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Osimo Bruno

Dictionary of translation studies with terms of semiotics, psychology textology, linguistics, stylistics
9,99

Ionyč

Ionyč

Anton Cechov

Libro

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2019

pagine: 36

In questo racconto di Čehov si condensano alcuni dei motivi della sua poetica che troviamo in tutte le opere, sia di narrativa sia teatrali, del periodo maturo. Il tema più evidente è quello della sazietà, nemica della ragione, e della capacità di migliorarsi e di progredire.
5,29

La traduzione dei realia. Come gestire le parole culturospecifiche in traduzione

La traduzione dei realia. Come gestire le parole culturospecifiche in traduzione

Sider Florin, Sergej Vlahov

Libro: Libro in brossura

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2019

pagine: 40

Il concetto di «traduzione dei realia» è doppiamente convenzionale: i realia di norma sono intraducibili (in un’ottica dizionariale) e, sempre di norma, normalmente non vengono resi (nel contesto) per mezzo di una traduzione.
7,99

L'arciereo. Versione filologica

L'arciereo. Versione filologica

Anton Cechov

Libro: Libro in brossura

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2019

pagine: 30

"Nella nostra scuola dell'obbligo, dovendo dare ai ragazzi rudimenti di testo, di lettura, di scrittura, ricorriamo a categorie rozze, dividendo i testi nei cosiddetti "generi" o, peggio ancora, "generi letterari", perché riteniamo che solo banalizzando la realtà sia possibile tramandarla alle generazioni future. Ma per chi conosce bene un autore, per chi conosce bene un singolo testo, generi e correnti possono badare a sé stessi e restare completamente fuori dal discorso. Cerchiamo di parlarci seriamente, io e te, lettore, lettrice, di cose che sappiamo perché siamo lettori, perché siamo lettori attenti, sensibili. Ogni racconto di Antòn Pàvlovič è poesia, è poesia in prosa. Qui contano le sillabe, contano le ripetizioni, le anafore. Il racconto čehoviano è un meccanismo delicatissimo che il traduttore accorto affronta con cautela, pronto a ricreare – ove possibile – quell'intelaiatura di rimandi intratestuali, allusioni, sensibilità reciproche tra parti del testo, pronto insomma a toccare meno possibile, lasciando al lettore l'oneroso – e godurioso – còmpito di decodificare, di capire, se necessario di vedere spiegato in nota".
3,99

L'isola di Sachalin (dalle note di viaggio). Versione filologica

L'isola di Sachalin (dalle note di viaggio). Versione filologica

Anton Cechov

Libro: Libro in brossura

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2019

“Il 5 luglio 1890 sono arrivato in piroscafo alla città di Nikolàevsk, una delle estremità orientali della nostra patria. L’Amùr qui è molto largo, al mare restavano soltanto 27 verste1; il posto è maestoso e bello, ma i ricordi del passato di questa regione, quello che i compagni di viaggio dicono sul duro inverno e sulle non meno dure usanze locali, la vicinanza dei lavori forzati e l’aspetto stesso della città abbandonata, spopolata fanno passare del tutto la voglia di ammirare il paesaggio. Nikolàevsk è stata fondata non poi da tanto, nel 1850, dal famoso Gennàdij Nevel´skój, momento radioso più unico che raro della storia della città. Negli anni Cinquanta e Sessanta, quando si è cominciato lo sfruttamento agricolo del territorio lungo l’Amùr facendo generoso uso di soldati, detenuti e coloni, a Nikolàevsk facevano soggiorno i funzionari che governavano la regione, qui arrivavano numerosi avventurieri russi e stranieri, si trasferivano i coloni attirati dalla straordinaria abbondanza di pesce e di selvaggina e, evidentemente, gli interessi che si confanno al genere umano non erano estranei alla città, tant’è vero che uno scienziato di passaggio considerò
17,46

