Il Saggiatore
Affinità. Perché l'arte ci affascina
Brian Dillon
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 320
In “Affinità”, Brian Dillon attraversa la storia dell’arte per cercare di spiegare come e perché le immagini abbiano il potere di sedurci. Una riflessione che si muove in quel territorio ambiguo tra ciò che ha importanza solo per noi e ciò che riguarda l’intera collettività, per indagare il legame magico che c’è tra quello che vediamo e quello che sentiamo. Il concetto di «affinità» è estremamente vago e però per tutti di immediata comprensione. È qualcosa al contempo culturale ed emotivo, intellettuale e sentimentale: perché proprio quel quadro ci ha colpito nel mezzo della grande sala di quel museo? Non sappiamo dirlo con precisione, eppure non possiamo fare a meno di sentirci catturati da quell’aura. In queste pagine Brian Dillon sceglie allora di esplorare le proprie affinità personali, interrogando le opere di artisti quali Dora Maar, Andy Warhol, Rinko Kawauchi o Francesca Woodman insieme alle illustrazioni scientifiche di creature marine e anatomie mediche, le fotografie della propria famiglia e i frammenti di celebri film, tentando così di definire con la scrittura un’interdipendenza sentimentale e intellettuale altrimenti ineffabile. “Affinità” racconta in modo inedito questa fascinazione: la capacità di alcune immagini di farsi, con un solo sguardo, oggetto del nostro desiderio. Perché soltanto capendo cos’è che risuona dentro di noi, potremo dire davvero chi siamo.
Il settimo cerchio
Emiliano Ereddia
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 528
“Il settimo cerchio” è il racconto di una discesa all’inferno in cui ogni speranza di rivedere le stelle sembra impossibile. È il romanzo di un mondo postapocalittico retto unicamente da guerra e violenza, che ci mostra come la differenza tra uomini e bestie possa diventare la stessa tra morire e sopravvivere. Una serie devastante di terremoti ha spazzato via ogni forma di civiltà dall’Italia. Le città conosciute sono ormai ricordi e rovine, e al loro posto nuove inquietanti realtà hanno riempito gli spazi del potere, ristabilendo l’ordine con la sopraffazione e abbandonando interi territori all’anarchia e alla barbarie. È in questo scenario in disfacimento che si muove il mercenario Sparta, alla perenne ricerca di cibo e medicine per alleviare i propri dolori psicofisici e sulla cui testa pende una taglia voluta dal Magnifico, un dittatore grottesco e pericoloso. Quella di Sparta è una fuga senza fine verso la zona che ora chiamano Trinacria, il luogo della sua infanzia, dove spera di trovare delle risposte al caos che ha divorato la sua vita e il suo tempo: il suo viaggio si rivelerà un’Odissea dipinta col sangue, all’interno della quale incontrerà amici dimenticati come Buatta, nuovi nemici come il «fronte orientale» – una sorta di mafia cinese – e nuovi alleati, come la gitana Cara e Giugno, una bambina guerriera cresciuta nell’ultima comunità pacifista. Emiliano Ereddia si immerge in questa storia per indagare con la scrittura gli istinti e le pulsioni dell’individuo al di là delle strutture che hanno dato una forma al proprio naturale disordine: un bestiario degli abissi umani all’interno del quale cercare un anelito di salvezza.
