Artemide
Miti della modernità
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2015
pagine: 379
La metafora del "viaggio" fa da filo conduttore ai saggi raccolti in questo volume, un viaggio lungo i miti che abitano la cultura e i linguaggi dei nostri giorni. "Miti" in tanti sensi diversi, come tante e diverse sono le voci degli autori che compongono questo disegno, diverse le loro aree di studio e di provenienza (con una forte presenza dell'americanistica), diversi gli approcci. Miti classici rivisitati dalla letteratura, dal teatro o dalle arti; personaggi o luoghi letterari che si fanno "mito" nel tempo, prestando parole e immagini alle epoche che attraversano, da Don Chisciotte a Peter Pan, dal giardino dell'Eden alla balena bianca; costruzioni simboliche su cui si concentrano ansie e desideri di un dato momento storico e culturale, come l'American Dream, la metropoli modernista o l'incontro con l'Altro; utopie più recenti, da quella "ecologica" a quella "multietnica", entrambe alla ricerca di nuove armonie. E infine le "mitologie" in quanto segni condivisi del nostro mondo di oggi, personaggi, eventi, storie - Marilyn e Che Guevara, Topolino e i Beat - in cui si confondono realtà e immaginazione, memoria viva e proiezione mediatica: alcune delle tappe di questo viaggio nei "miti della modernità" e anche della nostra vita.
L'area Flaminia a Roma. Introduzione alla lettura diacronica
Michele Asciutti
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2015
pagine: 76
L'Area Flaminia è una parte di Roma ricca di rilevanze storico-architettoniche, che raccontano molteplici vicende insediative considerevoli e articolate, e rappresenta un ambito florido di attività alle quali si riconosce una forte valenza culturale. Situata a nord delle Mura aureliane nel territorio compreso fra la porta del Popolo a sud, i colli Parioli a est e l'ansa del Tevere a nord e a ovest, questa parte di città fin dall'epoca romana ha sempre avuto un carattere insediativo peculiare, posta per così dire nell'abbraccio del fiume e protetta dal ponte Milvio, principale attraversamento settentrionale del Tevere. Insieme agli antichi resti dei mausolei, di vaste aree cimiteriali e di numerose ville suburbane, l' area comprende edifici monumentali di notevole rilievo come villa Giulia, villa Poniatowski, il casino di Pio IV, il tempietto di S. Andrea, la Casina Vagnuzzi, nonché numerose sedi di attività museali e accademiche, che testimoniano la sua specifica vocazione di polo artistico e culturale a scala urbana. Allo stesso tempo sono presenti anche settori irrisolti e poco organici, come alcune aree in stato di abbandono o altre occupate da residue costruzioni industriali, oggi in disuso. La forte prerogativa di carattere culturale ha, però, messo in moto oggi un meccanismo virtuoso che, partendo dalla mancata compiutezza morfologica di questi luoghi, aspira a una loro ricomposizione e al raggiungimento di un'identità architettonica definita.
Il libro dei mestieri di Bologna nell'arte dei Carracci
Giovanna Sapori
Libro: Copertina rigida
editore: Artemide
anno edizione: 2015
pagine: 252
"Già nella prima metà del Seicento erano state stampate alcune serie di incisioni dagli affreschi di Palazzo Farnese, della Galleria e del Camerino, e dalla decorazione della cappella Herrera in San Giacomo degli Spagnoli, cioè i cicli pittorici di Annibale Carracci a Roma. Sono anni importanti per la fortuna del maestro bolognese, per la diffusione della conoscenza della sua pittura da Roma verso l'Europa grazie all'azione di convinti ammiratori, di intendenti che ragionavano anche sulle teorie dell'arte, sul bello ideale. In questo clima ha origine anche la pubblicazione nel 1646 di "Diverse figure al numero di ottanta, Disegnate di penna/ nell'hore di ricreatione/ da/ annibale carracci/ intagliate in rame/ E cavate dagli originali/ da Simone guilino paragino", libro più conosciuto come Arti di Bologna, titolo di una riedizione successiva. Promotore e curatore era Giovanni Antonio Massani, colto monsignore appartenente alla cerchia di G.B. Agucchi, F Angeloni, Cassiano dal Pozzo, Leonardo Agostini e G. P. Bellori. Massani, che era il proprietario dei disegni dei "mestieri di Bologna" ritenuti di mano di Annibale, incaricò il francese Simon Guillain di trarne delle incisioni, preparò un testo di introduzione nel quale al racconto dell'impresa editoriale unì notizie su Annibale Carracci e riflessioni sull'arte firmandosi con l'anagramma del suo nome, Giovanni Atanasio Mosini.
