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Scienze e Lettere

Dizionario pashto-italiano

Dizionario pashto-italiano

Matteo De Chiara

Libro: Libro in brossura

editore: Scienze e Lettere

anno edizione: 2024

pagine: 316

Il pashto è una delle principali lingue della famiglia iranica, parlato da diverse decine di milioni di persone nell’area afghano-pakistana. Migliaia di migranti che parlano questa lingua sono coinvolti, oggi come in passato, in un esodo diffuso in tutto pianeta, circostanza, questa, che rende particolarmente necessari strumenti conoscitivi quali grammatiche e dizionari. Dopo i primi studi europei condotti a partire dal XIX secolo, è con il linguista norvegese Georg Morgenstierne, attivo nella parte centrale del XX secolo, che gli studi pashto hanno visto il loro massimo sviluppo. In Italia, Alessandro Coletti provò, negli anni ’80, a rendere più accessibile questa lingua al pubblico italiano, ma i suoi lavori non hanno avuto sostanziale diffusione. Sono perciò lieto di accogliere nella collana Il Novissimo Ramusio il primo dizionario bilingue pashto-italiano apparso in Italia, ricco di oltre 15.000 lemmi, rappresentativi del lessico realmente utilizzato dalla maggioranza dei parlanti, comprendente cioè quelli che Tullio De Mauro chiama “lessico fondamentale, lessico di alto uso e lessico di alta disponibilità” (T.D.M., La fabbrica delle parole, Torino 2005). (dalla Prefazione di Adriano V. Rossi, presidente ISMEO)
35,00

Oebalus. Studi sulla Campania nell'antichità. Volume Vol. 18

Libro: Libro in brossura

editore: Scienze e Lettere

anno edizione: 2024

pagine: 408

In questo numero di Oebalus: Simona Marchesini, Carlo de Simone; Maria Paola Guidobaldi, Ricordando Fabrizio; Sara Adamo, Production Context, ‘eredità del controllo’. Un ‘vecchio’ dibattito su un’anomalia di Pithecusa; Gianluca Soricelli, Claudio Sossio De Simone, Divisioni agrarie antiche e moderne nel Sannio Pentro: i territori di Saepinum e Bovianum; Stefano Carusi, Il Promontorio di Palinuro e una ricerca presso la linea di costa; Paola Caruso, Heikki Solin, Novità nelle escursioni epigrafiche beneventane; Giuseppe Camodeca , Dediche imperiali di Puteoli inedite o incomprese nel CIL X; Marianna Castiglione, L’operosità cittadina nelle necropoli di Pompei. Le attestazioni di mestiere tra autorappresentazione, invisibilità e questioni di metodo; GIUSEPPE PELLINO, Marmora adespota: due vasche inedite in marmo bianco d’età imperiale da Benevento; SErgio Cascella, Osservazioni preliminari sulla ceramica a vernice nera con bolli nominali dal Teatro Romano di Suessa Aurunca; Gianluca Soricelli, La Terra Sigillata della Collezione Gorga: frammenti decorati a rilievo dell'officina di Rasinius e del gruppo Rasini Memmi; Léa Narès, Paola Orlando, Storia di una matrice baiana: ipotesi funzionale e lettura iconografica di una raffigurazione di ludi Circenses; Ilaria Matarese, Sergio Cascella, Domenico Ferraro, Luigi Lombardi, Atella: analisi storico-topografica e nuove indagini di scavo; Felice Senatore, Novae animadversiones Surrentinae:il santuario delle Sirene e il santuario di Athena/Minerva, la cosiddetta ‘grotta Salara’e un (sospetto) quattuorvir di Surrentum; Antonino De Angelis, Sant’Agnello: la «calata greca» negli appunti di Paola Zancani Montuoro. Sul waterfront de «Il Pizzo» di Mariano Arlotta.
80,00 76,00
Antiguidades de Villajoyosa Gomilla y Cartagena: l'Anonymus Olisiponensis