Opera, neutro plurale. Glossario per melomani del XXI secolo
Emilio Sala
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 410
Categorie, personaggi, figure, luoghi comuni e non comuni di quello spettacolo musicale che chiamiamo «opera» si radunano qui come voci di un repertorio che fa di tutto per non essere quello che sembra: un'enciclopedia. L'ordine alfabetico, per sua natura arbitrario, fa di "Opera, neutro plurale" un libro che può essere consultato o letto per estratti, in un ordine a piacere, ma invita anche a immergersi nel suo flusso come fosse un romanzo. Cominciando con gli Acuti per finire con la Zeitoper, passando per il Fiasco, il Mammismo, il Recitativo, senza schivare la Pazzia, la Political correctness e persino l'Unesco, Emilio Sala ci ricorda che l'opera è teatro ma anche tutto ciò che lo eccede come fatto musicale, come performance, come sistema di significati e stimolatore di esperienze. E dunque prova a ripercorrerne i concetti e la materia per mezzo di ottanta episodi saggistici, con l'ambizione di rimettere in discussione tutto ciò che dell'opera sappiamo e soprattutto come lo sappiamo. Come è stato detto, forse l'opera è davvero uno «zombie culturale» che non riesce a morire, e rappresenta perciò una sfida per chi non si accontenta di consumarla ritualmente. Muovendosi in un campo che la prudenza scientifica della musicologia affronta spesso controvoglia, e con l'aiuto di strumenti prestati da altre discipline come la psicanalisi, Sala prova a ripensare l'opera accompagnando il melomane in un'avventura al di fuori della sua comfort zone nostalgica. Si spalanca allora uno spazio aperto, ibrido, fluttuante, dove ogni cosa è rimessa in discussione, ma che la passione impedisce di dissezionare. L'autore si rivolge così a tutti i melomani, agli studiosi, ai musicisti, agli operatori che sentono la necessità di riflettere su di un comune «discorso amoroso».
Il giardino contro il tempo. Alla ricerca di un paradiso comune
Olivia Laing
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 368
Olivia Laing ha quarantadue anni quando diventa proprietaria per la prima volta di un giardino. È un giardino trascurato da tempo, come sembrano indicare i nodi dei rampicanti che coprono i mattoni rossi, gli alberi da frutto marcescenti e le rose dai colori sbiaditi. Fino a quel momento, la sua aspirazione botanica si era manifestata solo in un sogno ricorrente: una porta che conduce verso un luogo sconosciuto, in cui lei, priva di peso, si ritrova ad abitare un territorio nuovo, ricco di potenzialità. Nella realtà, il lavoro di cura di questo spazio recintato nel Suffolk assume i contorni di un cambiamento. È lei stessa a raccontare questi anni di rinascita e di scoperta – in cui sperimenta la consolazione e la soddisfazione del giardinaggio, ma anche la fatica di ricostruire un tempo immortale, distrutto dalla promessa tradita di Adamo ed Eva nel paradiso terrestre. Muovendosi tra giardini reali e immaginari, dai versi di Milton alle elegie di John Clare, da un rifugio di guerra in Val d’Orcia alla fertile visione di un Eden totale di William Morris, Olivia Laing scopre che tra le aiuole di narcisi e il rosmarino esistono avamposti ribelli e si nascondono i sogni comuni di tutta l’umanità. "Il giardino contro il tempo" è un libro sui paradisi perduti e su quelli riconquistati, su ciò che abbiamo fatto e possiamo ancora fare per il nostro mondo: un'opera che trabocca di vita, di polline, di canti di uccelli e di curiosi semi selvatici.
Storia del mondo in 12 partite di calcio
Stefano Bizzotto
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 270
Storia del mondo in 12 partite di calcio è un’epopea collettiva di guerre, rivoluzioni, crisi economiche e trasformazioni sociali raccontata attraverso il filtro di un pallone. Una galleria di incontri dimenticati, eroi inattesi, tragedie sventate e risultati rocamboleschi all’interno della quale poter riconoscere un riflesso degli avvenimenti che hanno plasmato il mondo così come lo conosciamo oggi. Da quando è nato, il destino del calcio è stato quello di incrociare la grande storia. Talvolta è successo durante una gara anonima, a volte in una finale in diretta mondiale, eppure da sempre un’eco di ciò che è accaduto fuori dal campo ha raggiunto, in modi anche impensabili, il rettangolo di gioco; e viceversa. Da Matthias Sindelar, che lasciò la nazionale dopo l’Anschluss, a Viktor Ponedel’nik, che portò l’Unione Sovietica sul tetto d’Europa, in queste pagine Stefano Bizzotto cuce tra loro i grandi eventi storici e le partite che in qualche modo li hanno anticipati, subiti o sintetizzati. Come nel caso di Dinamo Zagabria-Stella Rossa di Belgrado, quando gli scontri tra tifosi e polizia resero evidente che la Jugoslavia stava per dividersi nel sangue. O Cile-URSS del 1973, quando un gol a porta vuota, segnato in quello stesso stadio in cui si torturavano e uccidevano ogni giorno gli oppositori politici, riassunse l’assurda crudeltà del regime di Pinochet. Alternando curiosità inedite e resoconti di prima mano da parte dei protagonisti, quest’opera ci induce a guardare il nostro passato e il nostro presente da un nuovo punto di vista. Perché, al di là di quello che possiamo pensare, talvolta la storia avviene anche mentre qualcuno, da qualche parte, sta dando un calcio a un pallone.
