Progedit
Translationscapes. Comunità, lingue e traduzioni interculturali
Libro
editore: Progedit
anno edizione: 2009
pagine: 192
Questo volume intende tracciare una piattaforma teorica su alcuni dei temi più rilevanti nell'ambito del dibattito contemporaneo sulla lingua, sui linguaggi, sulle culture e sulla traduzione. La curatrice ambisce ad arricchire il dibattito italiano con contributi di autrici ed autori di respiro nazionale e internazionale che mettono al centro delle loro teorie e pratiche di traduzione temi e approcci di carattere culturale, letterario, filosofico, storico e/o sociologico svelando le interconnessioni multidisciplinari e transnazionali nell'ambito dei translation studies. In particolare, i saggi proposti raccontano storie di migrazioni, diaspore, esili e della con-figurazione di comunità e di patrie immaginarie; indagano la violenza dei conflitti, passati o tuttora in atto, tra nazioni o all'interno della stessa nazione; esplorano le relazioni interculturali generate dai confini, dal contatto con la liminalità/marginalità, la razza, il genere, il multilinguismo; mettono in discussione le relazioni di potere/resistenza in contesti postcoloniali; rappresentano il corpo femminile come l(u)ogo di frontiera, sapere e trasgressione. Saggi di: Mona Baker, Paul F. Bandia, Patrizia Calefato, Marta Company, Maria Rosaria Dagostino, Angela D'Ottavio, Pilar Godayol, Moira Inghilleri, Christopher Larkosh-Lenotti, Paola Zaccaria.
Sapore di pace
Angelo Buonsante
Libro
editore: Progedit
anno edizione: 2009
pagine: 120
La storia dell'amicizia tra due ragazzi, Nino e Giosuè - uno di origine ebrea, l'altro cristiano - in un tempo, la seconda guerra mondiale, e in un luogo, la Puglia, che diventano universali. Nino, il protagonista, è un adolescente che ha vissuto sulla pelle le drammatiche trasformazioni che si accompagnarono alla affermazione, prima, e alla caduta, poi, del regime fascista, senza lasciarsi mai intimidire dalla violenza e dalla brutalità che colpì chi cercava di sottrarre al martirio uomini e donne, bambini e anziani di religione ebraica. Nonostante l'odio insanabile, che perseguitò le famiglie ebree, e la guerra, che dilaniò le relazioni tra chi, a un tratto, si trovò a essere additato come "il diverso", Nino e Giosuè riuscirono a tenere saldo il loro legame. Nino racconta gli anni intensi del secondo conflitto mondiale, come in un diario, in prima persona. Il suo passare da spensierato adolescente, che vive con la sua famiglia il tranquillo alternarsi delle domeniche con gli amici e gli impegni scolastici, a unico uomo di casa. La guerra priva Nino del padre, del fratello maggiore, del primo amore, della fiducia in un futuro da ricostruire con coraggio, affrontando le paure del presente con la forza della fratellanza e della solidarietà. L'insegnamento è che, quando si riescono a superare gli atavici pregiudizi che pongono irrazionalmente gli uomini l'uno contro l'altro, diviene possibile riscoprire il significato della parola pace.
La formazione al femminile. Itinerari storico-pedagogici
Daniela Dato, Barbara De Serio, Anna Grazia Lopez
Libro
editore: Progedit
anno edizione: 2009
pagine: 136
Qual è il ruolo della formazione nel cammino di emancipazione - sociale e culturale - della donna? Questo volume ripercorre il difficile cammino di autonomia intellettuale, economica, sociale delle donne alla luce di una storia, anche molto antica, che racconta esistenze femminili quasi sempre vissute secondo ordini simbolici - che intrecciano formazione e diritti umani - estranei a se stessi, secondo logiche e regole neutrali solo interpretate e inscritte in una cultura maschiocentrica. Filo conduttore è l'impegno delle scienze della formazione nel recuperare, valorizzare e diffondere i saperi delle donne, nonché il "diritto al sapere" delle donne, al duplice fine: riscattarli dall'alveo della minorità nel quale sono stati relegati rispetto al sapere maschile, riconoscere e legittimare socialmente, culturalmente e "politicamente" sensibilità e competenze delle donne di fatto sminuite, estendendole alla molteplicità dei contesti di vita e di formazione.
