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Edizioni di Pagina

La corte degli aranci

Antonella Albano

Libro

editore: Edizioni di Pagina

anno edizione: 2024

pagine: 308

19,00

Il castello di Elsinore. Volume Vol. 89

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni di Pagina

anno edizione: 2024

pagine: 128

«Il castello di Elsinore» è una rivista semestrale di teatro profondamente radicata nell'Università italiana. Nata nel 1988, la rivista raccoglie nel suo comitato scientifico quasi la metà degli ordinari di Storia del teatro in Italia e illustri studiosi di università straniere. La rivista è articolata in tre sezioni (talvolta quattro): la prima, intitolata Saggi, comprende rigorosi studi critici su personaggi e opere della storia del teatro e dello spettacolo; la seconda, Materiali, raccoglie e cura documenti, lettere e riflessioni di poetica; la terza, Spettacoli (e/o Libri), recensisce e analizza gli avvenimenti più significativi della stagione teatrale italiana e straniera. I temi di cui la rivista si occupa sono svariati e attraversano l'intera storia del teatro europeo, dal teatro greco alla Commedia dell'Arte, dal teatro rinascimentale italiano al teatro nordico di Ibsen e Strindberg, dal simbolismo europeo a Pirandello.
20,00 19,00

Čechov, la sofferenza delle donne

Roberto Alonge

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni di Pagina

anno edizione: 2024

pagine: 148

Un Čechov femminista a sua insaputa che, attraverso i suoi quattro capolavori teatrali composti fra il 1895 e il 1903, canta la progressiva liberazione della donna dalla violenza maschile. Nel primo dramma (Il gabbiano) il rifiuto – a quattro voci – della funzione generatrice della donna. Da quel momento in avanti, solo donne che inseguono il proprio desiderio. La Elena diZio Vanja è svelta a riconoscerlo ma fatica a sbarazzarsi di un corteggiatore sessualmente molesto. La Maša diTre sorelle, invece, il suo desiderio lo cova da quattro anni di un infelice matrimonio, ed è fulminea a conquistarsi l’uomo del suo cuore e dei suoi sensi, senza nessun imbarazzo nei confronti dello squallido marito. La Ljubov’ delGiardino dei ciliegi, infine, conclude la lunga marcia splendidamente sola. Di uomini ne ha avuti, forse persino troppi, ma sono alle sue spalle: li ha dissipati come ha dissipato i rubli del proprio patrimonio. È la più scandalosa delle eroine čechoviane, la più libertina, ma non conosciamo nulla del suo eros; percepiamo benissimo la brama carnale di Elena e di Maša, ma Ljubov’ ci depista e quasi ci sbeffeggia con il suo profilo di crocerossina, di infermiera devota a un maschio egoista e crudele. Rispettiamo tuttavia la sottile perversione masochista che intuiamo in lei, testimonianza di una donna definitivamente affrancata da ogni subalternità, a figli fratelli mariti parenti, alla morale e alle istituzioni. I 4 capolavori teatrali di Čechov in un close reading provocatorio e intrigante che si legge con leggerezza, come fosse un racconto.
16,00 15,20

Musei diocesani in Puglia

Giacomo Annibaldis

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni di Pagina

anno edizione: 2024

pagine: 200

Roba da sacrestia? Si tende a pensare che sia soltanto un patrimonio di rilevanza religiosa e devozionale quello conservato ed esposto nei musei diocesani (e nelle collezioni d'arte sacra). Invece no: tele, statue, rilievi, libri miniati, insieme ad arredi e paramenti liturgici sempre più si offrono a noi, anche laici, come "archivi" di storia del territorio. Nonché come oggetti di godimento estetico. È un'eredità culturale - ingiustamente considerata minore - fatta di opere d'arte spesso salvate dal naufragio delle "chiese chiuse", dalle sottrazioni indebite, dai mutamenti della liturgia e della religiosità che le hanno rese a volte desuete; eppure parlano un linguaggio che permea tutta la storia bimillenaria dell'Occidente. Come si può evincere da questo itinerario nei Musei diocesani di Puglia che, negli ultimi anni, stanno trovando - pur nelle immancabili difficoltà - adeguata e fruibile sistemazione espositiva. 27 musei (diocesani e d'arte sacra) raccontati da un insolito visitatore, curioso e attento alle "perle" nascoste nel ricco giacimento di tesori d'arte e documenti storici diffuso uniformemente sull'intero territorio della Puglia.
18,00 17,10
San Nicola nel folclore slavo orientale

