Sellerio Editore Palermo
Atlante della luce e dell'ombra
Sylvain Tesson
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2025
pagine: 344
Una storia d’amore fatale tra un’archeologa e un geologo nel corso di una missione scientifica, un guardiano dello zoo dal talento unico nel curare gli animali e nello sprofondare tra le visioni della vodka; un reduce della guerra in Afghanistan chiamato a proteggere dalla violenza degli orsi i bambini di un piccolo villaggio della Siberia. Il viaggio di una vita per raggiungere l’Oceano Pacifico dall’Ucraina; una spedizione sull’Himalaya alla ricerca di animali fantastici e forse reali; un segreto custodito per decenni nella cattedrale del Cristo Salvatore di Mosca. "Atlante della luce e dell’ombra" è un caleidoscopio di vicende ed emozioni, di speranze e violenza, di baratri ed estasi. Una collezione di personaggi e di luoghi ogni volta sorprendenti. L’arte del racconto in Sylvain Tesson si distingue per la capacità di condensare esperienze lontane, paesaggi estremi e tensioni culturali in testi brevi, potenti, fulminanti. Le ombre più oscure vengono scosse da un umorismo malinconico, il destino degli uomini si consuma nella forza brutale del paesaggio, negli enigmi e nella fascinazione della natura. La geografia di Tesson dissolve il centralismo occidentale trasportandoci in un teatro che va dalla Russia post-sovietica alla Siberia, dall’India al Tibet, e la lente attraverso cui ci racconta il nostro tempo è qui forse ancora più affascinante del solito: a muovere le narrazioni è la ricerca della luce e dell’ombra, le albe dell’Est e i tramonti dell’Ovest, in una dialettica mai risolta, mai pacificata. Al centro delle sue storie ci sono le incomprensioni radicali tra vecchi e nuovi mondi, gli scontri tra culture e religioni, le distruttive contraddizioni delle società contemporanee. A volte, a scardinare tutto, c’è la follia – degli individui, delle passioni, della politica, delle ideologie. Altre c’è solo l’assunzione abbagliante della realtà cosi com’è, nella sua ferocia e nella sua bellezza. Come se Sylvain Tesson volesse ricordarci – con la nonchalance di chi non pretende d’insegnare nulla – che vivere, ovunque ci si trovi, è sempre un precipitare dall’alto.
Orizzonte perduto
James Hilton
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2025
pagine: 242
Da questo libro, nel 1937 Frank Capra trasse un film celebre, che giunse in Italia col titolo Sbangri-La. Ma il libro conserva un autonomo messaggio, e un'ambizione, nell'avventuroso intreccio, non solo spettacolare. Shangri-La è il monastero tibetano che ospita una antichissima e segreta città di saggi, raccolti da ogni parte del mondo, di sesso, cultura, religione e temperamento diversi, che meditano, studiano, vivono estremamente longevi senza inseguire un preordinato disegno di felicità. Nessuno vi cerca l'Uomo Nuovo; ognuno vivendo coopera a conservare i differenti valori dell'umana civiltà. "Orizzonte perduto" racconta l'avventura di quattro persone che vi giunsero, quello che videro e il destino che li inseguì da quella esperienza.
