Officina Libraria
Tempo Barocco
Libro: Copertina morbida
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2021
pagine: 176
La mostra e il catalogo Tempo Barocco propongono di riappropriarsi della possibilità di usare il termine barocco per indicare la concezione di un sistema unitario delle arti e del loro potere empatico nei confronti dello spettatore, che vede la luce a Roma nei primi decenni del XVII secolo, quando Pietro da Cortona, nell'Allegoria della Divina Provvidenza, affrescata a Palazzo Barberini, portava a sintesi gli aspetti di teatralità, magniloquenza, meraviglia, rielaborazione della tradizione antica e rinascimentale. Questi stessi aspetti sono individuati seguendo il filo conduttore della riflessione sul concetto di "Tempo", da quello degli orologi a quello del mito, attraverso le opere di artisti italiani e stranieri vissuti a Roma nel corso del Seicento. È in epoca barocca infatti che il repertorio mitologico, le conseguenti personificazioni allegoriche del Tempo, con le metafore del tempo calcolabile (le Ore, le Stagioni, le Età dell'uomo), sono rivitalizzati e rinnovati dal ricorso a fonti inusuali, dalla gara con l'immaginifica poesia contemporanea, dall'uso del modello vivente, dalla commistione con il tema della Vanitas. Sono presenti in catalogo più di quaranta opere, tra dipinti, sculture, disegni e preziosi orologi, in un percorso di cinque sezioni che evidenziano diversi temi: dalle allegorie del Tempo nel palazzo, all'accezione di Tempo come Vanitas, all'antagonismo fra il Tempo e l'Amore, alla nozione di Tempo come narrazione all'interno dell'opera d'arte.
Eleonora da Toledo o una vendetta medicea
Giuseppe Rovani
Libro: Copertina morbida
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2021
pagine: 120
A ventitré anni, nel 1841, Giuseppe Rovani manda alle stampe il suo primo romanzo, "Eleonora da Toledo o una vendetta medicea". Il volumetto, privo di indicazioni relative all'autore, è corredato di un sottotitolo stereotipato ma efficace (Cronaca fiorentina trovata nei manoscritti di M.A. Buonaccorsi) e di una mediocre illustrazione che rappresenta il protagonista Vittorio Adimari in ginocchio di fronte all'amata, nella stanza di lei. Eleonora posa le braccia sulle spalle dell'uomo come a fermarlo, mentre getta uno sguardo furtivo verso la porta, temendo che uno degli scherani del marito, il crudele Pietro de' Medici, possa fare irruzione. Anche se non si conosce il seguito della storia risulta evidente che la giovane è sul punto di cedere a quella seduzione, che finirà con condurre entrambi «ad una morte» - una rievocazione in sede di antiporta del destino di Paolo e Francesca la cui ombra si estende sulle pagine del romanzo a partire dal terzo capitolo. [...] Il risultato di tale tentativo di misurarsi con il romanzo è un'opera pienamente godibile, nonostante alcune ingenuità. La costruzione dell'intreccio, per quanto semplice, non è priva d'efficacia, il ritmo della narrazione è serrato, i dialoghi riusciti. Come nel caso dei primi romanzi del Verga, l'esordio di Rovani ci restituisce l'immagine di uno scrittore in erba travolto dalla frenesia di pubblicare, a tratti impacciato ma allo stesso tempo, in molti casi, istintivamente felice. Con un'introduzione di Lorenzo Geri.
