Artemide
Vestigia longobarde in Italia (568-774). Lessico e antroponimia
Nicoletta Francovich Onesti
Libro
editore: Artemide
anno edizione: 1999
pagine: 286
D'un colpo solo... Senza fine. Catalogo della mostra
Riccardo Caporossi
Libro
editore: Artemide
anno edizione: 1994
pagine: 72
Storie del mondo. Letterature, musiche e culture del sud del mondo
Libro
editore: Artemide
anno edizione: 1993
pagine: 176
Cogliam d'amor la rosa. Variazioni nella poesia spagnola e altrove
Maria Cristina Assumma
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2021
pagine: 128
Il fascio di significati simbolici che caratterizza la rosa fa sì che essa funga da motivo chiave di una molteplicità di variazioni poetiche, colte e popolari, alte e basse, eccelse e dozzinali, sacre e profane, serie e facete, caste e oscene, antiche e moderne, di alcune delle quali questo testo intende dare contezza, con una particolare messa a fuoco delle lettere spagnole. Ecco dunque un alquanto bizzarro, policromo mazzo di rose, ove i cantori anonimi della tradizione popolare antica e moderna si affiancano a Orazio, Catullo, Ausonio, Guido Cavalcanti, Cielo D'Alcamo, Lorenzo de' Medici, Bernardo e Torquato Tasso, Pierre de Ronsard, Garcilaso de la Vega, Lope de Vega, Luis de Góngora, Juan Meléndez Valdés, Hermann Hesse, Dino Campana, Ramón Gómez de la Serna, Federico Garda Lorca, Trilussa, Umberto Saba, Jorge Luis Borges, ecc.
La lettera rubata. Segni speciali e immagini simboliche nei codici di Cassiodoro
Fabio Troncarelli
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 168
I codici delle opere di Cassiodoro sono ricchi di segni speciali, di immagini mnemotecniche e di una serie di indicazioni paratestuali che l’autore raccomanda esplicitamente. Questo apparato che accompagna i testi ha la funzione di indirizzare il lettore e di introdurlo in un mondo a sé stante. La biblioteca che Cassiodoro propone ai suoi monaci è un “Teatro della Memoria”, un luogo in apparenza misterioso ma assai ben organizzato al suo interno: una sorta di palazzo incantato dove chi entra accede come un iniziato neoplatonico ai vertici della Saggezza attraverso un itinerario scandito dall’apprendimento lento e sicuro dei fondamenti di ogni dottrina e della teologia. In questo modo l’adepto raggiunge una totale indipendenza nei confronti del mondo caotico che lo circonda: protetto dalla sua biblioteca e dal suo sapere sempre accessibile, affronta impavido i marosi dei tempi nuovi, sicuro come un pesce nell’acqua, quegli stessi pesci che erano presi a modello di vita e di vitalità dalla fondazione di Vivarium, il cui nome alludeva proprio ai vivai dove pullulano i figli del mare.
Sfaccettature della traduzione letteraria
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2017
pagine: 239
L'intento dei saggi raccolti in questo volume è quello di aprire una finestra sul mondo della traduzione di testi letterari. Complesso, multiforme e vivacissimo, esso si offre agli studiosi come terreno di indagine ricco di stimoli. I quattordici contributi vogliono offrire un'articolata gamma di esempi e di situazioni del "tradurre" in lingue e da lingue che vanno dal catalano e dal castigliano all'italiano, dall'inglese al francese e al tedesco, fino al persiano, al gaelico e al creolo caraibico. Sono "sfaccettature" che, nel loro insieme, presentano un'ampia panoramica su aspetti sia teorici che pratici della traduzione letteraria.
