Electa
Il Palazzo Ducale di Urbino-The Ducal Palace of Urbino
Libro: Libro in brossura
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 56
Una nuova guida, bella ed essenziale, al Palazzo Ducale di Urbino, sede della Galleria Nazionale delle Marche. Il volume descrive, con testi puntuali in italiano e in inglese e immagini dettagliate, uno dei luoghi d'arte più belli e importanti e uno dei musei più antichi del nostro paese. Insigni storici dell'arte hanno diretto il museo, istituito nel 1912: tra gli altri, ricordiamo Lionello Venturi, Luigi Serra, Pasquale Rotondi e Paolo Dal Poggetto. Per loro merito lo spazio espositivo si è ampliato restituendo, nel tempo e con i dovuti restauri, gli ambienti del Palazzo, mentre l'allestimento museografico si è sviluppato seguendo un doppio intento: da un lato valorizzando gli spazi rinascimentali con opere d'arte legate alla sua storia e, dall'altro, presentando i capolavori che provengono dal territorio marchigiano, documentando il percorso artistico regionale e, con esso, quello italiano.
Passi. Catalogo della mostra (Siracusa, 17 maggio-31 dicembre 2021)
Alfredo Pirri
Libro: Libro in brossura
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 128
Dopo molte prestigiose sedi in Italia e all'estero, l'installazione "Passi" di Alfredo Pirri arriva per la prima volta in Sicilia (Siracusa, Castello di Maniace, 17 maggio-31 dicembre 2021). Un'opera pensata per mutare nel tempo e nei luoghi, coinvolgendo lo spettatore tra simboli e vertigini luminose. Il Castello Maniace cambia volto e diventa una gigantesca stanza degli specchi, che unisce architettura medievale e arte contemporanea. Camminarci dentro, contribuire a infrangere il suolo e assistere al moltiplicarsi delle immagini, è il modo per far vivere lo spazio, modificandolo tra il passo e lo sguardo.
Un atlante di arte nuova. Emilio Villa e l'Appia Antica. Catalogo della mostra (Roma, 26 giugno-19 settembre 2021)
Libro: Copertina morbida
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 176
Il catalogo amplia i contenuti della mostra allestita presso il Complesso di Capo Bove del Parco archeologico dell'Appia Antica (26 giugno-19 settembre 2021) che mette in luce una pagina poco nota ma straordinaria dell'arte del Novecento. La mostra restituisce alla galleria Appia Antica e alla figura del suo carismatico direttore Emilio Villa, poeta e critico, figura geniale e anomala nel panorama culturale italiano, l'importanza e la visibilità che meritano. La galleria, aperta da Liana Sisti in un casale al civico 20 dell'Appia, nel triennio 1957-1959 ospitò delle mostre di straordinaria importanza: basti ricordare quella dedicata a Cesare Tacchi, Renato Mambor e Mario Schifano o quella dei tre milanesi a Roma (Bonalumi, Castellani e Manzoni), con un focus su creazioni poco studiate perché di transizione, anticipatrici delle opere degli anni Sessanta. Il catalogo e la mostra rileggono inoltre l'opera di alcuni artisti italiani (gli scultori Franchina e Mannucci ad esempio) presenti nelle pagine della rivista "Appia Antica. Atlante di Arte Nuova", la cui redazione condivideva l'indirizzo della galleria. Gli spazi della galleria e le pagine della rivista hanno costituito un terreno favorevole per guardare sotto una luce più autentica artisti ormai affermati, come Alberto Burri, Toti Scialoja e Giulio Turcato, e la loro riflessione sull'opera d'arte e la sua materia come oggetto. Sono state inoltre una vetrina autorevole per presentare le ricerche della più giovane generazione di autori (Schifano, Manzoni, Rotella, Lo Savio e Mauri) che agivano un recupero tutto italiano delle avanguardie. Il volume si compone di diversi saggi (tra i quali quello di Andrea Cortellessa su Emilio Villa e l'arte di scrivere l'arte), di nutriti apparati documentari (foto storiche, lettere, riproduzioni dei cataloghi delle mostre e della rivista), di un'antologia di testi di Emilio Villa, di profili biografici e di fortuna critica degli artisti presenti. Infine analizza in quale misura questa esperienza fu il veicolo di un peculiare approccio all'espressionismo astratto americano a Roma (negli anni in cui anche Hollywood era sbarcata sul Tevere e sull'Appia) in una chiave concentrata sui linguaggi formali.
