SE
I Vangeli nella traduzione di Nicola Lisi, Corrado Alvaro, Diego Valeri, Salvatore Quasimodo
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2016
pagine: 186
I Vangeli: Il Vangelo secondo Matteo nella traduzione di Nicola Lisi, Il Vangelo secondo Marco nella traduzione di Corrado Alvaro, Il Vangelo secondo Luca nella traduzione di Diego Valeri, Il Vangelo secondo Giovanni nella traduzione di Salvatore Quasimodo.
Libro della memoria e dell'erranza. Volume Vol. 1
Michele Baraldi
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2015
pagine: 300
"La tentazione del vuoto" inaugura un progetto letterario che ha investito tutta l'esistenza dell'autore: operando una limpida meditazione intorno alla storia del nostro tempo, il libro racconta il viaggio notturno di Arthur Q. Lawry in una Parigi intimamente rivelata e mai così lontana da ogni prospettiva convenzionale; una città scossa insieme a noi dal dolore degli umili, dai milioni di vite che la abitano e da un vento di rivolta che cova in essa come il magma di un vulcano. Nel corso di un'intensa, visionaria riscoperta della metropoli, la nostra città madre, il narratore ascolta e ci confida le storie delle donne e degli uomini che incontra durante il suo cammino: le storie dei più semplici e quelle dei più grandi, le storie dei sommersi e quelle dei salvati. Il suo itinerario lo porta a conoscere la città - e quella città per antonomasia che è Parigi - verticalmente, in un movimento d'immersione nelle sue sorgenti che assume la forma inattesa di un cammino verso la luce del giorno. Questo libro esplora, come in un'arca della memoria, le molteplici origini e gli imprevedibili destini del nostro vivere comune e tesse un fitto intreccio di avventure che congiungono, nel teatro del racconto, le storie individuali e la storia di noi tutti.
Anima
Natsume Soseki
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2015
pagine: 232
"Fin dalle sue più lontane origini c'è, nella cultura orientale, una forte tendenza a rifuggire dalle complicazioni volgari della vita sociale per cercare rifugio entro la natura serena. La nostra parola giapponese Bunjin, letterato, rimane avvolta da un sentore di eremitaggio. Si dice: 'Vivere in armonia con il fiore, l'uccello, il vento, la luna'. Si dice anche: 'Il vento e la corrente'. E queste due parole, per così dire, racchiudono tutta la nostra estetica. Tale è anche la prima tendenza di Soseki, che si esprime in lui non in una forma facile e popolare, ma nella sua essenza più profonda. E probabilmente essa avrebbe definitivamente isolato Soseki dal consorzio civile, se non vi fosse stata in lui un'altra tendenza, quella infinitamente umana, che, a tratti, fa dell'eremita-letterato un romanziere nel senso occidentale del termine. La portata dell'opera di Soseki lo attesta. E tuttavia, inestricabile contraddizione, mai il successo dei suoi romanzi più umani ha potuto far discendere Soseki da quelle altezze solitarie da cui l'eremita che era in lui guardava il genere umano. È questo il duplice movimento in cui Soseki non ha mai potuto impedirsi di oscillare. 'Anima', uscito nel 1914, è un romanzo di genere psicologico. Verso la fine si trova questa frase: 'La sola cosa profonda che io abbia sentito è il peccato che grava sull'uomo'. Per avere profondamente sentito questo peccato, un uomo si rinchiude nella solitudine, e finisce per uccidersi." (Tanika Tetsuzo)
Del tragico
Karl Jaspers
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2015
pagine: 82
"C'è una differenza enorme tra le civiltà che mancano di coscienza tragica e quelle la cui vita pratica è dominata da un'autoconsapevolezza ispirata a una palese coscienza tragica. Per il nostro senso storico è come una frattura tra due epoche, quando consideriamo l'uomo nella sua coscienza tragica. Questa non è necessariamente il prodotto di un'alta civiltà, e può anzi essere primitiva: eppure solo quando un uomo conquista una tale coscienza ci sembra che apra gli occhi sul mondo. Ora, infatti, avendo coscienza di essere al limite del mistero, nasce in lui quell'inquietudine che lo spingerà innanzi. Con la coscienza tragica ha inizio il movimento della storia, che non si manifesta solo in avvenimenti esteriori, ma si svolge nelle profondità stesse dell'animo umano". Così scrive Jaspers nelle pagine iniziali di questo suo straordinario e sintetico studio, pubblicato in Germania nel 1952. La tragedia, secondo il grande filosofo esistenzialista, è un tentativo "di spiegarsi l'apparente assurdità della sventura": muovendo da questa premessa, attraverso una scrittura aforistica, egli analizza, tra l'altro, come si succedono, nelle visioni del mondo, la fase del mito, della coscienza tragica, dell'apatia filosofica, della rivelazione religiosa; come il tragico si manifesta nei grandi scrittori classici, dai greci a Shakespeare, da Calderón a Racine; quali sono la colpa e la grandezza dell'uomo nella sconfitta.
