Harmakis
L'apocrifo di Giovanni. Il libro segreto di Giovanni
Libro: Libro in brossura
editore: Harmakis
anno edizione: 2018
pagine: 88
L'Apocrifo di Giovanni (Libro di Giovanni Evangelista o Libro segreto di Giovanni o Rivelazione segreta di Giovanni, in quanto qui «apocrifo» sta a significare «segreto») è un vangelo composto in lingua greca nel II secolo (entro il 185) attribuito (pseudoepigraficamente) a Giovanni apostolo. Si tratta di un vangelo gnostico. Citato da Ireneo di Lione, è stato ritenuto perduto fino al ritrovamento di tre distinte versioni in lingua copta tra i Codici di Nag Hammâdi nel 1945; più una quarta versione. L'Apocrifo di Giovanni fu un libro estremamente diffuso tra i maestri gnostici, che lo rielaborarono più volte, tanto che ne furono prodotte almeno cinque versioni.
2000 a. C.: distruzione atomica
David William Davenport, Ettore Vincenti
Libro: Libro in brossura
editore: Harmakis
anno edizione: 2018
pagine: 232
Nel 1979 l’anglo-indiano William David Davenport, in collaborazione col giornalista italiano Ettore Vincenti, realizzò questo libro che affrontava specificamente la protostoria indo-ariana alla luce di quella che oggi è definita la “teoria degli Antichi Astronauti”. Frutto di indagini, ricerche e prospezioni in loco, esso avvalorava la presenza di alta tecnologia di origine non terrestre nell'antica India, e addirittura la distruzione della città di Mohenjo Daro nella Valle dell’Indo a seguito di un bombardamento effettuato dai “vimana”, i mitici “carri celesti” dei Deva, le divinità indù assimilabili ad astronauti alieni. Una potente vampata termica confermata da verifiche in situ avrebbe incenerito l’antica città con effetti simili - ma non identici - a quelli di una esplosione nucleare.
Il simbolismo dei tarocchi. Filosofia dell'occultismo nelle figure e nei numeri
Pëtr D. Ouspensky
Libro: Libro in brossura
editore: Harmakis
anno edizione: 2018
pagine: 88
L'interesse di P. D. Ouspensky per i tarocchi risale ai primi anni del Novecento, e precede l'incontro con Gurdjieff. Affascinato dalla misteriosa struttura delle carte, nel 1913 pubblica questo breve saggio in cui racconta, con stile poetico e immaginativo, la macchina filosofica rappresentata dai 22 arcani maggiori. Nell'interpretazione del filosofo russo, i tarocchi sono un vero e proprio "libro" di simbolismo ermetico che permette di accedere a un mondo più ampio e profondo.
De l'infinito, universo e mondi
Giordano Bruno
Libro: Libro in brossura
editore: Harmakis
anno edizione: 2018
pagine: 210
"De l'infinito, universo e mondi" è il terzo dialogo filosofico che Giordano Bruno pubblica a Londra nel 1584, chiudendo il ciclo dei dialoghi cosmologici londinesi intrapreso con "La cena de le ceneri" e proseguito con "De la causa, principio et uno". Sviluppando ulteriormente tematiche già iniziate in quelli, il rapporto fra un Dio immanente e un universo infinito da un lato, e la distinzione dei ruoli di teologia e filosofia dall'altro, il De l'infinito sancisce il punto definitivo di frattura del pensiero del filosofo sia con la dottrina aristotelica sia col cristianesimo. Dedicato anche questo all'ambasciatore di Francia in Inghilterra, il De l'infinito è composto di cinque dialoghi preceduti dalla dedica (la "proemiale epistola"), nella quale Bruno non manca di inserire tre poesie. Protagonisti sono Filoteo, che dà voce all'autore, come già nei precedenti dialoghi; Fracastorio, medico, personaggio reale; Burchio, peripatetico, personaggio immaginario; Elpino, giovane allievo che fa da interlocutore a Filoteo; Albertino, che compare soltanto nell'ultimo dialogo, personaggio forse reale.
