Studium
Il «Personalismo sociale» di Luigi Stefanini. Fondamenti, valori e motivi di attualità
Libro: Libro in brossura
editore: Studium
anno edizione: 2022
pagine: 432
Nel 1952 Luigi Stefanini (1891-1956) pubblica "Personalismo sociale", uno degli esiti più maturi del suo pensiero. In questo volume l’autore sviluppa i risvolti eticopolitici delle sue riflessioni teoretiche: egli cerca di conferire solide basi speculative alla restaurata democrazia parlamentare, sottolineando il «primato della persona» su qualsiasi forma di statalismo, di collettivismo o di liberismo individualistico. I 70 anni dalla pubblicazione del volume Personalismo sociale costituiscono l’occasione per tornare a riflettere su una prospettiva che ha dato un contributo importante alla riflessione sui fondamenti filosofici ed etici della democrazia. I saggi che compongono questo numero monografico di Studium analizzano criticamente le fonti del pensiero etico-politico stefaniniano (tra queste vi sono sicuramente Platone, Agostino, Rosmini e Gioberti) e i possibili motivi di attualità di una prospettiva elaborata negli anni Quaranta e Cinquanta, in originale alternativa all’idealismo di Croce e Gentile, sotto il profilo speculativo, e al regime fascista, sotto il profilo morale e politico. In Appendice sono stati inseriti due testi: il primo costituisce la riedizione di un articolo, ormai difficilmente reperibile, di Stefanini pubblicato nel 1951 in «Giornale di Metafisica», dal titolo Linee di un personalismo sociale; il secondo testo è un’intervista inedita – rilasciata da Armando Rigobello ad Angelo Del Cimmuto nel 1992 – sul personalismo di Stefanini e sulla sua preziosa eredità filosofica. Il volume contiene saggi di Paolo Armellini, Emilio Baccarini, Mario De Benedetti, Giuseppe Goisis, Matteo De Boni, Stéphane Oppes, Furio Pesci, Gregorio Piaia, Giuseppe Pintus, Leopoldo Sandonà, Francesco Solitario, Flavia Silli, Lucia Stefanutti, Domenico Travaglione, Tommaso Valentini, Carla Xodo.
Il Veltro. Rivista della civiltà italiana. Volume Vol. 1-2
Libro
editore: Studium
anno edizione: 2022
pagine: 191
Rivista della civiltà italiana Il veltro A Gerardo Bianco; Federico Di Trocchio Un navigatore “virtuoso”: Amerigo Vespucci Fabio L. Sattin Benedetto Cotrugli: lezioni di impresa da un mercante umanista del XV secolo; Giovanni Barracco Umanesimo, esigenza di verità e dramma della frontiera in due romanzi di Franco Vegliani ;Annalisa Pagliuso Un percorso “attraverso” Pier Paolo Pasolini nella lettura critica di Franco Fortini; Arduino Maiuri La figura polimorfica di Minerva nell’opera di Ovidio Vincenzo Cappelletti: Appartenere al pensiero; Vincenzo Cappelletti; Efficacia formativa delle lingue classiche Roberto Ciaccio: L’opera e l’origine; Silvia Ciaccio, Karsten Juhl, Francesco Tedeschi, Remo Bodei, Antonio Ballista; Cultura e società letteratura; Nicola Longo; Da Via Margutta a Roma; Giuseppe Manica Una scoperta fortuita; Territorio e cultura Sibyl Von Der Schulenburg; Amalago Il ricordo Carlotta Tagliarini; Ricordo di Franco Tagliarini; Bibliografia letteratura: di Simone Bocchetta; Saggistica: di Simone Bocchetta di Vincenzo di Marco STORIA: di Roberto Fortolan.
