Studium
Santa Giulia. Percorsi artistici nell'agiografia monastica: l'esempio di San Salvatore di Brescia
Francesca Stroppa
Libro: Copertina morbida
editore: Studium
anno edizione: 2012
pagine: 128
Il patrizio Belisario che Giustiniano aveva posto a capo delle spedizioni militari, avendo vinto mentre combatteva in Africa la città di Cartagine, acconsentì che i soldati conducessero come prigioniera la bella e illustre vergine Giulia. Essa, portata alla fine in Corsica, terminò i suoi giorni con il martirio. Il suo venerabile corpo riposa in questa città per il saggio intervento della nobile regina Ansa, moglie di Desiderio, serenissimo re dei Longobardi, come più ampiamente narrerò nei capitoli seguenti. Ansa dunque, la più eccellente delle matrone, a lode e gloria di Dio Onnipotente e della santissima Maria Vergine e Madre e a onore della beata Giulia, preziosa martire e vergine, costruì una basilica fuori della cerchia di mura della città di Brescia, quando dalla venuta del Salvatore erano passati DCCLIII anni. Lì costruì anche un monastero; lo decorò magnificamente con molti ornamenti, lo arricchì di molti possedimenti non solo in territorio bresciano, ma anche cremonese e in molti altri luoghi; offrì inoltre a quel monastero venerabile diversi doni e vi pose come prima badessa Anselperga, figlia sua e di Desiderio, e con lei molte figlie di nobili cittadini furono raccolte sotto la Regola di san Benedetto; Ansa stabilì che il medesimo monastero fosse di pertinenza del sommo pontefice, senza alcuna autorità intermedia, e la stessa Santa Sede per mezzo di privilegi espresse la sua conferma. Nella medesima basilica Ansa fece seppellire molti corpi di santi. Vi pose il corpo della santa vergine e martire cartaginese Giulia, portato dalla Corsica, e volle che quel tempio fosse dedicato al suo nome per degna memoria. Vi collocò anche i piccoli corpi di due santi Innocenti, alcune membra di san Biagio, come il braccio, e insigni reliquie di molti santi. Oltre a questi la illustrissima signora pose nella basilica il corpo di santa Sofia e quello di tre sue figlie, Elpis, Agape e Soteria, il corpo di sant'Ippolito, di sant'Epimeneo e anche le membra di san Giustiniano.
La funzione civile della letteratura. I martedì letterari di Salerno
Libro
editore: Studium
anno edizione: 2012
pagine: 392
Nella prefazione del volume Vincenzo Cappelletti scrive: "Una e plurima, l'Italia: erede dell'unità e unicità rappresentate da Roma, ma anche sede geografica e storica di una molteplicità creativa rappresentata dall'età medievale, età delle molteplici Rome capaci di trovare, ciascuna di esse, una via che conducesse un aggregato sociale verso un'identità nuova, creativa, provvisoriamente inimitabile. È questa la cornice storica entro la quale inserire Salerno, città di tradizione e di storia, fino a un recente passato non diremmo nascoste, non relegate nell'erudizione, raccontate più che vissute e continuate. Poi l'apparenza e la sostanza hanno subito rispettivamente una trasformazione e una reviviscenza. Ne hanno merito i promotori della rivisitazione urbana e edilizia, i promotori e propulsori dell'Università, i cultori della memoria storica e i responsabili di un risveglio culturale che non esitiamo a qualificare di significato e profilo europei. I Martedì Letterari di Salerno non hanno, che si sappia, imitatori o competitori in altra città italiana. Sono mancate altrove l'inventività, la tenacia, la capacità di promuovere consenso che Giovanna Scarsi, di antica radice salernitana, stimata nel mondo degli studi, autentica icona di tenacia creativa e di aggregante solidarietà, ha mostrato di possedere. Studium, editrice e tradizione di cultura, è lieta di offrire la propria egida a un volume che rappresenta una somma di testimonianze accomunate da condivisione ideale e concreta operosità".