Il valore delle cose
Serena Cappellozza
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2025
pagine: 360
In un canale, l’amo di un pescatore si impiglia in un tappeto, e dentro il tappeto, tenuto al fondo da un sacco di sabbia, il cadavere di un robusto settantenne con un vistoso foro alla tempia. L’ispettrice Mirna Pagani sa che «la laguna è il luogo ideale per uccidere. È vasta, piena di isole, isolette, barene, attracchi più o meno legali». Nella laguna veneta più appartata, Venezia – se si scorge – è sempre in una lontananza brumosa. A Mirna e all’agente Angeli non è difficile individuare il luogo del delitto, una casa di caccia adattata a bella residenza. E dal luogo, l’identità della vittima: è Leone Bartoni, il presidente della Gold- Swim, azienda punta di diamante dell’economia del Nord-Est. Nella villa non vi sono molte tracce, anche perché la governante e il giardiniere hanno pulito tutto accuratamente dopo una festa di anniversario; tutto tranne qualcosa che stranamente non c’è, una cassaforte, e qualcosa che invece è sparito, una scatola di preziosi sigari Gurkha. L’inchiesta è di quelle che si definiscono delicate, ma Mirna non ha la mano di vel- luto, e presto individua i due fuochi dell’indagine: i vertici dell’azienda e la famiglia del Presidente. Il vicepresidente è il genero della vittima, sposato alla figliastra Lucrezia, ragazza volitiva e radical ultrachic; la moglie del Bartoni, una ex soubrette, conduce una claudicante attività sostenuta dai soldi intermittenti del «vecchio»; il capocontabile, collaboratore antico e fedele, è il custode di molti segreti. In questo gruppo alla Agatha Christie la via dell’indagine è necessariamente quella degli intrighi sotterranei, degli incroci affettivo-finanziari: odi generazionali, invidie di car- riera, tradimenti, spie aziendali; ma soprattutto quello che emerge prepotente è il carattere odiosamente urticante del- la vittima. E i mal sopiti fantasmi del suo passato. Serena Cappellozza ha costruito un giallo investigativo puro senza troppi effetti decorativi, senza innesti artificiosi, dove i colpi di scena nascono da un naturale concatenarsi di eventi. Anche Mirna è un personaggio naturale: madre separata, un figlio adolescente che le dà grattacapi, una vita privata che lei sente piatta; una vita difficile come tante che ha un’unica eccentricità, la madre, soprannominata affettuosamente la Mantide perché i suoi molti uomini, tutti ricchissimi vedovi, «durano come i pesci rossi». Ragioni per cui Mirna Pagani risulta subito, per ogni lettore, un personaggio autentico e irresistibile.
Io faccio il poeta
Ignazio Buttitta
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2025
pagine: 280
"Io faccio il poeta", quasi un proclama, è il titolo di questa raccolta pubblicata nel 1972, uno dei libri più complessi e impegnati di Ignazio Buttitta. Basti pensare alla poesia "Lingua e dialettu" - «un popolo diventa povero quando gli rubi la lingua avuta dai padri» - o ai versi di "U rancuri", vera e propria dichiarazione di intenti dove si chiarisce la funzione del poeta popolare: raccogliere la voce dei poveri, il loro rancore, interpretarne la rabbia. La poesia di Ignazio Buttitta traduce in versi un secolo di storia sociale, politica, intellettuale della Sicilia; egli ha vissuto in prima linea le lotte contadine, le due guerre, l'antifascismo, la lotta contro la mafia. Era nato a Bagheria, alle porte di Palermo, nel 1899, fu perciò uno dei ragazzi del '99, mandato a combattere giovanissimo nell'ultimo scorcio della Prima guerra mondiale. Questa esperienza, insieme alle condizioni disagiate della famiglia e del paese siciliano in cui viveva, lo segnarono profondamente e ne tracciarono il destino di poeta sempre dalla parte dei deboli, alla ricerca di una giustizia impossibile, a lottare per pane e libertà. Dai suoi versi, dalla sua straordinaria capacità espressiva rimasero colpiti intellettuali e critici come Gianfranco Contini e Carlo Levi, che lo collocò nella grande tradizione dei cantastorie siciliani. Pier Paolo Pasolini gli dedicò pagine memorabili nei suoi "Scritti corsari" e Leonardo Sciascia ne coglieva il carattere fondamentale affermando: «Le radici popolari e contadine della poesia di Ignazio Buttitta non fanno di lui un poeta popolare se non nel senso di poeta che sta dalla parte del popolo».
Le luci
Ben Lerner
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2025
pagine: 264
Ben Lerner, uno degli autori più brillanti e sperimentali del panorama letterario contemporaneo, torna con un nuovo libro all’intersezione tra poesia e narrativa. Una costellazione di versi e prose, canzoni e silenzi, effetti sonori e messaggi vocali, per riflettere sul piacere, sui rischi e sull’assurdità dell’arte, sull’essere figli e genitori, sulla vita quotidiana in un mondo percosso da crisi interconnesse e in accelerazione. Eppure, nonostante siano critici e pungenti, nonostante prendano le mosse dalle tenebre in cui è sprofondata la vita politica contemporanea, i versi imprevedibili di Lerner comunicano la promessa futura di un mondo altro. Le parole si dispongono sulla pagina a cascata, danno al testo la configurazione di una fuga, si riorganizzano in una prosa poetica per riflettere sul linguaggio, su ciò che la poesia oggi può suggerirci – insegnarci? – riguardo all’abitare un pianeta disperato che continua a risplendere.