Lettere e altri scritti. Volume 2
Janusz Korczak
Libro
editore: Studium
anno edizione: 2022
pagine: 480
Il secondo volume degli scritti inediti in italiano di Janusz Korczak contiene le lettere inviate ad amici, collaboratori ed ex-allievi tra il 1915 e il 1939, una serie di articoli e interviste raccolte tra il 1908 e il 1939, nonché alcuni scritti riguardanti le attività della Casa degli Orfani. I testi sono caratterizzati da una forte componente autobiografica. Un orizzonte autobiografico che appartiene all'intera scrittura dell'educatore polacco e che descrive il suo sforzo costante di occuparsi dei bambini, di accompagnarli e di educarli. Scrivere sulla propria esistenza, per Korczak, significa riflettere su sé stesso come educatore e sulle strategie relazionali che coordina o che realizza direttamente al servizio dei minori. In questo senso, egli fu anche etimologicamente un paradigmatico «ped-agogista». Anche se l'intera produzione dello scrittore polacco può dirsi un tentativo di narrare la propria esistenza in relazione al mondo inesauribile dell'infanzia, questo volume propone per la prima volta al pubblico italiano una serie di scritti in cui l'autore racconta le vicende della sua vita in prima persona, facendo emergere la passione e lo sforzo educativo nei confronti dei bambini.
Joannes XXIII. Annali della fondazione Papa Giovanni XXIII Bergamo. Volume Vol. 9
Libro: Libro in brossura
editore: Studium
anno edizione: 2022
pagine: 184
Editoriale Ezio Bolis studi Claudio Besana, Il conte Stanislao Medolago Albani a cento anni dalla scomparsa. Questioni aperte e percorsi di ricerca Goffredo Zanchi, Gli inizi del movimento cattolico a Bergamo. Il circolo San Giuseppe 1876-1886 Alessandro Angelo Persico, Il movimento amministrativo cattolico bergamasco dall’intransigentismo al clerico-moderatismo 1876-1893 Giovanni Gusmini, Uno sguardo alla vita e all’opera del cardinale Giorgio Gusmini 1855-1921 Mattia Tomasoni, Don Giorgio Gusmini, il prete sociale tra Otto e Novecento vita della fondazione Corso di Storia del cristianesimo e pluralismo religioso. I cenacoli giovannei nel tempo del Coronavirus. Una ventata di freschezza in Fondazione. “La memoria del giusto risplende nella più tarda posterità”. «Un po’ di musica fa bene all’anima». Juri Camisasca visita la Fondazione. San Giovanni XXIII nei giorni del 2022. Il conte Stanislao Medolago Albani a cento anni dalla scomparsa. Questioni aperte e percorsi di ricerca.
Studium. Volume Vol. 6
Libro: Libro in brossura
editore: Studium
anno edizione: 2022
pagine: 160
Nata e sviluppatasi all'inizio del Novecento, l'attività pubblicistica di Studium procede attraverso tre periodi, a cui corrispondono altrettante fasi di vita e di azione culturale. 1. Dall'atto della fondazione, nel 1906, a Firenze, come rivista della Federazione degli universitari cattolici (FUCI), all'avvento del fascismo. La riflessione della rivista verte in questo periodo sui rapporti tra fede e cultura moderna, fede e scienza, cristianesimo e democrazia, e sui problemi dell'istruzione universitaria, sui rapporti tra Università e società, sul tema della libertà dell'insegnamento. Studium diventa la prima rivista di ispirazione cattolica presente in campo culturale. Rivista universitaria, anzi organo di fatto della FUCI, che tuttavia, già nella sua presentazione, non intende "restringersi in un ambito di partito come semplice organo di istituzioni cattoliche". 2. Il periodo del Ventennio. Studium, diretta da Guido Lami (1923-1925), si stampa a Bologna, fino a quando, con la nomina dall'alto della nuova presidenza della FUCI, viene definitivamente trasferita a Roma (1925). Il periodo del Ventennio è vissuto da Studium all'insegna della differenziazione, del volontario "far parte a sé" e della coraggiosa resistenza al regime e alla sua "etica"; atteggiamento che si concreta nell'opera tenace di formazione delle coscienze giovanili e nell'ispirazione cristiana della cultura e della professione. Nel 1933 Studium diventa organo del nascente Movimento Laureati di Azione Cattolica. 