Orestea. Atto secondo. La ripresa delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco dopo la Grande Guerra. Catalogo della mostra (Siracusa, 1 luglio-30 settembre 2021)
Autori vari
Libro: Copertina morbida
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 224
Il volume, che si avvale della supervisione di Davide Livermore, accompagna la mostra della Fondazione INDA dedicata alla stagione teatrale che nel 1921, con "Le Coefore" di Eschilo, segnò la ripresa degli spettacoli al Teatro Greco di Siracusa, dopo un'interruzione di sette anni dovuta alla Prima Guerra Mondiale. L'esposizione, che vede il Palazzo Greco di Siracusa come prima tappa (1 luglio-30 settembre 2021) di un percorso itinerante, racconta e celebra carismatiche personalità come il conte Mario Tommaso Gargallo, presidente del Comitato esecutivo, l'archeologo Paolo Orsi, direttore del Museo archeologico, il direttore artistico Ettore Romagnoli, il compositore Giuseppe Mulé, il pittore Duilio Cambellotti e il direttore della locale Scuola d'arte applicata all'industria, Giovanni Fusero, protagonisti di un impegno corale che portò alla realizzazione di un grande spettacolo ai primi del Novecento, segnando, cent'anni fa, la resurrezione del teatro antico.
Verso la Nuova Pilotta. 48 mesi di rinascita
Libro: Copertina morbida
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 336
Il progetto della Nuova Pilotta, la ricostruzione di uno dei più antichi istituti italiani del collezionismo e della cultura, riguarda il fondamento teoretico della museologia, il suo radicamento nella ricerca scientifica, che in questo caso, rivela in antiche raccolte i più recenti orientamenti storicocritici. Al Complesso della Pilotta è in corso un vasto ripensamento delle collezioni storiche, grazie all'opportunità rappresentata dalla riforma Franceschini, che ha permesso di riscoprire, attraverso la ricucitura filologica dei vari istituti, l'ottica intellettuale originaria con cui le raccolte sono state costituite e organizzate nel tempo. Oggi un museo come la Nuova Pilotta è anche un luogo di emancipazione intellettuale e civile, in cui lo studio e l'esibizione dei documenti serve a rendere i cittadini più consapevoli e liberi di fronte al passato. Da questo punto di vista, il lavoro museologico è legato a discipline che - come l'antropologia o la sociologia - vanno ben oltre i concetti di "opera d'arte" o di "capolavoro", spiegandoci come alcuni manufatti siano diventati riferimenti simbolici di una comunità. Un ruolo fondamentale in questo processo è svolto dai cittadini che, con le associazioni e le altre istituzioni, rigenerano continuamente il significato e il valore delle creazioni nelle quali la città, in quanto comunità civile, si riconosce.