Prospettiva, luce e colore nell'illusionismo architettonico. Quadraturismo e grande decorazione nella pittura di età barocca
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2016
pagine: 379
Un fenomeno quanto mai affascinante, nella fase più intellettualistica del Manierismo cinquecentesco, fu la moltiplicazione dei livelli di realtà per via d'inganno pittorico, inaugurata su grande scala da Michelangelo nella volta della Sistina (1508-12), dove all'intelaiatura architettonica proposta come verosimile si giustappongono "al di qua" gl'ignudi e "al di là" le scene bibliche negli sfondati. Tra gli altri Francesco Salviati, Taddeo e Federico Zuccari, Bernardino Barbatelli detto il Poccetti adattarono alle pitture murale profane in palazzi e palazzetti virtuosismi ottici e prospettici, così da combinare l'impressione di sporgenza delle figure e delle finte statue in primo piano con l'impressione contraria di sprofondamento verso la lontananza delle scene narrative, proposte però talora come "quadri riportati" o addirittura panni dipinti con tanto di galloni frangiati e finti arazzi, sovrapposti a strutture seminascoste e tuttavia visibili. Toccato un vertice altissimo dai Carracci nella Galleria di palazzo Farnese a Roma (1597-1600 circa), la pittura murale con intenti illusionistici si sarebbe sviluppata ulteriormente in varie direzioni. E in questo processo che si sviluppa e si consolida la specificità del "quadraturismo", tipologia pittorica evidentemente collegata dal punto di vista etimologico con il "lavoro di quadro" o la "quadratura", operazioni tanto grafiche quanto plastiche.
Iwein nel manoscritto b.r. 226 della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Testo tedesco a fronte
Aue von Artmann
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2015
pagine: 240
Redatto in una zona liminare del dominio linguistico tedesco quando il Medioevo è al suo crepuscolo, il manoscritto ora alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze perpetua la fortuna di due tra i massimi capolavori del romanzo cortese tedesco, Tristan di Gottfried von Strassburg e Iwein di Hartmann von Aue. Si deve probabilmente a un nobile boemo vissuto all'inizio del XIV secolo la committenza di un codice che fu letto frequentemente, come indicano i chiari segni di usura sul primo e sull'ultimo foglio di ciascun romanzo. E probabile che il committente del manoscritto traesse dalla lettura di quei romanzi il diletto dell'evasione ma è anche lecito supporre che egli riuscisse a scorgere in quelle articolate vicende di dame e cavalieri - e se ne compiacesse - l'incrinatura di un mondo di ideali cortesi che preludeva alla nascita di una società nuova nella quale egli stesso ambiva a svolgere un ruolo. Vero è anche che il codice fiorentino celebra nei versi che custodisce i temi fondanti e senza tempo della letteratura universale e tutto ciò che incarna l'eterna ricerca del compromesso tra sé e il mondo: la ricerca della felicità e l'esperienza del dolore, l'amicizia e il tradimento, l'amore e la morte. Restano misteriose le strade attraverso le quali il manoscritto, tra le mani di ignoti proprietari o mercanti, ha attraversato una così ampia parte d'Europa per giungere in Toscana, e non è chiaro quanti li fossero in grado di apprezzare la straordinaria caratura dei versi di cui esso è scrigno.
Argilla. Storie di terra cruda
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2011
pagine: 109
All'alba della civiltà, delle civiltà, e se civiltà è un termine ancora compreso dalla nostra modernità, l'argilla, nel "pensiero creatore di miti" mesopotamico, è la materia della creazione. Materia non in senso lato, ma l'elemento che Enki, il saggio, manipola e plasma per dare vita all'uomo. Da qui, ovvero dall'esegesi antico-testamentaria della creazione, che ha trasformato l'argilla in polvere e la manipolazione in alito vitale, parte l'esplorazione prima, la prima storia di "terra cruda".