3. La ripresa democratica, che vede proseguire e ampliarsi i discorsi culturali e scientifici riguardanti le esigenze spirituali della persona e il concetto cristiano della professione. Nel 1945 assume la direzione di Studium Aldo Moro e la rivista affronta con particolare rigore la responsabilità della cultura cristiana nella ricostruzione politica ed economica del Paese. Studium, con fascicoli monografici, saggi, interventi critici, prosegue il suo itinerario di riflessione su grandi nuclei concettuali del pensiero contemporaneo, mentre pone attenzione costante ai temi della bioetica, dei diritti umani, della convivenza civile, così come ai problemi della scuola e dell'Università, che mettono in gioco il destino delle nuove generazioni. In un'epoca che soffre di eccesso di informazione, in larga misura omologata, la rivista segue in profondità filoni essenziali del pensiero, lo stretto rapporto tra scienza e filosofia, l'evoluzione della società, con sensibilità storica e aderenza a valori ideali perenni. Dà voce inoltre a momenti alti della letteratura e della spiritualità, ponendo in luce le ragioni della speranza nella complessità del nostro tempo.
Dal «cogito» al «cogitor». Il definirsi della soggettività dal «Dio pensato» al «Dio pensante». Per una «inversione» della metafisica cartesiana
Calogero Caltagirone
Libro: Copertina morbida
editore: Studium
anno edizione: 2022
pagine: 160
Uno dei molteplici esiti particolarmente problematici che la modernità filosofica ha generato e consegnato alla posterità è stata la separazione della triade metafisica Dio-uomo-mondo. Essa ha originato fratture epistemologiche, ontologiche, antropologiche, etiche e sociali, determinando la comprensione dell'uomo come soggetto, che si esprime nell'autoaffermazione di sé, come unicità normativa e come unico punto di riferimento della realtà tutta, compresa la pensabilità di Dio. Il presente lavoro, partendo dalla consapevolezza che il pensare cartesiano costituisce una "necessaria inizialità" e una "singolarità senza analoghi", per la compresenza nel suo pensiero di tante virtualità, che si sarebbero sviluppate nell'evolversi delle varie fasi del moderno, fino ad arrivare all'attualità storico-culturale, intende rivisitare la proposta cartesiana, sia per i suoi punti di forza sia per quelli di debolezza, ai fini della definizione di ogni possibile "teoria" del soggetto. Questo perché l'attenzione all'ermeneutica della condizione umana intrapresa da Cartesio può diventare particolarmente significativa per riguadagnare l'affermabilità del soggetto, all'interno di un contesto che ne proclama la sua fine, proponendone una diversa definibilità che lo coglie come soggetto di relazioni in relazione.
Pienezza di vita. Teologia a partire dai vissuti credenti
Massimo Naro
Libro
editore: Studium
anno edizione: 2022
pagine: 496
«Tutti coloro che credono nel Cristo, di qualsiasi stato o rango, sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità: tale santità promuove nella società terrena un tenore di vita più umano»: è il n. 40 di Lumen gentium. Secondo questa bella pagina conciliare la santità cristiana equivale a un autentico umanesimo. La vita di ogni giorno, con le sue varie frontiere - ecclesiali e sociali -, è l'orizzonte in cui teoria e prassi, ragione teologica e vissuto spirituale, s'incrociano continuamente e s'intrecciano strettamente. Registra efficacemente questo fatto la lezione di autori come Jean Mouroux, Hans Urs von Balthasar, Giuseppe De Luca, Giovanni Moioli, François-Marie Léthel, che sono tra gli ispiratori delle riflessioni teologiche qui argomentate. Ma lo testimoniano anche alcuni protagonisti del cattolicesimo italiano novecentesco, come i due fratelli Sturzo o don Lorenzo Milani e don Pino Puglisi, oppure come Giorgio La Pira, Chiara Lubich, Divo Barsotti, Cataldo Naro e, risalendo a ritroso, donne intraprendenti come Marianna Amico Roxas, Carmela Prestigiacomo, Nazarena Majone, Vincenzina Cusmano, oppure intellettuali convintamente laici e consapevolmente credenti come Sebastiano Mottura, oltre che religiosi come il cappuccino Nicola da Gesturi, i vescovi Giovanni Battista Arista e Antonio Intreccialagli, il beato Giacomo Cusmano, l'oratoriano Giorgio Guzzetta, il redentorista Biagio Garzia, il missionario itinerante Ignazio Capizzi e il gesuita Luigi La Nuza, cui sono dedicati i vari capitoli di questo volume.
