Versante Sud
Up. European climbing report 2025. Annuario di alpinismo europeo
Libro: Libro in brossura
editore: Versante Sud
anno edizione: 2026
pagine: 176
Valle d'Aosta Falesie. Volume Vol. 1
Paolo Tombini, Andrea Mettadelli, Nicola Vota
Libro: Libro in brossura
editore: Versante Sud
anno edizione: 2025
pagine: 424
Sebbene sia un territorio geograficamente piuttosto limitato, la Valle d'Aosta è una realtà decisamente vasta e variegata dal punto arrampicatorio. La morfologia è strettamente alpina, il territorio è suddiviso in valli laterali che confluiscono in quella centrale solcata dalla Dora Baltea. Tutte sono di origine glaciale e ai tempi dell'ultima glaciazione il grande ghiacciaio Balteo, che ne percorreva l'asse vallivo, arrivava fino all'odierno Canavese. I segni del suo passaggio sono ben visibili ancora oggi e lo sanno bene e da sempre i climber locali che sulle sue antiche "unghiate" scavate nei fianchi della valle principale hanno attrezzato una grande quantità di settori in continua espansione. Se i primi e più evidenti hanno fatto la storia ormai pluridecennale dell'arrampicata sportiva, negli ultimi anni c'è stato un rifiorire di nuovi settori, che ha incrementato l'offerta di falesie nella zona, rendendo di fatto la Valle d'Aosta uno dei poli nazionali per quanto riguarda la scalata. Le valli laterali, che dalla cresta principale delle alpi in qualche decina di chilometri confluiscono nella valle principale, salgono a quote abbastanza elevate e sono anch'esse densamente popolate di falesie soprattutto estive, rendendo possibile trascorrere fresche giornate all'ombra dei giganti alpini, con panorami mozzafiato sui 4000 della regione. L'inversione termica invernale della bassa valle al contrario rende possibile arrampicare al sole anche nelle giornate invernali. Gli autori hanno deciso di concentrarsi sulla zona orientale della valle e le sue vallate laterali, includendo le zone pedemontane in territorio canavesano, pensando a una macroarea sebbene amministrativamente divisa in due regioni diverse, di fatto decisamente omogenea sia logisticamente, sia morfologicamente per l'arrampicatore, che in un raggio di una cinquantina di chilometri, prendendo come epicentro il Forte di Bard, ha a disposizione un numero considerevole di falesie per tutte le quattro stagioni.
Valle d'Aosta Falesie. Volume Vol. 1
Paolo Tombini, Andrea Mettadelli, Nicola Vota
Libro: Libro in brossura
editore: Versante Sud
anno edizione: 2025
pagine: 424
Sebbene sia un territorio geograficamente piuttosto limitato, la Valle d'Aosta è una realtà decisamente vasta e variegata dal punto arrampicatorio. La morfologia è strettamente alpina, il territorio è suddiviso in valli laterali che confluiscono in quella centrale solcata dalla Dora Baltea. Tutte sono di origine glaciale e ai tempi dell'ultima glaciazione il grande ghiacciaio Balteo, che ne percorreva l'asse vallivo, arrivava fino all'odierno Canavese. I segni del suo passaggio sono ben visibili ancora oggi e lo sanno bene e da sempre i climber locali che sulle sue antiche "unghiate" scavate nei fianchi della valle principale hanno attrezzato una grande quantità di settori in continua espansione. Se i primi e più evidenti hanno fatto la storia ormai pluridecennale dell'arrampicata sportiva, negli ultimi anni c'è stato un rifiorire di nuovi settori, che ha incrementato l'offerta di falesie nella zona, rendendo di fatto la Valle d'Aosta uno dei poli nazionali per quanto riguarda la scalata. Le valli laterali, che dalla cresta principale delle alpi in qualche decina di chilometri confluiscono nella valle principale, salgono a quote abbastanza elevate e sono anch'esse densamente popolate di falesie sopratutto estive, rendendo possibile trascorrere fresche giornate all'ombra dei giganti alpini, con panorami mozzafiato sui 4000 della regione. L'inversione termica invernale della bassa valle al contrario rende possibile arrampicare al sole anche nelle giornate invernali. Gli autori hanno deciso di concentrarsi sulla zona orientale della valle e le sue vallate laterali, includendo le zone pedemontane in territorio canavesano, pensando a una macroarea sebbene amministrativamente divisa in due regioni diverse, di fatto decisamente omogenea sia logisticamente, sia morfologicamente per l'arrampicatore, che in un raggio di una cinquantina di chilometri, prendendo come epicentro il Forte di Bard, ha a disposizione un numero considerevole di falesie per tutte le quattro stagioni.