Corpo ermetico. Corpus hermeticum
Ermete Trismegisto
Libro: Libro in brossura
editore: Harmakis
anno edizione: 2017
pagine: 179
Il Corpus Hermeticum è una collezione di scritti dell'antichità che rappresentò la fonte di ispirazione del pensiero ermetico e neoplatonico rinascimentale. All'epoca il Corpus era attribuito all'antichità egizia ed era ritenuto addirittura precedente a Mosè, come opera di Ermete Trismegisto (“tre volte grandissimo Ermes"), la cui rivelazione religiosa si riteneva vi fosse in qualche modo contenuta. Marsilio Ficino indicava Orfeo, Pitagora e Platone come i più tardi rappresentanti della sapienza antica contenuta nel Corpus. Il testo come lo conosciamo oggi, si pensa che risalga al 1050 circa, periodo in cui fu raccolto e collazionato da Michele Psello, eminente studioso bizantino, insegnante di filosofia, storico, teologo e funzionario statale. Psello rimosse probabilmente elementi strettamente magici e alchemici, rendendo il Corpus più accettabile per la Chiesa ortodossa.
Voci dell'Antico Egitto
Pierangelo Mengoli
Libro: Libro in brossura
editore: Harmakis
anno edizione: 2017
pagine: 116
Lo studio della lingua e della ricca produzione letteraria egizia ha messo l’autore davanti agli aspetti più intimi della vita degli antichi abitanti della valle del Nilo. Attraverso la lettura dei testi, di cui vengono presentati alcuni passi significativi, possiamo comprendere la mentalità degli egizi e scoprire come questi siano a noi inaspettatamente affini, pur se vissuti millenni di anni fa, in un mondo diverso dal nostro dal punto di vista sociale, economico e spirituale. Dai loro sentimenti, dai dubbi, dalle certezze, dalle intuizioni e quindi dal modo di sentire, di ragionare, di considerare la realtà e di porsi in relazione con essa e con gli altri, ci si può rendere conto che l’uomo nella sua intimità non è affatto cambiato, così come sono rimaste identiche le problematiche a lui proposte dalla vita. Da qui la suddivisione del libro in sette capitoli, riguardanti la saggezza, la moralità, l’educazione, l’amore, la morte, la religiosità e, perché no, anche la magia.
Il vangelo degli egiziani
Libro: Libro in brossura
editore: Harmakis
anno edizione: 2017
pagine: 56
"Vangelo copto degli egiziani" o "Santo libro del grande Spirito invisibile" è un vangelo gnostico scritto in lingua copta tra il III e il IV secolo. Descrive Gesù come incarnazione di Set per liberare le anime divine dalla prigionia della carne. Ritenuto perduto, ne è stata ritrovata una versione tra i codici di Nag Hammâdi nel 1945. Non va confuso con un altro vangelo apocrifo di matrice gnostica andato perduto, "Il vangelo greco degli egiziani".
Fedro
Platone
Libro: Libro in brossura
editore: Harmakis
anno edizione: 2017
pagine: 92
Il Fedro (in greco antico: Φαῖδρος, Phâidros), scritto da Platone probabilmente nel 370 a.C., è un dialogo tra due personaggi, Socrate e Fedro. Il dialogo è composto da tre discorsi sul tema dell’amore che servono come metafora per la discussione del corretto uso della retorica. Esse comprendono discussioni sull’anima, la follia, l’ispirazione divina e l’arte. Il dialogo riguarda l’uso e il valore della retorica in connessione con l’educazione e la filosofia: sullo sfondo, a fornire il fondamentale inquadramento concettuale, permane il sistema delle idee e il metodo corretto per pervenire alla conoscenza della verità e per comunicarla. Fedro, un giovane ateniese appassionato dell’arte del discorso, incontra Socrate e con lui inizia a discorrere di retorica, mentre i due si recano fuori di Atene, nella valle dell’Ilisso, a est della città. Il luogo offre a Platone lo spunto per produrre una delle descrizioni ambientali più belle di tutta la letteratura greca.