Bergson e la filosofia bergsoniana
Charles Péguy
Libro: Libro in brossura
editore: Studium
anno edizione: 2012
pagine: 80
"Tanti fraintendimenti che vediamo diffondersi sempre più, o piuttosto un fraintendimento globale visibile che si sta diffondendo sul bergsonismo, sull'antico e sul moderno, sul classico e sul romantico cadrebbe, se ci si decidesse una buona volta a squalificare la rigidità del saldo e del duro. Sono le morali dure, dove possono esserci delle nicchie piene di polvere, di microbi, di muffa, degli incavi di putredine, degli angoli nelle rigidità, del deposito, lues, e quello che i Latini chiamavano situs, una muffa, una sporcizia che viene dall'immobilità, dall'essere lasciati là. Sporcizia per essere stati lasciati là. E invece le morali sinuose esigono un cuore perpetuamente tenuto in luce. Un cuore perpetuamente puro. Siamo lavati da una simile amarezza. E allo stesso modo i metodi sinuosi, le logiche sinuose richiedono uno spirito perpetuamente tenuto in luce, uno spirito perpetuamente puro. Sono le morali sinuose e non quelle rigide che mettono in atto le costrizioni più implacabilmente dure. Le uniche che non si assentano mai. Le uniche che non perdonano. Sono le morali sinuose, i metodi sinuosi, le logiche sinuose che mettono in atto le costrizioni somme. Ecco perché l'uomo più onesto non è colui che accetta regole apparenti. È colui che resta al suo posto, lavora, soffre e tace" (Ch. Péguy).
Il sogno nella poesia greca. Dai poemi omerici al teatro
Roberta Colantone
Libro: Copertina morbida
editore: Studium
anno edizione: 2012
pagine: 280
"Il motivo del sogno è presente nella letteratura di ogni epoca e informa di sé molte altre espressioni artistiche, dalle arti figurative al cinema. Le ragioni di tanta fortuna sono facilmente riconducibili alle potenzialità profetiche e simboliche di cui la visione onirica è generalmente accreditata: il che, sin da Omero e dai tragici greci, ha potentemente stimolato la fantasia di poeti, narratori e drammaturghi. Il libro di Roberta Colantone ce ne offre una copiosa e puntuale documentazione, attraverso la presentazione e la discussione di quei testi nei quali - appunto per la prima volta nella storia della cultura occidentale - il sogno assurge a motivo letterario, caricandosi di una o più funzioni (prolettico-informativa, di ammonimento, patetico-emotiva, simbolica) nel contesto dell'opera in cui occorre. (Dalla Prefazione di Massimo di Marco)
In Gesù Cristo. Salvati dal finito
Giuseppe Pollano
Libro: Libro in brossura
editore: Studium
anno edizione: 2010
pagine: 128
"Il XX secolo è alla fine arrivato, con determinazione mai prima così consapevole nella storia del pensiero, alla dichiarazione della finitezza come nostra peculiarità. Intesa non come condizione relativa ad un altro essere, ma in se stessa e basta. Non ente creato, dunque, ma ente puro e semplice che non mendica spiegazioni, e si limita ad esistere in se stesso, su se stesso e per se stesso, fino ad annullamento. La questione non è soltanto filosofica: essa s'incarna continuamente nel finire che costituisce l'esistenza impastata di carne e sangue, con tutto l'ornamento di speranze, ideali, emozioni e commenti che vanno poi a morire, e che continuiamo a chiamare vita. Nel finito, chiamato con più eleganza finitudine, ma sempre uguale a se stesso nella sua banalità ultima, si mangia e si beve, ci si sposa e ci si marita, si compra e si vende, si pianta e si costruisce, per dirlo con l'evangelista Luca, e poi si sparisce dal mondo. [...] Ecco perché, a consolare questa nostra finitezza, noi annunciamo con franchezza e gioia l'evento che è Gesù Cristo. Uomo storico, dalla cui umanità possiamo però risalire all'essere non storico che è Dio, precisamente nella figura di Logos e Figlio di Dio, e Dio egli stesso. Risalita che ci salva, com'è intuibile. Risalita che esige di ricostruire la filosofia come amore alla sapienza, che aggiunge alla intelligenza la umiltà." (dall'introduzione)
Affetti familiari spiritualità e politica. Carteggio (1900-1942)
Giorgio Montini, Paolo VI
Libro
editore: Studium
anno edizione: 2009
pagine: 692
In questo volume è raccolta - in edizione critica - la corrispondenza intercorsa tra Giorgio Montini e il figlio Giovanni Battista (futuro Paolo VI) nel periodo 1900-1942. Si tratta per lo più di scritti inediti, che offrono al lettore l'occasione di entrare nell'atmosfera di una famiglia intrisa di forti valori religiosi e partecipe della vita e della cultura del tempo. Il carteggio, costituito da centinaia di documenti, apre illuminanti squarci sulla biografia dei due protagonisti, come ampiamente sottolinea e descrive Luciano Pazzaglia nella sua Introduzione. Attraverso lo scambio delle lettere fra padre e figlio è possibile ripercorrere, innanzitutto, l'itinerario di Giorgio Montini, che, dopo aver svolto importanti incarichi nelle organizzazioni cattoliche e civili bresciane, assunse significative responsabilità a livello nazionale fino all'elezione a deputato nelle file del Partito Popolare. L'impegno dell'uomo politico bresciano fu animato dal desiderio che Stato e Chiesa, superata la questione romana, potessero finalmente intessere rapporti di serena e fruttuosa collaborazione. Di questo e di molti altri problemi egli amava discutere con il figlio, cui manifestava i propri pensieri e dal quale attendeva pareri e consigli.