Orgoglio e pregiudizi. L'archeologia cipriota di Luigi Palma di Cesnola alla luce dei documenti e delle corrispondenze con l'Italia
Luca Bombardieri
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2015
pagine: 263
Attraverso una raccolta di documenti e materiali largamente inediti, questo libro rappresenta il primo studio di insieme dedicato al controverso rapporto che ha legato Luigi Palma di Cesnola all'ambiente culturale italiano. Nobile piemontese, eclettico diplomatico ed intellettuale, certamente Luigi Palma di Cesnola fra Ottocento e primo Novecento è una figura internazionale indissolubilmente legata al capitolo "eroico", in cui le scoperte di civiltà sepolte si contano fra le novità popolari e di costume e così si amplificano e deformano nell'eco di campagne sensazionalistiche mirabolanti. L'archeologia dell'epoca è avventura, missione culturale e business (per i pochi che la fanno), esotismo e moda (per i molti che ne fruiscono) e in questa temperie Luigi Palma di Cesnola a Cipro, al modo di uno Schliemann minor lontano da Troia e Micene, porta alla luce in innumerevoli frammenti sparsi quelle che si riveleranno poi le principali culture antiche dell'isola, dalla Preistoria alla Tarda Antichità. Per quanto abbia trascorso la sua vita lontano dal suo Paese, arrivando a ricoprire l'incarico di primo direttore del Metropolitan Museum of Art di New York, l'attenzione che Luigi Palma di Cesnola rivolge all'Italia non rimane unicamente un fil rouge affettivo ma si sviluppa in un vero ed intenso rapporto culturale e politico che coinvolge una fitta rete di "amici lontani".
Altri orizzonti. Interventi sul cinema contemporaneo
Daniela Brogi
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2015
pagine: 171
Il cinema è lo sguardo che manifesta sé stesso come tensione verso altri orizzonti: per sperimentare differenti linguaggi e possibilità espressive; per creare nuovi significati e energie emotive; per portarci via. Gli scritti qui raccolti sono dedicati a film usciti tra il 2011 e il 2015, e assecondano l'irrequietudine e l'eterogeneità che sono proprie del cinema, evitando dunque di trattarlo come un'isola remota e disabitata, ma, al contrario, considerandolo come un territorio di scambi con altre forme di sapere e di immaginario. Il cinema non può essere separato nemmeno dagli spettatori; è per questo che i ventiquattro testi che compongono "Altri orizzonti" parlano spesso di film di cui il pubblico desidera sentir parlare: perché il cinema, al pari delle altre arti, continua a vivere quando può dialogare con l'esperienza di tutti.
Tessuti antichi dalla Chiesa di S. Michele in Celle
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2015
pagine: 95
Una collezione tessile ritrovata permette di apprezzare il valore e la bellezza di oggetti e manufatti artistici di grande qualità che va dal '600 all'800; la curatrice Magda Tassinari e il prevosto di Celle don Pietro Pinetto, con la consapevolezza e l¹ammirazione che nasce dalla conoscenza, ci propongono questa scelta. Più che un catalogo di tipo rigorosamente inventariale, questo libro vuole essere la testimonianza di uno sguardo vivo e curioso verso un genere di opere d'arte non sempre apprezzato come si dovrebbe. Propone quindi, benché la più ampia possibile, soltanto una selezione dei tessuti di seta della chiesa di San Michele, quelli più preziosi e significativi, i più appropriati cioè per comporre un tesoro straordinario di capolavori raffinati, colorati e fruscianti.