Quel che restò di una città
Antonio Rossano
Libro
editore: Progedit
anno edizione: 2008
pagine: 116
Vi immaginate se improvvisamente la vostra città non esistesse più e al suo posto restasse un luogo indefinito e lercio, maleodorante di gas, discarica di un luogo superiore, abitato da gente disperata che, per vivere, produce un misterioso unguento? Immaginate dunque la popolazione privata di ogni liberà sotto il giogo di un regime militare imposto da un individuo losco, don Giacomino, l'intruglio come unico cibo, un'epidemia di tosse che non lascia scampo, il mare usato come cimitero. Questo è lo scenario di una improbabile città come Bari rappresentato nell'ultimo romanzo dello scrittore, commediografo e giornalista Antonio Rossano. Un'unica persona sta a testimoniare questo inferno, la voce narrante di questo libro, che tiene un diario segreto per spiegare com'è nato tutto, per interrogarsi sull'ignoto piano superiore che ha ridotto la popolazione ad una non vita, annullando desideri e speranze per il futuro. Questo libro, dietro la sua veste di fantasia, che lo rende apparentemente ingenuo, è soprattutto un racconto sofferto e coinvolgente: tramite alcune riflessioni profonde sulla condizione di abbrutimento riesce addirittura a riportare alla mente le esperienze tragiche di Anna Frank o di Primo Levi. Solo il finale a sorpresa riuscirà a sciogliere la tensione e la partecipazione emotiva: attraverso un insegnamento sul valore morale dell'arte e della cultura si affaccia un barlume di speranza.
La trappola degli aiuti. Sottosviluppo, Mezzogiorno e guerra fredda negli anni '50
Claudia Villani
Libro
editore: Progedit
anno edizione: 2008
pagine: 160
Idee su come aiutare i paesi meno fortunati a percorrere la via del progresso e del benessere circolano già alla fine della seconda guerra mondiale, ma nel dopoguerra l'utopia della modernizzazione universale si scontra con la realtà del nuovo ordine internazionale bipolare. L'industria dell'assistenza all'estero nasce durante la guerra fredda e sono le motivazioni strategiche di politica estera, di politica della sicurezza, di politica economica - delle maggiori potenze a disegnare la geografia e a condizionare obiettivi e strumenti degli aiuti economici (e militari), prima per consolidare i blocchi, poi per allargarne l'influenza ai paesi arretrati. È lo scenario in cui negli anni Cinquanta nasce e si svolge la riflessione teorica sulle cause del "sottosviluppo" e sull'economia dello sviluppo. Questo libro racconta come l'Italia, cogliendo l'occasione offerta dalla crescente attenzione ai problemi delle aree arretrate, proponga il Mezzogiorno come laboratorio delle politiche di sviluppo occidentali in funzione anticomunista e riesca così a massimizzare gli aiuti americani e internazionali a vantaggio del paese intero. Il superamento (o meno) dell'arretratezza del Mezzogiorno diventa una questione di interesse internazionale e un precedente con cui confrontarsi sia per i paesi meno sviluppati del blocco occidentale, sia per i paesi arretrati di recente e nuova indipendenza.
In esilio di cuore. Disappunti di un cantastorie gentile
Domenico Rodolfo
Libro
editore: Progedit
anno edizione: 2008
pagine: 64
Parole come pietre. Create, lanciate e offerte per "guarire" l'"esilio del cuore" e "ripulire" l'"immondizia del cervello" dei tempi moderni. Un registro narrativo che si avvolge e si sviluppa per situazioni, figure umane, vicende storiche, schegge di riflessioni che raccontano di un "futuro che brucia". Guerra, mafia, rifiuti, Aids, politica, fatica del non lavoro, ansie e dolori moderni nei dolenti e gioiosi versi di un poemetto civile. Una narrazione fatta anche di incursioni autobiografiche nella terra del Sud che, a volte, balzano chiare all'occhio del lettore come le ombre nel sole. "Poesia che si muove nell'ombra di Pasolini e di Buttitta e dell'oralità - scrive Raffele Nigro nella Prefazione - ma che crede fortemente nel valore civile della scrittura e nella possibilità che la parola ancora riesca a imprimere qualcosa nella coscienza degli uomini.