Il Pimandro
Ermete Trismegisto
Libro: Libro in brossura
editore: Harmakis
anno edizione: 2017
pagine: 100
Il primo libro del Corpus hermeticum, "Il Pimandro", si apre con la visione di Ermete. Una visione che porta Ermete ad incontrare Dio. Un Dio che si manifesta indefinito, immenso, incommensurabile quale del resto deve essere. Dio è per definizione inconoscibile, inqualificabile ma, comunque, onnipresente e visibile. Dio-Creatore e Padre deve necessariamente rivelarsi alla Sua creatura preferita, deve far sentire la presenza del padre affinché l’uomo non si senta solo e abbandonato. Questa rivelazione è necessaria per far comprendere all’uomo che la sua vita, la sua esistenza, non sono limitate al mondo materiale e tangibile, fargli capire che la sua vita va molto al di là della quotidianità e di ciò che è percepibile con i sensi. Dio, rivelandosi, vuole far comprendere all’uomo che è parte di qualcosa di più grande, indefinito, immenso: Dio. La rivelazione trasforma i prescelti in strumenti di Dio e la loro opera servirà, per coloro che sanno ascoltarli, alla realizzazione del disegno di Dio. Questo è il cammino intrapreso, tra gli altri, da Ermete. E la descrizione presente nel Pimandro consente di avere una visione più chiara del disegno divino.
Dei e semidei dell'antico Egitto
Pietro Testa
Libro: Libro in brossura
editore: Harmakis
anno edizione: 2017
pagine: 140
L’antico Egitto ha lasciato segni tangibili e incisivi della sua religione attraverso i monumenti e gli scritti. I templi abbondano d’immagini a bassorilievo e a tutto tondo, dipinte con vivaci colori, complete di didascalie e iscrizioni. Le tombe regali e nobiliari non sono da meno e sono queste che ci hanno tramandato figure e testi di grande finezza artigianale. Gli scritti funerari e magici sono degli esempi unici di miniaturistica grafica delle entità divine e di descrizioni dell’aldilà. Dall’osservazione di queste testimonianze, emerge un numero infinito di divinità, principali, secondarie, demoni e semidei. Questa folla di entità antropomorfe, ma spesso zoomorfe o miscuglio di varie parti umane e animali, lasciò disorientati i primi egittologi, dando origine a una congerie d’ipotesi, interpretazioni alcune volte distorte, e duelli letterari di vario genere.
La stele della figlia di Cheope
Federica Battaglia
Libro: Libro in brossura
editore: Harmakis
anno edizione: 2017
pagine: 118
La stele della figlia di Cheope, altrimenti nota come stele dell’inventario, è un’epigrafe, apparentemente commemorativa, che ha sempre scatenato una certa curiosità nel mondo dell’archeologia. Il motivo principale della fama di questo manufatto è dovuto alla controversia scaturita sulla sua veridicità storica. Difatti, nel testo vengono riportate varie riparazioni che Cheope avrebbe compiuto a Giza, tra le quali figurerebbe il restauro parziale della Sfinge. Questo libro vuole ripercorre ed affrontare la storia degli studi e delle controversie di un reperto che ha fatto discutere, per cercare di giungere ad una verità effettiva.
I poteri estesi della mente
Rupert Sheldrake
Libro: Libro in brossura
editore: Harmakis
anno edizione: 2017
pagine: 374
In questa edizione Sheldrake condivide oltre 25 anni della sua ricerca nella telepatia, nel potere di guardare, nella visione a distanza, nella precognizione, e nelle premonizioni animali. Basandosi su più di 5.000 casi, su 4.000 risposte ai questionari, ed i risultati di esperimenti di trasmissione del pensiero, telepatia, e altri fenomeni effettuati con più di 20.000 persone nonché i rapporti e i dati forniti da decine di gruppi di ricerca indipendenti, Sheldrake dimostra che questi inspiegabili capacità umane, non sono paranormali ma normali, parte della nostra natura biologica. L’autore rivela che la telepatia dipende da legami sociali e traccia la sua evoluzione dalle connessioni tra i membri di gruppi animali come branchi, stormi e banchi di pesci. Sheldrake dimostra che le nostre menti e le nostre intenzioni si estendono oltre il nostro cervello in ciò che ci circonda, con collegamenti invisibili che ci legano gli uni agli altri, con il mondo che ci circonda, e anche con il futuro.