Viaggio dalla terra al cielo. Concorso internazionale per opera d'arte
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2015
pagine: 84
Il volume-catalogo, raccoglie le opere esposte al concorso internazionale bandito dalla Soprintendenza SBAPSAE di Sassari, Olbia-Tempio e Nuoro per scegliere i manufatti artistici che andranno a essere collocati a corredo dell'aeroporto di Alghero. Il concorso ha visto una grande risposta, con la partecipazione di ben 301 concorrenti. Gli artisti che si sono aggiudicati il premio sono gli architetti Francesca Mariano e Mirko Mellino; l'opera da loro progettata è un'installazione di apparente aerea leggerezza, in realtà di rigoroso studio strutturale. statica e dinamica insieme, ispirata alla grafica di Maurits Cornerlis Escher, è un'onda di elementi geometrici che vanno mano a mano mutando forma e colore, esaltati e accarezzati da un gioco notturno di luci.
Roma degli scrittori. Calvino, Gadda, Landolfi, Levi, Malerba, Manganelli, Moravia, Pasolini
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2015
pagine: 103
Calvino, Gadda, Landolfi, Levi, Malerba, Manganelli, Moravia, Pasolini. Di questi, solo Moravia è romano: "Non mi sono mai mosso da Roma, ma dentro Roma sì che mi sono mosso" (dice uno dei tanti personaggi dei Racconti romani). Gli altri hanno voluto che Roma ospitasse le loro esistenze, e che le loro esistenze ospitassero Roma. Calvino viene a viverci stabilmente solo nel 1980 (un anno dopo l'uscita di Se una notte d'inverno un viaggiatore), Gadda vi si trasferisce nel 1925, Landolfi si aggira per Roma fin dai primi decenni del Novecento (nel 1913-14 frequenta la prima elementare), Levi arriva nel 1945 (quando viene chiamato a dirigere "Italia libera"), Malerba "migra" nel 1950 (dopo aver fondato la rivista "Sequenze"), Manganelli fugge a Roma nel 1953 (lasciandosi alle spalle qualche storia d'amore), Pasolini - nel 1950 - vede nella città eterna un'occasione ideale per liberarsi del suo passato. "Solo la lettura ama l'opera - scriveva Barthes - e mantiene con essa un rapporto di desiderio". Tenendo sempre a mente queste parole, è stato possibile dialogare con questi scrittori, vederli passeggiare per le strade di Roma, incontrarli per caso in un caffè del centro, osservarli mentre allungano il passo per tornare a casa perché hanno lasciato un libro in sospeso. Postfazione di Filippo La Porta.
Feste barocche. Per inciso. Immagini della festa a Roma nelle stampe del Seicento. Catalogo della mostra (Roma, 1 aprile-26 luglio 2015)
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2015
pagine: 111
"Le stampe esposte nella mostra Veste barocche provengono da un solo fondo del Museo di Roma, denominato Avvenimenti, costituito da ben 1089 incisioni datate tra il Cinquecento e il Novecento, tutte dedicate al tema della festa a Roma. La raccolta fu acquistata per 70.000 lire dal Governatorato con la delibera 1792 del 15 marzo 1930, pochi giorni prima dell'apertura del Museo nella sua prima sede di via dei Cerchi, che fu inaugurata il 21 aprile successivo. Insieme agli acquerelli romani di Ettore Roesler Franz è dunque uno dei nuclei fondamentali della collezione museale. L'acquisto, infatti, ben si accordava con le intenzioni che sostennero la nascita del Museo, in cui, come scrisse Antonio Muñoz, 'ogni quadro, ogni oggetto, ogni costume, ricorderanno un aspetto del caro volto della città nostra, una pagina della sua incomparabile storia. O meglio, più che della storia, della cronaca della nostra vita cittadina' (A. Muñoz, Il Museo di Roma, Roma 1930, p. 8), Niente di meglio, quindi, di un fondo di oltre mille immagini che tramandano il ricordo di feste, cavalcate, funerali e fuochi d'artificio: un ritratto della città attraverso gli eventi e le ricorrenze, in cui la festa è l'occasione per schiudere inedite prospettive sulla storia, sulla cronaca e sul costume. La raccolta di stampe fu pagata al libraio antiquario Giulio Landini, attivo fino al 1935 presso piazza dell'Aracoeli..." (Dall'introduzione di Federica Virarti)
