Scienze e Lettere
Mar Piccolo. Archeologia dei paesaggi storici
Gianpiero Romano
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2022
pagine: 180
Studia Hethitica, Hurritica et Urartaica. Volume Vol. 1
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2022
pagine: 264
Pompei. Mestieri e botteghe 2000 anni fa
Carlo Avvisati
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2022
pagine: 224
«Carlo Avvisati ha rivolto la sua attenzione, comprendendo, con l'istinto di un giornalista, che le realtà della vita emergono da una serie di istantanee. Gli studiosi sono ora davanti a una sfida: superare il loro disprezzo e studiare più sistematicamente le ricche testimonianze sulla vita commerciale che Pompei offre. Frattanto, i visitatori dell'antico sito profitteranno grandemente della vivace evocazione dell'"umile vita" romana offerta da questo volume.» (dalla prefazione di Andrew Wallace-Hadrill). «Carlo Avvisati, che pure si muove nella tradizione della "pompeianistica" riesce a sfuggire a questa deriva sia facendo ampio ricorso ai repertori generali di antichità romane sia, e soprattutto, grazie alla poesia. Come i personaggi che descrive nei suoi versi, i suoi Pompeiani non pretendono di farsi modelli di storia e neppure di microstoria locale: raccontati con elegante leggerezza venata di ironia, sono semplicemente uomini e donne, cui toccò di vivere sotto il Vesuvio in un momento drammatico, con affetti e sentimenti umani, e perciò eterni.» (dalla prefazione di Stefano De Caro)
Il pozzo del destino. Vita di Celadet Alî Bedirxan
Mehmed Uzun
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2022
pagine: 368
«Con l'edizione italiana di Il pozzo del destino di Mehmed Uzun (1953-2007), presentiamo un nuovo volume nella serie di letteratura kurda la cui realizzazione è stata resa possibile grazie a un progetto coordinato dal- l'ISMEO – Associazione internazionale di studi sul Mediterraneo e l'Oriente, coeditore del presente volume, e dall'Istituto internazionale di cultura kurda (Roma)[...]. Il pozzo del destino è un romanzo storico incentrato sulla biografia di Celadet Alî Bedirxan, personaggio chiave del Novecento kurdo. Come nota nel suo saggio introduttivo Francesco Marilungo, il giovane kurdologo italiano che ha egregiamente tradotto e curato il romanzo, in esso viene a crearsi una sorta di sovraimpressione fra le figure di Bedirxan e Uzun: il secondo scrive il romanzo che il primo avrebbe voluto scrivere e non ha potuto. Dopo il processo del 1976, quando Uzun capisce che solo dall'esilio potrà essere utile alla causa, sulla via che lo condurrà in Svezia si trattiene ancora per qualche settimana a Damasco, per una sorta di immersione finale nel passato plurisecolare delle migrazioni kurde. [...] Attraverso la sua prosa e i suoi ragionamenti, Uzun indica nella lingua, strumento della narrazione collettiva, l'unica via di riscatto, l'unica possibilità di rompere l'isolamento. È un compito che generazioni di letterati kurdi – da Eh- medê Xanî a fine Seicento fino ai fratelli Bedirxan nella prima parte del Novecento e a Sharko Bekas nell'epoca a noi contemporanea (si veda in questa stessa collana: L. Schrader, Sherko Bekas. Scintille di mille canzoni, Il Novissimo Ramusio 4, Roma 2017) hanno sentito come compito principale dello scrittore kurdo, vale a dire il contributo alla creazione di una letteratura nazionale in una varietà linguistica comprensibile al maggior numero possibile di Kurdi.» (dall'introduzione di Adriano V. Rossi, Presidente ISMEO)
Fora Italiae et Hispaniae. Definizione e uso degli spazi forensi fino all’età giulio-claudia
Dario Canino
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2022
pagine: 720