Avrei voluto
Bruno Aurisicchio
Libro
editore: Progedit
anno edizione: 2008
pagine: 144
"Fermarsi un momento, soltanto un momento, a guardare ai nostri ricordi, quelli che, poi, fanno bella la vita". Un viaggio nel passato, nella "vera vita", un viaggio magico dove "svaniscono i motivi delle inutili corse, per lasciare spazio alla bellezza dei sensi incantati" di un poeta gentile. La raccolta di poesie di Bruno Aurisicchio vuole essere, dunque, una pausa all'andare frenetico e superficiale dei nostri giorni per riappropriarsi di un sé spesso disperso, spaesato e frammentato. Bruno Aurisicchio si svela e ci svela, nel fluire dolce e armonioso di parole, atmosfere, sfumature, immagini che alludono alla ricchezza dell'esperienza dell'essere uomo e donna quando il pensare, il meditare rallenta il fluire del tempo, sospende la chiacchiera rumorosa del pensiero e si fa lentezza, atmosfera, contatto. Ogni pagina è una suggestione arricchita della "vera vita" dell'arte fotografica di Chiara Burzigotti, ogni poesia è un invito a prendersi tempo, a recuperare il valore dell'essere sospesi, a ricercare, spesso nella nostra profondità più intima, una possibilità di fuga dalla corazza della nostra identità ufficiale prendendo consapevolezza del dolore, dei rimorsi, della delicatezza della nostalgia, della dolce melanconia dei rimpianti e dell'ebbrezza delle scelte che hanno fatto della vita la nostra vita.
L'ultima festa. Storia e metamorfosi del carnevale in Puglia
Pietro Sisto
Libro
editore: Progedit
anno edizione: 2008
pagine: 192
Una "storia" del Carnevale in Puglia raccontata da un fine letterato, attento agli aspetti antropologici, alle profonde trasformazioni che, soprattutto nel secolo scorso, hanno accompagnato la festa negli angoli più diversi della regione, dalla più nota Putignano agli altri centri "minori", ma non per questo meno importanti. Dell'"ultima festa" vengono messi in luce non solo i riti più irriverenti, legati al divertimento, ai piaceri del corpo e alla gastronomia, ma anche l'aspetto sostanziale del rovesciamento del mondo e dello scontro tra società laica e gerarchie ecclesiastiche, che si opposero, spesso con scarsi risultati, allo spirito carnevalesco della società contadina. Il testo si articola in tre parti. Alla prima di carattere storico-antropologico, che ripercorre attraverso il calendario le tradizioni, i balli, i giochi e le maschere caratterizzanti, ne seguono altre due che raccolgono rispettivamente immagini in bianco/nero e a colori e una serie di documenti poco noti o inediti, tratti dalla tradizione "letteraria" così come da quella popolare.
Il rifiuto dell'uomo nel cinema di Marco Ferreri
Angela Bianca Saponari
Libro
editore: Progedit
anno edizione: 2008
pagine: 112
"Meglio fare, piuttosto che una cattiva opera rivoluzionaria, un'opera negativa al massimo". Questo sostiene Marco Ferreri, il regista più dissacrante del cinema italiano. Attraverso il suo stile graffiante e grottesco si è dimostrato fra i registi più sperimentali del suo tempo. Il suo cinema visionario ha indagato le contraddizioni della modernità, rivelando l'impossibilità dell'umanesimo e il dramma di un'esistenza viziata dal conformismo delle istituzioni. Questo libro propone una aggiornata analisi critica dell'opera di Ferreri attraverso una antologia dei suoi film più significativi. Da questi emerge la difficoltà di assecondare le norme sociali nei rapporti umani e l'impossibilità di fuggire da una realtà in cui gli stessi individui sono condannati alla solitudine. Dopo i primi film in cui è esasperata la contestazione dei valori borghesi, da Dillinger è morto (1969) a I love you (1986), Ferreri elabora e rappresenta l'annullamento dell'uomo, la distruzione della Storia, la negazione del racconto. La rottura di ogni rapporto fra i sessi, sancito dall'inganno del vincolo matrimoniale, è l'esempio estremo di questa pessimistica visione del mondo: l'uomo è costretto a relazionarsi con il feticcio (bambole gonfiabili o maschere di porcellana), mentre solo nelle viscere della donna fermenta il futuro.
