Scienze e Lettere
Oebalus. Studi sulla Campania nell'antichità. Volume Vol. 17
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2023
pagine: 304
In questo numero: Carlo De Simone, "Il nuovo prenome etrusco Manile (tema di base Mani(y)o-) rinvenuto di recente a Pompei (fondo Iozzino) in una iscrizione etrusca arcaica (VI-V sec. a.C.), ed i diminutivi in Etrusco e Latino-Italico"; Chantal Gabrielli, "Una coppa e una patera in argento iscritte e conservate al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (CIL XI 6711,5; CIL X 8071,12); Giuseppe Camodeca, "Tabulae Herculanenses inedite: TH2 A31, TH2 A33-A36"; Paola Caruso - Heikki Solin, "Dieci nuove iscrizioni dal Sannio Beneventano e una ritrovata"; Gianluca Soricelli, "Divisioni agrarie nel territorio di Cubulteria (Alvignano, Ce)"; ELIODORO SAVINO, "Accadde il 23 settembre? Ancora un'ipotesi su giorno e mese dell'eruzione vesuviana del 79"; Simone Di Mauro, "Saepinum e il suo foro alla luce dei rinvenimenti archeologici ed epigrafici"; Angelo Russi, "Ruggiero Bonghi e Karl Julius Beloch"; Antonino De Angelis, "Gli «Indiana Jones» della Penisola Sorrentina. Una testimonianza su archeologia e società civile degli anni '60"; recensioni.
Vent'anni di ricerche dell'Università degli studi di Macerata. A Tifernum Mataurense (Sant'Angelo in Vado-PU) (2000-2021): Attività di scavo-I reperti particolari-Patrimonio archeologico, beni culturali e territorio. Volume Vol. 1-3
Emanuela Stortoni, Walter Monacchi
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2023
East and West. Nuova serie. Volume Vol. 4
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2023
Nascita e formazione del regno di Alta Mesopotamia nel II millennio a.C. Una prospettiva archeologica
Andrea Discepoli
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2023
pagine: 360
La mia tela yemenita. Volume Vol. 1-2
Amedeo Guillet
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2023
Interrogare la Sfinge. Un'archeologa in Parlamento ai tempi del colera (2019-2022)
Margherita Corrado
Libro
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2023
Procedure scorrette, favoritismi, rinuncia all’esercizio della tutela, prestiti scellerati e illegittimi, restauri sbagliati o tardivi o mai eseguiti, privatizzazioni indebite, mala gestione, traffico di influenze, conflitti d’interesse, spreco di danaro pubblico, progetti falliti, amicizie pericolose, inadeguatezze: sono solo alcuni dei temi toccati da Margherita Corrado in oltre 200 interrogazioni presentate al Ministro della cultura, Dario Franceschini, nel corso del XVIII Legislatura, in qualità di parlamentare della Commissione “Cultura” del Senato. Con il piglio del detective, tipico del suo essere prima di tutto archeologa, l’autrice conduce vere e proprie indagini nel campo della gestione dei beni culturali al tempo delle riforme Franceschini, analizzandone le contraddizioni, le storture e soprattutto paventandone le conseguenze, che purtroppo si sono verificate. L’opera è avvincente come un giallo che contiene tanti gialli, a volte favorevolmente risolti, più spesso rimasti senza le dovute risposte, ma comunque riportati alla luce per il giudizio collettivo. L’autrice guida e accompagna con sapienza il lettore nei meandri di un mondo con molte ombre e ormai poche luci, dal quale si esce certamente scioccati, stupiti, ma anche con un cospicuo bagaglio di esperienza, degno di una vera scuola dei Beni Culturali.