Lo scopo di questo volume è quello di fornire una conoscenza più approfondita dei complessi forensi: delle loro fasi edilizie, della loro evoluzione, delle loro funzioni e delle architetture più significative che si trovano al loro interno. Si è scelto di analizzare una selezione di città fondate sia nella penisola italiana sia nelle province della penisola iberica, in modo che si potesse beneficiare di un ampio e vario terreno di confronto. Lo spazio forense è stato analizzato tenendo in considerazione tutti gli elementi socio-politici caratterizzanti e tutte le peculiarità locali presenti in ogni realtà urbana. I diversi insediamenti romani, infatti, presentano caratteristiche piuttosto eterogenee, che sono dovute anche ai differenti tempi e modi con cui si è svolta la penetrazione romana, partendo dal centro Italia e poi progressivamente anche nel resto della penisola e nelle aree provinciali. Nonostante tali differenze, è possibile trovare degli interessanti punti in comune nelle scelte urbanistiche e di progettazione intraprese dai costruttori romani. Sin dall’inizio, lo spazio forense si caratterizza per la varietà di funzioni che può ospitare, una peculiarità che lo distingue non solo come eminente realtà di valore architettonico ma che gli fornisce anche un grande valore antropologico, in quanto fulcro delle attività politiche e sociali di ciascuna comunità. Il foro prende forma in base alle esigenze della città in quel determinato momento in cui esiste, configurandosi come un’entità, di certo caratterizzata da una variabile forma di monumentalità, pronta ad adattarsi a ciò di cui i suoi fruitori hanno bisogno e a esprimere ciò che i suoi costruttori, intesi come finanziatori, intendono comunicare. Ogni foro, dunque, possiede una conformazione unica, la cui analisi può rivelare le intenzioni dei progettisti che lo hanno costruito e numerose altre informazioni inerenti le condizioni politiche, sociali ed economiche di ogni città.
Tu
Mehmed Uzun
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2022
pagine: 232
La pubblicazione del volume che oggi qui si presenta è stata resa possibile grazie a un progetto coordinato dall’ISMEO – Associazione internazionale di studi sul Mediterraneo e l’Oriente, coeditore del presente volume, e dall’Istituto internazionale di cultura kurda (Roma). Una presentazione storico-linguistica del Kurdistan e del popolo kurdo, preziosa per orientarsi in un ambito molto poco noto al grande pubblico italiano nei suoi aspetti culturali, e forse più o meno confusamente conosciuto in quelli politici, di cui oggi la grande stampa internazionale si interessa attivamente, dovuta a Daniele Guizzo, si può leggere in un volume precedente di questa stessa collana (Matteo De Chiara e Daniele Guizzo, Fiabe e racconti popolari del Kurdistan, Il Novissimo Ramusio 1, Roma 2014). Il XX secolo, e ancor più l’inizio del XXI, ha visto i Kurdi di almeno tre stati sovrani ergersi a protagonisti in una regione nevralgica del Medioriente, un tempo intercapedine tra l’impero ottomano. Impero russo e Iran, oggi al centro di interessi economici che, se da un lato sottolineano la potenziale ricchezza di questa parte del mondo, dall’altro contribuiscono a metterne ancora più in difficoltà l’autonoma esistenza quotidiana. La versione italiana di "Tu" costituisce la prima traduzione diretta di un romanzo dal kurmanji all’italiano.
Iran and Italy. 60 Years of collaboration in cultural heritage. Ediz. inglese e araba
Libro
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2022
East and West. Volume Vol. 2/2
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2022
Oebalus. Studi sulla Campania nell'antichità. Volume Vol. 16
Libro
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2022
Altari nella Sabbia. L'area culturale di Abu Erteila
Eugenio Fantusati, Marco Baldi
Libro
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2022
pagine: 200
Catalogo della mostra Roma, Museo delle Civiltà 15 aprile-11 giugno 2022.