San Nicola nel folclore slavo orientale

Libro

editore: Edizioni di Pagina

anno edizione: 2024

pagine: 176

Il presente volume raccoglie un’ampia scelta di favole e leggende in prosa del folclore russo, bielorusso, ucraino, in cui la figura di san Nicola emerge con un ruolo determinante: come personaggio “vivente”, come icona, spirito o altro simbolo. Attestata in numerose zone dell’ex impero russo, ma diffusasi anche nel folclore di fabbrica tipico dell’era sovietica, la popolarità del santo tra i popoli slavo-orientali si riflette nelle storie qui presentate, in cui l’ugodnik Nicola svolge una funzione sostanziale di ‘soccorso’ ai poveri, ai semplici e ai bisognosi di ogni tipo, spesso ponendosi in contrapposizione a figure più intransigenti e ieratiche, come Dio, Cristo e gli altri santi. Le storie qui raccolte aiutano a capire il motivo per cui i popoli slavo-orientali hanno per san Nicola una venerazione particolare, che li avvicina molto ai devoti del nostro Paese e al loro mondo spirituale.
17,00

Dalla vita alle scene (1888-1947)

Raffaele Viviani

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni di Pagina

anno edizione: 2024

pagine: 308

Raffaele Viviani (1888-1950), attore, commediografo e poeta, pubblica nel 1928 «Dalla vita alle scene», la sua autobiografia, per poi riprenderla, continuarla e integrarla nel 1947, nella versione qui riproposta. Ad una lettura sommaria Viviani sembra troppo semplice e troppo napoletano. Ma basta ascoltare la musica nascosta nelle parole dei suoi testi e nei gesti che disegna per i suoi personaggi per scoprire in lui una delle rarità del teatro italiano della prima metà del Novecento. Viviani fu un "dialettale d'eccezione", parte di quella ristretta categoria di artisti italiani che, pur conservando la loro identità locale, sentirono la necessità di andare oltre i limiti imposti dalla tradizione. Del teatro aveva scoperto la vera ricchezza, e a quella si votò: fare il suo teatro, un teatro reinventato quasi di sana pianta, di cui fosse autore, regista, attore protagonista e maestro di attori. Un teatro fuori misura e fuori norma, un sapiente impasto di versi-prosa-musica-danza, che resterà nella memoria del teatro contemporaneo come un'eredità ancora da esplorare.
18,00 17,10

Rinascimento torbido e malioso. Il teatro del Cinquecento

Roberto Alonge

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni di Pagina

anno edizione: 2024

pagine: 184

Dei capolavori del teatro rinascimentale, i commediografi sono tutti uomini ma le donne sono il cuore pulsante della scena, fatale oggetto della violenza maschile: stupro di gruppo (dei soldati del Sacco di Roma) per l'adolescente Lelia degli «Ingannati» degli Accademici Intronati di Siena; tentato stupro e brutale ideologia maschilista per la Silvia di «Aminta» di Tasso; abusi sessuali sistematici da parte del proprio vecchio padrone di casa per la popolana della «Lena» di Ariosto. Epperò anche inaspettato soggetto vittorioso del proprio piacere erotico, dove curiosamente si congiungono gli estremi, le aristocratiche (le due protagoniste della «Veniexiana» e la Fulvia della «Calandria») e la disinvolta contadina Betìa della «Moschetta» di Ruzante, laddove resta prigioniera della moralità (che con qualche imprecisione chiamiamo "borghese") la repressa Lucrezia della «Mandragola» di Machiavelli, fedele - per i suoi primi sei anni di vita coniugale - a un marito probabilmente dai gusti omosessuali.
18,00 17,10