Il libro dei santuari. Sefer hêkalôt
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2015
pagine: 126
La storia del Sefer hêkalôt è probabilmente fra le più travagliate e affascinanti nell'intero corpus della letteratura mistica giudaica. Il testo attualmente disponibile sembra essersi formato in almeno tre tempi successivi intorno a un antico nucleo preesistente, il cui contenuto, di tenore fortemente apocalittico, è per molti versi affine a certe sezioni dello pseudepigrafo Libro di Henoch, cui l'intero nostro testo è stato a lungo direttamente ma impropriamente accostato. Redatto forse in area babilonese intorno al V-VI secolo d.C, il Sefer hêkalôt afferisce a quel ramo della speculazione cabalistica noto come ma'aseh merkavah o "Opera del Carro", il cui obiettivo è l'esperienza diretta della presenza di Dio. Tale esperienza, come insegnano le tradizioni, è conseguibile tramite pratiche ascetiche e un viaggio estatico attraverso le realtà ultra-terrene dei Cieli, dei campi angelici e dei Sette Santuari, di cui è possibile varcare le soglie eludendo la sorveglianza dei guardiani ad esse preposte grazie a inni, parole e simboli magici. Nel Sefer hêkalôt il viaggio verso la visione della merkavah è attribuito a Rabbi Ismael ben Elisa, un autorevole tanna realmente vissuto nella Palestina del I-II secolo d. C; gli fa da guida il Metatrôn, importante e complessa figura della speculazione cabalistica, misterioso "Angelo della Presenza" dimorante presso il trono divino.
Vita non romanzata di Dino Campana
Carlo Pariani
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2015
pagine: 161
Pubblicato nel 1938, "Vita non romanzata di Dino Campana", dello psichiatra Carlo Pariani, che qui si propone con una ricca appendice di lettere e di testimonianze, è un documento utile per la conoscenza di uno dei più grandi poeti italiani del Novecento. Pariani incontrò Campana nel manicomio di Castel Pulci dove il poeta, lì ricoverato da anni, ebbe con lui una serie di colloqui tra la fine del 1926 e l'aprile del 1930. La loro trascrizione costituisce la parte centrale del libro, che l'autore concepì come uno studio dell'influenza della psicopatia sull'"ingegno e il carattere" del poeta. Negli anni successivi alla sua pubblicazione, i materiali contenuti nella Vita non romanzata furono utilizzati dagli studiosi secondo due direzioni ben distinte: o per studiare la personalità e la vita di Campana, o per individuare le occasioni e i momenti di nascita di alcuni testi dei Canti Orfici. Troppo scarso rilievo, invece, è stato dato a quelle parti dei colloqui in cui esplode il discorso "folle" di Campana. Una lettura libera e completa delle pagine di Pariani porterà invece a riconoscere, proprio nella compresenza e nell'intersecarsi di oscurità e chiarezza, di ragionevolezza e follia, il più impressionante valore documentario del libro e la sua più intensa carica di suggestione e di senso.
L'antisemitismo. Riflessioni sulla questione ebraica
Jean-Paul Sartre
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2015
pagine: 128
"Non ci sarà un francese libero sin quando gli ebrei non godranno la pienezza dei loro diritti, non un francese vivrà in sicurezza sin quando un ebreo, in Francia e nel mondo intero, dovrà temere per la propria esistenza". Con in appendice gli scritti di Franco Fortini, Bernard-Henry Lévy e François Collin.
