Viella
L'Italia come storia. Primato, decadenza, eccezione
Libro: Copertina morbida
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 428
Si può scrivere, oggi, una «storia d'Italia»? È ancora possibile immaginare unitariamente il passato della penisola, dal medioevo a oggi? È sempre più difficile rispondere a queste domande. I rivolgimenti successivi al 1989 hanno cambiato in profondità la prospettiva sulla storia del paese. La «provincializzazione» dell'Italia, e dell'Europa tutta, emerge con grande nitidezza. Cosa rimane allora delle rappresentazioni storiche che precedono quel lungo tornante, così profondamente segnate da una meditazione sofferta sull'ambigua eccezionalità della storia italiana, e sul suo contraddittorio ingresso nella modernità? La storiografia, in Italia come altrove, ha scomposto il canone nazionale, facendo i conti sia con la prospettiva della globalizzazione sia con le sfide identitarie imposte dalla memoria pubblica. L'obiettivo di questo libro non è quello di effettuare una sorta di bilancio storiografico, ma di provare a capire cosa possa significare, in un quadro del genere, una possibile «storia d'Italia» del nostro tempo.
Riferire all’autorità. Denuncia e delazione tra Medioevo ed Età Moderna
Libro: Libro in brossura
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 352
Quale confine separa la denuncia dalla delazione? Legislatori che invitano a tenere gli occhi aperti e a collaborare e denuncianti forse attratti dal premio derivante dalla multa sono al centro dell’attenzione degli studiosi qui impegnati a chiarire, a partire da diverse specificità disciplinari, i caratteri comuni e insieme gli elementi distintivi della complessa questione. Denunciare può essere concepito come una forma di collaborazione alla governabilità e al bene comune ma anche come un comportamento che infrange la solidarietà del gruppo e dissemina sospetti. Esaminando denunce di fatti politicamente rilevanti o di frodi commerciali e spaziando cronologicamente dal Medioevo all’Età moderna questo lavoro collettivo offre spunti per riflettere sul bisogno di sapere proprio delle autorità e sull’atteggiamento dei cittadini chiamati e disposti, ma non sempre, a collaborare.
Federico II e i trovatori
Francesco Saverio Annunziata
Libro
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 356
Dalla lotta per la conquista dell’impero alla crociata in Terrasanta, dai conflitti con i comuni lombardi al ruolo giocato nel Sud della Francia, le poesie dei trovatori consentono di ricostruire la ricezione dei principali avvenimenti di cui Federico II di Svevia fu protagonista. Il presente volume costituisce la prima analisi sistematica delle liriche trobadoriche relative all’imperatore. Questa “storia poetica” consente non solo di gettare nuova luce sui rapporti di Federico II con i poeti provenzali ma anche di esaminare alcuni aspetti della poesia occitanica nel corso del XIII secolo, quali la diaspora italiana dei trovatori e il loro rapporto con il potere, la progressiva politicizzazione del trobar e il ruolo di modello che esso ha svolto per le tradizioni poetiche successive, in primis per la Scuola siciliana.
Vivere la città. Roma nel Rinascimento
Libro: Copertina morbida
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 296
Tra Medioevo e Rinascimento, tra ombre e luci, Roma è una città piena di vita. I saggi qui raccolti da Ivana Ait e da Anna Esposito si propongono di evocare i diversi volti di una Roma inedita, letta attraverso le fonti coeve, le immagini del paesaggio urbano, le tracce "ordinarie" della vita degli abitanti della città, mostrando romani e forestieri, nobili e popolari, letterati e illetterati, laici, religiosi ed ecclesiastici, donne e uomini colti nei momenti di vita quotidiana, nello svolgimento di attività produttive e di servizi, nelle manifestazioni di pietà religiosa e di solidarietà sociale, nella festa e nel divertimento: una realtà poco nota e più sfuggente, ma piena di sorprese.
Haushofer e l'asse Roma-Berlino. La geopolitica tedesca nella politica culturale nazi-fascista
Nicola Bassoni
Libro
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 232
Cosa fu l'Asse Roma-Berlino? Il capriccio di due dittatori, un'alleanza contraria tanto alla tradizione politica quanto all'interesse nazionale dei paesi coinvolti? O invece fu la risposta a un preciso progetto geopolitico per la creazione di una nuova Europa, che fosse capace di salvaguardare la propria posizione egemonica in un mondo dominato da grandi potenze continentali? Questa domanda, che continua a interessare gli storici da oltre settant'anni, viene qui affrontata indagando il pensiero e l'attività politico-culturale di Karl Haushofer (1869-1946), autoproclamatosi consigliere di Adolf Hitler e "padre" della geopolitica tedesca: l'uomo che, negli anni Trenta e Quaranta, sviluppò una fitta rete di relazioni con l'Italia fascista al fine di preparare e rafforzare l'alleanza tra Roma e Berlino.