Il mito americano nel cinema italiano del Ventennio

Mario Galeotti

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni di Pagina

anno edizione: 2024

pagine: XII-172

Nel nostro paese la pervasività del regime, nonostante la consapevolezza dell'importanza del medium cinematografico, era rimasta inerte nei confronti del settore, almeno per una decina d'anni a partire dalla sua affermazione politica del 1922. Successivamente, nei primi anni Trenta, il governo iniziò a occuparsene progressivamente attraverso l'emanazione di leggi a sostegno della produzione nazionale. È in questo contesto che si colloca quel rapporto ambivalente e contraddittorio tra il cinema italiano e quello d'oltreoceano che è al centro del volume di Mario Galeotti. Un rapporto innervato anche da immagini negative della civiltà americana che proprio i film contribuirono a creare. L'immaginario collettivo del nostro paese proponeva una cultura ricca di valori spirituali e un'evoluzione fatta di sedimentazioni storiche e tradizioni intrecciate tra loro, da contrapporre a una modernità americana senza passato, ormai appiattita su un materialismo livellatore di cui il fordismo era l'emblema. Nondimeno è anche vero che è difficile parlare di un unico atteggiamento in epoca fascista nei confronti dell'America e del cinema americano, mentre è possibile affermare che le rappresentazioni cinematografiche d'oltreoceano erano un formidabile strumento di diffusione del mito americano, soprattutto nell'ottica della vita materiale. Saranno le pagine che seguono a cogliere tutti gli sviluppi e la problematicità di questo travagliato rapporto. (dalla prefazione di Roberto Maccarini)
18,00 17,10
Tra Fumoso e Ruzante. Villani in scena

Tra Fumoso e Ruzante. Villani in scena

Anna Scannapieco

Libro

editore: Edizioni di Pagina

anno edizione: 2024

Tra il 2016 e il 2023 è stata realizzata la prima edizione critica e commentata del corpus teatrale di Salvestro cartaio detto il Fumoso, esponente di punta della senese Congrega dei Rozzi: si è trattato di un'operazione che avrebbe dovuto essere preliminare (come nel caso di Ruzante) a qualsiasi analisi storico-critica dei testi (e del teatro che essi presuppongono), e che tuttavia non era mai stata intrapresa, non che per il Fumoso, per nessuno dei Rozzi. I saggi qui raccolti sono stati concepiti parallelamente e a seguito dell'impresa editoriale, da essa appunto resi possibili: quelli scritti in itinere sono stati rivisitati e ampliati alla luce delle nuove acquisizioni che il compiersi del piano consentiva; gli altri tracciano una sorta di bilancio consuntivo su alcuni particolari aspetti della produzione teatrale del Fumoso o su problematiche che nell'edizione non sono state interamente illuminate. Chiude il volume un saggio interamente dedicato a un autore, Ruzante, che è ripetutamente evocato, et pour cause, in tutti i capitoli precedenti: parentele e divergenze nella rappresentazione del villano in area senese e in area pavana lo rendevano ineludibile. La "vicinanza" tra Ruzante e Fumoso, pur per tanti versi tanto lontani, si è rivelata nutrita di quella medesima capacità di rappresentare la diversità dello sguardo che entrambi attinsero dal "mondo altro" dei villani: un mondo altrove, dalla storia e dalla "civiltà", che della storia e della "civiltà" ancora oggi ci parlano, e ce ne mostrano la trama nascosta.
16,00