Interazioni antologiche. L'alveare e l'enciclopedia. Una scultura
Libro: Libro in brossura
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2021
pagine: 95
Questa edizione di Cantierememoria, in un anno segnato dalla pandemia e dalle misure di contenimento necessarie per combattere il virus, ha visto un cambiamento nella programmazione e nello svolgimento degli appuntamenti, che si sono spostati su piattaforma digitale. La memoria ci permette di pensare, di progettare, di immaginare e di credere nel futuro, con l'auspicio che possa essere migliore del tempo che stiamo attraversando. La connessione con i temi della sostenibilità e con i temi della natura, la volontà di riallacciare un nuovo dialogo tra la presenza dell'uomo sul pianeta e una dimensione autenticamente naturale di contatto e di relazione con il mondo che ci circonda, sono il filo conduttore utilizzato per intessere gli appuntamenti di Cantierememoria di quest'anno. La mostra "Interazione antologiche, l'alveare e l'enciclopedia" è un tassello e punto di partenza di questo incontro, confronto e contatto con la natura del sapere. La summa del sapere dell'uomo, rappresentato dal testo enciclopedico, entra in rapporto diretto, grazie all'operazione artistica di Francesco Panozzo, con il lavoro generativo delle api: le architetture dei loro alveari sviluppate intorno alle pagine dei volumi enciclopedici le trasformano in sculture. Credo che sia molto significativo che in un 2020 così fortemente caratterizzato da un evento che ha sconvolto proprio il nostro rapporto con la natura, Casa della Memoria si offra come una piattaforma di dibattito pubblico e al tempo stesso di pensiero per far sì, ancora una volta, che l'esercizio della memoria sia funzionale, sia utile e addirittura indispensabile affinché si possa affrontare, con maggiore consapevolezza, ma anche con adeguata responsabilità, il tempo che viene.
Giorgio Vasari. Luoghi e tempi delle «Vite»
Barbara Agosti
Libro: Libro in brossura
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2021
pagine: 192
Le "Vite" di Giorgio Vasari, pubblicate a Firenze nel 1550, sono la pietra fondativa della storia dell’arte quale ancora oggi la intendiamo, nei suoi strumenti e metodi essenziali. Seguire il filo dell’attività del pittore aretino nei molti diversi contesti italiani in cui fu operoso (Roma, Bologna, Venezia, Napoli, Firenze e tanti centri della Toscana...), e considerare la sequenza dei viaggi, i rapporti con i committenti (principi della terra e della Chiesa come i Medici o i Farnese, ma anche ordini religiosi, collezionisti e mercanti), gli amici, il mondo degli umanisti e dei letterati (ad esempio Pietro Aretino, Andrea Alciato, Annibal Caro...), i tempi e i modi di lavoro, permette di fare luce sulla maturazione della dirompente impresa storiografica vasariana, sulla sua impostazione e sulle sue ragioni critiche. A fronte della radicale novità segnata dalla prima edizione dell’opera, concepita dall’autore in un momento precoce del suo percorso, profondamente differenti sono i criteri e le aspirazioni cui corrisponderà la rielaborazione del testo in vista della edizione molto ampliata del 1568, ormai del tutto allineata ai valori del principato mediceo. La nuova versione delle "Vite" prende corpo infatti nell’ultima stagione trascorsa da Vasari alla corte fiorentina, quando si consolida la sua posizione di regista della politica culturale di Cosimo I, con il coordinamento del grande cantiere architettonico e decorativo di Palazzo Vecchio, la fabbrica degli Uffizi, la strumentalizzazione del culto di Michelangelo appena scomparso, e “quella grande operazione di riduzione all’ombra dell’assolutismo granducale della tradizionale anarchia degli artisti che va sotto il nome di fondazione dell’Accademia del Disegno”, secondo una memorabile definizione di Giovanni Previtali. Questa nuova edizione, oltre ad aggiornamenti del testo, include una vasta bibliografia ordinata cronologicamente che permette di seguire lo sviluppo degli studi e fa emergere da una parte la consolidata fortuna nazionale ed internazionale di Vasari scrittore e dall’altra la solo recente attenzione alla sua attività pittorica e architettonica.
