Giovane Holden Edizioni
Ricordi
Carla Carloni Mocavero
Libro
editore: Giovane Holden Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 32
Non c'è artista, autore, poeta che non si sia confrontato con quanto di più ancestrale esista a livello inconscio per ognuno di noi: il ricordo, spesso confuso e/o identificato con la memoria anche se, in realtà, i due termini hanno un significato diverso. Nella vita, così come nell'arte, alla memoria appartiene la necessità di tramandare il passato, di testimoniarlo anche attraverso una forma pubblica; al ricordo fa capo, invece, la volontà, quasi sempre inconscia, di migliorare la condizione della vita. La poesia ci aiuta a capire, a riassemblare le tessere scompaginate di un mosaico. Carla Carloni Mocavero afferra i ricordi e ne fa versi mirabili di immagini istantanee, intimisti ed eleganti. Parla al cuore del lettore la poetessa, senza far mostra di artifici retorici ma con un linguaggio diretto in cui aleggia un soffio di melanconia. Primeggia un'attenzione sommessa e pudica per il tempo e le grandi illusioni della gioventù; la volontà di segnare alcuni percorsi fondamentali della sua vita, dai ricordi d'infanzia alla simbologia del viaggio, che per lei, umbra trasferita a Trieste, illustra le tappe personali dell'esistenza ma anche, simbolicamente, le tappe di una crescita intellettuale ed emotiva. La poetessa approccia un bilancio della sua vita, e lo fa aprendo la porta di una metaforica stanza, dove, simili a oggetti, giacciono le cose fatte e non fatte. Tra questi oggetti del passato ella cerca una cosa che non ha una forma precisa, un ingrediente capace di trasformare tutti quei simulacri del suo passato, vivificandoli.
Pazzo... di te
Giorgia Gozzi
Libro
editore: Giovane Holden Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 32
Margherita è una giovane studentessa universitaria che si mantiene agli studi lavorando il fine settimana nell’osteria Il Covo dove gravitano, oltre agli avventori occasionali, il giovane proprietario, la sua cerchia di amici, e soprattutto i componenti di una cooperativa sociale che dà lavoro a persone borderline. Margherita è convinta di saper leggere la gente, di possedere la sensibilità necessaria per andare oltre la superficie, per scavare dentro un discorso, dentro una sensazione, dentro uno sguardo, una parola detta oppure non detta: in un certo senso è come decodificare tanti codici fatti di emozioni, di odori, di ricordi, di stati d’animo, percezioni, movimenti, guizzi. Il suo lavoro part-time, preferito al dare ripetizioni per potersi allontanare un po’ dai libri, distendere la mente e svagarsi, le permette di osservare un caleidoscopico campione di umanità. Tuttavia, quando inizia a ricevere sempre alla stessa ora della notte, le tre, messaggi minacciosi da uno sconosciuto, ne resta disorientata, sempre più preda di una sorda inquietudine che la porta a interrogarsi su chiunque le si avvicini, a mettere in dubbio le reali intenzioni di un sorriso, di uno scherzo, di un suggerimento. L’attesa dei messaggi dal suo stalker le toglie il sonno e con esso, lentamente, la lucidità, in un crescendo di angoscia che va di pari passo con l’infittirsi dei messaggi stessi. Chi è lo sconosciuto che l’ha presa di mira? È possibile che faccia parte della sua cerchia di conoscenze?