Villa Frascoli. Piero Portaluppi a Laveno. Ediz. italiana e inglese
Roberto Dulio
Libro: Copertina rigida
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 112
Posta al limitare superiore di Laveno Mombello, la villa Frascoli viene costruita a sul finire degli anni Dieci. L'edificio, con interventi di Piero Portaluppi, è compatto ma volumetricamente articolato ed esprime un composto e trattenuto rigore che intreccia etimi storicisti e lievi increspature floreali. Il committente della villa è Giuseppe Frascoli, figlio di Enrico Frascoli, appartenente a facoltosa famiglia locale, volontario garibaldino, consigliere comunale dal 1895 e poi sindaco di Laveno dal 1913 al 1914. Posto al limitare superiore del paese, l'edificio è costituito da un corpo compatto ma volumetricamente articolato da logge e terrazze. Un composto e trattenuto rigore espressivo intreccia etimi storicisti e lievi increspature floreali. Probabilmente negli anni Trenta la villa viene dotata di un padiglione di ingresso tipicamente novecentista. Nella stessa occasione viene modificata una veranda e costruito uno scenografico giardino "cubista" a ridosso di una rampa che mette in comunicazione la stessa veranda con l'ampio parco nel quale sorge l'edificio. Quest'ultimo intervento è ascrivibile a Piero Portaluppi, dal momento che coincide fedelmente con analoghi partiti geometrici già utilizzati dall'architetto, tra gli altri, nelle provocatorie visioni per Allabanuel (1920). Del resto proprio questo episodio architettonico si affaccia sulla villa abitata da Portaluppi durante i suoi soggiorni sul lago. Verosimilmente tra i frequentatori dei Frascoli, l'architetto milanese realizzerà per la stessa famiglia l'arredo di un appartamento a Milano (1935) e la villa Frascoli Fumagalli (1935), costruita a poca distanza dall'altra, probabilmente negli stessi anni dell'intervento sul giardino della stessa. L'intera vicenda si intreccia con quella degli altri interventi di Piero Portaluppi in loco: la fabbrica della Società Ceramica Italiana di Laveno e l'abitazione del suo direttore (1924-26), che insieme alle ville Frascoli costituiscono sicuramente una delle testimonianze più storicamente rilevanti dell'architettura novecentesca sulle sponde del lago Maggiore.
The families of man. Catalogo della mostra (Aosta, 27 maggio-10 ottobre 2021). Ediz. italiana e francese
Libro: Copertina morbida
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 208
Come rialzarsi e ripartire dopo una pandemia e un lockdown globale? Provando, attraverso l'arte dei grandi fotografi, a descrivere come l'uomo ha vissuto e affrontato i cambiamenti della società negli ultimi trent'anni. Il catalogo accompagna la mostra allestita al Museo Archeologico Regionale di Aosta (27 maggio-10 ottobre 2021) che propone una narrazione per immagini della società degli ultimi trent'anni, dalla caduta del Muro di Berlino all'attuale pandemia. È ispirata all'esposizione del 1955 "The Family of Man" organizzata al MoMa per cercare nell'arte le basi della ripartenza dopo la tragedia della Seconda guerra mondiale. In parallelo questa nuova mostra cerca di trovare le basi per rialzarsi dopo l'immobilismo e il senso di spaesamento provocati dalla pandemia. I temi affrontati sono di straordinaria attualità: la globalizzazione, l'immigrazione, l'affermazione della virtualità, la sostenibilità, le questioni di genere e, infine, la pandemia. Per evidenziare come la cultura fotografica del nostro paese abbia saputo descrivere e interpretare gli eventi e le suggestioni di questi anni il catalogo, come la mostra, propone un dialogo tutto italiano. Attraverso scatti d'autore dei maggiori protagonisti della fotografia contemporanea (Ferdinando Scianna, Giovanni Gastel, Letizia Battaglia), immagini di cronaca e fotografie di talenti emergenti come Antonio Rovaldi e Niccolò De Giorgis, viene raccontata la storia del linguaggio fotografico che si evolve insieme al 'racconto umano' nella società contemporanea. Traduzioni in francese di Jérôme Nicolas e Silvia Guzzi per Scriptum, Roma.
