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Scienze e Lettere

L'imprenditoria al femminile nell'Italia romana: le produttrici di opus doliare

L'imprenditoria al femminile nell'Italia romana: le produttrici di opus doliare

Silvia Braito

Libro: Libro in brossura

editore: Scienze e Lettere

anno edizione: 2020

pagine: 464

Questo volume si inserisce nel promettente filone di ricerca che si occupa del lavoro femminile nel mondo antico, concentrandosi su un ambito finora non pienamente indagato nella sua complessità. Quanto era consistente la partecipazione femminile nella produzione di materiale da costruzione e altre categorie di ceramica pesante nell’Italia romana? Quante donne “imprenditrici” marchiavano i prodotti delle loro manifatture tra la tarda repubblica e l’età imperiale? Queste domande costituiscono la base dello studio condotto dall’autrice, fondato sulla raccolta e analisi dei marchi di fabbrica che recano impressi nomi femminili. Si tratta di donne che gestivano le loro attività manifatturiere, di grandi o piccole dimensioni, con diverse modalità organizzative e che ricoprivano posizioni prevalentemente appannaggio degli uomini in modo del tutto equivalente e con analoghe prerogative. Dalla Venetia all’Apulia, dal Piceno a Roma, l’autrice esplora il coinvolgimento di tali dominae private nelle produzioni fittili, i loro rapporti con le famiglie di provenienza, legate tanto all’aristocrazia senatoria ed equestre quanto ai ceti dirigenti di rango decurionale, e il loro ruolo nel contemporaneo scenario economico, politico e sociale dell’Italia romana.
55,00

A cosa serve Leonardo? La ragion di Stato e l'Uomo vitruviano

Gino Famiglietti, Tomaso Montanari

Libro: Libro in brossura

editore: Scienze e Lettere

anno edizione: 2020

pagine: 224

È giusto, fisiologico, 'normale' che un capo di Stato, un capo di governo, un ministro si occupino del prestito di opere d'arte tra musei dei rispettivi paesi? Su un piano culturale, e politico nel senso più alto e generale, è questa la domanda fondamentale che attraversa il libro che state leggendo. Dopo l'articolo 9 della Costituzione le relazioni culturali tra i popoli non dovrebbero passare attraverso scambi di grandi mostre, o di singole opere feticcio, decisi dalle diplomazie, dalla politica, dai mercati. Perché le opere d'arte non dovrebbero più essere pedine della ragion di Stato: ma testi su cui fare ricerca, e da restituire alla libera conoscenza dei cittadini. Invece, accade esattamente il contrario: come dimostra l'incredibile peripezia dell'Uomo Vitruviano di Leonardo, in queste pagine accuratamente ripercorsa con il doppio sguardo di un giurista e di uno storico dell'arte.
20,00 19,00

Le città di Magna Grecia e di Sicilia dal VI al I secolo. Volume Vol. 2

Pier Giovanni Guzzo

Libro: Libro in brossura

editore: Scienze e Lettere

anno edizione: 2020

pagine: 928

Questo volume, dedicato alle città della Sicilia antica, completa l’annunciata trilogia, il primo terzo della quale è apparso quasi dieci anni fa. È immediato riconoscere che molto di quanto scritto è da aggiornare e, forse, in alcune sue parti, da modificare. Così com’è il destino di ogni opera scritta di fronte al rinnovarsi delle conoscenze e delle relative critiche. L’analisi, archeologica e storiografica, delle città della Sicilia antica è organizzata in maniera del tutto simile al precedente volume sulla Magna Grecia. La particolare cultura siceliota presenta due tratti che si considerano fondamentalmente diversi da quelli propri della parte peninsulare. Il primo è costituito dalla permanente presenza delle genti indigene: che giungono a fondare una città “alla greca”, con tanto di oracolo di fondazione. Situazione mai documentata in Magna Grecia. Il secondo tratto consiste nella particolare forma istituzionale dominante in Sicilia per ampia diacronia: la tirannide. Non sconosciuta sul continente, essa tuttavia non incide sulla storia complessiva delle città peninsulari come invece accade per quelle insulari. È per volontà dei tiranni che le sorti delle greche di Sicilia si intrecciano con quelle dell’Opicia, dell’Etruria propria e di quella adriatica, dell’Epiro, di Cartagine. Il continuo rinnovarsi degli studi, realizzati da scienziati provenienti da tutto il mondo, rende la ricerca sulla Sicilia greca una delle più attrezzate palestre per costringersi alla necessità di un continuo aggiornamento e di una sempre vigile attenzione critica. Nella realizzazione di questo volume ci si è sforzati di mantenersi ricettivi alle novità ed attenti ad inserirle nello sconfinato campo delle precedenti acquisizioni.
110,00 104,50

The Roman theatre. A multitasking building

Luisa Migliorati

Libro: Libro in brossura

editore: Scienze e Lettere

anno edizione: 2020

pagine: 80

20,00 19,00

Campania Romana

Savino Eliodoro

Libro: Libro in brossura

editore: Scienze e Lettere

anno edizione: 2020

pagine: 376

Pubblicati in varie sedi nel corso di più di due decenni, i saggi riproposti in versione riveduta ed aggiornata in questo volume sono accomunati dal riconoscimento del ruolo centrale della città in Campania dalla conquista romana fino all’età tardoantica. Si riconsiderano su scala regionale l’evoluzione demografica in età repubblicana, la diffusione e l’articolazione istituzionale del cristianesimo, il ruolo economico ed amministrativo della città nel Tardoantico, l’impatto delle eruzioni vesuviane e dei terremoti sul tessuto poleografico e sulle strutture produttive. Vengono inoltre riesaminati momenti significativi della storia di alcuni importanti centri urbani.
55,00 52,25