Città sola
Olivia Laing
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 320
Bisogna aver toccato l'abisso per saperlo raccontare. Per descrivere il vuoto avvolgente di una ferita che diventa uno stigma o l'angosciante cantilena che rimbomba in una casa di cui si è da sempre l'unico inquilino. Per restituire con la sola forza della voce certi angoli della metropoli, dove la suburra si fa rifugio e l'esclusione sollievo; per dire il loro improvviso, tragico trasformarsi da giardino delle delizie in inferno musicale. Olivia Laing rompe le pareti dell'ordinario e edifica all'interno della New York reale una seconda città, fatta di buio e silenzio: un'onirica capitale della solitudine, cresciuta nelle zone d'ombra lasciate dalle mille luci della Grande Mela e attraversata ogni giorno dalle storie di milioni di abitanti senza voce. Un luogo in cui coabitano le esperienze universali di isolamento e i traumi privati di personaggi come Andy Warhol, Edward Hopper e David Wojnarowicz; in cui ogni narrazione è allo stesso tempo evocazione e confessione. Quella tracciata da Olivia Laing è una visionaria mappa per immagini del labirinto dell'alienazione. Un flusso narrativo che investe le strade di New York e nel quale si mescolano la morte per Aids del cantante Klaus Nomi e l'infanzia dell'autrice, cresciuta da una madre omosessuale costretta a trasferirsi di continuo per sfuggire al pregiudizio; gli esperimenti sociali di Josh Harris che anticiparono Facebook e i silenzi dell'inserviente-artista Henry Darger che dipinse decine di quadri meravigliosi e inquietanti senza mai mostrarli a nessuno; l'inconsistente interconnessione umana dell'era digitale e l'arida gentrificazione di luoghi simbolici come Times Square.
Storia della luce
Giulia Fabriani
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 264
Dal buio del Big Bang ai colori dell'arcobaleno, dalle radiazioni invisibili che abitano il cosmo fino ai buchi neri: questa Storia della luce è un viaggio nello spazio e nel tempo lungo il cammino che la luce ha fatto dalla sua prima apparizione nell’universo fino a illuminare questo libro. Giulia Fabriani ci conduce fotone dopo fotone in un percorso fatto di onde e raggi X, comete ed eclissi, accompagnata dagli scienziati e dalle scienziate che hanno studiato la natura della luce, e dalle loro intuizioni e scoperte: come quella della CMB, l’ultima eco registrabile del Big Bang, individuata per caso da Arno Penzias e Robert Wilson, che in principio la ritenevano un'interferenza causata da una famiglia di piccioni; o quella delle stelle pulsar fatta dall’astrofisica Jocelyn Bell, che inizialmente le scambiò per un segnale alieno; o, ancora, le osservazioni offerteci dal telescopio spaziale James Webb, capace di catturare ciò che altrimenti ci sarebbe impossibile vedere, come l’infrarosso. Un pellegrinaggio scientifico tra curiosità e questioni di tutti i giorni che sconfina nei territori della storia e della cultura, rivelandoci per esempio che gli antichi egizi facevano coincidere la nascita del mondo con la creazione della luce a opera del dio Atum; o che una delle più antiche eclissi di cui si ha conoscenza è stata fissata in versi nell’Odissea. Con un approccio rigoroso e divulgativo al tempo stesso, Giulia Fabriani ci invita a contemplare con occhi nuovi l’invisibile energia che rende tutto visibile attorno a noi; e a stupirci ancora una volta di come, grazie a quel chiarore, l’ombra non ci abbia ingoiato.