Antiguidades de Villajoyosa Gomilla y Cartagena: l'Anonymus Olisiponensis

Giulia Baratta

Libro: Libro in brossura

editore: Scienze e Lettere

anno edizione: 2024

pagine: 388

Studiare un manoscritto è sempre un’avventura, l’inizio di un lungo percorso non sempre facile ma certo affascinante. In questo caso, trattandosi di un testo che raccoglie materiali epigrafici ed archeologici, non è stato solo un viaggio al passato ma un’escursione reale che ha visto tante tappe quanti sono i luoghi trattati nel testo preso in esame.
55,00
70,00 66,50
Rossano, S. Maria del Patir. Fonte battesimale di età normanna

Rossano, S. Maria del Patir. Fonte battesimale di età normanna

Libro: Libro in brossura

editore: Scienze e Lettere

anno edizione: 2024

pagine: 80

"All'alba del XII secolo, dunque pochi decenni dopo la conquista normanna della Calabria, perfezionata nel 1059, san Bartolomeo di Simeri († 1130) fondò sulle montagne tra Rossano e Corigliano, il più famoso dei monasteri basiliani calabresi, intitolato alla Madre di Dio Odigitria, detta «la Nuova» per distinguerla da quella rossanese preesistente e «del Patire», cioè del Padre, per alludere allo stesso Bartolomeo. Situata nell’odierna contrada Ronconiate di Rossano, toponimo che conserva il titolo originale dell’abbazia, e specialmente nota per il suo scriptorium, questa sopravvisse fino alla soppressione del 1806, dopodiché tutti i beni furono venduti ad un privato. A distanza di poco più di un secolo, le fabbriche superstiti e la vasta tenuta boschiva circostante sono stati assicurati al demanio forestale dello Stato. Benché il Patìrion, come lo chiamava di preferenza Paolo Orsi, sia «ridotto a una larva della sua antica grandezza», è arrivata fino a noi in buone condizioni, pur se alterata da pesanti ristrutturazioni, la chiesa abbaziale, costruita nel XII secolo nel volgere di alcuni decenni. Orientata, articolata internamente in tre navate separate da sei pilastri – quella centrale conserva un significativo lacerto del mosaico voluto dall’abate Blasio nel 1152 –, l’aula è conclusa da altrettante absidi poco sporgenti, all’esterno finemente decorate. Dell’arredo liturgico originale resta un pezzo straordinario, che l’Orsi descrisse definendolo «conca marmorea», incerto se fosse d’uso esclusivamente battesimale o anche come acquamanile o riunisse entrambe le funzioni, migrata però negli Stati Uniti, al Metropolitan Museum (MET) di New York, in circostanze che restano misteriose ed ivi esposta al pubblico ormai da oltre cent’anni. Il presente volumetto, stampato in occasione della messa in opera, il 10 febbraio 2024, nella chiesa della Odighitria Nuova del Patir, della riproduzione del manufatto battesimale commissionata dall’associazione Rossano Recupera a Gaetano Antoniotti, vuole essere un omaggio a questo nostro ‘tesoro’ di memorie spirituali e materiali e a chi si concede di coltivare il sogno di riportarlo in Calabria..." (dall'Introduzione di Margherita Corrado, Enzo Garofalo, Maria Francesca Greco).
14,00
Le origini degli Etruschi nelle tradizioni greche e romane

Le origini degli Etruschi nelle tradizioni greche e romane

Alfonso Mele

Libro: Libro in brossura

editore: Scienze e Lettere

anno edizione: 2024

pagine: 152

«Questo lavoro non si pone il problema dell’origine degli Etruschi, ma di analizzare le diverse soluzioni del problema date dai Greci prima e dai Romani poi, cercando di capire le ragioni che hanno motivato la successione delle varie ipotesi. Prima fu quella di un’origine pelasgica, come tirrenica presente in Esiodo, come adriatica nelle fonti cumane del 524 a.C., e ancora in Ellanico, come egea ed ateniese a Lemno. Ad essa si sovrappose la tesi di una origine lidia, frigia in ottica siracusana ed erodotea, Heraklide in ottica etrusca e tarquiniese. A dare origine a queste varie e opposte tendenze si intravedono da un lato ambienti tirrenici, laziali, campani e ateniesi, dall’altro con opposti intenti, sibariti e siracusani. La voce degli stessi Etruschi in ambito più propriamente etrusco e romano, invece, con particolare forza in fonti che si rifanno ad ambienti tarquiniesi e romani, particolarmente attivi questi ultimi prima nel VI sec. a.C. nella Roma dei Tarquinii e poi nel IV sec. a.C. nell’epoca della stretta alleanza della città con Caere.» (l'autore)
22,00