East and West. Volume Vol. 2
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2023
pagine: 248
Tre storie dalla via Campana
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2023
pagine: 176
Tutelare, conoscere, conservare, valorizzare, raccontare, condividere. È questa la filiera delle buone pratiche che ogni giorno ispira e guida l’azione della Soprintendenza Speciale di Roma. La piccola mostra "Tre storie dalla via Campana" al Drugstore Museum racconta ai cittadini il lavoro quotidiano della Soprintendenza in campo archeologico, prendendo spunto dalle attività amministrative del Municipio XI-Arvalia. Un lavoro ordinario e silenzioso, che l’Istituto fa per buona parte della città come servizio ai cittadini, sulla base dell’art. 9 della Costituzione e nel rispetto del DLgs 42/04, il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Ricostruendo la biografia di tre importanti reperti e dei loro contesti di provenienza, la mostra prova a presentare l’archeologia in modo diverso dal solito, lanciando ai cittadini la sfida ad avventurarsi in un catalogo che vuole essere un racconto e al tempo stesso uno strumento di studio. Le storie di un nuovo cippo dei pretoriani, di una testa-ritratto del III secolo d.C. e di una statuina in bronzo di divinità orientale, immergono il lettore in una ideale passeggiata nel mondo antico, che per qualche ora lo porterà a contatto con persone, cose e idee di un passato che è altro da noi, e che proprio per questo ci è indispensabile. La Soprintendenza Speciale Archeologia, belle arti e paesaggio di Roma è un istituto autonomo e periferico del Ministero della Cultura preposto alla conoscenza, alla tutela, alla conservazione e alla valorizzazione del Patrimonio Culturale di buona parte del territorio del comune di Roma Capitale. Diretta da Daniela Porro, si occupa del patrimonio archeologico, monumentale, paesaggistico, demoetnoantropologico e immateriale della città, grazie all’impegno sinergico di archeologi, architetti, storici dell’arte, restauratori, comunicatori, assistenti, personale amministrativo e di vigilanza, che ogni giorno lavorano al servizio dei cittadini e della Costituzione. Il Circuito Necropoli Portuense – Drugstore Museum è un luogo della cultura sulla moderna via Portuense, costituito da quattro monumenti tra loro vicini: la tomba dell’Airone di via Ravizza, l’area archeologica di Pozzo Pantaleo, il Drugstore Museum e la necropoli di Vigna Pia. Diretto da Alessio De Cristofaro, è stato pensato per essere un museo di prossimità, un museo, cioè, che in primo luogo offre gratuitamente servizi ai cittadini e ai visitatori, promuovendo ricerche, corsi, incontri, seminari, mostre, presentazioni ed eventi pensati per i bisogni della comunità e realizzati con e per le realtà associative del territorio. Iindice prima parte: Il racconto di Alessio De Cristofaro Prima avvertenza Un viatico per le cose Cose contesti, pratiche, persone La via Campana Il percorso Le fasi di vita La Via Portuense, un problema da risolvere Storia di un cippo Storia di una testa Storia di un bronzetto Nota bibliografica. Seconda parte: I monumenti. Seconda avvertenza Il cippo dei pretoriani Via Portuense - Pozzo Pantaleo. Gli scavi per il rifacimento del ponte della ferrovia Roma-Pisa di Vanessa Zubboli L’impiego delle coorti pretorie in un inedito documento epigrafico di Giorgio Crimi La testa-ritratto Via di Villa Bonelli: indagini archeologiche preventive di Maria Cristina Grossi Una testa-ritratto femminile non finita dalla via Campana di Laura Buccino Il bronzetto Scavi di archeologia preventiva in località Magliana Vecchia di Maria Cristina Grossi Dentro il sincretismo: una statuina di bronzo da via Magliana Vecchia. Alcune ipotesi identificative di Claudia Tavolieri. Abbreviazioni bibliografiche. Appendice epigrafica.
