Le Monnier
La crisi «fin de siècle». I liberisti italiani e il modello britannico
Luca Tedesco
Libro
editore: Le Monnier
anno edizione: 2019
pagine: 216
Sul finire dell’Ottocento nell’opinione colta italiana iniziò a dissolversi il convincimento di poter trapiantare nel nostro Paese il sistema politico-istituzionale britannico. Gli intellettuali, perlopiù economisti, che si riunirono attorno al «Giornale degli economisti», insieme a poche altre personalità come Luigi Einaudi e Giorgio Arcoleo, furono tra i pochi a ritenere praticabile tale esperimento e a proporlo come via d’uscita non autoritaria alla crisi di fine secolo. In tale battaglia politica, essi avrebbero veicolato un’immagine della Gran Bretagna che andava ormai scolorendo, cristallizzata nella stagione gladstoniana e ancorata a una visione minimale delle funzioni dello Stato. La non piena comprensione del progressivo avvicinamento del modello politico e amministrativo d’oltremanica a quello dei principali Paesi dell’Europa continentale costituì peraltro una felice circostanza nella misura in cui ebbe l’effetto di agevolare la difesa delle libertà statutarie.
Il «pericolo protestante». Chiesa e cattolici italiani di fronte alla questione della libertà religiosa (1922-1955)
Paolo Zanini
Libro
editore: Le Monnier
anno edizione: 2019
pagine: 296
Ridestatosi dopo la Rivoluzione francese, l’antiprotestantesimo fu uno dei tratti caratterizzanti dell’ideologia del cattolicesimo intransigente ottocentesco. Nel contesto italiano esso diventò uno dei motivi ricorrenti della polemica reazionaria durante il Risorgimento e all’indomani dell’Unità. Attenuatasi verso la fine del secolo, l’offensiva antiprotestante del mondo cattolico italiano riprese in occasione della crisi modernista, divenendo serrata dopo la prima guerra mondiale. E fu proprio nel periodo compreso tra i primi anni Venti e la metà degli anni Cinquanta – l’epoca che questo volume indaga più direttamente – che l’ostilità della Chiesa cattolica nei confronti della presenza e dell’attività delle confessioni protestanti in Italia assunse una particolare rilevanza, riuscendo a incidere profondamente sull’atteggiamento degli apparati dello Stato e sulla stessa legislazione in materia di libertà religiosa.
Diplomazia culturale e propaganda attraverso l'Atlantico. Argentina e Italia (1923-1940)
Laura Fotia
Libro
editore: Le Monnier
anno edizione: 2019
pagine: 424
Nel periodo tra le due guerre l’interdipendenza tra Americhe ed Europa ha assunto nuove forme, che hanno dato impulso ad un’intensificazione della circolazione transatlantica di conoscenze, idee, proposte politiche. In questo contesto, il progressivo emergere di un confronto internazionale tra totalitarismi e democrazie non ha riguardato soltanto l’ambito strettamente politico-ideologico, economico e sociale, ma ha interessato e investito la «cultura», tanto nelle sue forme, quanto nei suoi contenuti. Il conflitto tra proposte politico-culturali diverse ha trovato, in quel periodo, un terreno fertile in Argentina, dove la difesa formale dei principi democratici persisteva, accompagnata però dal rafforzamento di movimenti nazionalisti sensibili al messaggio fascista. Il volume, basandosi su una documentazione ampia e diversificata, argentina e italiana, propone un’analisi delle forme di politica culturale realizzate tra Argentina e Italia negli anni Venti e Trenta, mettendo in luce gli orientamenti ideali e la molteplicità di attori e di strutture materiali argentine, italo-argentine e italiane che accompagnarono la circolazione di intellettuali e gli scambi accademici tra i due paesi, le forme e le strategie di propaganda del regime fascista nella Repubblica, e l’atteggiamento di settori della società civile e del mondo politico argentini.
Quando la storia diventa storie. La società italiana e la comunicazione di fascismo e Resistenza tra gli anni Settanta e gli anni Duemila
Marco Bernardi
Libro
editore: Le Monnier
anno edizione: 2019
pagine: 472
Questo volume analizza l’uso pubblico di fascismo e antifascismo negli ultimi quarant’anni, indagando i modi in cui la narrazione pubblica ha manipolato la percezione della Resistenza. Il libro mette assieme due prospettive, intrecciandole: public history e analisi del linguaggio. L’uso pubblico della storia ci mostra non solo cosa e come una società ricorda ma anche, e soprattutto, quali sono i suoi valori attuali, in quanto il racconto del passato è fatto dai contemporanei per i contemporanei. Inoltre, va ricordato che ogni racconto storico è in primis un racconto, e quindi la comprensione della lotta tra narrazioni che cercano di diventare egemoni all’interno di una società deve passare anche attraverso lo studio degli strumenti retorici impiegati dai vari contendenti. In questo libro trova così spazio una particolare descrizione della società italiana attraverso anni di profondi cambiamenti.