Il mondo dei Naxi. Culture, religioni, scrittura pittografica di un antico popolo della Cina
Chao Zhang
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2015
pagine: 238
Nel sud-ovest delia Cina, lungo un'area della catena himalayana tra picchi montuosi, grandi fiumi e laghi vastissimi, vivono i Naxi, un piccolo popolo che nel corso dei millenni ha assorbito le culture delle popolazioni della macroarea sino-tibetana, elaborando la religione dongba; nata come culto anirnistico, questa religione si è evoluta in un complesso pantheon di dei e storie mitologiche, rappresentati su migliaia di manoscritti con l'ultima scrittura pittografica esistente al mondo. "Il mando dei Naxi" parla di questo popolo e della cultura dongba e, attraverso dipinti e manoscritti, luoghi e persone con i loro manufatti, mostra le tradizioni che rendono i Naxi cosi significativi, evidenziandone anche le differenze fra i tanti sottogruppi culturali. Proprio in uno di questi sottogruppi, la popolazione muoso, sopravvive un affascinante esempio di cultura matriarcale pienamente funzionante.
108 Raga Mala. Benares e la musica classica del Nord India
Gianni Ricchizzi
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2015
pagine: 237
Il volume "108 Raga Mala" racchiude quarant'anni di esperienza di musica indiana e il tentativo di renderla accessibile a tutte le persone interessate (musicisti, studenti, appassionati di cultura indiana) da parte di chi questa musica ha studiato direttamente in India per circa dieci anni, a partire dal 1975, e ha poi continuato ad approfondire, con passione e competenza, fino a ottenere, primo musicista non indiano, il titolo "Lifetime Dhrupad Seva" e la medaglia d'oro Dhrupad 2015. Il libro contiene inoltre il racconto delle situazioni di vita-studio di quegli irripetibili anni in un'India diversa ed è corredato da 27 fotografie del tempo.
Oppo. Pittura, disegno, scenografia
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2015
pagine: 222
Curato da Francesca Romana Morelli e Valerio Rivosecchi, questo volume (assieme alla mostra organizzata dalla Fondazione Oppo in collaborazione con Museo della Scuola Romana e Archivio Storico del Teatro dell'Opera di Roma) con 50 dipinti, 20 disegni, 20 bozzetti scenografici e 4 costumi - racconta "l'artista Cipriano Efisio Oppo" al di là del suo noto ruolo istituzionale negli anni del Fascismo. La produzione artistica di Oppo infatti attraversa mezzo secolo di storia dell'arte italiana, dalle opere giovanili legate al clima della Secessione, a quelle del secondo dopoguerra, più intimiste, passando per la grande stagione del Novecento accanto a de Chirico, Sironi, Carrà, De Pisis. Negli anni Trenta, Oppo dialoga con i giovani protagonisti della "Scuola romana", da Mafai a Scipione, sostenendo la crescita e la proiezione internazionale di tutto l'ambiente, con la Quadriennale, l'avventura della "Galleria della Cometa", e le molte esperienze all'estero, tra cui: Esposizione Universale di Barcellona (1929) e di New York (1939). Il saggio di Francesco Reggiani documenta l'attività di Oppo come scenografo e costumista, non solo per l'Opera di Roma, ma anche per il Maggio Musicale Fiorentino, la Scala di Milano e la Fenice di Venezia. La Fondazione Oppo ha messo, inoltre, a disposizione il materiale inedito del suo Archivio, ricco di corrispondenze con artisti e intellettuali dell'epoca, documenti, foto, caricature, disegni e ritratti.