Giochi diplomatici. Sport e politica estera nell'Italia del secondo dopoguerra
Nicola Sbetti
Libro: Libro in brossura
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 464
All’indomani della Liberazione, gli atleti azzurri non vennero coinvolti nella ripresa delle attività e in alcune federazioni internazionali si arrivò persino all’esclusione o alla sospensione dell’Italia. Partendo dall’assunto che, in virtù della sua elevata visibilità, lo sport, pur essendo un fenomeno periferico e non vitale del sistema politico internazionale, rappresenta tanto una variabile quanto uno strumento di politica estera, questo lavoro mira a rispondere a una serie di interrogativi. Perché, al contrario di Germania e Giappone, l’Italia poté partecipare alle Olimpiadi del 1948? In quali proporzioni l’eredità del fascismo e la guerra fredda influenzarono la ripresa internazionale dello sport italiano? In che modo i primi governi repubblicani utilizzarono lo sport come strumento di politica estera? E come invece le istituzioni sportive e gli atleti si allinearono a quest’ultima? Dopo aver analizzato attori e istituzioni del sistema sportivo italiano e internazionale del decennio 1943-1953, il volume ripercorre cronologicamente il cammino dello sport azzurro dalla quarantena dell’immediato dopoguerra alle assegnazioni olimpiche di Cortina 1956 e di Roma 1960.
Fra i lebbrosi, in una città medievale. Verona, secoli XII-XIII
Giuseppina De Sandre Gasparini
Libro
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 148
La malattia della lebbra, i malati di lebbra e i luoghi destinati ad accoglierli costituirono una realtà decisamente familiare per gli uomini e per le donne vissuti in età medievale, sia nelle città sia nei contesti abitativi rurali. Tale realtà da un lato continuò ad alimentare sentimenti negativi, quali il rifiuto, la paura del contagio, il ribrezzo, supportati dall'idea vetero-testamentaria della malattia come castigo divino per l’umanità peccatrice; dall'altro, con maggiore intensità nei secoli XII e XIII, essa fu considerata in modo del tutto nuovo, poiché il lebbroso divenne l’immagine del Cristo sofferente e l’assistenza verso i malati assunse una valenza religiosa. Il volume esplora questa particolare realtà del nostro passato, focalizzando lo sguardo sulla Verona dei secoli XII e XIII e sulle sue fonti. Premessa di Grado Giovanni Merlo.
Il corpo e il nome. Inventario della Commissione tecnica medico-legale per l'identificazione delle vittime delle Fosse Ardeatine (1944-1963)
Alessia A. Glielmi
Libro: Copertina morbida
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 332
La strage delle Fosse Ardeatine è l'atto di repressione più cruento compiuto dai nazisti in una capitale europea. Benché tra gli episodi più noti degli anni dell'occupazione, la sua ricostruzione non è stata sinora compiuta in modo puntuale a causa delle gravi lacune documentarie. Il volume ricostruisce uno degli aspetti meno indagati: il lavoro svolto dalla Commissione tecnica medico-legale della Scuola Superiore di Polizia per il riconoscimento e identificazione delle vittime delle Fosse Ardeatine attraverso l'analisi delle sue carte. Si tratta di fonti inedite che rivelano, in chiave storico-documentale, il lavoro svolto da una compagine eterogenea di persone che, nell'estate 1944, ai margini di una Roma martoriata, si impegnarono per attribuire nome e umanità ai 335 corpi ritrovati in una cava di pozzolana. La schedatura analitica, il riordino e la digitalizzazione dei documenti come pure la catalogazione e la digitalizzazione degli oggetti hanno permesso di redigere l'Inventario qui pubblicato. L'insieme di dati emersi è così in grado di restituire, a più di settantacinque anni dalla strage, la giusta complessità allo scenario di quei drammatici fatti e ai suoi protagonisti.
Meridiana. Volume 96
Libro
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 292
Il Movimento 5 Stelle (M5S) è la più importante novità politica del decennio appena trascorso. Dopo l'ottimo esordio alle elezioni politiche del 2013, nel 2018 il M5S ha incrementato il proprio consenso, raccogliendo circa un terzo dei voti validi. Nella sua dinamica evolutiva è sembrato occupare i vuoti di rappresentanza determinati dall'urgenza di problemi sociali ed economici e dalla sfiducia nelle formazioni politiche più tradizionali. Ha subito e subisce, quindi, la concorrenza di altri partiti che crescono sulla frontiera della crisi. Prova ne è la mutata distribuzione territoriale del voto: se nel 2013 il M5S era considerato il «nuovo vero partito della nazione», nel 2018 emerge una chiara localizzazione territoriale del voto, col Sud che premia il M5S e il Nord la Lega di Salvini. Questo numero di Meridiana si prefigge l'obiettivo di indagare in profondità alcuni aspetti utili a comprendere gli elementi, talora contraddittori, che hanno caratterizzato l'exploit del 2018 (ma anche il successivo declino), a partire dalle modalità di azione e dalle caratteristiche con cui il M5S si presenta nel Mezzogiorno. Consensi che si aggirano in media al 47% dei voti fanno tornare alla mente altre stagioni e attori politici, ma in questo caso l'affermazione si è realizzata senza mediatori insediati nei territori, senza ricorso al voto di preferenza, senza cospicue rappresentanze istituzionali, senza vantare esperienze