Puella, surge e altre prediche
Meister Eckhart
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2015
pagine: 164
"'Conosci te stesso, e conoscerai te stesso e Dio': il precetto dell'Apollo delfico, cifra essenziale della sapienza ellenica e cristiana, può essere considerato fondante anche per l'insegnamento eckhartiano. Esso si muove infatti tutto quanto intorno a questi due poli - che sono poi un'unica realtà: anima e Dio. È la traccia che, nel mondo cristiano d'Occidente, porta soprattutto l'impronta agostiniana; ma si può dire che Eckhart, seguendo Agostino - maestro da lui amato e citato più di ogni altro -, sia andato molto oltre Agostino, riapprodando direttamente all'esperienza stessa di Cristo, che è esperienza di identità tra l'anima e Dio. Infatti il domenicano tedesco non insegna a conoscere l'anima e Dio - come se i due fossero oggetti distinti e separati dal soggetto conoscente -, ma a generare il Logos, ovvero a diventare quello che si è - Logos appunto, spirito - e dunque a vivere la vera vita, che è la vita dello spirito. Come in ogni grande maestro, non vi è in Eckhart un conoscere separato dall'essere, dal vivere: si conosce davvero solo quello che si è, e che si fa - il diverso "sapere" è solo ideologia e mistificazione. Perciò non sono essenziali i libri - nemmeno i libri 'sacri': per quanto il domenicano abbia nei confronti della Scrittura tutto il rispetto che un medievale poteva avere, e al commento della Scrittura stessa abbia dedicato buona parte del suo lavoro intellettuale". (dallo scritto di Marco Vannini)
Introduzione al metodo di Leonardo da Vinci
Paul Valéry
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2015
pagine: 125
"Contemporaneo di Teste dal punto di vista della genesi (anno 1894), Leonardo, al pari di Teste, non è altro che una figura di identificazione proiettiva del Soggetto o, meglio, della coscienza del Soggetto, quale si veniva articolando e formulando in presa diretta attraverso l'esercizio dei 'Cahiers', iniziato in quello stesso anno (il 1894 è la data inscritta sul primo dei 'cahiers', che porta il titolo di 'Journal de Bord'). Ma una profonda differenza distingue l'una dall'altra queste figure. Teste, è la figura della coscienza riflessa accuratamente spogliata di ogni oggetto suscettibile di fornirle una rappresentazione o una immagine di sé; Leonardo, è ancora una figura di quella medesima coscienza che tuttavia offre a se stessa la rappresentazione di sé attraverso la produzione, teoricamente illimitata, di oggetti - oggetti mentali o oggetti dell'arte -, i quali costituiscono altresì la manifestazione o la verifica, in re, dei processi di trasformazione e di conservazione che le sono propri. La coscienza di Teste è l'emblema superstite di una distruzione; la coscienza di Leonardo è il centro di gravità intorno al quale si organizza il sistema del mondo: mondo della natura, degli oggetti, delle sensazioni, dei pensieri, delle astrazioni, degli stimoli ". (Stefano Agosti)
Beethoven
Franz Grillparzer
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2015
pagine: 96
Le intense suggestioni derivanti da una frequentazione, durata oltre vent'anni, del Beethoven uomo e compositore segnarono in profondità l'anima di Grillparzer (1791-1872), il grande poeta e drammaturgo austriaco. Nel corpus di scritti su Beethoven (memorie, orazioni funebri, liriche, epigrammi, pagine di diario, saggi) appare con evidenza l'ammirazione devota di Grillparzer per il genio beethoveniano, ma anche la sofferta diffidenza verso una potenza compositiva che rischiava di trascinare l'arte musicale verso strade pericolose per la sua stessa esistenza. Le pagine di Grillparzer su Beethoven, oltre a contenere intuizioni, spesso fulminanti, sull'uomo e l'artista, rappresentano dunque un contributo decisivo al dibattito musicale che investì un'intera generazione.
Thomas Bernhard: un incontro. Conversazioni con Krista Fleischmann
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2015
pagine: 167
Thomas Bernhard, maestro e "artista dell'esagerazione", è stato anche un maestro nella difficile arte dell'intervista, riuscendo così a costruire sapientemente in vita il proprio mito. Straordinario documento di un incontro umano e professionale, le conversazioni del grande scrittore austriaco con la giornalista televisiva Krista Fleischmann rivelano un gusto beffardo della provocazione, un piacere istrionesco della parola, un impeto immaginativo superiore ad ogni argomentazione razionale. In questo gioco con la verità e la menzogna - ma in fondo, sosteneva Bernhard, ciò che conta è "il contenuto di verità della menzogna" - l'autore si cimenta in prima persona con quell'arte barocca e musicale del parlando monologico che caratterizza i personaggi della sua narrativa.
Giorni e opere
Stefan George
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2015
pagine: 111
"Nel suo nucleo originario, la raccolta 'Giorni e opere', il cui titolo richiama l'esiodeo 'Le opere e i giorni', contiene già la crisi testimoniata dalla venuta dell'angelo, araldo della "vita bella". Le rammemorazioni, fantasie e riflessioni elargiteci da questo testo lasciano presagire la lotta attraverso cui l'anima "ferita" e vessata del giovane George, pellegrino che ha ripreso la sua via ma recando in cuore una ferita che mai più si rimarginerà, potè riattingere la dimensione di una poesia che non fosse semplicemente canto della vita che si esalta di se stessa, nella più narcisistica e atroce delle solitudini. In 'Giorni e opere', vera e propria eccezione nella vasta produzione di George in quanto unico suo testo di prose, viene anzitutto frantumata la severa incastonatura delle chiuse forme metriche teorizzate alle quali l'autore si attenne, senza quasi mai transigere, nella sua lirica. Questi scritti radunano certamente liberi esercizi di alta prosa, autentici petits poèmes en prose nei quali è palese l'intento di ricongiungere al calendario storico dei "giorni" quelle "opere" tanto care al Faust goethiano ma che Jean Paul, riscoperto proprio da George, aveva definito 'remoti astri della notte'. Essi costituiscono, in fondo, un controaltare a quella 'prosa che uccide l'anima' che, secondo Lukàcs, è per il poeta la realtà sociale del suo tempo." (dallo scritto di Giulio Schiavarli)