Routesetting. L'essenza di una palestra d'arrampicata
Guillermo Burba
Libro: Libro in brossura
editore: Versante Sud
anno edizione: 2025
pagine: 208
"Ti sarà sicuramente successo più di una volta, nel mezzo di una divertente sessione di arrampicata in palestra, di chiederti chi sia l'artefice di questa "tela" colorata. Chi è che traccia questi percorsi allucinanti che ti mettono alla prova? Chi è che avvita prese e volumi? Chi li mantiene in perfetto stato? Dietro a tutto questo lavoro c'è la figura del routesetter. Lui e il suo team sono i responsabili della progettazione delle vie e dei boulder che si sviluppano sui pannelli, coloro che si preoccupano di farti divertire e di sorprenderti con movimenti nuovi ogni volta che arrampichi sul muro. Che tu sia un tracciatore professionista, una persona che voglia scoprire il mondo della tracciatura, il proprietario di una palestra o anche solo un arrampicatore o un'arrampicatrice che ama allenarsi in palestra e sente la curiosità di sapere come nascono questi movimenti divertenti sul pannello, questo manuale fa per te. In esso troverai tutte le informazioni, gli attrezzi da lavoro, le metodologie di efficienza e organizzazione che ti saranno utili per capire il mondo della tracciatura."
Ferrate nelle valli di Badia, Fassa e Gardena. 30 vie ferrate, 11 sentieri attrezzati e 2 alte vie
Marco Corriero
Libro: Libro in brossura
editore: Versante Sud
anno edizione: 2025
pagine: 352
Questa guida include i sentieri attrezzati e le vie ferrate che si sviluppano lungo i rilievi montuosi dolomitici che fanno da cornice alle tre valli ladine di Gardena, Fassa e Badia. La descrizione dei 43 itinerari è il più possibile dettagliata includendo la classificazione della difficoltà tecniche e di quelle ambientali, tempi di avvicinamento e di ferrata, tempo totale dell'escursione, dislivello, impegno fisico, esposizione e quote. Nell'introduzione vengono forniti cenni storici sull'origine delle vie ferrate, la spiegazione della classificazione (che segue la scala austriaca), indicazioni sulla sicurezza in montagna e lungo una via attrezzata e i dispositivi di sicurezza necessari per farla. L'autore ha percorso personalmente gli itinerari descritti raccogliendo sul campo tutte le informazioni utili e realizzando la maggior parte delle foto. Completano la guida una dettagliata mappa di ogni percorso e un prezioso disegno che illustra lo sviluppo della via con indicazioni dei passaggi-chiave e delle difficoltà tecniche sezione per sezione. La guida è utile sia per i neofiti che vogliono avvicinarsi a questa disciplina (grazie ai numerosi itinerari facili inclusi) sia agli escursionisti più esperti che troveranno qui alcune delle vie più impegnative dell'arco dolomitico.