Casi freddi. La «scure letterata» e le sue peregrinazioni: dalla Calabria al British Museum

Gino Famiglietti

Libro: Libro in brossura

editore: Scienze e Lettere

anno edizione: 2023

pagine: 210

Intorno alla metà dell’800 una «scure di bronzo, con greca iscrizione» viene rinvenuta in Calabria. L’importanza del reperto è notevole: addirittura, la sua restituzione grafica, pubblicata, insieme ad una dettagliata scheda di catalogo, su una nota rivista scientifica, è realizzata dal Primo disegnatore dei Reali Scavi di Pompei. In ragione del suo “merito”, la scure è quindi uno di quegli oggetti di cui, secondo le leggi dell’epoca, è proibita l’esportazione «fuori del regno». E tuttavia, nel 1884, la scure viene venduta in asta a Parigi e viene acquistata da un emissario del British Museum. Ma come è arrivata la scure a Parigi? Fra i documenti ufficiali che la riguardano non c’è traccia di un eventuale permesso che ne abbia potuto consentire la legittima uscita dal territorio italiano. Eppure, l’indifferenza degli apparati amministrativi rispetto alla strana vicenda perdura nel tempo, nonostante le ripetute richieste di chiarimenti che, in merito all’accaduto, vengono rivolte, da parlamentari di ogni estrazione politica, appartenenti tanto alle forze di maggioranza quanto a quelle di opposizione, ai governi di volta in volta in carica. Un frastornante silenzio, che dura da troppo tempo. Ci sarà un modo per trarre la vicenda dall’oblio in cui è stata confinata?
20,00 19,00

Lessico delle iscrizioni reali sumeriche

Massimo Maiocchi

Libro: Libro in brossura

editore: Scienze e Lettere

anno edizione: 2023

pagine: 680

Il progetto del presente «Lessico delle iscrizioni reali sumeriche» si è concretizzato grazie alla collaborazione tra l’Unione Accademica Nazionale, l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’ISMEO, che hanno sostenuto l’attività di ricerca con specifici finanziamenti. In particolare Ca’ Foscari e ISMEO (attraverso la propria redazione lessicografica e il fondamentale supporto finanziario derivante dai due progetti quinquennali “Studi e ricerche sulle culture dell’Asia e dell’Africa: tradizione e continuità, rivitalizzazione e divulgazione” [MIUR] e “Storia, lingue e culture dei paesi asiatici e africani: ricerca scientifica, promozione e divulgazione” [MUR]) hanno contribuito a cofinanziare l’assegno di ricerca postdottorale pluriennale che ha reso possibile all’autore concentrarsi nell’arco di poco più d’un biennio sul manoscritto in forma definitiva. Conformemente alle linee generali del progetto, il lavoro di ricerca e redazione, affidato al Dott. Massimo Maiocchi e da lui condotto con encomiabile dedizione e competenza, è stato volto a produrre un dizionario facilmente consultabile, sintetico e al contempo estremamente accurato, relativo a uno specifico e fondamentale settore della documentazione sumerica come quello delle iscrizioni reali che offrono la prima espressione dell’ideologia della regalità e della memoria storica. La composizione e la stampa del volume sono state rese possibili grazie all’esperienza lessicografica ISMEO e a una apposita linea editoriale dedicata finanziata nell’ambito dei citati progetti MIUR e MUR. Contributi alla stampa sono inoltre stati elargiti dall’Union Académique Internationale, che inizialmente, molti decenni orsono, promosse l’intera iniziativa, come proprio quindicesimo progetto di ricerca (1951 e 1971). A tutti questi enti e a tutti coloro che vi hanno operato con vari ruoli va il più sentito ringraziamento dei direttori della Serie. Contributo scientifico fondamentale è stato quello del Prof. Dr. Gebhard Selz, che ha revisionato il dizionario non solo con l’acribia che deriva dalla sua straordinaria competenza nella lingua sumerica e profonda conoscenza della produzione testuale sumero-accadica, ma anche con fine sensibilità per le rese linguistiche in lingua italiana. L’autore del volume e i curatori della serie gli sono grati per la generosa e solerte attenzione al progetto, il suo insostituibile contributo e l’amichevole dialogo sui numerosi difficili aspetti della lingua sumerica. Nella fase finale della redazione un’ulteriore preziosa revisione dei lemmi è stata condotta dal Prof. Lucio Milano, che si ringrazia per la generosa disponibilità e il sapiente contributo in una materia complessa e inusuale in lingua italiana.
80,00 76,00
70,00 66,50