Renata Bonfanti. Tessere la gioia-Weaving joy
Marco Romanelli
Libro: Copertina morbida
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 112
In occasione dell'apertura al pubblico dell'ADI Design Museum a Milano (26 maggio 2021), il volume accompagna una delle mostre inaugurali, dedicato a una straordinaria figura del textile design italiano, vincitrice del Compasso d'Oro nel 1962. La mostra e il catalogo dedicati a Renata Bonfanti presentano una scelta completa dei lavori dell'artista vicentina, dai primi tappeti a pelo lungo annodati a mano, fortemente influenzati dall'arte informale, alla poetica collezione "Algeria", della fine degli anni '50, fino ai più recenti tappeti a telaio meccanico. Centrale nella riflessione di Bonfanti è sempre stata l'attenzione alla tecnica, fra tradizione e innovazione: "Ho sempre cercato di organizzare il mio lavoro in modo che le due tecniche fossero intercambiabili... Credo che un interesse eccessivo, di natura emotiva, per la produzione manuale e il rifiuto a priori delle nuove tecnologie possano ostacolare la ricerca, come d'altronde mi sembra assurdo pretendere che la produzione industriale ricopra tutti i ruoli" (Renata Bonfanti, 1975). Traduzione in inglese di Jon Cox.
Giulio Castelli. La cultura imprenditoriale del sistema design-The entrepreneurial culture of the design system
Federica Sala
Libro: Copertina morbida
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 100
In occasione dell'apertura al pubblico dell'ADI Design Museum a Milano (26 maggio 2021), il volume accompagna una delle mostre inaugurali che è un omaggio a uno dei padri fondatori dell'ADI, l'imprenditore Giulio Castelli, il cui contributo è stato fondamentale per la nascita del sistema del design italiano. Giulio Castelli, classe 1920, fu allievo del premio Nobel Giulio Natta, con cui si laureò in chimica al Politecnico di Milano nel 1949. Nello stesso anno fondò la Kartell, l'azienda che introdusse l'utilizzo delle materie plastiche nell'arredo, rivoluzionando il settore. Grazie al lungo e ininterrotto sodalizio lavorativo intellettuale con la moglie, Anna Castelli Ferrieri, la Kartell introdusse sistematicamente la collaborazione con i migliori designer dell'epoca diventando una delle aziende fondatrici del sistema imprenditoriale del design italiano. Giulio Castelli era un imprenditore di idee e di rischio, che non solo non temeva il confronto con gli altri imprenditori, ma anzi credeva nel dibattito e nel sistema come mezzo per far emerge quel "Design" oggi internazionalmente conosciuto. Per questo nel 1956 fu tra i nove fondatori dell'ADI, Associazione per il Design Industriale, che comprendeva industriali, architetti ma anche critici, tecnici, grafici e creativi, in generale mossi dalla volontà di fare sistema. La mostra e il catalogo sintetizzano la sua visione imprenditoriale che non poteva prescindere dal legame con le istituzioni, con il Salone del Mobile, con le neonate scuole di categoria, con i musei e con gli altri imprenditori. Una vita, quindi, legata a doppio filo a quella della moglie e dedicata a quella che oggi chiamiamo la cultura del progetto. Traduzione in inglese di Jon Cox.
Manifesto alla carriera. Omaggio della grafica italiana ai maestri del Compasso d'Oro-A tribute by Italian graphics to the Compasso d'Oro masters
Libro: Copertina morbida
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 160
L'apertura del nuovo ADI Design Museum diventa occasione per celebrare il patrimonio che ha generato il mondo di oggetti e simboli attraverso cui oggi raccontiamo il genio italiano nell'ambito del design, della grafica e dell'architettura. Il Premio Compasso d'Oro alla Carriera rappresenta aziende, istituzioni, autori e prodotti. L'obiettivo è quello di rendere omaggio ai migliori nomi del design italiano del Novecento e sottolineare la loro azione teorica, visionaria e sociale. La mostra, che apre al pubblico il 26 maggio e di cui questo volume costituisce il catalogo, racconta l'Italia del design da un duplice punto di vista: trasversale e democratico. Onora la storia del professionismo colto italiano e del più nobile dei premi per il design ma è allo stesso tempo un'occasione per fissare una virtuosa istantanea dello stato dell'arte della grafica italiana contemporanea. La scelta curatoriale ha previsto il coinvolgimento di grandi nomi dell'ADI Design Index, insieme a una selezione attenta della giovane generazione di designer. Ciascun protagonista ha elaborato, interpretato e tradotto un Compasso d'Oro alla Carriera, in assoluta libertà d'espressione, generando un'operazione corale ed eterogenea composta da disegni, illustrazioni, collage e manifesti tipografici. I contenuti e i filoni narrativi sono trascritti in maniera fedele alla visione del Compasso di riferimento oppure reinterpretati e sovvertiti con sottile ironia. Attraverso quest'esposizione ADI conferma il suo ruolo istituzionale e comunitario di memoria attiva per la difesa e la conoscenza del patrimonio del Disegno Industriale italiano, diventando luogo d'incontro e dialogo tra la contemporaneità e i suoi maestri. La traduzione in inglese è di Jon Cox.