I tre poteri. Papa, imperatore e popolo nelle teorie politiche del Medioevo
Angelo Panarese
Libro
editore: Progedit
anno edizione: 2008
pagine: 168
Questo libro indaga le origini della disputa sulla legittimità del potere nell'età medievale. Da quali forze trae origine il potere che un capo esercita? Il quesito sulla legittimità del potere si snoda in tutta la storia del Medioevo. Il saggio affronta la complessa problematica soffermandosi sulle figure centrali nell'assetto sociale e politico: il Papa, l'Imperatore, il Popolo. Storicamente si può affermare che, nell'età medievale, prendono forma "due dottrine" secondo le quali il potere e il diritto originano da due diverse fonti. La prima sostiene che "il potere deriva dal basso". A questa concezione si contrappone l'altra, secondo cui "il potere deriva dall'alto". La storia del pensiero politico medievale è, in gran parte, la storia dello scontro tra queste opposte rappresentazioni. Dopo aver passato in rassegna le teorie che trattano la gestione del potere, l'autore illumina, nella vasta letteratura politica, il modello proposto da Dante nella "Monarchia". Nell'opera dantesca, il rapporto fra utopia e realtà diviene integrazione fecondante, lo stimolo che deve condurre il monarca ad assumere e personificare una funzione "terapeutica" e socialmente indispensabile per placare le ansie di un mondo tormentato.
Problemi di analisi e progetto dei dispositivi a semiconduttore
Anna G. Perri
Libro
editore: Progedit
anno edizione: 2008
pagine: 640
Il volume illustra l'applicazione della fisica, della tecnologia e dei modelli dei dispositivi elettronici a semiconduttore, con particolare attenzione ai modelli per il CAD, ai fini dell'analisi e progetto dei circuiti integrati in Silicio ed in Arseniuro di Gallio. L'organizzazione del testo si basa su un voluto equilibrio fra richiami teorici essenziali ed esempi pratici, proposti sotto forma di problemi svolti.
L'anima e la terra nel Mezzogiorno moderno
Giuseppe Poli
Libro
editore: Progedit
anno edizione: 2008
pagine: 192
Quando lavorare significava guadagnarsi il paradiso. Lavorare in questa vita per guadagnare il cielo, nel passato, rappresentava l'impegno e l'aspirazione suprema della maggior parte della popolazione. L'esistenza era scandita dalle preghiere e dalle stagioni che regolavano l'orario di lavoro. Alla soddisfazione dei bisogni primari imposti dalle esigenze biologiche si associava quella di alleviare la salute dell'anima nell'aldilà. Per non farsi trovare impreparati all'appuntamento finale, occorreva predisporre le opportune assicurazioni per ingraziarsi il favore divino, soprattutto se la condotta terrena non era stata irreprensibile. Di conseguenza, bisognava adoperarsi per alleviare le pene da scontare in purgatorio. Il lavoro, dal quale trarre un minimo di risorse da investire nelle messe di suffragio, per i meno abbienti, e i beni materiali per i più fortunati, diventava, quindi, il mezzo per attenuare i patimenti futuri nell'altra vita. Se gli strati più modesti della popolazione trovavano una giustificazione evangelica alla propria precarietà economica e subalternità sociale, i ceti abbienti miravano a emendarsi dai peccati utilizzando le loro maggiori disponibilità patrimoniali, le stesse che avevano contribuito alle cadute terrene per le quali temevano il castigo divino.