Le relazioni italo-yemenite: dalle proiezioni strategiche alla diplomazia culturale (1880-1980)

Lorenzo Declich

Libro: Libro in brossura

editore: Scienze e Lettere

anno edizione: 2023

pagine: 40

“L’acquisto della baia di Assab dalla società Rubattino da parte dello Stato italiano nel 1882 inaugurò ufficialmente una nuova stagione della politica estera italiana: da quel momento “l’idea coloniale” non fu più legata alla presenza nei territori di “coloni”, ovvero emigranti (o “trasmigratoci”, come li definì il regime fascista), così come era avvenuto per decadi nel bacino del Mediterraneo e nel Nuovo Mondo. (...) Proprio perché si è soliti associare il colonialismo italiano solo al continente africano, occorre qui sottolineare che una porzione non irrilevante della politica coloniale italiana si svolse dall’altra parte dello stretto di Bab al-Mandib, in particolare in quella regione della penisola araba che andava sotto il nome di Yemen – corrispondente grosso modo a quella che dal 1962 al 1990 fu la Repubblica araba dello Yemen. (...) La consapevolezza dell’importanza strategica ed economica dello Yemen si riflette nella storia delle relazioni italo-yemenite. A queste si dà ha inizio, convenzionalmente, con il viaggio che Renzo Manzoni (1852-1918), nipote di Alessandro, che dopo aver partecipato a una spedizione in Marocco, intraprende l’attraversamento interno dello Yemen, da Aden a Ṣan‘ā’ nel 1877. (...) Possiamo seguire il filo delle relazioni politiche e diplomati che fra Italia e Yemen attraverso nei carteggi di Enrico Insabato (1878-1963), medico e orientalista la cui attività culturale, diplomatica e politica è ben nota, così come è noto il suo ruolo di informatore del Ministero degli interni e di agente politico del Presidente del consiglio Giovanni Giolitti nel periodo in cui risiedette al Cairo (1901-1913). Interessante, in particolare, l’approccio “islamizzante” di Insabato alla politica coloniale italiana che questi pratica intessendo relazioni di alto livello con autorità religiose e politiche musulmane. Lo strumento di maggior rilievo che Insabato usa a questo fine è la pubblicazione de Il Convito/al-Nādī, rivista italo-araba edita al Cairo dal 1904 al 1913. (...) Quando la politica coloniale italiana assunse, anche dal punto di vista istituzionale, una forma più organica – prima della nascita del Ministero delle colonie (1912) era già in ruolo presso il Ministero degli affari esteri una Direzione centrale degli affari coloniali (1906-1912) – l’importanza strategica dello Yemen fu presa in considerazione con maggiore sistematicità. (...) La strategia italiana trovò il suo culmine durante il fascismo ed ebbe il suo maggior successo con la firma a Ṣan‘ā’ del “Trattato di amicizia e di relazioni economiche” fra Italia e Yemen il 2 settembre 1926. (...) Notevole, in questo quadro, è proprio la presenza degli Italiani nell’entourage dell’Imām, a più riprese, in più occasioni e in ruoli diversi. (...) La proiezione strategica degli Italiani sullo Yemen attraversa per decadi la pubblicistica specializzata – si vedano ad esempio i rapporti di Oriente Moderno, il periodico pubblicato dall’Istituto per l’Oriente – trovando un’eco degna sulla stampa di ampia diffusione solo in occasione degli eventi di maggior rilevanza, come nel succitato caso del trattato italo-yemenita. (...)"
15,00 14,25

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