Art History Before English: Negotiating a European Lingua Franca From Vasari To The Present. Ediz. italiana, inglese e tedesca
Robert Brennan, Marco M. Mascolo, Alessandro Nova, Oliver O'Donnel
Libro: Copertina morbida
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2021
pagine: 336
I saggi di questo libro sono centrati su una questione fondamentale per tutte le discipline umanistiche: qual è il rapporto tra la lingua predominante in una disciplina di studi e lo sviluppo della disciplina stessa. La storia dell'arte, per esempio, ha come prima lingua il latino (a partire da Plinio il Vecchio), ma presto vede l'affermazione del volgare (prima e dopo Vasari) per poi approdare al francese e al tedesco, soprattutto per la teoria estetica. Quali dinamiche artistiche, intellettuali e storiche hanno guidato la diffusione e la preminenza di una particolare lingua nelle pubblicazioni storico artistiche nei secoli? Nel mondo globalizzato contemporaneo è l'inglese che si è affermato come la lingua principale degli studi storico-artistici. L'utilizzo di una nuova lingua franca ha modificato i principi e i concetti storico-artistici, oppure questi sono rimasti invariati sotto la veste di nuovi termini? Quali conseguenze ha avuto e ha l'utilizzo di un linguaggio condiviso, con finalità pratiche di immediatezza comunicativa? A queste domande fondamentali per lo status della storia dell'arte si tenta di dare risposta nei saggi di importanti specialisti contenuti nel volume.
Perino Del Vaga per Michelangelo. La Spalliera del Giudizio Universale nella Galleria Spada
Libro: Libro in brossura
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2021
pagine: 168
Michelangelo aveva appena terminato il Giudizio universale quando nel 1542 papa Paolo III Farnese ordinò al suo pittore di corte, Perino del Vaga (1501-1547), di preparare il modello per un arazzo che avrebbe dovuto completare, dietro l’altare, la parete della cappella Sistina. Del progetto, andato a monte probabilmente per le censure crescenti negli anni che precedettero il Concilio di Trento, resta la tela oggi nella Galleria Spada di Roma, testimonianza dell’artificiosissimo apparato decorativo concepito da Perino, in accordo con Michelangelo, per accompagnarsi felicemente alla «terribilità» dell’affresco. Questo episodio centrale eppure dimenticato permette di riconsiderare il rapporto che Perino, allievo di Raffaello, intrattenne per tutta la vita con le ricerche di Michelangelo. Il volume, curato da Barbara Agosti e Silvia Ginzburg, indaga la storia del modello per la spalliera e ne ricostruisce la fortuna attraverso le copie che ne furono eseguite nel XVI e XVII secolo, fino allo spettacolare rimontaggio in palazzo Spada negli anni Trenta del Seicento, quando, con un radicale mutamento di funzione, la tela fu replicata e, trasformata nel modulo di un fregio, collocata in alto nello studiolo del cardinal Bernardino, con un’idea teatrale di cui fu forse responsabile Gian Lorenzo Bernini. Conclude il libro un regesto di documenti della vita e delle opere di Perino dal 1537 al 1547.
Una città di pianura e altri racconti giovanili
Giorgio Bassani
Libro: Copertina morbida
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2021
pagine: 216
Nel 1940, con lo pseudonimo di Giacomo Marchi, Giorgio Bassani pubblica il suo libro d'esordio, "Una città di pianura". La raccolta comprende cinque racconti composti tra il 1936 e il 1939, periodo cruciale nella biografia dell'autore, di cui essi rappresentano lo specchio: "Omaggio", "Un concerto", "Rondò", "Storia di Debora" con l'appendice lirica "Ancora dei poveri amanti", "Una città di pianura". Il sodalizio con gli amici normalisti (Dessí e Varese), la formazione e le letture, il trauma delle leggi razziali, il contrasto con la borghesia di provincia si intrecciano in una prosa che tenta varie misure, dal frammento lirico alla rievocazione dessiano-proustiana, anticipando toni e temi del futuro narratore. In Una città di pianura Bassani seleziona il meglio della sua produzione giovanile: in quegli anni scrive infatti altri racconti, ma sceglie di non inserirli nella raccolta e di lasciarli nel cassetto (La calunnia, Viaggio notturno, Teodoro e il frammentario racconto lungo Ottavio e Olimpia). Testi in parte inediti e qui riprodotti, che consentono di mettere a fuoco la storia di "Una città di pianura" e, insieme, un momento decisivo nella maturazione del giovane Bassani. Alla ricerca di uno stile, l'autore lo costruisce instaurando un dialogo con i modelli, assimilati e riletti: da Flaubert a Rilke, da Delfini a Proust. La nuova edizione di "Una città di pianura", arricchita dagli altri racconti giovanili, si presenta perciò come un'accurata ricognizione nella «preistoria letteraria» e intellettuale di Bassani, tra filologia e critica.