Principessa. Versione filologica

Principessa. Versione filologica

Anton Cechov

Libro: Libro in brossura

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2019

Questa traduzione è stata realizzata con le allieve del corso di traduzione artistica russo-italiano presso la Civica Scuola Interpreti Traduttori di Milano nell'anno accademico 2013-2014. Ecco un brano tratto dalla postfazione (contiene spoiler): «Il dizionario di psicoanalisi ci dà questa definizione tecnica del Falso Sé che, in termini artistici, Čehov ci dà nel racconto. Non a caso il protagonista è un medico, ed è lui a tracciare a grandi linee la case history. La protagonista, come è tipico di questo profilo patologico, deve continuamente tacitare la propria coscienza. In questo è rivelatoria la metafora dell'uccellino: «E sentendo che ognuno d’istinto lo pensava, sorrideva ancora più affabile e tentava di somigliare all’uccellino». La self-consciousness che non manca alle persone affette da questa sindrome si manifesta esplicitamente anche in questo altro passo: «Nel tentativo di sembrare un uccellino, la principessa svolazzò nell’equipaggio annuendo da tutte le parti».
5,29

Ragazzi

Ragazzi

Anton Cechov

Libro: Libro in brossura

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2019

«È arrivato Volódâ!» gridò qualcuno fuori. «È arrivato il padroncino Volódâ!» strillò Natàl’â, correndo in sala da pranzo. «Ah, Dio mio!». Tutta la famiglia Korolëv, che aspettava l’arrivo del suo Volódâ da un momento all’altro, si precipitò alle finestre. All’ingresso c’era un grande rozval’ni1 e un vapore denso saliva dalla trojka di cavalli bianchi. La slitta era vuota, perché Volódâ era già nell’ingresso e si stava slacciando il cappuccio con le dita arrossate, congelate. Il cappotto dell’uniforme del ginnasio, il berretto, le galosce e i capelli sulle tempie erano coperti di brina ed emanava dalla testa ai piedi un odore di gelo così buono che, guardandolo, veniva voglia di rabbrividire e dire: «Brrr!». La madre e la zia si precipitarono ad abbracciarlo e baciarlo, Natàl’â gli si accasciò ai piedi e cominciò a sfilargli i vàlenki2, le sorelle si misero a strillare, le porte cigolavano, sbattevano, e il padre di Volódâ, col solo gilè addosso e le forbici in mano, si precipitò nell’anticamera e gridò spaventato: «È da ieri che ti stiamo aspettando! Hai fatto buon viaggio? Tutto bene? Signore, mio Dio, lasciate che saluti suo padre! Cos’è, non sono suo padre?»
5,29

Kastanka

Kastanka

Anton Cechov

Libro: Libro in brossura

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2019

"Cattiva condotta Una cagna giovane rossiccia – incrocio tra un bassotto e un bastardino – dal muso molto simile a una volpe, correva avanti e indietro sul marciapiede e guardava inquieta da una parte all’altra. Ogni tanto si fermava e, piangendo, sollevando ora una zampa gelata, ora l’altra, cercava di tirare le fila: come aveva fatto a perdersi? Si ricordava benissimo come aveva passato la giornata e come infine era capitata su questo marciapiede che non aveva mai visto. La giornata era cominciata che il suo padrone, il falegname Lukà Aleksàndryč, indossava il berretto, metteva sotto braccio un affare di legno avvolto in un panno rosso, e gridava..."
5,29

Racconto della signora X

Racconto della signora X

Anton Cechov

Libro: Libro in brossura

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2019

Nove o dieci anni fa, durante la fienagione, accadde che una volta poco prima di sera, io e Pëtr Sergeič, che ricopriva la carica di giudice istruttore, andammo a cavallo alla stazione per la posta. Il tempo era meraviglioso, ma sulla via del ritorno si sentirono rombi di tuono e vedemmo una nuvola nera alquanto stizzita puntare dritto verso di noi. La nuvola si avvicinava a noi e noi a lei. Sul suo sfondo biancheggiavano la nostra casa e la chiesa, gli alti pioppi si facevano d’argento. Nell’aria c’era odore di pioggia e di fieno falciato. Il mio cavaliere era particolarmente di buon umore. Rideva e diceva un’enormità di sciocchezze. Diceva che sarebbe stato interessante incontrare sul nostro cammino un castello medievale con le torri merlate, con il muschio, con le civette, dove avremmo potuto trovare riparo dalla pioggia per poi essere uccisi da un fulmine… Ma ecco che la prima onda scosse la segale e il campo d’avena, s’alzò il vento d’un colpo e nell’aria cominciò a vorticare la polvere. Pëtr Sergeič scoppiò a ridere e spronò il cavallo. «Bene!» gridò, «molto bene!»...
5,29