A Study of Toponyms of the Kingdom of Bia/Urartu

Roberto Dan

Libro: Libro in brossura

editore: Scienze e Lettere

anno edizione: 2020

pagine: 352

45,00 42,75

Tra le pieghe della storia. Conversazioni con Alessandro Pagliara e Anita Pesce

Roberto De Simone

Libro: Libro rilegato

editore: Scienze e Lettere

anno edizione: 2020

pagine: 208

[...] Nell'isolante desertificazione temporale, perduti nel regresso e prigionieri dell'eccesso, ciascuna camera di casa era diventata cella carceraria dell'arresto globale. [...] La sorpresa interna – come di consueto – la scartocciammo nella settimana "in Albis": una sorpresa che ci piombò addosso in quei giorni in cui i conti tornavano in nome di una pizzaiola napoletanità culturale, campanilistica ma universale. E già! Proprio Benedetto Croce in persona, isolato come tutti in una sua villa di villeggiatura al Vomero alto, di lì avrebbe impartito delle lezioni lockdown a studenti universitari, insegnando loro a suonare le campane. [...] Frattanto i quattro Arcangeli, con l'occhio delle ali e le ali dell'occhio, rilevarono che l'innocenza non era più un'apposizione della follia e che la follia non era affatto un'apposizione dell'innocenza – come aveva espresso con boccacce scientifiche il genio di Einstein – e, mentre nel passato i mai erano relegati alla partecipazione ridente nel Carnevale, poi, da quando il Carnevale era divenuto quotidiano, essi non erano più bene identificabili né funzionali nel gioco delle parole [...]. (dall'Epilogo - Maggio 2020)
38,00 36,10

Jiroft. La civiltà che non c'era

Jiroft. La civiltà che non c'era

Massimo Vidale

Libro: Libro in brossura

editore: Scienze e Lettere

anno edizione: 2020

pagine: 252

"Questo libro racconta il contributo italiano e specificamente di ISMEO alle prime, pioneristiche fasi della scoperta della civiltà di Jiroft (molto probabilmente l’antico paese di Marhaši delle fonti mesopotamiche). Come in ogni inizio, a incertezze e passi falsi si sono accompagnati colpi di fortuna e improvvisi squarci di luce. Il contributo italiano, come narrano le stesse pagine di questo libro, è un episodio della prosecuzione delle ricerche – tanto innovative quanto vigorose – lanciate dall’IsMEO tra gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso nelle valli interne del margine est dell’Altopiano iranico. In questa vasta e inesplorata regione, Giuseppe Tucci, e successivamente Gherardo Gnoli avevano ipotizzato l’esistenza di importanti radici preistoriche della civiltà iranica; intuizioni ben presto intensificate e avvalorate dal decennio di fortunati scavi condotti da Maurizio Tosi nel bacino endoreico del Sistan (1967-1975). La sua scoperta della ‘Città Bruciata’ (Shahr-i Sokhta) avrebbe per sempre dilatato le quinte della prima urbanizzazione dell’Asia Media ai margini del Balocistan, vasta e frastagliata cerniera geopolitica tra Iran e subcontinente indo-pakistano. Il panorama di fitti legami e scambi, di avventure politiche, di mutua condivisione di ontologie e tecniche tra Mesopotamia, Iran e India antica che sta emergendo negli ultimi anni identifica nella civiltà di Jiroft-Mar?aši un protagonista importante, sino a due decadi addietro quasi dimenticato. La scoperta in loco di tavolette (e altri supporti) con iscrizioni del III millennio AEC, con tutte le difficoltà del caso, promette ulteriori sviluppi. La nostra Associazione internazionale è oggi lieta e orgogliosa di aver affiancato noti studiosi iraniani, come Youssef Madjidzadeh e Mansour Sajjadi, e la Cultural Heritage, Handicrafts and Tourism Organization of Iran (ICCHTO) in questa nuova fase di eccezionali scoperte archeologiche, che meritano di essere conosciute dal pubblico italiano in parallelo alle altre grandi culture del Vicino e Medio Oriente antico." (dalla prefazione di Adriano Rossi - PRESIDENTE ISMEO)
32,00

Shadows of Kurdistan. A photographic research of a cultural identity
35,00

Ladri di futuro. Il concorrere e la grande impostura dell'università italiana

Helga Di Giuseppe

Libro: Libro in brossura

editore: Scienze e Lettere

anno edizione: 2020

pagine: 176

Passeggiare tra i concorsi universitari italiani delle scienze umanistiche vuol dire conoscere un pezzo importante della nostra società, quello delle regole non scritte, ma silenziosamente accettate, dei settori di dominio, delle spartizioni tra le cordate, delle minacce, dei ricatti, degli sfruttamenti, delle competizioni, delle scorrettezze, dell’arrivismo, dell’ipocrisia, della vittoria della mediocrità, del servilismo, del familismo e del nepotismo più sfrontato e arrogante, più raramente del merito. Se c’è un terreno in cui vengono calpestati i principi della Costituzione più bella del mondo, quello è proprio il concorso universitario, dove si consumano le ambizioni tradite, i sogni infranti, il furto di futuro di tanti giovani, la cui vita può venire, lì, letteralmente spezzata. Nella forma dei racconti a puntate l’A. compie la sua personale discesa agli inferi, denunciando il modus operandi delle correnti universitarie che ruotano intorno al mondo dell’archeologia di tutta Italia con lo scopo, non tanto di elaborare un lutto, quanto di promuovere una rinascita. Infatti, l’agile e faceto libercolo è stato scritto a uso intimo e personale dell’A., con lo scopo di autocelebrarsi ed è dedicato alle generazioni più giovani, perché imparino a non avere paura di denunciare tutto ciò che rappresenta una minaccia per il proprio futuro.
10,00 9,50

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