Nottetempo
Autobiografia di tutti
Gertrude Stein
Libro: Libro in brossura
editore: Nottetempo
anno edizione: 2017
pagine: 160
A 100 anni dalla nascita di Fernanda Pivano, ecco la traduzione di "Autobiografia di tutti" di Gertrude Stein, uscita nel 1976 per La Tartaruga, insieme a due testi della stessa Pivano, che ne testimoniano le controverse vicende editoriali in Italia, e a una prefazione di Laura Lepetit. Scritto a 63 anni nel 1937, dopo il successo dell’Autobiografia di Alice B. Toklas, questo libro racconta un’epoca irripetibile all’incrocio tra due mondi: l’Europa delle avanguardie moderniste, patria d’adozione in cui l’autrice visse la maggior parte della sua vita, e gli Stati Uniti in cui era nata, con il loro immaginario smisurato e il loro lascito di sogni frantumati. Una smagliante intelligenza si combina a un’ironia spavalda e, soprattutto, a una lingua irriverente, in cui racconto, discorso mentale e flusso del parlato scorrono a un ritmo inarrestabile. Oltre a un’impressionante galleria di celebrità (Hammett, Chaplin, Picasso, Dalí, Eleonore Roosevelt, Sherwood Anderson), sono la vivacità e l’anarchica ricchezza della vita – incontri, idee, luoghi, viaggi, cani – ad animare queste pagine mobili come uno stormo in volo: con le parole della Pivano, Gertrude Stein “ama l’eterno presente della vita come ama l’eterno presente della narrazione”.
Bonus (con il 33% di poesie in più)
Andri Snær Magnason
Libro: Libro in brossura
editore: Nottetempo
anno edizione: 2017
pagine: 110
“Avevo appena traslocato. Squattrinato e affamato, corsi al supermercato Bónus ma lo trovai un po’ vuoto. Il negozio era pieno di testi e messaggi, ma non c’erano storie, non c’era poesia. Chiusi gli occhi e le orecchie, cercando rimedio a tanta desolazione. E mi resi conto che questo mercato era disposto secondo la struttura della Divina Commedia. Il Paradiso era là, nel reparto frutta e verdura, l’Inferno nel reparto macelleria e il Purgatorio in quello dei prodotti per le pulizie. Notai che c’erano succhi Bónus, coca Bónus e prosciutto Bónus e mi dissi: poiché la poesia accompagna da sempre il nostro paese, occorre anche una poesia Bónus. In tempo di crisi, i letterati scrivono realismo sociale e, in campagna, romanticismo; oggi dobbiamo scrivere realismo capitalista. La poesia deve essere al servizio del mercato. Chiunque abbia terminato la scolarità obbligatoria deve essere in grado di comprenderla. Deve essere breve. Deve stimolare la crescita economica e promuovere il consumo, non deve necessariamente avere un titolo, salvo a favore di una compagnia multinazionale."
Il diritto all'allegria
Mario Benedetti
Libro: Copertina morbida
editore: Nottetempo
anno edizione: 2017
pagine: 187
Tutta l'ironia e la tenerezza, l'estro e la malinconia, l'incanto e il disincanto di Mario Benedetti trovano il loro culmine in questo libro pubblicato nel 2007, due anni prima della sua morte. Composto di brevi testi in cui si alternano racconti e riflessioni, aforismi e giocose intemperanze della lingua, elogio della vita e ricognizione della morte, le minuzie di ogni giorno e le grandi domande inevase dell'esistenza, "Il diritto all'allegria" è una collezione dei temi, delle passioni e delle ossessioni del grande scrittore uruguaiano, messaggi in bottiglia lanciati dalla "chiatta dell'utopia". Tra dèi latitanti e rapaci padroni della terra, guerre e mercati, in mezzo all'assurdità di questo "millimetro di universo che ci è toccato in sorte", Benedetti irride ogni potere e salva quello che resiste: alberi, uccelli, stupori, i sentimenti che danno "colore al mondo", la vertiginosa fragilità dell'essere umano, i piedi degli scalzi, le parole che respirano "all'aria aperta", fuori dai dizionari. E, non ultimo, l'irriducibile "diritto all'allegria", malgrado tutto.