Casa con mezzanino (racconto di un pittore)

Casa con mezzanino (racconto di un pittore)

Anton Cechov

Libro: Libro in brossura

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2019

pagine: 100

"Fu sei-sette anni fa, vivevo in un distretto del governatorato di T., nella tenuta del possidente Belokùrov, un giovane che si alzava molto presto, portava la poddëvka, la sera beveva birra e continuava a lamentarsi con me di non riuscire a trovare comprensione da nessuna parte in nessuno. Lui viveva nella dépendance in giardino, e io nella vecchia casa padronale, nell'enorme sala con colonne, che non aveva mobili a eccezione del divano largo su cui dormivo e del tavolo su cui facevo i solitari. Qui sempre, anche col bel tempo, c'era qualcosa che fischiava nelle vecchie stufe Amosov, e durante i temporali tutta la casa tremava e, sembrava, cadeva a pezzi, e faceva un po' paura, soprattutto di notte, quando tutte e dieci le grandi finestre venivano all'improvviso illuminate da un lampo. Condannato dalla sorte al continuo ozio, non facevo decisamente nulla. Per ore intere guardavo dalle mie finestre il cielo, gli uccelli, i vialetti, leggevo tutto quello che mi portavano dalla posta, dormivo. A volte uscivo di casa e fino a tarda sera passeggiavo senza meta. Una volta, mentre tornavo a casa, senza volere mi ritrovai in un podere che non conoscevo."
5,29

Poesie dall'ospedale psichiatrico

Poesie dall'ospedale psichiatrico

Bruno Osimo

Libro: Libro in brossura

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2019

pagine: 100

L'autore è ricoverato in ospedale psichiatrico in un non meglio precisato paese baltico da diversi anni. Dai versi trapelano sia le terapie a cui è sottoposto (compreso uso di alcol non consentito dalle autorità sanitarie), sia le relazioni col personale, infermiere e infermieri, il rapporto con gli animali domestici (è una comunità controllata, con sperimentazione di pet therapy). I versi, sull'onda tra delirio e poesia, tra realtà e immaginazione, tra prescrizione e trasgressione, sono suggestivi dell'atmosfera unica che si respira all'interno dell'istituzione manicomiale o postmanicomiale.
6,79

Dama con cagnolino. Versione filologica

Dama con cagnolino. Versione filologica

Anton Cechov

Libro: Libro in brossura

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2019

«Un ozio perfetto, questi baci in mezzo al bianco del giorno, con circospezione e paura d’essere visti, il caldo, l’odore del mare e il continuo balenare davanti agli occhi di persone oziose, eleganti, sazie lo avevano come rigenerato». In certi passi la voracità e la golosità – l'oralità – vengono apertamente contrapposte ai sentimenti, come qui, dove al dramma dell'amore impossibile si sovrappone il dramma della sua incomunicabilità, perché Gurov si ritrova circondato da persone che vivono l'intera loro vita ruotando intorno al cibo: «E ormai era afflitto dal forte desiderio di condividere con qualcuno i suoi ricordi. Ma a casa non poteva parlare del suo amore, e fuori casa non c’era nessuno. Non con i vicini e nemmeno in banca. E di che cosa parlare? Quindi la amava veramente? [...] "Se lei potesse sapere quanto era affascinante la donna che ho conosciuto a Âlta!". Il funzionario salì sulla slitta e partì, ma improvvisamente si voltò e chiamò: "Dmitrij Dmitrič!" "Che cosa?" "Aveva ragione prima: lo storione aveva un odorino così così!" [...] Che costumi selvaggi, che gente! Che serate senza senso, che giornate poco interessanti, insignificanti! La smania del giocare.
6,79

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