Kafka. Gli anni della consapevolezza
Reiner Stach
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 800
«Il centro dell’Europa è una regione boscosa, non particolarmente favorita dal clima, lontana dagli oceani, priva di significative ricchezze minerarie o naturali di altro tipo: un centro povero e vuoto.» Qui, negli anni della Prima guerra mondiale, convivono due realtà opposte: da un lato ci sono le trincee, piene dei cadaveri dei soldati; dall'altro ci sono le città, dove i più fortunati, come l'impiegato Franz Kafka, sono riusciti a evitare il fronte, e delle trincee possono osservare solo le riproduzioni propagandistiche esposte nelle piazze. Cammina per una Praga spopolata, Kafka. Ristagna in lui l’amarezza per un fidanzamento fallito e per una carriera insoddisfacente, ma sopravvive la speranza di tempi migliori – a Berlino o altrove –, dedicati a tempo pieno alla letteratura. Tuttavia, nell’agosto del 1917, si sveglia nel pieno della notte sputando sangue. È tubercolosi, una condanna a morte. Quelli qui raccontati, dal 1915 al 1924, sono dunque anni di sofferenza – le continue cure in sanatorio, le ristrettezze economiche, l’ombra dei futuri orrori del nazismo – e di consapevolezza: della fine che incombe, ma anche della propria identità e caratura di scrittore. Anni in cui c'è spazio anche per un nuovo amore, più maturo ma anche velato di tristezza, con lo spettro della fine sempre sullo sfondo; e che trova la sua conclusione il 3 giugno 1924, il giorno in cui Kafka muore. Anche in quest’ultimo volume della sua biografia, Reiner Stach, ricorrendo a materiali in gran parte inediti, ci conduce nei meandri dell’universo kafkiano. Un racconto che segue i passi dell’ultima fase della vita di Kafka con precisione millimetrica, quasi scientifica, ma in cui è inevitabile finire risucchiati dalle emozioni; fino a identificarci con lui, mentre osserviamo, come fosse davanti a noi, l'Europa cadere a pezzi.
Piccolo manuale illustrato per cercatori di conchiglie
Officina Saggiatore
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 144
Questo libro è un’esortazione alla curiosità: a sprofondare ancora una volta con i piedi nella sabbia bagnata in cerca delle conchiglie, a contemplarne i gusci rovesciati dalle onde sulla battigia, a tratteggiare i loro rilievi con la pagina appoggiata a uno scoglio. In questo piccolo manuale, ogni lettore troverà uno spazio bianco per disegnare – e così collezionare – le stupefacenti conchiglie che abitano i nostri mari, scoprendo di ognuna, pagina dopo pagina, storia e leggende, biologia e fortune artistiche. Una guida a questi incredibili oracoli acquatici, che conservano il battito di ere passate e cantano già il suono dei nostri domani. Officina il Saggiatore: Una casa editrice è un laboratorio, uno spazio contemplativo in cui avviene un processo di costruzione costante di nuove visioni sulla realtà. I libri dell’Officina il Saggiatore sono un’emanazione diretta di questo modo di vivere la casa editrice: nascono dagli scambi, dalle conversazioni, dalle idee e dalle passioni di chi ne fa parte ogni giorno; di chi crede che il mondo non sia una pietra ferma, ma un animale vivo, in continuo movimento, che attraversa la contemporaneità. Questi libri nascono dagli sforzi di tutti noi e sono un invito ai cercatori, a chi è attento a ciò che sta fuori e intorno a sé; a chi guarda con curiosità l’ignoto, perché è lì che abita il senso più profondo delle cose.
Teatro
Mariano Pensotti
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 240
È il 2020 e una coppia trasloca in un nuovo appartamento: lei è incinta e, mentre svuotano gli scatoloni, sembrano felici. È il 2050 e lo stesso uomo torna in quell’appartamento per rincontrare la figlia. In trent’anni è cambiato tutto: le ambizioni e le aspirazioni del gruppo di amici di cui faceva parte non si sono realizzate, l’amore di un tempo è stato sostituito con un altro, la vita è diventata tutto tranne ciò che aveva desiderato. “Gli anni”, la prima delle due opere di Mariano Pensotti qui raccolte, parte proprio dallo iato tra queste due scene per interrogarsi su quale sia lo scarto tra chi siamo, chi vorremmo essere e chi alla fine diventeremo. Un tentativo di rispondere all’umana domanda: cosa rimarrà del presente che stiamo vivendo? “Lo spettacolo” racconta invece la realizzazione di un’opera mastodontica: la messa in scena di un’esistenza intera, su un gigantesco palcoscenico nella pampa, a opera di un regista visionario, sul cui conto si rincorrono solo leggende. Una vicenda a metà tra i romanzi di Roberto Bolaño e il Fitzcarraldo di Werner Herzog, attraverso cui Pensotti indaga i rapporti tra realtà e finzione, e soprattutto tra ciò che viene raccontato e ciò che è, per sua natura, ineffabile. Questo volume ci mostra il frutto della recente ricerca drammaturgica di Mariano Pensotti, uno degli autori più interessanti della sua generazione: due testi illuminanti, che, per usare le parole del curatore Davide Carnevali, danno una forma al «nostro disperato bisogno di storie, alla nostra cocciuta ostinazione a voler afferrare e comprendere l’esistenza attraverso la struttura perversa della rappresentazione».