Con Giovanni Bellini. Dodici esercizi di lettura
Antonio Mazzotta
Libro: Copertina rigida
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2021
pagine: 392
Questo libro raccoglie schede, articoli, fotografie, saggi e studi, distribuiti lungo oltre un decennio di appassionata fedeltà al più grande pittore veneziano del Quattrocento: Giovanni Bellini (1430 circa-1516). Il titolo «Con Giovanni Bellini» sta a significare, oltre che «insieme a», anche «dalla parte di». I dodici pezzi - veri e propri «esercizi di lettura» - presentano una costante metodologica: partono dall'analisi formale e dall'approccio diretto, fisico, con le opere d'arte, calate nei loro contesti, fino a giungere a un più ampio esercizio critico e interpretativo dei fenomeni figurativi e storici. Particolare attenzione è dedicata alla giovinezza di Bellini, momento cruciale in cui l'arte veneziana è traghettata dal mondo tardogotico del padre Jacopo al Rinascimento del cognato Andrea Mantegna, ma anche agli anni della vecchiaia, in cui il patriarca della pittura lagunare, «pronto a rinnovarsi fino all'ultimo istante della sua vita» (Bellosi), è capace di affrontare alla pari i migliori allievi: Giorgione e Tiziano.
Gaudenzio memorial
Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa
Libro: Libro in brossura
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2021
pagine: 144
La mostra Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari - tenuta nella primavera del 2018 nelle tre sedi di Varallo (Pinacoteca), Vercelli (Arca) e Novara (Broletto) - dà vita a un album fotografico, che dà conto dell'allestimento di Rino Simonetti. L'occasione permette a Giovanni Agosti e a Jacopo Stoppa - che di quella mostra sono stati, insieme a Gianni Romano, i curatori - alcuni approfondimenti su uno dei principali artisti del Cinquecento italiano, ma anche sulla cultura figurativa valsesiana fino a quello che è considerato l'erede di Gaudenzio: Tanzio da Varallo. Da lui si passa al suo clan, in particolare al fratello Melchiorre. Nuovi documenti permettono di delineare un suo profilo - non solo come pittore ma anche come scultore (attività che, grazie a questi nuovi apporti, si può affermare praticata pure da Tanzio) - tra l'Alsazia e la Valsesia, e forse addirittura la Baviera e persino Praga.