Il «deputato della nazione». Sidney Sonnino e il suo collegio elettorale (1880-1900)
Francesco Fusi
Libro
editore: Le Monnier
anno edizione: 2019
pagine: 468
La figura di Sidney Sonnino, tra i principali politici dell’Italia liberale, è stata soggetta nel tempo a giudizi e fortune alterne. Il carattere spigoloso e riservato, la rigidezza e l’austerità con le quali intese l’ufficio politico ne hanno spesso fatto esempio di un modello politico integerrimo, alieno da compromessi e perciò destinato all’insuccesso. Se riportato alla sua duratura attività di deputato, tale giudizio appare però limitato. Contrario a pratiche negoziali di scambio tra elettorato e potere centrale e assertore di una concezione della rappresentanza parlamentare votata alla difesa dell’interesse generale della nazione, nel costruirsi un proprio consenso Sonnino dovette venire a patti con gli interessi particolari del collegio e dei suoi elettori e con pratiche di controllo del voto spregiudicate quanto diffuse. Senza derogare alla propria visione universalistica dell’agire politico egli cercò di adattarla alle parzialità della lotta politica, in un singolare quanto precario equilibrio tra rispetto delle norme e logiche pragmatiche.
Euroscettici. Quali sono e cosa vogliono i movimenti contrari all'Unione Europea
Carlo Muzzi
Libro
editore: Le Monnier
anno edizione: 2019
pagine: 168
Il progetto dell’Unione Europea è sotto attacco. In tutto il Vecchio Continente si assiste ad un’ondata euroscettica, che vede come protagonisti sia forze di destra sia forze di sinistra. Nazionalpopulisti, sovranisti, neomarxisti, chavisti, sono tutti alfieri dell’euroscetticismo che con toni e ricette differenti invocano profonde modifiche dell’Unione. Il libro è una sorta di viaggio a tappe tra le varie esperienze nazionali dell’euroscetticismo. Ad illustrare le ragioni e la necessità di un cambio di direzione dell’Europa, sono gli stessi leader, che, attraverso una serie di interviste, propongono le loro ricette di riforma o addirittura di rivoluzione dell’Unione Europea. Un viaggio che parte dal Front National di Marine Le Pen e si conclude con l’alfiere della Brexit, Nigel Farage, ma passa per i populisti scandinavi, gli etnonazionalisti fiamminghi e ungheresi e i movimenti euroscettici di sinistra, Podemos e Syriza.
La fine del colonialismo italiano. Politica, società e memorie
Libro
editore: Le Monnier
anno edizione: 2019
pagine: 296
Quando e come finì il colonialismo italiano? Quali furono i suoi principali lasciti per l’Africa e l’Italia? A queste domande gli autori dei saggi raccolti nel volume rispondono partendo da diverse prospettive disciplinari, argomenti e casi di studio. Nel volume vengono così poste a confronto la storia politica, sociale e delle relazioni internazionali con il diritto, l’antropologia e la demografia. Tre sono i nodi tematici affrontati in particolare: la rinnovata politica coloniale dell’Italia repubblicana nel secondo dopoguerra; il mutare dei rapporti politici e sociali tra colonizzatori e colonizzati nella lunga transizione all’indipendenza delle colonie; e infine la dimensione delle memorie e delle rappresentazioni del passato coloniale. Solo nel 1949, l’Italia riconobbe per la prima volta il diritto degli ex colonizzati all’autodeterminazione; ne seguirono tre differenti processi di decolonizzazione in Libia, Eritrea e Somalia.
Piero Pieri. Il pensiero e lo storico militare
Fabio De Ninno
Libro
editore: Le Monnier
anno edizione: 2019
pagine: 266
Piero Pieri (1893-1979) può essere considerato lo storico padre della storia militare italiana intesa in senso accademico-scientifico. Allievo di Salvemini, alpino pluridecorato nella Grande guerra, vicino a Croce, censurato dal regime fascista e in contrasto con Gioacchino Volpe, in corrispondenza con molti grandi intellettuali del suo tempo, il percorso di Pieri come studioso si intreccia con la storia italiana, in particolare dell’università e del mondo della cultura tra età liberale, fascismo e Repubblica. Le vicende personali dello studioso offrono un affresco sullo sviluppo della storiografia italiana, in particolare di quella militare, intesa da Pieri come superamento della storia evenemenziale delle battaglie, per tracciare invece la relazione tra guerra e politica. Il volume narra il suo percorso personale e intellettuale per comprendere le origini e lo sviluppo dei suoi studi sulle guerre del Rinascimento, del Risorgimento, della Grande guerra e sulla Resistenza, con i quali la storia militare italiana raggiunse per la prima volta una maturità e una complessità comparabili a quelle internazionali.