La dimensione postimperiale della storia moderna dei Balcani. Conferenza tenuta a Palazzo Corsini, Roma, 22 maggio 2019, Aula di Scienze Morali dell'Accademia Nazionale dei Lincei
Oliver Jens Schmitt
Libro
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2022
pagine: 32
«Il volume che segue – il quarto della nuova serie delle Conferenze ISMEO – contiene sostanzialmente, con qualche minimale intervento redazionale e con l'aggiunta dell'indicazione dei principali riferimenti bibliografici, il testo della conferenza sul tema "La dimensione postimperiale della storia moderna dei Balcani" che fu tenuta dall'autore a Palazzo Corsini il 22 maggio 2019, nell'Aula di Scienze Morali dell'Accademia Nazionale dei Lincei, alla presenza del Presidente della classe prof. Roberto Antonelli, su invito di ISMEO e dell'Accademia stessa. Il prof. Oliver Jens Schmitt insegna Storia dell'Europa sud-orientale all'Università di Vienna, ed è stato eletto nel 2017 Presidente della Classe storico-filosofica dell'Accademia delle Scienze austriaca. (...) Il filo rosso che segna gli studi del prof. Schmitt, ripreso in molte delle sue pubblicazioni, nel volume sui Balcani del Mulino e nella Conferenza Lincea che qui presentiamo, si distingue nettamente nelle parole che seguono, tratte da uno dei passi della conferenza dove è stato discusso il tema della legittimità della collocazione di una cesura epocale all'anno 1918, anno finale della Prima guerra mondiale e riferimento simbolico del processo che condusse tra il 1917 e 1923 alla scomparsa degli imperi russo, austro-ungarico e ottomano: una periodizzazione che distingua tra un periodo imperiale prenazionale e un periodo di nazionalismi e stati nazionali non corrisponde alla realtà storica. Al contrario, il nazionalismo, e anche la violenza di ispirazione nazionalista, nacquero proprio negli imperi, e le linee di continuità tra imperi e stati nazionali sono fortissime sotto questo aspetto. La recente ricerca sulla prima guerra mondiale ha evidenziato come gli imperi abbiano scatenato il nazionalismo con l'adozione di misure drastiche contro gruppi fino ad allora considerati leali – l'Impero russo cominciò a sospettare dei Tedeschi anche se servivano fedelmente, come le élites baltiche di lingua tedesca, nell'esercito russo, mentre l'Impero absburgico fece sopprimere migliaia di Ruteni e di Serbi e installò campi di concentramento per vari gruppi etnici, e l'Impero ottomano soppresse più di un milione di Armeni (...)» (dalla premessa di Adriano V. Rossi Presidente, ISMEO)
Simorgh. Trenta interviste con iranisti italiani. Volume Vol. 2
Libro
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2022
pagine: 212
«I primordi degli studi iranistici in Italia risalgono alla seconda metà del Sedicesimo secolo. Nel tempo, con l'incremento quantitativo e qualitativo dei dipartimenti universitari e dei centri di ricerca, si è andato formando il grande mosaico di studi specialistici che attualmente connota questo ambito disciplinare. Per iniziativa dell'Istituto Culturale dell'Iran in Italia tre anni or sono è stato elaborato il progetto "Simorgh. Trenta interviste con iranisti italiani" con il proposito di intensificare ed ampliare la collaborazione con gli studiosi impegnati nei vari campi della cultura persiana – linguistico, letterario, storico, storico religioso, archeologico, ecc. –, progetto che, con lo stesso titolo, prevedeva la pubblicazione di tre volumi, ognuno dei quali comprendente dieci interviste. Scopo del progetto è appunto quello di evidenziare l'impegno dei singoli studiosi coinvolti e la struttura della loro ricerca, al contempo tracciando una sorta di mappa topografica dell'intera iranistica italiana così da renderla nota agli interessati sia in Italia sia nel mio Paese. Il primo volume è stato pubblicato nel 2020 in coedizione con ISMEO – Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l'Oriente e nel 2021 ne è stata presentata in Iran la traduzione in fârsi grazie alla collaborazione con la casa editrice Al-Hoda.» (dall'introduzione di Mohammad Taghi Amini, Direttore Istituto Culturale dell'Ambasciata della R.I. dell'Iran)