Il flusso di Ube Zleb. Autobiografia di un alpinista controcorrente
Fabio Delisi
Libro: Libro in brossura
editore: Versante Sud
anno edizione: 2025
pagine: 250
Noi, che istintivamente scrivevamo con la destra senza sforzo, eravamo contente di non essere sbagliate, anche perché le suore più anziane ci dicevano che la sinistra è la mano del diavolo. Quello era di uno dei tanti modi con cui ci veniva rappresentata la differenza tra bene e male, tra giusto e sbagliato. Così crescevamo noi "boomers", anche Fabio ed io, essendo compagni di scuola ed amici durante il liceo. Erano anni che abbiamo vissuto nell'esplorazione di noi stessi e della vita, scettici di una visione precostituita della strada in fronte a noi in bianco e nero che sentivamo imposta da contesti arcani che non tenevano conto delle infinite tonalità e sfumature del colore. Dal substrato dell'Italia del boom economico di quegli anni la contrapposizione politica, le battaglie fisiche ed intellettuali contro sistema, conformismo, intolleranza, e bigottismo prendevano forma in maniera vigorosa; si marciava contro l'educazione impartita da famiglie e scuola - pubblica o privata, laica o confessionale che fosse - fondata su solidi principi e caposaldi morali. Questa è una vera autobiografia, sebbene sia narrata in maniera fantastica. Ad ogni personaggio corrispondono persone o gruppi di persone reali così come i fatti e le circostanze narrate tratteggiano la vita di Fabio. Da Paolo che rappresenta i primi amori e seduzioni adolescenziali, a Rocco che fonde in sé il fratello maggiore ma anche il cugino e alcuni alpinisti amici, fondamentali per la sua evoluzione alpinistica e di vita. Alla montagna e all'alpinismo Fabio ha dedicato appassionatamente e senza tregua quindici anni della sua vita, quelli dell'adolescenza e della maturità di trentenne. Grandi imprese ne hanno fatto un alpinista rinomato nell'Italia degli anni ottanta. Sentirsi diversi e non sincronizzati col mondo circostante, provare quella permanente e sgradevole sensazione di generico disagio alla quale non riusciamo a dare un nome, quel dubbio che ci fa sentire in errore, quel condizionamento scolpito negli strati più profondi dell'inconscio per cui a volte ci sentiamo sbagliati come quella bimba mancina, o come quando non ci si riconosce in parti nettamente delineate ma altrove, in una zona intermedia non ben definita e chiara. dalla prefazione di Alessandra Menicucci Fabio Delisi vive a cavallo di due secoli e due millenni. Tra l'era analogica e quella digitale, dagli anni della guerra fredda all'avvento della globalizzazione, tra miti effimeri e millenarie saggezze. Nato nel 1958 in Brasile, trascorre la prima infanzia in Argentina, per poi trasferirsi in Italia, a Roma, dove ha vissuto fino all'età di trent'anni. Da allora vive nel Sud-Est asiatico, e attualmente risiede a Kuala Lumpur. La montagna e l'alpinismo sono stati per lui elementi formativi fondamentali. Ad entrambi Fabio ha dedicato appassionatamente e senza tregua quindici anni della sua vita, quelli dall'adolescenza alla maturità di giovane uomo. Più di settecento ascensioni nelle Alpi e nel mondo e numerose "prime" di alto livello tecnico ambientale ne hanno fatto un alpinista rinomato nell'Italia degli anni Ottanta. Ha anche professato il mestiere di guida alpina, esperienza che lo ha portato a riflettere intensamente su quegli anni innescando le scelte e gli avvenimenti a seguire. È nato maschio sebbene nel tempo abbia imparato che la sua natura e sensibilità trascendono questo genere. Il suo trascorso alpinistico è sfociato in una vita d'impresa nel turismo, di arte pittorica e di scrittura nei tropici caldi e umidi.