Conflitto tra poteri. Magistratura, politica e processi nell'Italia repubblicana
Marcello Flores, Mimmo Franzinelli
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 832
La Repubblica italiana ha dovuto scontare, sin dalla sua fondazione, un prezzo inevitabile: il conflitto tra i poteri che la costituiscono, la animano e le assicurano un futuro. La politica, la magistratura e la società civile. Tre attori che, secondo il monumentale lavoro di Marcello Flores e Mimmo Franzinelli, hanno continuato a «farsi guerra» a partire dalla fine del secondo conflitto mondiale. Stavolta non più per le strade delle città, ma in parlamento e nelle aule dei tribunali, dove il paese ha sancito i suoi principi e consumato le sue vendette, la politica ha trovato una battuta d’arresto al suo minaccioso espansionismo, la magistratura ha dovuto riconoscere i limiti dell’esercizio del suo potere. Basterebbe evocare solo pochi nomi per riportare alla memoria l’infinita battaglia civile a cui gli italiani sono stati costretti: dall'istituzione della Corte costituzionale al coinvolgimento nella P2; dalle leggi eccezionali contro terrorismo e mafia alle leggi ad personam; dal processo per collaborazionismo del maresciallo Rodolfo Graziani al caso degli scioperi di Danilo Dolci; dal caso di Aldo Braibanti, accusato di aver plagiato il suo giovane compagno, al tribunale mediatico sorto contro Enzo Tortora; dal maxiprocesso contro la mafia siciliana, istruito da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, alle innumerevoli volte in cui sul banco degli imputati si è trovato il premier Silvio Berlusconi. Conflitto tra poteri ripercorre gli sviluppi della nostra coscienza di cittadini nei tumultuosi decenni di vita democratica. Una storia d’Italia, l’unica davvero necessaria.
Un filo di violenza. Una storia di verità, invenzione e assassinio
Mark O'Connell
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 296
Dublino, 1982. C’è un bambino che fissa la finestra del palazzo davanti a quello dei suoi nonni: osserva un uomo che viene portato via in manette dalla Garda, senza dire nulla. Quell’uomo si chiama Malcolm Macarthur, un raffinato frequentatore della società intellettuale cittadina, amante dei papillon in seta, delle giacche in lino e delle buone letture. Macarthur è però soprattutto il responsabile di un duplice omicidio, la cui violenza e insensatezza hanno riempito le pagine dei giornali per mesi, trasformandolo nel ricercato più famoso d’Irlanda: un caso che ha rappresentato un trauma collettivo e uno spartiacque, coniando un nuovo vocabolario e un nuovo immaginario criminale. Trent'anni dopo, Macarthur è tornato a essere un uomo libero e Mark O’Connell, il bambino che lo fissava intimorito, è diventato uno scrittore. Si incontrano per caso, e subito in O’Connell scatta il desiderio di capire; di raccontare la sua storia come nessuno è ancora riuscito. Ma per farlo dovrà entrare nella tana del «mostro», ascoltarlo, seguire il «filo della violenza» che lega le loro due vite fino alla soglia dell’immedesimazione e della sovrapposizione. Ciò che ne nasce è una discesa nelle oscurità dell’umano in cui ogni passo in avanti è un passo in più nell’ombra: una riflessione sui confini tra verità e finzione, apparenza e inganno, cultura e morte, che si rivela un corpo a corpo con il male, con le sue maschere, con l’abisso che alberga dentro ognuno di noi.