Le relazioni italo-yemenite: dalle proiezioni strategiche alla diplomazia culturale (1880-1980)
Lorenzo Declich
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2023
pagine: 40
“L’acquisto della baia di Assab dalla società Rubattino da parte dello Stato italiano nel 1882 inaugurò ufficialmente una nuova stagione della politica estera italiana: da quel momento “l’idea coloniale” non fu più legata alla presenza nei territori di “coloni”, ovvero emigranti (o “trasmigratoci”, come li definì il regime fascista), così come era avvenuto per decadi nel bacino del Mediterraneo e nel Nuovo Mondo. (...) Proprio perché si è soliti associare il colonialismo italiano solo al continente africano, occorre qui sottolineare che una porzione non irrilevante della politica coloniale italiana si svolse dall’altra parte dello stretto di Bab al-Mandib, in particolare in quella regione della penisola araba che andava sotto il nome di Yemen – corrispondente grosso modo a quella che dal 1962 al 1990 fu la Repubblica araba dello Yemen. (...) La consapevolezza dell’importanza strategica ed economica dello Yemen si riflette nella storia delle relazioni italo-yemenite. A queste si dà ha inizio, convenzionalmente, con il viaggio che Renzo Manzoni (1852-1918), nipote di Alessandro, che dopo aver partecipato a una spedizione in Marocco, intraprende l’attraversamento interno dello Yemen, da Aden a Ṣan‘ā’ nel 1877. (...) Possiamo seguire il filo delle relazioni politiche e diplomati che fra Italia e Yemen attraverso nei carteggi di Enrico Insabato (1878-1963), medico e orientalista la cui attività culturale, diplomatica e politica è ben nota, così come è noto il suo ruolo di informatore del Ministero degli interni e di agente politico del Presidente del consiglio Giovanni Giolitti nel periodo in cui risiedette al Cairo (1901-1913). Interessante, in particolare, l’approccio “islamizzante” di Insabato alla politica coloniale italiana che questi pratica intessendo relazioni di alto livello con autorità religiose e politiche musulmane. Lo strumento di maggior rilievo che Insabato usa a questo fine è la pubblicazione de Il Convito/al-Nādī, rivista italo-araba edita al Cairo dal 1904 al 1913. (...) Quando la politica coloniale italiana assunse, anche dal punto di vista istituzionale, una forma più organica – prima della nascita del Ministero delle colonie (1912) era già in ruolo presso il Ministero degli affari esteri una Direzione centrale degli affari coloniali (1906-1912) – l’importanza strategica dello Yemen fu presa in considerazione con maggiore sistematicità. (...) La strategia italiana trovò il suo culmine durante il fascismo ed ebbe il suo maggior successo con la firma a Ṣan‘ā’ del “Trattato di amicizia e di relazioni economiche” fra Italia e Yemen il 2 settembre 1926. (...) Notevole, in questo quadro, è proprio la presenza degli Italiani nell’entourage dell’Imām, a più riprese, in più occasioni e in ruoli diversi. (...) La proiezione strategica degli Italiani sullo Yemen attraversa per decadi la pubblicistica specializzata – si vedano ad esempio i rapporti di Oriente Moderno, il periodico pubblicato dall’Istituto per l’Oriente – trovando un’eco degna sulla stampa di ampia diffusione solo in occasione degli eventi di maggior rilevanza, come nel succitato caso del trattato italo-yemenita. (...)"
Acta ad archaeologiam et artium historiam pertinentia. Volume Vol. 33
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2023
pagine: 176
East and West. Nuova serie. Volume Vol. 4/2
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2023
pagine: 240
Gesù di Nazareth e il Sessantotto italiano: percorsi (sospesi) di «umanizzazione» del figlio di Dio (La buona novella, Mistero buffo, Jesus Christ Superstar)
Giulia Pedrucci
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2023
pagine: 224
Mistero buffo, La buona novella e Jesus Christ Superstar: pensando a queste tre opere, distanti per genere e per scelte politiche e nazionalità degli autori, non si può fare a meno di notare la vicinanza cronologica: 1969, 1970 e 1971 (prima volta in teatro, il film di Norman Jewison è del 1973). E soprattutto non si può fare a meno di notare la vicinanza cronologica con la cosiddetta “rivoluzione studentesca”. Il Sessantotto viene qui preso in considerazione non tanto dal punto di vista politico delle proteste di piazza, quanto da quello religioso: quel clima di grande cambiamento, cioè, che si verificò in seno alla Chiesa all’indomani del Concilio Vaticano II, che, fra le altre cose, sancì l’abolizione della lingua latina nella liturgia, donò nuova linfa alle iniziative dei preti operai e che portò alla nascita delle messe beat. Le opere di Dario Fo, Fabrizio de André, Andrew Lloyd Weber e Tim Rice verranno lette, assieme alle opere di altri autori come Pier Paolo Pasolini, Diego Fabbri, Nikos Kazantzakis, Martin Scorsese e Francesco Guccini, alla luce di una sorprendente, a tratti provocatoria, quasi blasfema umanizzazione della figura di Gesù di Nazareth, umanizzazione che si basa in larga misura sui Vangeli apocrifi e che va a braccetto con l’irripetibile e galvanizzante utopia che animò quegli anni. Umanizzazione che va di pari passo anche con un’inedita valorizzazione della maternità. Se si vuole cambiare il mondo, forse è necessario cambiare anche Dio.