Adamello. Le vie del cielo. Volume Vol. 1
Paolo Amadio, Nicola Binelli
Libro: Libro in brossura
editore: Versante Sud
anno edizione: 2025
pagine: 496
L'Adamello, un'alta terra dal ponderoso retroterra storico e dalle stupefacenti bellezze naturali. Con le sue immense valli scavate dai ghiacciai quaternari, le sue chilometriche dentellate costiere che si irradiano come un triskell dal ghiacciato acrocoro centrale, le sue pareti di argentea tonalite e il suo sentore di infinito, quasi un marchio di fabbrica di questo massiccio, l'Adamello è un luogo semplicemente magico in cui arrampicare. Le quasi 330 "vie del cielo" relazionate del versante orientale del massiccio, offrono un significativo orizzonte di frequentazioni e conoscenze che vuole essere solo un passo intermedio di un più ampio percorso di passione e consapevole fruizione di un irripetibile e prezioso contesto naturale. Questo primo volume prende in considerazione le valli più settentrionali del versante orientale del massiccio demandando a un secondo volume di prossima uscita la descrizione del sottogruppo del Blumone e della Val Daone e delle sue valli laterali. Paolo Amadio, classe 1971, bresciano di Bagnolo Mella, laureato in economia e commercio è funzionario del settore creditizio. La montagna è una tradizione di famiglia, come si usa dire, o forse, qualcosa di più, una sorta di imprinting genetico. E l'Adamello è La Montagna, forse perché salito a 7 anni e a quell'età certe cose rimangono per la vita. Dopo un quindicennio di assidua frequentazione dolomitica, ritorna in Adamello agli inizi degli anni zero e vi apre, nell'arco di circa vent'anni di innamorato vagabondaggio, un centinaio di nuovi itinerari in compagnia di diversi personaggi di spicco del movimento alpinistico locale, Gianni Tomasoni tra tutti. Pubblica nel 2015, coautore Angelo Davorio, un primo volume dedicato alle scalate in terra adamellica e un secondo, in collaborazione con Tomasoni, nel 2018 specificatamente dedicato alla parte Ovest del massiccio. Questo nuovo lavoro è il mantenimento di una promessa fatta a sé stesso e ai molti vecchi e nuovi amici e adepti della scalata in Adamello. Nicola Binelli, nato in Trentino nel 1988, vive a Pinzolo. Laureato in matematica, di professione è guida alpina e maestro di sci. Ha scalato in tutte le Alpi e in molte parti del mondo, dalle Rockies Canadesi alla Patagonia, dall'Himalaya alle Alpi Neozelandesi e in tanti luoghi d'Europa, sempre con uno spirito esplorativo. Ha iniziato a conoscere e frequentare l'Adamello in adolescenza, quando per 10 anni lavorò al Rifugio ai Caduti dell'Adamello, che divenne la sua seconda casa nonché il luogo dove nacque e crebbe la sua passione per la montagna, l'alpinismo e l'esplorazione. Da allora sono passati 20 anni e l'Adamello rimane il suo posto del cuore; un angolo delle Alpi che lo fa ancora sognare aprendo vie, accompagnando clienti, e passando molto tempo libero ad esplorarlo. Un luogo magico e avventuroso, pieno di storia e d'alpinismo fuori moda e per questo così affascinante ai suoi occhi.