Il bagno turco. L’immagine della donna orientale
Attilio Brilli
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2025
pagine: 220
"Il bagno turco" di Jean-Auguste-Dominique Ingres è la sontuosa metafora che condensa la visione che, fra Settecento e Ottocento, la cultura occidentale si è creata della donna e quindi dell’erotismo del Vicino e del Medio Oriente. Ritenuto «sconveniente» dal pudibondo Secondo Impero francese, il dipinto ritrae un momento di intimità femminile, quasi fosse segretamente carpito da uno spioncino. Per un pittore come Ingres, le scene d’ambientazione orientale sono un modo di confrontarsi con il nudo. A differenza dei pittori così detti «orientalisti», Ingres non ha mai visitato i paesi del Levante, infatti le figure di fondo e gli arredi dei suoi dipinti con enigmatiche odalische sono di seconda mano. Dipingere il nudo non è per lui la finalità occulta perseguita profittando di una accattivante ambientazione esotica, bensì un’attività intellettuale che esige una concentrazione incompatibile con fantasticherie lascive. In questo senso Il bagno turco rappresenta l’apoteosi dei suoi splendidi nudi femminili, nudi ricchi di echi e di suggestioni del Rinascimento studiato a fondo nei lunghi soggiorni italiani, prima come pensionnaire dell’Accademia di Francia a Roma e successivamente come suo direttore. Al di là del valore artistico del dipinto, questo volume ne valuta la risonanza come sonda che registra le pulsioni di un’Europa colonialista volta a costruire un’immagine di comodo dell’Oriente. La donna del serraglio, l’odalisca del bagno turco, la concubina dell’harem diventano altrettante figure che rappresentano le tentazioni di un Oriente immaginario. Un oriente dominato, per citare il colonialista Richard Francis Burton, dal sopore animale, dal godimento passivo dei sensi, dal dolce languore, dalla svagata indolenza, dalla propensione ad una voluttà sconosciuta agli occidentali. Testimonianza opulenta e seducente, "Il bagno turco" invita pertanto a percorrere a ritroso la strada attraverso la quale si è formata in Occidente l’immagine illusoria e di comodo della donna orientale. Un percorso storico che il lettore è portato a ricostruire attraverso le relazioni di viaggiatrici e viaggiatori di epoche diverse offerte dal volume.
Materie oscure. Il pessimismo e il problema della sofferenza
Mara van der Lugt
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2025
pagine: 620
Una rivalutazione, e un’appassionata riabilitazione, di una «tradizione ombra» del pensiero, il pessimismo filosofico. La filosofa Mara van der Lugt utilizza una storia delle idee – originale, vasta, profonda –, assai più che per fare storiografia, per affrontare quello che per Schopenhauer era il tema dei temi: «del male mostruoso e senza nome, della tremenda, struggente infelicità a questo mondo». «Il precipitato insolubile» di tutta l’esperienza degli esseri, umani e non umani. L’autrice mette a dibattito tra loro «alcune delle pagine più oscure della filosofia», per condurre alla conclusione che il pessimismo, bistrattato e sottovalutato, sia in realtà la vera risorsa morale per recuperare qualcosa di rilevante e urgente per noi ancora oggi: la compassione, la consolazione di fronte alla fragilità della vita, e, in ultima analisi, la speranza. La scelta cade sui filosofi, noti e meno noti, tra XVII e XVIII secolo (ma si discute anche di odierne posizioni antinataliste): Bayle, Malebranche, Maupertuis, Leibniz, Voltaire, i deisti, Rousseau, Hume, Kant, Schopenhauer, spesso colti nelle loro pagine più segrete. Una scelta che dipende da varie ragioni. Prima di tutto perché è Bayle che supera l’impostazione medievale del problema del male (il male come peccato e punizione) per identificare il male come sofferenza (anche degli animali). È da questo che deriva il nesso tra il male e