Profilo di Aristotele
Enrico Berti
Libro: Copertina morbida
editore: Studium
anno edizione: 2009
pagine: 336
La filosofia di Aristotele, pur avendo dominato per circa due millenni la cultura occidentale ed essendo di conseguenza stata oggetto di innumerevoli contestazioni, continua a rappresentare un punto di riferimento obbligato nel dibattito filosofico odierno. Recentemente si è anzi dovuta registrare una vera a propria Aristoteles-Renaissance, che ha diffuso ed aumentato l'interesse per questo pensatore nei settori più diversi della vita culturale. All'Aristotele considerato tradizionalmente padre della sillogistica e della teologia razionale si è affiancato e spesso sostituito un Aristotele nuovo, maestro di filosofia del linguaggio, di dialettica, di metodologia della ricerca scientifica, di fenomenologia ontologica, ma soprattutto di filosofia pratica (etica e politica). Questo rinnovato interesse non è stato tuttavia sempre accompagnato da una conoscenza diretta, sufficientemente completa e veramente spregiudicata, delle sue opere. Questo libro delinea, sia pure in modo succinto, tutti i principali aspetti sia della personalità sia del pensiero del filosofo greco, facendoli emergere direttamente dai testi e ponendoli continuamente a confronto con la problematica filosofica attuale.
Biobibliografia di Elene Met'Reveli (1917-2003)
Libro
editore: Studium
anno edizione: 2009
pagine: 348
Aldo Moro negli anni della Fuci
Renato Moro
Libro: Copertina morbida
editore: Studium
anno edizione: 2008
pagine: 84
Queste pagine offrono una efficace sintesi dell'esperienza formativa e culturale di Aldo Moro nel periodo in cui partecipò alle attività della Fuci. Renato Moro descrive i sentimenti, le attese e il pensiero del giovane studente pugliese dall'entrata nel circolo fucino di Bari nel 1935 sino alla nomina a presidente nazionale degli universitari cattolici nel 1939, alla vigilia della seconda guerra mondiale. L'itinerario ripercorre la storia della Fuci, erede della tradizione di Giovanni Battista Montini e di Igino Righetti, negli anni travagliati del consenso e della progressiva stretta totalitaria del regime, con particolare riferimento alla collocazione della sua proposta intellettuale nel contesto ecclesiale del tempo. Un accentuato richiamo alla vita interiore ed ai suoi valori e il primato attribuito alla dimensione dell'impegno in chiave religiosa furono i tratti salienti della personalità del nuovo presidente Moro, all'inizio sconosciuto a gran parte della Federazione ma sin da subito cosciente del ruolo della Fuci in un'ora buia della storia italiana. Nel pensiero e nell'opera giovanile di Aldo Moro, tesi ad un serio lavoro di formazione delle coscienze e nello sforzo di vivere pienamente la vita di studenti cristiani, si rintracciano le radici di molti sviluppi futuri della sua biografia politica.
7 ottobre 1943. La deportazione dei carabinieri nei lager nazisti
Annamaria Casavola
Libro: Copertina morbida
editore: Studium
anno edizione: 2008
pagine: 320
Il libro getta luce su un evento completamente e inspiegabilmente dimenticato la deportazione ad opera dei nazisti di duemila, duemilacinquecento Carabinieri , prologo alla più nota deportazione degli oltre mille ebrei. 7 ottobre - 16 ottobre 1943: due date strettamente collegate. Kappler evidentemente odiava i Carabinieri almeno quanto gli ebrei. Ma era solo lui ad odiarli? Grazie all'accesso a documenti non più secretati di archivi militari italiani, tedeschi ed alleati, un episodio sconosciuto dopo molti anni è stato ricostruito. «Questa appassionata e accurata ricerca - scrive Antonio Parisella nella Prefazione - si inserisce a pieno titolo nell'evoluziofe degli studi sulla Resistenza italiana all'occupazione nazista e alla Repubblica sociale Italiana». L'autrice. che collabora da anni con il Museo storico della Liberazione di via Tasso in Roma e con l'Associazione nazionale ex internati nei Lager nazisti, ha potuto esplorare in presa diretta materiale in gran parte inedito di straordinario interesse storico e umano, ricavandone informazioni preziose e ulteriori testimonianze alle ragioni del "NO" a Hitler e a Mussolini degli intentati italiani. E un libro che dà voce a tante voci. Una storia dal basso contro l'arroganza della forza in nome della coscienza e della dignità, dalla parte di militari anonimi, i senza nome; un patrimonio morale e civile tutto da scoprire.