Boomer rock. Storia «verticale» di una generazione del nord-est fra alpinismo e arrampicata
Eugenio Maria Cipriani
Libro: Libro in brossura
editore: Versante Sud
anno edizione: 2025
pagine: 360
«"Boomer rock" è un lungo racconto, in parte personale e in parte no, sia sulla società sia sul mondo dell'arrampicata. Una storia che si sviluppa lungo quasi tutta la seconda metà del Novecento e termina con l'attentato alle Torri gemelle dell'11 settembre del 2001. E' l'autobiografia di uno scalatore medio, nato nel 1959 e quindi appartenente alla generazione definita del "baby boom". È la storia di uno che ha vissuto in prima persona sia i numerosi e radicali cambiamenti politici, etici, economici e tecnologici della società italiana, sia i non meno numerosi e radicali cambiamenti tecnologici e di costume avvenuti all'interno del mondo dell'alpinismo e dell'arrampicata nella seconda metà del secolo scorso. È il racconto non di una esperienza, ma di cento, mille, infinite esperienze probabilmente comuni a tanti, esperienze accomunate dalla passione viscerale per la montagna e la scalata. Una passione, nel caso specifico, non ereditata in famiglia, ma nata in maniera del tutto spontanea e istintiva ed anzi fortemente avversata in ambito familiare. Una graduale scoperta, dai risvolti intimi, che si è trasformata col tempo in una professione. Non come guida alpina, ma come giornalista e scrittore di luoghi, itinerari, fatti e personaggi legati alla montagna e, più in genere, al mondo della verticale. Per dare un registro originale a questo racconto ho voluto inserire, in corrispondenza di alcuni periodi-chiave della mia vita, la testimonianza di mio padre. L'altra campana, per così dire o, se vogliamo, la voce del mio Super-io da sempre in lotta con l'Es. Le sue considerazioni e le sue riflessioni, a volte stupite e a volte quasi imbarazzate, credo rispecchino la realtà del rapporto fra genitori e figli: un'ininterrotta, stupefacente, dolceamara scoperta» (l'autore)
Civetta. Versante Sud. Cantoni di Pelsa, Cresta Ovest, Cantoni della Busazza, Cresta Est. Ediz. inglese
Manrico Dell'Agnola
Libro: Libro in brossura
editore: Versante Sud
anno edizione: 2025
pagine: 480
La Civetta dal sud è una delle montagne più complesse che si possano trovare. Il massiccio principale figura in pianta come un immenso artiglio approssimativamente orientato con le tre dita anteriori verso mezzodì e il dito posteriore a settentrione. L'accesso meridionale è certamente il più comodo, le strutture sono più basse di quota, meno severe perché esposte a sud ma con pareti altissime, verticali e torri di calcare compatto e dall'aspetto inaccessibile. Le Dolomiti sono ricche di guglie e picchi, ma spesso i più famosi fra questi non sono che dei paracarri al cospetto dei settecento metri della Torre Trieste o dei millecento dello spigolo della Busazza. Salendo la Mussaia si ha l'impressione che fra le due grandi torri ci sia un dedalo di cime e guglie, quelli sono i Cantoni di Pelsa e della Busazza; in effetti la distinzione è più visiva che sostanziale in quanto i cantoni di Pelsa finiscono prima delle grandi moli della Cima di Terranova mentre quelli della Busazza si possono considerare sino all'inizio delle creste che portano poi a cingere verso nord il Van del Giazzer, ma visti di fronte sembrano un'unica struttura. Per me scalare sui "Cantoni" significa sole, accessi relativamente brevi, mente libera da problemi come di scese problematiche o cambiamenti climatici, arrampicata libera su roccia buona con protezioni quasi sempre naturali, vita sregolata fra l'una e l'altra salita. Tuttavia esistono anche qui vie molto difficili e spesso con fasce assai friabili, discese come quella della Trieste e pareti come la ovest della Busazza, vale a dire oltre mille metri, all'ombra per gran parte della giornata, fuga laterale impossibile, quota sommitale intorno ai 3000 metri. MANRICO DELL'AGNOLA Nato ad Agordo nel 1959, fin da piccolo manifesta la sua passione per la montagna e l'arrampicata anche se comincia a scalare a vent'anni. Il grande desiderio per questa attività in breve lo porta a notevoli risultati, sia in Italia che all'estero, e il bisogno di catturare quei momenti magici, lo avvicina al mondo della fotografia, infatti in seguito diventerà uno dei più quotati fotografi di montagna. Datano 1981 le sue prime salite solitarie, lo stesso anno sale El Capitan per la via del Nose e realizza parecchie altre prime italiane fra Yosemite e Colorado. Da allora ha collezionato migliaia di vie in tutto il mondo, ma il suo cuore è per le Dolomiti, che non smette di frequentare. Manrico ora vive a Mel dove svolge la sua attività di creativo, accademico del C.A.I., scrittore e fotografo… per lui scalare è ancora la cosa più importante.