La libertà di espressione nelle Università tra USA ed Europa. Una prospettiva pedagogica
Francesco Magni
Libro
editore: Studium
anno edizione: 2022
pagine: 176
Nel 1964 un giovane studente americano, Mario Savio, diventa uno dei leader del Free Speech Movement all'Università di Berkeley in California. Chiede per sé e per i propri colleghi studenti universitari il diritto alla libertà di espressione e di parola, aprendo la strada per altre battaglie in favore dei diritti civili. Poco più di 50 anni dopo, un'altra generazione di giovani studenti universitari americani chiedono invece qualcosa all'apparenza di opposto, con un nuovo lessico per definire queste richieste: safe spaces e comfort zones dove sentirsi al sicuro da discorsi troppo urtanti, speech codes per regolamentare lezioni e dibattiti in università e trigger warning per essere avvisati da parte dei docenti qualora intendano affrontare argomenti controversi o che in qualche misura potrebbero generare in loro una situazione emotivamente complessa. Una tendenza che si sta espandendo velocemente anche in Europa. Ma che cosa accade all'università se, proprio in questo luogo preposto alla formazione dei giovani e alla ricerca, vengono limitati gli spazi di libertà per le idee e il dialogo? Quali sono i rischi di escludere dal dibattito accademico le questioni più controverse? Perché è importante, invece, dal punto di vista pedagogico, difendere e rilanciare la libertà di espressione non solo nelle università, ma in ogni sede dove è possibile?
Pedagogia e vita. Volume 3
Libro: Copertina morbida
editore: Studium
anno edizione: 2022
pagine: 192
Abstracts Parte monografica Editoriale Livia Romano La scuola come comunità educante nella pedagogia italiana del secondo Novecento Marcello Tempesta Scuola ed era globale. A proposito del dibattito sui possibili modelli di scuola del futuro Amelia Broccoli Relazione interpersonale e mutuo riconoscimento tra scuola e comunità educante Giuseppina D'Addelfio Spazi e tempi dell'educare tra casa e scuola: note di pedagogia fondamentale alla luce della pandemia Valeria Rossini Scene di gruppo. Nuove prossimità scolastiche ed educazione alla cittadinanza Antonia Rubini Scuola e famiglia. Crescere tra affezione e conoscenza Pierpaolo Triani Può la scuola aprirsi al territorio e restare identica? Domenico Simeone, Livia Cadei Il Service Learning a scuola: un'esperienza di apprendimento e di partecipazione sociale Luigi d'Alonzo Cambiare passo all'inclusione nella scuola italiana Agostino Portera, Marta Milani, Cristina Balloi Teachers'Intercultural Competences. New Scenarios and Perspectives to Develop Intercultural Professionalism Fabio Alba Il profilo professionale dell'educatore dell'accoglienza: note pedagogiche sul valore dell'orientamento per i migranti Rosa Romano Il digitale come "abilitatore traversale" ad ampio spettro Rita Locatelli Ripensare il ruolo della scuola nella prospettiva dell'educazione come bene comune
Russia e Italia nella diplomazia della Belle Époque
Giulia Bianchi
Libro
editore: Studium
anno edizione: 2022
pagine: 240
Nel corso della storia i rapporti tra Italia e mondo russo hanno costituito un reciproco terreno di interessi culturali e di fascinazioni artistiche e letterarie. Una sintonia che sul piano politico ha seguito un percorso meno intenso, contrassegnato a lungo da una relativa indifferenza. Geograficamente distanti e membri di alleanze opposte, all'inizio del Novecento Italia e Russia furono nondimeno protagoniste di un primo, lento avvicinamento, che le avrebbe viste alleate nella prima guerra mondiale. Basato su documenti d'archivio russi, questo volume ripercorre la dinamica delle relazioni italo-russe nei convulsi anni che condussero l'Europa allo scoppio della prima guerra mondiale, indagando le ragioni e la portata di un'intesa ancora fragile, incentrata sul comune ma concorrente interesse per lo spazio dei Balcani e, dunque, del Mediterraneo.