Metà e metà. Ensemble
Fabio Pinna
Libro
editore: Giovane Holden Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 40
La silloge si sofferma sui microscopici cicli di vita che animano il sentimento romantico. L'amore spogliato dei suoi canoni ideali, piuttosto un insieme di forze costanti che costruiscono e demoliscono. Lì, nella parte sommersa dei cuori. Quella parte più facile da ammettere che da vivere, giorno per giorno, da accettare e da addomesticare. L'amore vive emerso, sopra tutto questo. Il punto fermo mai messo a repentaglio. Una metà più un'altra metà perché insieme siano amore, la nostra metà in un'altra metà per essere pari pur restando dispari. Insieme. Si struttura idealmente in tre sezioni, non evidenziate particolarmente nel testo, che corrispondono a tre fasi, o contingenze, del rapporto sentimentale: la perdita di tutte quelle piccole cose che sono motivo di unione e la relativa consapevolezza, i picchi e i precipizi la cui media aritmetica risulta nel viversi giorno per giorno, e quei momenti di grazia in cui si riesce a sovvertire la realtà vivendo con più incanto, leggerezza e meno stanchezza l'insieme. Il ritmo è dato da un'impostazione che si potrebbe definire step by step, con variazioni improvvise di intensità e velocità, nei versi, volte a concretizzare anche nella parola un ritmo di vita: un passo alla volta, una gioia, un'avversità, una precarietà alla volta. Un ritmo adagio di brevi semiminime e pause in cui è possibile accorgersi di tutto. E quindi, vivere tutto. L'ambientazione è il disincanto, sempre pronto alla meraviglia. Splendore e buio. Non solo come è l'amore ma come, probabilmente, è la vita intera. Metà e metà. Splendore e buio. Ensemble.
Melina. Una storia surreale
Franca Canapini
Libro
editore: Giovane Holden Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 48
L'avvio in apparenza assomiglia a una favola in cui una bambina di nome Melina si mette alla ricerca di un anello magico capace secondo un'antica profezia di rendere felice la sua mamma. Via via però i frammenti di narrazione, vere e proprie tavole metaforiche, illustrano, per lo più senza un ordine temporale e logico, le vicende reali e immaginarie, interiori ed esteriori, consce e inconsce, fisiche e spirituali della protagonista. Melina nel suo viaggio è affiancata, fisicamente o emotivamente, da un amico immaginario forse antagonista forse alter ego magari personificazione del dolore umano, suo specchio e sua antitesi, il misterioso Michele, al quale la bambina è legata da un'intesa che va oltre lo spazio e il tempo.
Salvata dal violino
Erika Caser
Libro
editore: Giovane Holden Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 32
Venezia. Un'uggiosa giornata di novembre. Una giovane donna è in fuga dai demoni del suo passato e dal ricordo di una madre che non le è mai stata mamma, che quando ne avrebbe avuto più bisogno preferì voltarsi dall'altra parte. Il dolore sì è sviscerato in profonda sofferenza, in un aberrante senso di inadeguatezza e alienazione alla vita. La decisione estrema pare ormai maturata, il mare suo amante e amico la accoglierà per traghettarla nella pace e nel silenzio. Il destino beffardo, ancora una volta, però, decide per lei che oggi non ha più le treccine e non sta correndo nel vento per cogliere fiori da regalare alla mamma, oggi vorrebbe incamminarsi nell'unica direzione che il suo cuore riesce a sopportare. Un incontro imprevisto, un violinista e un gesto gentile da parte di questo sconosciuto che sa sorridere come nessuno. Sarà l'amore a risanare le ferite, la musica a darle una seconda possibilità o forse il tempo che demone-angelo sfumerà ciò a cui occorre voltare le spalle per sempre? Erica Caser tratteggia un racconto breve usando le parole come note su un pentagramma e dipana temi forti con lievità stilistica.
Punti di vista
Giovanni Renella
Libro
editore: Giovane Holden Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 48
Leggenda vuole che una sera mentre Ernest Hemingway è al bar con gli amici scommetta di riuscire a scrivere una storia (bella) in sei parole e ovviamente vinca con la famigerata "For sale, Baby shoes, Never worn". Difficile imbattersi in una storia, perché di storia si tratta, più triste di questa qui. È spiacevole, perché alle leggende ci si affeziona subito, ma pare proprio che questa storia sia frutto della fantasia di un agente letterario, Peter Miller che l'ha pubblicata in un libro uscito nel 1991. Certo, resta una bella storia, ma è una bella storia falsa. Che tuttavia continua a essere utilizzata, citata, copiata: nel corso degli anni sono stati lanciati diversi contest nel tentativo di creare qualcosa di simile e ugualmente forte, sempre in sei parole così come in centoquaranta caratteri poi portati a duecentottanta. Le storie brevi (e belle) piacciono ai lettori anche a quelli più attratti dai social che dalla carta stampata. Non caratteri ma parole, duecentottanta, il limite in cui Giovanni Renella circoscrive i suoi racconti e descrive la realtà osservandola da una differente angolazione. Gli insoliti protagonisti delle sue storie, siano essi persone o oggetti, si muovono inseguendo trame che schiudono al lettore appunto una prospettiva di osservazione alternativa, curiosa e insolita. E solo nelle ultimissime righe rivelano l'identità dei protagonisti o un epilogo inatteso. L'invito dello scrittore, permeato di garbata ironia, è quello di guardare agli accadimenti e alle cose da un altro punto di vista. Quella che noi consideriamo, infatti, realtà effettuale, si dimostra ingannevole nelle premesse e l'effetto sliding doors è dietro l'angolo.