Civetta. Versante Sud. Cantoni di Pelsa, Cresta Ovest, Cantoni della Busazza, Cresta Est
Manrico Dell'Agnola
Libro: Libro in brossura
editore: Versante Sud
anno edizione: 2025
pagine: 480
La Civetta dal sud è una delle montagne più complesse che si possano trovare. Il massiccio principale figura in pianta come un immenso artiglio approssimativamente orientato con le tre dita anteriori verso mezzodì e il dito posteriore a settentrione. L'accesso meridionale è certamente il più comodo, le strutture sono più basse di quota, meno severe perché esposte a sud ma con pareti altissime, verticali e torri di calcare compatto e dall'aspetto inaccessibile. Le Dolomiti sono ricche di guglie e picchi, ma spesso i più famosi fra questi non sono che dei paracarri al cospetto dei settecento metri della Torre Trieste o dei millecento dello spigolo della Busazza. Salendo la Mussaia si ha l'impressione che fra le due grandi torri ci sia un dedalo di cime e guglie, quelli sono i Cantoni di Pelsa e della Busazza; in effetti la distinzione è più visiva che sostanziale in quanto i cantoni di Pelsa finiscono prima delle grandi moli della Cima di Terranova mentre quelli della Busazza si possono considerare sino all'inizio delle creste che portano poi a cingere verso nord il Van del Giazzer, ma visti di fronte sembrano un'unica struttura. Per me scalare sui "Cantoni" significa sole, accessi relativamente brevi, mente libera da problemi come di scese problematiche o cambiamenti climatici, arrampicata libera su roccia buona con protezioni quasi sempre naturali, vita sregolata fra l'una e l'altra salita. Tuttavia esistono anche qui vie molto difficili e spesso con fasce assai friabili, discese come quella della Trieste e pareti come la ovest della Busazza, vale a dire oltre mille metri, all'ombra per gran parte della giornata, fuga laterale impossibile, quota sommitale intorno ai 3000 metri. MANRICO DELL'AGNOLA Nato ad Agordo nel 1959, fin da piccolo manifesta la sua passione per la montagna e l'arrampicata anche se comincia a scalare a vent'anni. Il grande desiderio per questa attività in breve lo porta a notevoli risultati, sia in Italia che all'estero, e il bisogno di catturare quei momenti magici, lo avvicina al mondo della fotografia, infatti in seguito diventerà uno dei più quotati fotografi di montagna. Datano 1981 le sue prime salite solitarie, lo stesso anno sale El Capitan per la via del Nose e realizza parecchie altre prime italiane fra Yosemite e Colorado. Da allora ha collezionato migliaia di vie in tutto il mondo, ma il suo cuore è per le Dolomiti, che non smette di frequentare. Manrico ora vive a Mel dove svolge la sua attività di creativo, accademico del C.A.I., scrittore e fotografo… per lui scalare è ancora la cosa più importante.