il pessimismo: il problema del male diventa domanda sul senso della vita, da cui l’opposizione all’ottimismo e la discussione sulla capacità e la possibilità esistenziale di essere felici. Ma la scelta dei nomi dipende soprattutto dal fatto che sono questi i pensatori più «coinvolti», quelli che avvertono l’urgenza di ciò che è attuale fino ad oggi e rischia di essere taciuto e frastornato: vale a dire l’obbligo di non considerare la sofferenza come una non-entità, di «non minimizzare il dolore, il lutto», il fallimento. Per dichiarazione dell’autrice, Materie oscure mette l’enfasi sulla filosofia più che sulla sua storia. Usa il metodo «dialogico» di considerare i filosofi in dibattito tra loro, al di sopra del tempo, dando allo studio una impronta etico-valutativa affinché le grandi questioni della «giustificazione dell’esistenza» (spesso abbandonate da una filosofia che ha perso interesse per il singolo, per «l’intimità», per il «personale») possano risuonare per noi oggi. «Attualmente nella nostra cultura ha prevalso una narrazione: sei tu il responsabile della tua felicità. Il rovescio della medaglia è che allo stesso tempo se non siamo felici è perché stiamo sbagliando. La vulnerabilità diventa una colpa. L’idea priva di compassione che siamo noi stessi la causa della nostra (in)felicità è che nessuno ha più motivo di occuparsi della sofferenza altrui. Ecco l’etica del pessimismo: un’immediata apertura a una forma compiuta e incondizionata di compassione. È ok non essere ok»
Il mostro del Casoretto-Sei storie della casa di ringhiera
Francesco Recami
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2025
pagine: 288
Nella scuola elementare del quartiere milanese del Casoretto, una bambina racconta di un pedofilo che avvicina le vittime proprio come succede in televisione; visto che la polizia non si muove, scatta in azione la squadra dei giustizieri. Così come questo primo racconto sembra una versione grottesca dei «giustizieri della notte», così le altre avventure che si succedono nel microcosmo della Casa di ringhiera trascinano il lettore con il sarcasmo di raccontare una storia domestica sfiorando vari generi del thriller. Il furto sentimentale. La movimentata persecuzione del sospettato innocente. La casa degli orrori splatter. I manga giapponesi. L’avventura tutta in una notte. E ciascuno degli intrecci, alla fine, si scioglie nell’abbaglio che ha ingannato la presunzione dei personaggi. Nelle sarabande nere immaginate da Francesco Recami, la Casa di ringhiera ha il ruolo della protagonista collettiva assoluta. È narrata come un ambiente che produce da solo misfatti, come una personificazione della cattiva coscienza collettiva di chi ci vive. Ognuno degli inquilini ha segreti meschini e colpe senza importanza; ma si moltiplicano tra di loro, inacidiscono in un brodo di pregiudizi, luoghi comuni, equivoci paranoici e opinioni malevole: e generano crimini.
Il nipote del Negus
Andrea Camilleri
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2025
pagine: 286
Nel 1929 venne a studiare nella Regia Scuola Mineraria di Caltanissetta il principe Brhané Sillassié, nipote del Negus Ailé Sellassié. Partendo da questo fatto vero Andrea Camilleri mette insieme un fascicolo immaginario con la fitta corrispondenza tra Ministero degli Esteri, prefetto e questore di Montelusa, federale di Vigàta e direttore della Scuola Mineraria. Argomento dell’esilarante carteggio è il trattamento da riservare all’illustre alunno, che è esigente e spendaccione, ama il lusso, le belle donne e approfitta della situazione. Su idea di Mussolini in persona il principe viene sollecitato a scrivere allo zio Ailé Sellassié una lettera di sperticati elogi al fascismo, che potrebbe tornare utile nel contenzioso tra Italia ed Etiopia sui confini con la Somalia. E a questo punto la vicenda diventa farsa.