Impressions of London
Silvia Cestonaro
Libro
editore: Giovane Holden Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 40
Il critico britannico Samuel Johnson ha detto a proposito di Londra: "Quando un uomo è stanco di Londra, è stanco della vita, poiché a Londra esiste tutto quello che la vita può offrire". In quel tutto è compreso anche l'amore. Un amore che può sorprenderti una sera d'inizio estate nel cortile di una strada residenziale chiusa oppure mentre ti perdi tra i vicoli nascosti di uno dei quartieri centrali e ti ritrovi a confondere persino destra e sinistra. A volte si tratta di amare la nuova versione di noi stessi che esplode con la meraviglia dei colori autunnali nei Kew Gardens. Sono degli schizzi preparatori, rapide pennellate che delineano quell'incontro, un inizio, un particolare. Sono quell'impressione intensa che solo occhi apparentemente mai incrociati prima sanno regalare, sono mani conosciute eppure mai sfiorate ed emozioni a cui non si era ancora data voce.
Imperfetto prossimo
Silvia Sardini
Libro
editore: Giovane Holden Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 48
La trama di "Imperfetto prossimo" evolve lungo un filo sottile, volutamente impercettibile, che il lettore è chiamato a dipanare attraverso le vicende dei personaggi, edificati nello spazio stesso del sentire e in un'unica dimensione priva di tempo. Ciascuno dei protagonisti incarna uno stato interiore o un sentimento nel quale il lettore può riconoscersi e rappresenta il singolo tassello del più ampio e sempre incompiuto mosaico dell'Essere, al quale tende con la propria imperfezione. Un espediente narrativo statico accomuna le singole storie ponendosi anche come filo conduttore del romanzo breve, mentre la voce narrante concerta, chiarisce e riflette il punto di vista dell'autore-personaggio. Il finale aperto colloca "Imperfetto prossimo" nel clima inquieto in cui si muove l'uomo contemporaneo, costantemente alla ricerca di se stesso in una società sempre più veloce e caotica che lo annienta, votandolo al dissidio, all'introspezione e alla solitudine.
Che mi racconti
Ivan Stephen Lo Pizzo
Libro
editore: Giovane Holden Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 40
"Che mi racconti" è una frase che può essere adoperata in diversi modi e situazioni e ha molteplici significati. Altrettanto, Ivan Stephen Lo Pizzo ha assemblato e riconvertito i molteplici significati di una singola parola, anche di uso comune, in un gioco a incastro che vede protagoniste assolute le situazioni e le reazioni emozionali dei protagonisti delle vicende narrate: un ragazzino che sogna di imparare a leggere, un prete alle prese con una particolare tradizione paesana, un figlio che teme di non riuscire a ricordare il volto della madre. Tutti i personaggi di queste storie risultano caratterizzati non solo dalle azioni compiute ma soprattutto dalle omissioni: alcuni di loro perseguono scopi nobili, altri fini che ritengono tali, altri ancora non inseguono alcunché. In questo mosaico di tessere ribelli e disgregate, l’Autore non esprime mai giudizi, bensì come un novello cronachista osserva rispettoso e con un pizzico di compassione la varia umanità, perennemente in divenire, che sfila tra le pagine dei suoi racconti con il proprio bagaglio di bugia e verità, disgrazia e comicità.