Perdutamente
Ida Amlesù
Libro: Libro in brossura
editore: Nottetempo
anno edizione: 2017
pagine: 133
Una donna di cui non viene mai detto il nome racconta la propria giovanissima vita: l'infanzia bizzarra nella casa dei genitori con un padre fatto d'aria e una madre sempre in pantofole, le conversazioni con gli oggetti, la passione per il misterioso musicista Volodja, il suicidio tentato e mal riuscito, l'improvvisa partenza per la Russia alla ricerca dell'amore, la disillusione, l'incontro con il Diavolo a Pietroburgo e in ultimo la fuga a Saratov. Compagni di un viaggio che porta a un'approssimativa e molto umana conoscenza di sé, alcuni personaggi inconsueti ma familiari: il fantasma di Marx, il Santo, il gatto parlante Varenucha, un dio a forma di uovo e un diavolo danzante. Un esordio comico e tragico, miscellaneo come la sua giovane autrice che ha cominciato inventandosi una biografia pericolosamente somigliante alla propria vita.
Non mi vendere, mamma!
Barbara Alberti
Libro: Libro in brossura
editore: Nottetempo
anno edizione: 2016
pagine: 124
Asia, una bambina abbandonata, all'orfanotrofio si innamora di Lillo, che da grande diventa il suo pappone. E la vende ai Trump, due ricconi americani, come madre surrogata del loro erede. Dopo che è stata fecondata, di notte sente una vocina: "Ma che sei scema, mamma? Ma che davvero mi vuoi dare a quei due?" È il bambino, che le parla dalla pancia. Chico (si è dato lui il nome) non vuol saperne di biologia, deciso a conquistare l'unica che riconosce come madre. Il piccolo seduttore, sfrontato, tenero, beffardamente evangelico, comico affabulatore e imbroglione discreto, è pronto alle mosse più scorrette per convincerla a fuggire insieme. Al potere dei soldi oppone l'anarchia delle favole e un amore impossibile, inseguendo "quel riso / che una volta riso, ha fine ogni miseria".
Il luogo stretto
Faraj Bayrakdar
Libro: Libro in brossura
editore: Nottetempo
anno edizione: 2016
pagine: 122
Arrestato per affiliazione al partito comunista nella primavera del 1987 dai servizi segreti di Hafez Assad e condannato solo nel 1993 a quindici anni di reclusione dopo averne già passati sei in isolamento, il poeta e giornalista siriano Faraj Bayrakdar ha imparato a memoria le sue poesie "come facevano i nostri antenati prima della diffusione della scrittura". Dopo più di sei anni gli vennero concesse visite a cadenza mensile d'un quarto d'ora. Cominciò allora a passare alla figlia versi scritti su cartine di sigaretta, e questo libro nacque cosi. Rilasciato nel 2000, alcuni anni or sono è stato tra coloro che hanno guardato con sincero entusiasmo alla primavera araba, che ha speranzosamente definito "autunno dei tiranni". Spesso la storia smentisce i poeti, eppure l'unica via che conduce fuori da ogni "luogo stretto" passa sempre per "la lingua all'apice del chiarore" di versi come quelli di Faraj Bayrakdar.
Mela zeta
Ginevra Bompiani
Libro: Libro in brossura
editore: Nottetempo
anno edizione: 2016
pagine: 123
"Mela zeta" è la composizione di tasti che permette di annullare l'ultima azione e di tornare indietro di un passo. Ripetendola, continui a tornare indietro, sempre di un passo, fino a quel punto in cui tutto era ancora possibile, all'origine della catena che ti ha portato al momento cruciale in cui ti trovi ora, di fronte alla grande onda che forse ti sommergerà. E non siamo tutti cosi? Non vorremmo tutti tornare al di qua del punto di non ritorno, anche se non sappiamo qual è? È digitando questi tasti che l'autrice ripercorre, non tanto la sua vita, quanto alcuni incontri che l'hanno formata e composta, segnando con una cifra indelebile la memoria, la passione, la lingua, la luce. Elsa Morante, Gilles Deleuze, Giorgio Manganelli, José Bergamin, Anna Maria Ortese, Ingeborg Bachmann e altri personaggi sono, in questi testi, avvicinati e perduti come si perdono le occasioni, che forse sono più nostre quando ci sembra di averle mancate, perché è in quel vuoto che la vita ha imparato le sue pieghe. Come Sir Galvano che perde il Graal per non aver fatto la domanda giusta al momento giusto, ma proprio in quel silenzio rivela il suo destino.