La decima nel Perù. Omaggio a Nicomedes Santa Cruz
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Artemide
anno edizione: 2011
pagine: 205
La poesia improvvisata o "repentismo" è diffusa, oltre che nei paesi mediterranei, in quasi tutta l'America Latina. Il caso del Perù presenta alcuni aspetti peculiari. La decima, che è lo schema metrico più diffuso in queste terre, anche se non l'unico, entra nel paese andino fin dalla conquista. Dopo avere alimentato la poesia colta e quella popolare per tutto il periodo coloniale, comincia dopo l'indipendenza ad assumere la forma tipica del contrasto, basato sull'improvvisazione. Al tempo stesso, a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, diventa patrimonio prevalente della popolazione di origine africana che abita la costa centrale del Perù. Nella seconda metà del Novecento sembra progressivamente esaurirsi l'improvvisazione e predominare il repentismo "impuro", basato su un repertorio scritto. Nicomedes Santa Cruz, sulla cui opera di creatore e studioso è basata questa antologia, rappresenta il culmine di questa stagione. Dopo di lui si apre un periodo ancora in gran parte da esplorare, anche se la ricchezza delle sue pratiche è testimoniata da un lavoro recente di un discendente di Nicomedes, Octavio Santa Cruz. Con il volume viene dato in omaggio il DVD, "Al compas del socabon", un filmato realizzato dallo scrittore cubano David Mitrani, noto anche in Italia come narratore e come studioso della poesia improvvisata.
Paesaggio senza figure. Quattro saggi rilkiani
Mario Specchio
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2011
pagine: 111
I quattro saggi qui raccolti attraversano, con una analisi di altrettanti testi rilkiani - "Die Weise von Liebe und Tod des Cornets Christoph Rilke", "Briefe über Cézanne", "Gedichte an die Nacht", e "Das Marien-Leben" - i primi dieci anni del lavoro del grande poeta praghese. L'autore ha condensato, in studi che hanno accompagnato il suo lavoro di traduttore, un rapporto di lettura e di interpretazione che lo lega, si può dire, da una vita, all'opera di Rainer Maria Rilke. Perciò, pur non avendo l'ambizione di costituirsi come uno studio monografico, il libro sviluppa un percorso critico coerente e strutturato, tratteggiando un vero e proprio ritratto del "primo" Rilke in quel decennio di inizio Novecento cruciale per la storia della sua poesia come lo fu per il destino dell'Europa. Non sfuggirà poi al lettore come il discorso critico, essendo l'autore, oltre che germanista, scrittore e poeta, derivi la sua tensione proprio dall'intreccio speculare tra le ragioni specifiche del testo ed una serrata riflessione sulla poesia e sulla fenomenologia della creazione artistica.
Rivolta e disincanto. Franz Jung e l'avanguardia tedesca
Monica Lumachi
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2011
pagine: 144
Il nome di Franz Jung (1888-1963), rivoluzionario, scrittore, drammaturgo, giornalista e saggista, non è molto noto in Italia, nonostante figuri ormai nei manuali tedeschi di letteratura. Il volume si propone di presentare un profilo storico-critico di Jung nel contesto più vasto dell'Espressionismo tedesco e delle molteplici culture che innervano gli anni della repubblica di Weimar fino alla sua ricezione nella seconda metà del Novecento. Il primo capitolo tratta gli anni giovanili del bohémien nella Monaco di inizio secolo, tra anarchismo, simbolismo e décadence, fino all'esperienza della Prima guerra mondiale. Il secondo capitolo è dedicato al rapporto con il movimento dada in Germania, di cui Jung si fa promotore. Nel terzo capitolo si affronta la fase dell'immediato dopoguerra - tra rivolta letteraria e rivoluzione politica che ispira la produzione agitprop di Jung. Nelle pagine dell'autobiografia, infine, pubblicata nel 1961, si rintracciano quelle "figure della rivolta" riconducibili a uno specifico immaginario novecentesco, teso tra i poli dell'utopia più radicale e del più totale disincanto. Ne emerge la crisi e la definitiva "perdita di aureola" dell'intellettuale in una Germania scossa dalla guerra, dalla rivoluzione e dalle profonde trasformazioni di una modernizzazione che appare ormai vanificare ogni forma di progettualità.