Arti e lettere a Napoli tra Cinque e Seicento: studi su Matteo di Capua Principe di Conca
Libro: Copertina morbida
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2021
pagine: 834
Matteo di Capua (1568-1607), conte di Palena e secondo principe di Conca, Grande Ammiraglio del Regno di Napoli, fu il più munifico patrono delle arti e delle lettere a Napoli tra Cinque e Seicento. Al suo servizio furono, uno dopo l'altro, l'anziano Torquato Tasso e il giovane Giovan Battista Marino, insieme a uno stuolo di artisti, letterati, artigiani, scienziati e uomini di cultura. Il suo palazzo napoletano è stato spesso ricordato, oltre che come dimora dei due grandi poeti, per le conversazioni che vi ebbero luogo e che portarono al processo per eresia del celebre matematico Colantonio Stigliola. La sua biblioteca e le collezioni d'arte, ricche di opere attribuite a Correggio, Raffaello e Tiziano, furono tra le più importanti mai raccolte a Napoli: esaltate dalle fonti coeve, da Tommaso Costo a Giulio Cesare Capaccio, sono protagoniste delle Vite di Bernardo De Dominici, dove sono spesso ricordate (senza alcun fondamento) come il luogo in cui i pittori napoletani del Seicento avrebbero completato la loro formazione figurativa, davanti a illustri esempi "classici". Nonostante già alla fine dell'Ottocento se ne conoscessero gli inventari, la loro consistenza e la loro storia reale non erano mai state indagate. Le vicende del principe, della sua famiglia, delle sue residenze di Conca, Caiazzo, Napoli e Vico Equense, insieme a quelle delle sue raccolte erano pertanto allo stesso tempo famose e ignote. I saggi contenuti nel volume, in cui si confrontano storici della società, dell'architettura, delle arti antiche e moderne, della letteratura, della musica e del libro, insieme alla vasta documentazione d'archivio ritrovata e trascritta, costituiscono una monografia a più voci, che indaga per la prima volta la breve vita del principe e la formazione, la consistenza, la dispersione della sua biblioteca, delle sue collezioni e della sua corte, viste come punto di incontro tra arti, scienze e lettere.
The network of cassinese arts in Renaissance Italy
Libro: Copertina rigida
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2021
pagine: 343
Genovesino e le carte stampate. Derivazioni dalle incisioni nella pittura italiana del Seicento
Francesco Ceretti
Libro: Libro in brossura
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2021
pagine: 140
Dando seguito agli studi promossi nelle recenti mostre monografiche di Cremona (Museo Civico "Ala Ponzone", 6 ottobre 2017 — 6 gennaio 2018) e Piacenza (Palazzo Galli, 4 marzo — 10 giugno 2018), questo volume intende approfondire il particolare rapporto che lega Luigi Miradori, il Genovesino, alle "carte stampate", ossia a quell'infinito repertorio di stampe nordiche e mediterranee dalle quali l'artista trasse costanti modelli da riversare con estro e disinvoltura all'interno del suo catalogo. Criteri, ragioni e modalità alla base di quella che si può a tutti gli effetti definire una Miradoriana methodus, diventano oggetto di un'indagine sistematica, che prende le mosse proprio dal vivace contesto genovese, luogo della prima e ancora oscura formazione di Genovesino. Un simile massiccio ricorso ai modelli incisi offre il destro per una serie di riflessioni affatto scontate sulle pratiche operative e di bottega dei pittori, non solo per quanto riguarda il caso specifico del Miradori. L'occasione è peraltro propizia per presentare due altri quadri inediti dell'artista, la cui genesi iconografica risale puntualmente ad altrettante celebri incisioni. Si tratta di una Circoncisione, riemersa sul mercato antiquario genovese, e di un Martirio di San Bartolomeo, transitato quasi trent'anni or sono a Vienna con un errato riferimento a Francesco Cairo; dipinti da porre agli estremi opposti della produzione del Miradori, che forniscono un ulteriore prezioso riscontro del ruolo decisivo giocato dalle stampe nell'officina creativa di Genovesino. Il volume prosegue abbandonando il panorama cremonese per ampliare il raggio della ricerca verso i diversi centri artistici italiani e fornire un primo sguardo d'insieme sull'impiego di prototipi a stampa nella pittura del Seicento. Ciò che emerge è per certi aspetti sorprendente: dalla Terraferma veneta al Ducato milanese, dai territori emiliani al Granducato di Toscana, dall'area centroitaliana, marchigiana e romana, al Regno di Napoli, l'utilizzo e lo studio delle fonti incisorie costituisce una pratica ampiamente diffusa e documentata, coinvolgendo indistintamente importanti maestri del realismo e affermati protagonisti del classicismo e del barocco.