«Elleniche». Volume Vol. 2

Senofonte

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni di Pagina

anno edizione: 2023

pagine: 296

Prosegue con il II libro (dopo la pubblicazione del IV) il progetto di edizione dei 7 libri delle «Elleniche» di Senofonte. Il testo greco, con traduzione a fronte, è corredato da un ampio apparato di note. Il II libro delle «Elleniche» di Senofonte copre un arco cronologico di sei anni (dal 406/405 al 401/400 a.C.). La prima parte, fino a II, 3, 10, tramanda il racconto delle fasi finali della guerra del Peloponneso, completando la monografia tucididea. La seconda parte (II, 3, 11 - II, 4, 43), abbandonato il sistema annalistico tucidideo, è interamente occupata dal racconto della storia interna ateniese, di cui Senofonte fu testimone oculare: i Trenta, il dissenso tra Crizia e Teramene, l'esilio dei democratici, la guerra civile, l'intervento di Sparta, il rientro degli esuli sotto la guida di Trasibulo. Il carattere composito di questo libro non concerne unicamente i contenuti, ma ha direttamente a che fare con i tempi e le modalità di composizione delle «Elleniche» e con il rapporto assai complesso tra quest'opera e quella di Tucidide.
17,00 16,15

«Aun a pesar de las tinieblas bella, aun a pesar de las estrellas clara». Pur nelle tenebre, bella / chiara, pur tra le stelle. Scritti in ricordo di Ines Ravasini

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni di Pagina

anno edizione: 2023

pagine: 696

Il presente volume riunisce diversi contributi di amici, colleghi di dipartimento, ispanisti, allievi che hanno avuto il privilegio di incrociare Ines Ravasini in momenti diversi e ne hanno condiviso, talvolta, i tanti interessi che con generoso slancio, curiosità e entusiasmo tratteggiano il suo esemplare studio della letteratura spagnola e catalana nelle sue varie forme ed espressioni. Ines Ravasini (Roma, 1961 - Bari, 2021), laureatasi all'Università 'La Sapienza' di Roma sotto il magistero di Emma Scoles e addottoratasi all'Università degli Studi di Pisa, è stata docente di Lingua e Letteratura spagnola presso l'Università degli Studi di Bari. La sua attività scientifica ha interessato un ampio spettro di ambiti: dalla letteratura del XV secolo, con particolare attenzione alla lirica «cancioneril» e alla «novela sentimental», a quella dei secoli d'oro, con approfondimenti sulle varie tipologie formali e le contaminazioni tematiche e linguistiche tra la cultura letteraria italiana e quella spagnola. Numerosi sono anche gli studi sulla letteratura del Novecento, relativi in particolare al genere teatrale. L'altro versante della sua produzione concerne gli studi sulla traduzione e sulla ricezione. A quest'ultimo ambito è legato l'allestimento del Catalogo online della Letteratura Catalana, Spagnola e Ispanoamericana CLECSI tradotta in Italia nel Novecento, progetto avviato nel 2010 con Nancy De Benedetto.
29,00 27,55

Le mie vite nel Terzo Teatro. Differenza, mestiere, rivolta

Eugenio Barba

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni di Pagina

anno edizione: 2023

pagine: 500

Eugenio Barba è uno dei grandi maestri del teatro del Novecento. Sono molti i libri scritti da lui sin dal 1962 e, ancor di più e nelle lingue più disparate, i saggi sulla sua lunga esperienza di fondatore e regista dell’Odin Teatret, di teorico e animatore di un nuovo teatro di gruppo, terzo rispetto alle forme più convenzionali di azione e organizzazione. A quasi sessant’anni dalla creazione dell’Odin Teatret, che ha concentrato esperienze tecniche e artistiche globali, fra Occidente e Oriente, finalizzandole a spettacoli leggendari e ad audaci esperienze e ricerche antropologiche, "Le mie vite nel Terzo Teatro" è il grande libro della sintesi. Questa autobiografia professionale ricostituisce con completezza la ricerca del senso di una missione creativa vissuta come mestiere, ma anche come differenza e rivolta. L’essenziale interrogativo sul quale si è fissato l’impegno di Barba – perché fare teatro? – è qui esplorato in tutta la sua complessità. Ma un principio fermo guida l’interrogazione: un teatro vale solo se si trascende, se cerca il suo valore provando a liberarsi della sua scontata funzione di teatro.
25,00 23,75

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