Tema libero
Alejandro Zambra
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2025
pagine: 230
«Da molto tempo volevo scrivere un saggio come questo, potenzialmente infinito, composto da filacce di pensieri sulle parole, sugli accenti delle lingue, sulle traduzioni. E anche di storielle da raccontare a tavola dopo cena». Ecco allora un piccolo e sghembo zibaldone, in cui si riflette intorno alla scrittura e la sua materialità, su come i cambiamenti tecnologici modifichino la nostra esperienza del mondo tra fotocopie, videoscrittura, blog, pagine web, e-book. Poi una vera e propria performance a tema libero, in cui lo scrittore inanella digressioni sulla libertà e la forma aperta, per concludere come un comico da stand-up con una cascata di battute su Mario Vargas Llosa. Non mancano quattro racconti in puro stile Zambra, romantici, a volte comici, sempre spiazzanti: «Il primo essere umano argentino che ha avuto una certa influenza sulla mia vita è stato un biondo di vent'anni alto un metro e novanta, un vero campione del beach volley, che nell'estate del 1991 mi rubò la fidanzata». Zambra è un grande ammiratore di Natalia Ginzburg, e ci offre un suo lessico famigliare raccontando il trasferimento in Messico con la moglie, tra spaesamenti costanti, scoperte linguistiche e la nascita di un figlio. Fino alla paura di perdere per sempre il proprio accento cileno, che nessuno comprende e che ormai può parlare solo nel proprio appartamento con il bebè. Questa raccolta di finzioni, saggi e cronache può essere intesa come un'appassionata difesa della creazione letteraria, oppure come un invito a disobbedire alle regole del gioco, o ancora come il risultato di una riflessione ossessiva (e compulsiva) attorno alle parole. È un libro delizioso di un autore che è ormai una figura imprescindibile della letteratura latinoamericana.
Il figlio di Bakunìn
Sergio Atzeni
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2025
pagine: 136
Sergio Atzeni con questa seconda opera conferma la predisposizione ad attingere per le sue narrazioni a quell’inesauribile baule di storie sorprendenti che è la Sardegna. Il figlio di Bakunìn è Tullio Saba, anarchico che attraversa il Novecento, solitario incantatore. Per raccontarne il mito Atzeni chiama in causa chi lo ha incontrato. Scrive Ernesto Ferrero nel 1991: «Sergio Atzeni mi sembra un personaggio uscito dalle pagine del miglior Vittorini o di Volponi: un solitario di molte letture, in tensione tra insofferenza e utopia, orgoglio e “astratti furori”. Questo secondo libro, Il figlio di Bakunìn, segna un avanzamento rispetto al primo, a conferma che lo scrittore c’è davvero. Un intervistatore va in giro per la Sardegna con un piccolo magnetofono per raccogliere testimonianze su un certo Tullio Saba. Pirandellianamente, una possibile verità sembra disperdersi nelle schegge di uno specchio infranto, ma il lettore-detective viene messo in grado di raccogliere elementi sufficienti a formarsi un giudizio suo. Non solo su Tullio Saba, ma sui testimoni, sulle microstorie che si portano dietro e che nella loro frammentarietà finiscono per illuminare uno scorcio di storia d’Italia assai meglio di una sintesi bene ordinata».
Turisti in giallo
Alicia Giménez-Bartlett, Marco Malvaldi, Antonio Manzini, Santo Piazzese, Francesco Recami, Gaetano Savatteri
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2025
pagine: 360
In questa antologia a tema gli scrittori di gialli più amati dai lettori si confrontano con la dimensione del turista. Nella letteratura poliziesca classica, da Arthur Conan Doyle e Agatha Christie in poi, sono tante le pagine in cui il delitto si mescola con lo sradicamento del viaggiatore. Che gli investigatori si muovano lontano da casa o siano alle prese con le peripezie di visitatori di passaggio, il risultato è un mistero più fitto, un enigma più ingarbugliato, le piste sbiadiscono e i moventi si fanno più confusi. Rocco Schiavone è costretto a salire in alta quota; Petra Delicado è alle prese con il corpo di una prostituta abbandonata in un fosso; Saverio Lamanna è la guida turistica di una strana coppia; Amedeo Consonni a Firenze in-scena il suo thriller degli equivoci; Lorenzo La Marca accoglie a Palermo due scienziati americani e Massimo il barista del BarLume in montagna con la fidanzata poliziotta non riesce a godersi la pace che desidera. Tra avventura ed evasione dalla routine gli investigatori inciampano in sei indagini appassionanti e svelano ancora un tassello della loro complessa umanità.

