisizione'. A ciò poi si aggiungeva l'estrinsecità della corte quale destinataria e quasi principio informativo del mondo tassiano, che sembrava legittimare, da Croce in avanti, tutta una serie di giudizi limitativi sulla sua poesia, orientati ad accentuarne la natura encomiastica, aneddotica, addirittura frivola. La critica più recente ha compiuto un'imponente e fondamentale opera di scavo all'interno della cultura tassiana, delle sue letture, della sua poetica, ma il tentativo di rettificare il profilo complessivo dell'autore mostra esiti ancora incerti. In risposta alla vecchia immagine di un Tasso sconfitto dalla cultura controriformistica e alla fine assoggettato alle sue leggi, se ne sono di recente aggiunte altre..." (Dall'introduzione)
23,00 21,85

Italia medioevale e umanistica. Volume Vol. 53

Libro: Libro di altro formato

editore: Antenore

anno edizione: 2014

70,00 66,50

Dante, la sua biblioteca e lo studio di Bologna

Luciano Gargan

Libro: Libro in brossura

editore: Antenore

anno edizione: 2014

pagine: XI-156

Nella "Commedia" i libri più amati dal poeta. Sulla biblioteca di Dante circolano ancora pesanti pregiudizi che vorrebbero farne una raccolta assai modesta, rispetto, ad esempio, a quella molto più ricca del Petrarca e ci si ostina a ripetere che, almeno nel periodo dell'esilio, Dante non poteva possedere molti libri a causa dei suoi continui spostamenti e degli scarsi mezzi economici a disposizione, dimenticando che, prima e dopo l'esilio, ogni città in cui egli soggiornò era in grado di fornirgli nuove opportunità di venire a contatto con i testi che lo interessavano. In mancanza di inventari antichi e di codici superstiti, questo testo si propone di ricostruire la biblioteca di Dante con Dante stesso attraverso una lettura mirata delle sue opere. Nella ricostruzione virtuale della biblioteca di Dante occupano un posto molto significativo il "Convivio" e il "De vulgari eloquentia", due libri scritti con i libri, dove Dante dimostra di poter attingere a piene mani a una gamma assai vasta di conoscenze (e quindi di testi letti e riletti) che era andato accumulando nel corso del tempo, mentre nella "Commedia" egli elabora in momenti successivi il canone di una propria biblioteca ideale, trasformando i suoi "libri peculiares" in personaggi che soggiornano all'interno del limbo, se poeti o filosofi pagani o formano le due corone di spiriti sapienti nel cielo del Sole, se teologi, mistici o dotti cristiani.
18,00 17,10

Quaderni per la storia dell'Università di Padova (2013). Volume Vol. 46

Quaderni per la storia dell'Università di Padova (2013). Volume Vol. 46

Libro: Libro in brossura

editore: Antenore

anno edizione: 2014

pagine: 464

68,00

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.