Come waka dell'autunno che viene
Antonella Azzoni
Libro
editore: Giovane Holden Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 48
La letteratura giapponese è esteticamente raffinata. La poesia in particolare fu ed è coltivata con profonda passione. Lo waka affonda le proprie radici nell'antichità e il termine si scompone in wa (uno dei nomi con cui viene identificato il Giappone) e ka (canto/poesia), da qui il termine waka ossia poesia giapponese. Lo waka si compone di versi molto brevi, in tutto trentuno sillabe, i temi più trattati sono la natura e l'amore, cristallizzati in soli cinque versi. Pochi poeti occidentali, ancora meno italiani, si sono messi alla prova con questo tipo di poesia. Antonella Azzoni in trentacinque waka pennella e sfuma un universo emozionale che ha radici nel suo cuore. La passione amorosa nelle sue differenti sfumature è vissuta in consonanza con la sensibilità per le manifestazioni e i cambiamenti della natura, in linea con la tradizione poetica del Giappone. In particolare, la nostalgia, la solitudine, l'assenza dell'amato, sono posti direttamente in rapporto con il giungere dell'autunno e il suo graduale trascolorare nella stagione invernale. La ripetitività e insistenza dei contenuti, sì come di certe formule poetiche, sono ricercate dalla poetessa nell'intento di evocare tutta la monotonia di una pioggia autunnale.
Parole appese
Libro
editore: Giovane Holden Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 48
Dal 27 ottobre al 18 novembre 2018 a Villa Argentina (Viareggio, Lu) è stata allestita la mostra "Spessosottile. Un percorso espositivo a tema, tra libri foto e dipinti": una forma inedita di conoscere e vivere l'arte, attraverso una commistione di libri, teatro, musica, tecnologia, pittura e impegno sociale per una regia espositiva che mirava a coinvolgere lo spettatore. In nove sale tematiche sono state esposte le copertine di quarantotto libri, tutti al massimo di quarantotto pagine, a cui si sono aggiunte due sale dedicate alla violenza di genere e al volontariato attivo a sostegno dei bambini più disagiati, una sala tecnologica e una sala simbolo dell'interazione tra forma scritta e forma pittorica. La mostra ha registrato in tre settimane migliaia di visitatori, e ha distribuito centinaia di libri in omaggio. L'ultimo giorno di mostra, in particolare, si è chiuso con una sessione di scrittura estemporanea riservata al testo breve, con l'obiettivo di incentivare la narrazione e la lettura, di conseguenza. Tema dell'estemporanea: l'arte, intesa e declinata in tutte le sue variabili. Il risultato è una silloge che fin dal suo titolo esprime la volontà di declinare l'universo-libro in modi e termini diversi e spesso sorprendenti.
Destinazione Tina Pica
Gioconda Marinelli
Libro
editore: Giovane Holden Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 48
Tina Pica (1888-1968), figlia d'arte, suo padre Giuseppe è il famoso don Anselmo Tartaglia, debutta a sette anni nella Compagnia di Federico Stella al teatro San Ferdinando di Napoli in un dramma di Eduardo Menichini. Nata attrice drammatica, passa per tutti i generi: sceneggiata, varietà, rivista, prosa, cinema. Capocomica e commediografa, negli anni d'oro della rivista lavora con Vincenzo Scarpetta, Agostino Salvietti, Enzo Turco e partecipa ad alcuni spettacoli di Michele Galdieri. Ha le sue grandi affermazioni con Eduardo, Titina e Peppino De Filippo in Filumena Marturano, Napoli milionaria, Palummella zompa e vola, e in gran parte del repertorio eduardiano. Esordisce nel cinema nel periodo del muto e, con l'avvento del sonoro, tra i primi film interpreta Il cappello a tre punte nel 1934 con Eduardo e Peppino e Fermo con le mani nel 1937 con Totò. Raggiunge la notorietà e il successo a tarda età conquistando il pubblico cinematografico come irresistibile caratterista dei film della commedia all'italiana degli anni Cinquanta. Disegna con tratti indimenticabili la famosa Caramella nella serie "Pane, amore e..." con Vittorio De Sica, Gina Lollobrigida e Sophia Loren. In particolare, "Pane, amore e gelosia" le vale il Nastro d'argento nel 1955 per la migliore attrice non protagonista. Questo libro la ricorda attraverso le testimonianze di parenti, amici, compagni di lavoro, giornalisti e critici.