Pietro Consagra. Il colore come materia. Catalogo della mostra (Taormina, 17 maggio-30 ottobre 2021)
Libro: Copertina morbida
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 208
Il volume accompagna la mostra allestita in occasione del centenario della nascita di Pietro Consagra (Mazara del Vallo, 1920 - Milano, 2005) presso il Teatro Antico di Taormina, dal 17 maggio al 30 ottobre 2021. Una selezione di opere dell'artista, realizzate tra il 1964 e il 2003, intreccia un inedito dialogo con le memorie del Teatro Antico di Taormina e con il paesaggio circostante, in un percorso en plein air aniconico e atemporale. Per Consagra la scultura è "fantasia, ricerca, esperienza e provocazione" e questa mostra intende proporre al visitatore una lettura, attraverso nuovi codici percettivi e linguistici, della contemporaneità. Il confronto diretto, faccia a faccia, con le opere di Consagra, strategicamente disposte negli spazi del Teatro, genera nel visitatore/spettatore un'esperienza emozionante: l'artista stesso non escludeva che si potesse alleviare la sofferenza umana con il piacere della bellezza, con la forza di un artificio intelligente, nella consapevolezza che ci può essere un'essenzialità, un rigore, un pensiero anche nell'aspetto leggiadro di una scultura.
Tracce di una scuola. Accademia di architettura a Mendrisio 1996-2021
Mario Botta
Libro: Copertina morbida
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 424
Il volume raccoglie alcune "tracce" del percorso di fondazione e di crescita dell'Accademia di Mendrisio, una scuola nata nel 1996 come facoltà dell'Università della Svizzera italiana, su progetto dell'architetto Mario Botta. L'autore racconta la propria visione dell'architettura intesa come impegno generazionale di fronte alle trasformazioni ambientali. La formazione dell'architetto è strutturata in tre fasce di competenze: storia e cultura, scienza e tecnica e progettazione, al fine di raggiungere una triplice ecologia che sia allo stesso tempo ambientale, urbana e umana. La proposta didattica prevede il coinvolgimento di discipline apparentemente lontane dai problemi dell'architettura e dove storici, filosofi e scienziati, accanto ad architetti e urbanisti, si interrogano sulle condizioni dell'essere, oggi, uomini sulla Terra. Soprattutto nel delineare il profilo ideale dell'architetto "targato Mendrisio" si manifesta la spinta e l'intelligenza progettuale di questa istituzione, che in soli venticinque anni da "nuova" si è fatta già prestigiosa. Fin dall'inizio sono state coinvolte le maggiori personalità del panorama internazionale, solo per citarne alcuni: Carlo Bertelli, Francesco Dal Co, Sergio Albeverio, Aurelio Muttoni, Peter Zumthor, Bruno Monguzzi e Gabriele Basilico. Botta ripercorre e approfondisce le ragioni e i felici esiti delle centinaia di collaborazioni con architetti, artisti, fotografi e intellettuali (tra cui Rafael Moneo, Tadao Ando, Mimmo Paladino, Oliviero Toscani) che in oltre vent'anni di attività hanno contribuito a rendere l'Accademia uno dei punti di riferimento sulla scena internazionale.