Shakespeare in scena: La tempesta-Sogno di una notte d'estate-Otello-La dodicesima notte
Patrizia Cavalli
Libro: Libro in brossura
editore: Nottetempo
anno edizione: 2016
pagine: 472
Queste che presentiamo - pubblicate per la prima volta e insieme - non sono semplici, seppure magistrali, traduzioni di quattro opere di Shakespeare: "La tempesta", "Sogno di una notte d'estate", "Otello e La dodicesima notte". Sono molto di più. Sono la voce che un poeta ha saputo dare ai personaggi, ascoltandoli, immaginandoli e vedendoli in scena. Sono traduzioni nate per la scena, che è il loro luogo naturale. Sono traduzioni vive o, come dice Patrizia Cavalli, diversi tipi di ginnastica verbale, posture fisico-linguistiche, ora ritmiche, ora acustiche, che non si limitano a traghettare le parole da una lingua all'altra ma ricreano la scena shakespeariana attraverso l'intimazione della rima, come avviene nel "Sogno di una notte d'estate", che tiene gl'innamorati nel loro teatrino d'amore. O ritrovando i personaggi della tragedia (in questo caso Otello) nei loro toni di voce. O infine, ed è il caso della "Dodicesima notte", nel movimento del corpo della traduttrice che ritrova la naturalezza delle battute "camminando dallo studio alla cucina". Cosi la traduzione compie la sua vicenda, da un testo all'altro, fedele alla scena, alla voce, a se stessa.
Storia di Sima
Bijan Zarmandili
Libro: Libro in brossura
editore: Nottetempo
anno edizione: 2016
pagine: 224
Con la sua bellezza irregolare, la sua opacità emotiva e l'aura di indifferenza nei confronti della vita, la protagonista del nuovo libro di Bijan Zarmandili è ieratica e inquietante come una sfinge. Il marchio di Sima è il suo strabismo di Venere: un segno di distanza dalle cose e di deviazione dello sguardo che la rende ancor più impenetrabile, e sembra inscriverle il destino negli occhi. Nata da una ricca coppia di iraniani espatriati a Londra, Sima è vissuta in un ambiente agiato e anaffettivo, tra una madre depressa e un padre assorbito dai suoi affari in Borsa. A Roma, dove è arrivata per sfuggire alla famiglia, si è ricostruita un piccolo nido borghese con Stefano, facoltoso architetto incontrato all'università, e il figlio Dario. Ma Sima non è nata per l'idillio: e la "Straniera" - sempre distante, sempre altrove - a un certo punto cede al richiamo dei suoi demoni. Dario, ormai adolescente, diventa la sua ossessione, il suo desiderio proibito e, in una vertiginosa attrazione per il vuoto, la donna si avventura su una strada senza ritorno.
Londra per famiglie
Mila Venturini
Libro: Libro in brossura
editore: Nottetempo
anno edizione: 2016
pagine: 234
Vacanze di Natale 2009, un gruppo di amici del liceo, ormai quarantenni con figli quasi adolescenti al seguito, si riunisce per un catastrofico Capodanno londinese al 110 di Muswell Hill Road: in tutto cinque adulti, sei ragazzini e un cane, assolutamente in disaccordo sul come godersi il tempo a disposizione... Oltre le più rosee previsioni, la grande casa di Gaia, borghesissima ma piena di spifferi, diventa il teatro di una commedia esilarante, con vendette e punizioni diaboliche, dispetti e crisi mal celate di coppia e di autorità. Le rocambolesche avventure di quella vacanza rivivono, attraverso gli anni, nel ricordo di alcuni membri della grande famiglia allargata e, tra matrimoni destinati al naufragio e figli impegnati a spezzare le catene, tutti affrontano un unico dilemma: è possibile per un genitore capire i desideri, le inclinazioni e le inquietudini di ragazzini in crisi preadolescenziale? Certamente, basta che non siano i suoi.
Lo sgurz
David Riondino
Libro: Libro in brossura
editore: Nottetempo
anno edizione: 2016
pagine: 110
Lo sgurz è qualcosa di indefinibile che talora appare negli eventi e nelle persone. Cercavamo di inseguirlo e di definirlo in uno spettacolo a metà anni ottanta dal titolo "Chiamatemi Kowalsky", in cui Paolo Rossi e io, si presumeva che questo tal Kowalsky, di cui raccontavamo le gesta, avesse lo sgurz. Quando gli prendeva un colpo di sgurz faceva cose apparentemente poco logiche e coerenti, entrava in un'altra dimensione. Il termine poi precipitò in un film di Salvatores, "Kamikazen - ultima notte a Milano", che aveva nella locandina la dicitura "il primo film con lo sgurz", nientemeno. Sgurz mi ricorda una Milano viva, sentimentale, intelligente, in anni nei quali si contrapponeva alla Milano da bere un vitalismo malinconico e sensuale, sempre sorretto da una forte vocazione alla gioia, che circolava tra le canzoni di Jannacci e di Gaber, nei poemi di De André e Guccini, nei romanzi di Benni, e, in giro per l'Italia, nei disegni di Pazienza e nelle azioni del manipolo di Tango (Staino, Hendel, Pietrangeli).