Come migliorano le scuole nel mondo?
Libro: Libro in brossura
editore: Studium
anno edizione: 2022
pagine: 272
Come cambiare la scuola e il suo assetto organizzativo e quali sono le evidenze della ricerca internazionale sul miglioramento scolastico? Il miglioramento investe, per un verso, il micro-livello del singolo insegnante nella sua aula di lezione. Per un altro verso, il miglioramento può sfociare in una più ampia azione riformatrice. Muovendo dalla premessa che l’era della riforma top down sia passata e dalla constatazione che un miglioramento contestuale dall’interno verso l’esterno (inside-outside) non sia di per sé sufficiente per agire in profondità sul sistema, il volume presenta per la prima volta in Italia una serie di saggi che indagano le possibilità di miglioramento relativamente: (1) alla cultura scolastica, (2) alla organizzazione di reti di scuole e partnership, (3) all’attenzione alle scuole più deboli, (4) al ruolo cruciale della formazione. Gli studi documentano inoltre il modo in cui il miglioramento possa diffondersi su una scala più grande, il ruolo della leadership e le riforme di successo come, ad esempio, la Finlandia e Singapore. I contributi sono firmati da studiosi di primo piano nel campo della politica e della comparazione scolastica come Louise Stool, David Hargreaves, Alan Boyle e altri ancora. Prefazione Ludovico Albert. Postfazione Damiano Previtali.
Quale «formazione» professionale? Una rilettura di Georg Kerschensteiner (1854-1932)
Paolo Bertuletti
Libro: Copertina rigida
editore: Studium
anno edizione: 2022
pagine: 480
Perché in Italia non esiste un sistema di «formazione» professionale diffuso, stabile e apprezzato? E perché l'apprendistato «formativo» di I e III livello stenta, per usare un eufemismo, a decollare? E ancora, come mai negli ultimi decenni, nonostante l'insistenza delle istituzioni europee sull'importanza della VET, non siamo ancora riusciti a colmare questa mancanza, tanto che sarebbe ingenuo aspettarsi un cambiamento anche nel prossimo futuro? Il testo cerca di rispondere a questi interrogativi, indagando le ragioni che hanno portato il nostro sistema scolastico a marginalizzare il concetto di «formazione» con e per l'esercizio di un lavoro, mostrando nel contempo come una storia diversa si sarebbe potuta scrivere. L'esempio della Germania col suo sistema duale lo dimostra. Se si vuole recuperare il tempo perduto, sarebbe tuttavia ingenuo pensare di importare il modello tedesco così come è. Occorre piuttosto comprenderne lo "spirito", per poi reinterpretarlo in maniera originale nel nostro contesto. Non si tratta di una semplice operazione di politica scolastica, ma di vera riconversione pedagogica e culturale tesa a riformulare daccapo il nostro concetto di «formazione» e di «formazione professionale» in particolare. Dove cercare, dunque, gli spunti per avviare questo ripensamento, se non nelle riflessioni di Georg Kerschensteiner, pedagogista e riformatore scolastico considerato il «padre» del sistema duale tedesco?