Civetta. Versante Sud. Cantoni di Pelsa, Cresta Ovest, Cantoni della Busazza, Cresta Est. Ediz. tedesca
Manrico Dell'Agnola
Libro: Libro in brossura
editore: Versante Sud
anno edizione: 2025
pagine: 480
La Civetta dal sud è una delle montagne più complesse che si possano trovare. Il massiccio principale figura in pianta come un immenso artiglio approssimativamente orientato con le tre dita anteriori verso mezzodì e il dito posteriore a settentrione. L'accesso meridionale è certamente il più comodo, le strutture sono più basse di quota, meno severe perché esposte a sud ma con pareti altissime, verticali e torri di calcare compatto e dall'aspetto inaccessibile. Le Dolomiti sono ricche di guglie e picchi, ma spesso i più famosi fra questi non sono che dei paracarri al cospetto dei settecento metri della Torre Trieste o dei millecento dello spigolo della Busazza. Salendo la Mussaia si ha l'impressione che fra le due grandi torri ci sia un dedalo di cime e guglie, quelli sono i Cantoni di Pelsa e della Busazza; in effetti la distinzione è più visiva che sostanziale in quanto i cantoni di Pelsa finiscono prima delle grandi moli della Cima di Terranova mentre quelli della Busazza si possono considerare sino all'inizio delle creste che portano poi a cingere verso nord il Van del Giazzer, ma visti di fronte sembrano un'unica struttura. Per me scalare sui "Cantoni" significa sole, accessi relativamente brevi, mente libera da problemi come di scese problematiche o cambiamenti climatici, arrampicata libera su roccia buona con protezioni quasi sempre naturali, vita sregolata fra l'una e l'altra salita. Tuttavia esistono anche qui vie molto difficili e spesso con fasce assai friabili, discese come quella della Trieste e pareti come la ovest della Busazza, vale a dire oltre mille metri, all'ombra per gran parte della giornata, fuga laterale impossibile, quota sommitale intorno ai 3000 metri. MANRICO DELL'AGNOLA Nato ad Agordo nel 1959, fin da piccolo manifesta la sua passione per la montagna e l'arrampicata anche se comincia a scalare a vent'anni. Il grande desiderio per questa attività in breve lo porta a notevoli risultati, sia in Italia che all'estero, e il bisogno di catturare quei momenti magici, lo avvicina al mondo della fotografia, infatti in seguito diventerà uno dei più quotati fotografi di montagna. Datano 1981 le sue prime salite solitarie, lo stesso anno sale El Capitan per la via del Nose e realizza parecchie altre prime italiane fra Yosemite e Colorado. Da allora ha collezionato migliaia di vie in tutto il mondo, ma il suo cuore è per le Dolomiti, che non smette di frequentare. Manrico ora vive a Mel dove svolge la sua attività di creativo, accademico del C.A.I., scrittore e fotografo… per lui scalare è ancora la cosa più importante.
Cuneo rock. Andonno, Cornaletto, Pian Bernardo, Casterino e tutte le più belle falesie delle Valli Cuneesi
Simone Greci, Keoma Chiavassa, Enrico Turnaturi
Libro: Libro in brossura
editore: Versante Sud
anno edizione: 2025
pagine: 544
Sono passati più di 15 anni dalla prima edizione di Andonno e Cuneese, la prima guida completa della zona di Cuneo curata per questa casa editrice da Severino Scassa. In questo lungo periodo di tempo molte sono state le novità per quanto riguarda i siti di arrampicata. Nonostante Andonno non abbia perso smalto e resti ancora una delle più importanti falesie in Italia, questa nuova edizione perde il nome della vecchia regina ed è più democraticamente dedicata al territorio di Cuneo, oramai riconosciuto come importante realtà nell'ambito dell'arrampicata sportiva. Sono presenti in questa guida numerosi siti storici già precedentemente descritti in altre pubblicazioni, ma che negli anni hanno visto modifiche e nuove chiodature, ed un buon numero di falesie attrezzate negli ultimi anni, che ad oggi non sono ancora state incluse in alcuna pubblicazione. Troviamo qui tutte le principali falesie delle valli Maira, Grana, Stura, Gesso e Vermenagna, compresa la straordinaria falesia di Casterino. Poi le valli Ellero, Maudagna, Corsaglia ed i principali siti della Valle Tanaro, compresa la famosa Pian Bernardo. Come sempre per le guide di Versante Sud, non manca la parte culturale, con una ampia introduzione geografica e storica, ed alcuni contributi dei protagonisti, vecchi e nuovi, della cultura arrampicatoria locale.