significative nel governo locale. Insomma, il voto per il M5S al Sud appare come una scatola nera che è necessario aprire per capire meglio dove va la politica italiana. E dove va il Mezzogiorno. Gli articoli che compongono la sezione monografica di questo numero vanno oltre i grandi quadri esplicativi di portata nazionale o macroregionale, soffermandosi su alcuni aspetti puntuali e circoscritti. Il M5S è riuscito a intercettare gran parte del voto meridionale espressione di un disagio sociale, ottenendo consensi ampi nelle aree periferiche delle grandi città (non solo meridionali, come testimonia il saggio su Milano), in passato roccaforti della sinistra, dove le reti di solidarietà informale risultano più indebolite. Sul piano della composizione della sua classe politica (sulla quale si concentrano i saggi sul ceto politico regionale e sul personale politico siciliano), il partito ha saputo proporre candidati nuovi, rappresentativi di una varietà di categorie sociali. Ma la debole connessione con i circuiti fiduciari e di scambio dei contesti locali ha rappresentato anche un limite nella sua capacità di penetrazione, in modo particolare dove il radicamento elettorale viene sfidato da reti clientelari preesistenti (come nel caso calabrese) o da soggetti politici complementari che condividono con il M5S radici comuni (ad esempio il Movimento arancione a Napoli). Ne risulta un quadro incerto, messo fortemente in discussione dall'esperienza di governo iniziata nel giugno del 2018 che sembra aver accelerato l'inevitabile processo di invecchiamento di un partito «nuovo», come mostra anche il saggio che accosta la vicenda dell'Uomo qualunque a quella del M5S.
Controllare il potere. Il mandato imperativo e la revoca degli eletti (XVIII-XX secolo)
Marco Fioravanti
Libro
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 244
Al centro delle rivendicazioni costituzionali democratiche, dal periodo giacobino fino alla Comune di Parigi, passando attraverso la temperie rivoluzionaria del 1848, vi furono il mandato imperativo e la revoca degli eletti, istituti giuridici che permettono di ripercorrere la vicenda della rappresentanza politica e di tracciarne una sorta di controstoria. Vengono così ricostruite le origini del sistema rappresentativo, partendo dalla crisi dell'Ancien régime e dalla critica illuministica attraverso la cesura delle Rivoluzioni americana e francese, per inoltrarsi nel lungo '800 e giungere, dopo una riflessione su esperienze e teorie novecentesche di autogoverno e sui lavori dell'Assemblea costituente italiana, ai giorni nostri. Il sistema rappresentativo si affermò proprio sulle ceneri di dottrine e prassi del mandato imperativo e della revoca degli eletti, che indicavano un'alternativa alla democrazia liberale. Questa alternativa sarebbe riemersa nel corso del XX secolo, quando in Europa si fece sempre più stringente la necessità di "democratizzare la democrazia". Un'esigenza che oggi, in un'epoca di sfiducia e di risentimento verso la politica, ricompare con tutta la sua forza.
La memoria, i traumi, la storia. La guerra e le catastrofi nel Novecento
Gabriella Gribaudi
Libro
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 312
Questo volume propone un’analisi critica intorno a due grandi oggetti di studio: le memorie pubbliche e individuali legate alla Seconda guerra mondiale in Europa e quelle connesse alle catastrofi “naturali” che, attraverso la distruzione dei luoghi, spezzano oltre alle vite dei singoli quelle delle comunità. Esperienze diverse che mettono in moto dinamiche di memoria e di oblio e attivano processi complessi, talvolta conflittuali, di elaborazione del ricordo: la costruzione del passato mitico, la dimensione del lutto e la sua trasmissione attraverso le generazioni, la pluralità dei discorsi che riconfigurano gli spazi geografici e politici. Sulla base del proprio percorso di ricerca, a partire da un’ampia riflessione sulle categorie di memoria, l’autrice passa in rassegna i testi che pongono al centro i soggetti sociali in un articolato rapporto tra “basso” e “alto”, tra vissuti individuali e macronarrazioni.
La città dell'occhio. Dimensioni del visivo nella pittura e letteratura veneziane del Settecento
Libro
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 458
Nel suo libro "Fondamenta degli incurabili" Josif Brodskij scrive che Venezia è «la città dell'occhio»; e, in effetti, nel corso dei secoli la Serenissima sviluppa una propria evidenza e visibilità che la distinguono in modo particolare da ogni altro luogo del mondo. Questo vale per l'arte del Settecento, che spesso fa del guardare uno dei soggetti principali della pittura, nonché per la letteratura che a sua volta tratta questioni di importanza fondamentale come l'efficacia e l'influenza della percezione visuale, le dinamiche dell'osservazione e il gioco di prospettive. Ma il tema della percezione di una visualità peculiare della Venezia settecentesca possiede anche un'essenziale dimensione storica e politica nonché sociologica e antropologica – esemplare il caso del mascheramento inteso come strategia d'attrazione o di rifiuto dello sguardo: essa ha un'importanza decisiva per la creazione del “mito visuale” di Venezia che influenza l'immagine affascinante della città fino ai nostri giorni. Contributi in lingua italiana e tedesca.