Aspettando il 18 aprile. Tra guelfi e ghibellini nell'Italia unita
Bartolo Ciccardini
Libro: Libro in brossura
editore: Studium
anno edizione: 2008
pagine: 284
«La vicenda secolare dei Ciccardini e dei loro parenti, narrata in questo libro, coinvolge, insieme ad eventi e legami privati, questioni di storia politica, religiosa e sociale che interessano tutti noi, con riferimenti precisi a leggi e a movimenti che oggi finiscono per essere dimenticati o ricordati solo da storici di professione. [...] Chi ricorda oggi la legge Siccardi per l'esproprio dei beni ecclesiastici? Eppure quella legge ha contribuito in misura decisiva a formare la borghesia agraria che per molti decenni è stata il nerbo dei cittadini italiani attivi (perché forniti di diritto di voto). [...] Città come Perugia e, più in piccolo, come Fabriano, erano esempi di dominio di una borghesia agraria di affiliazione massonica. [...] Gli agrari di Perugia, a somiglianza dei padroni toscani, non esitarono a costituire squadre fasciste tra te più feroci, che trascorsero anche a Fabriano, dove riuscirono a far dimettere con la violenza un giunta comunale controllata dai popolari. [...] Un altro tema che emerge è quello della formazione del movimento politico cattolico dal l'intransigenza al Patto Gentiloni, poi al Partito Popolare di Sturzo e infine alla Democrazia Cristiana di De Gasperi. Un discorso a parte meritano i cenni che Bartolo fa alla sua esperienza nella Democrazia Cristiana, o meglio alle idee, ai progetti che egli aveva disegnato per ridare a questo partito un carattere autenticamente popolare e non semplicemente di massa. Spero che Bartolo, in una prossima rievocazione, scriva un saggio in cui esponga le proposte da lui formulate in tempi diversi per ridare un'anima ad una formazione politica cui egli ha partecipato fin dalle origini. [...] La storia della DC ha ancora molte pagine da svelare e tutti noi dovremmo colmare qualche lacuna: "ne ignorata dammentur" ».
Il cinema europeo nell'epoca della secolarizzazione (1945-1968)
Claudio Siniscalchi
Libro: Libro in brossura
editore: Studium
anno edizione: 2008
pagine: 131
La storia del cinema europeo, dal neorealismo al Sessantotto, e anche la storia di una serie di problematiche legate alla vita e allo spirito. Il neorealismo rappresenta la rivoluzione estetica dalla quale nasce il cinema moderno. La «politica degli autori» a livello teorico, la successiva «nouvelle vague» e soprattutto il «nuovo cinema» d'autore affermatosi negli anni Sessanta non rappresentano, come molti sostengono, solo una "forma" nuova. La "forma" naturalmente ha una rilevanza non trascurabile. Ma se oltre alle questioni meramente formali, ampliando il campo di osservazione, si evidenziano le tensioni etiche presenti nelle opere cinematografiche, ne viene fuori una storia molto più complessa, caratterizzata da una forte tensione morale e spirituale. Il neorealismo e animato dal desiderio di guardare in faccia le tragedie umane, e il passo successivo compiuto dalla ricerca del cinema d'autore europeo conduce lo sguardo cinematografico verso la descrizione della libertà di autodeterminazione morale, tratto peculiare della modernità, le cui conseguenze sono intimamente connesse alla negazione etica, alla solitudine spirituale, all'eclissi del sacro. Naturalmente fra i vari autori presi in esame, da Roberto Rossellini a Federico Fellini, da Andrej Tarkovskij a Samuel Beckett, da Jean-Luc Godard a Michelangelo Antonioni, c'e chi vede nell'allontanamento da Dio la vera grande opportunità del moderno, chi, invece, collocandosi sulla sponda opposta, rivendica il primato dello spirituale nella sua ricerca, e chi rimane nel mezzo, oscillando tra le due polarità, senza prendere partito. Alla conclusione di uno straordinario decennio - gli anni Sessanta - di effervescenza, originalità, profondità e creatività incarnate dal cinema d'autore europeo, proprio nel ribollente crogiolo culturale del Sessantotto, alla disumanizzazione estetica finisce per legarsi una virulenta ideologia politica, anticristiana e genuinamente ostile ad ogni fenomeno legato alla sfera del sacro. Il risultato finale, oltre a favorire il progressivo torpore (determinandone la scarsa rilevanza a livello internazionale) del cinema europeo, torpore dal quale ancora non è stato capace di uscire, sarà il rovesciamento della secolarizzazione, con l'aprirsi della nuova fase del risveglio postmoderno della spiritualità.

