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Einaudi: I millenni

I nomi di Cristo

Luis de León

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 1996

pagine: 389

Un grande esponente del Rinascimento spagnolo "riscrive" i fondamenti della dottrina cattolica nei modi dei dialoghi platonici, lasciando un'opera di intensa spiritualità e raffinata eleganza formale. L'opera è costituita da una serie di dotte conversazioni tra amici, un poeta, un teologo e uno scolastico e si propone di riaffermare i fondamenti religiosi e morali della dottrina cattolica tramite un sistematico ricorso a passi tratti dalla Bibbia.
49,06 46,61

I libri della giungla e altri racconti di animali

Rudyard Kipling

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 1996

Completamente ritradotti, vengono riproposti i due classici libri di Kipling, più due raccolte di racconti su animali scritti più tardi, alcuni dei quali inediti in Italia. Il volume è arricchito dalle illustrazioni originali dello stesso Kipling che era anche pittore e illustratore.
80,00 76,00

Cantare del Cid

Cantare del Cid

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 1986

pagine: 248

23,24

I promessi sposi

I promessi sposi

Alessandro Manzoni

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 1968

pagine: 628

64,56

Memorie

Memorie

Carlo Goldoni

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 1967

pagine: 637

41,32

Lettere

Lettere

Vincent Van Gogh

Libro: Libro rilegato

editore: Einaudi

anno edizione: 2013

pagine: XLV-768

Le lettere di Van Gogh hanno almeno quattro elementi di eccezionale interesse. Primo: sono la più diretta testimonianza e fonte di dati per ricostruire la biografia del grande pittore, una biografia sulla quale si è sovrapposta una mitologia che spesso può essere "smontata" proprio grazie alle lettere. Secondo: nelle lettere, quelle al fratello Theo ma anche quelle a Gauguin e agli altri amici pittori, Van Gogh concentra una serie di riflessioni sull'arte e sulla pittura come pochissimi altri artisti sono stati capaci di fare. E cosi ci permette di capire le intenzioni che stanno dietro e dentro al suo lavoro, gli obiettivi che si è dato, la consapevolezza dei risultati raggiunti e l'insoddisfazione per quelli non ancora centrati. Terzo: le lettere sono il deposito di una quantità di disegni, alcuni primi getti di idee pittoriche che comunica al fratello o agli amici e che poi rielaborerà su tela; altri il corredo visivo che Van Gogh affianca alle parole per descrivere ai corrispondenti le tele già iniziate. Ecco: leggere come nasce l'idea di un quadro, vederne lo schizzo tracciato sulla carta e poterlo confrontare con il quadro poi realizzato significa entrare nella bottega personale di Van Gogh e cogliere la genesi delle sue opere più famose.
85,00

Iliade. Testo greco a fronte

Iliade. Testo greco a fronte

Omero

Libro: Libro rilegato

editore: Einaudi

anno edizione: 2012

pagine: LXVI-1188

La traduzione dell'Iliade di Guido Paduano è uscita nel 1997 nella Biblioteca della Plèiade. Da allora i "versi ben ritmati e calibrati" (Giovanni Giudici) di questa versione hanno conseguito numerosi apprezzamenti. I grecisti hanno potuto lodare la fedele riproduzione dello stile epico omerico, comprensivo delle espressioni stereotipate, le formule fisse ripetute in situazioni analoghe che danno un senso cosi fortemente unitario al poema. Gli attori hanno potuto sperimentare la pronunciabilità di un linguaggio dalle sonorità mai troppo facili e dal ritmo incalzante. Non è un caso che la versione di Paduano sia stata scelta per la lettura integrale che è stata fatta nel 2007 a Roma in dieci serate nella Basilica Ulpia al Foro di Traiano, con alcuni fra i migliori attori italiani fra i quali Massimo Popolizio e Umberto Orsini. Dunque una versione relativamente "giovane", ma già consacrata come classica e attuale nello stesso tempo. Viene qui riproposta in questo Millennio insieme al commento di Maria Serena Mirto ("una grande impresa", sempre Giudici), che già l'accompagnava nella Plèiade. E con le sculture realizzate per l'occasione da Luigi Mainolfi, artista che proprio in questa collana aveva illustrato la versione di Paduano dell'Odissea, a costituire un dittico editoriale di consolidata affinità.
90,00

Iconologia

Iconologia

Cesare Ripa

Libro: Libro rilegato

editore: Einaudi

anno edizione: 2012

pagine: CXLV-977

L'opera di Ripa offre il più vasto repertorio delle immagini simboliche che a quel tempo ricoprivano le pareti dei palazzi e ispiravano agli scultori forme mitologiche e misteriose. Ogni immagine, commentata nei suoi valori simbolici con una chiara definizione, dà corpo a ciò che corpo non ha: così l'Abbondanza veste i panni di una donna bella vestita di verde; mentre una vecchia, brutta e mal vestita rappresenta l'Accidia; l'Affanno ha il capo chino e l'Amicizia è scalza, per correre più veloce al bisogno. La sua semplice struttura di vocabolario lo rende un testo che in ogni epoca ha saputo rispondere alle esigenze dei suoi diversi lettori. Da quando poi la scuola warburghiana, Gombrich in testa, ha riscoperto l'importanza dell'iconologia come "letteratura delle immagini", l'"Iconologia" di Ripa è ritornata al centro dell'attenzione. Il volume riprende integralmente il testo del 1603, seconda edizione dell'opera, prima con le illustrazioni, riproducendone tutte le immagini originali.
90,00

La storia di Genji

La storia di Genji

Murasaki Shikibu

Libro: Copertina rigida

editore: Einaudi

anno edizione: 2012

pagine: 1437

"Il 'Genji monogatari' viene spesso indicato come il primo esempio di romanzo psicologico. Se simili attribuzioni suonano sempre alquanto arbitrarie, leggendolo non si può evitare di avvertire quanto si proceda in profondità nello scandagliare l'animo umano e come il quadro che ne deriva sembri spesso in sintonia con il modo di sentire di oggi. Da questo punto di vista, esso merita a buon diritto il titolo di classico della letteratura universale, sebbene solo di recente, in pratica poco più di cento anni, sia entrato nell'orizzonte culturale occidentale e abbia preso a influenzarlo. La sua modernità risiede nella precisa volontà dell'autrice di non limitarsi a presentare intrecci tali da attirare l'attenzione e distrarre dalle pene quotidiane, ma anche di trasmettere sensazioni e sentimenti nella convinzione che altri possano e debbano condividerli. (...) Da questo punto di vista il collegamento con i grandi romanzi occidentali appare inevitabile, ma ogni forma di confronto, classificazione e competizione si rivela alla fine incongrua. Si può dire che Murasaki Shikibu ricorda nelle sue introspezioni Proust o che il 'Genji monogatari' sta al mondo cortese dell'anno Mille come 'Madame Bovary' sta al mondo borghese dell'Ottocento. Ma il 'Genji monogatari' non può non essere letto, analizzato, se possibile apprezzato, come un'opera profondamente, organicamente medievale. (...)." (dall'introduzione di Maria Teresa Orsi)
90,00

Racconti analitici

Sigmund Freud

Libro: Libro rilegato

editore: Einaudi

anno edizione: 2011

pagine: 805

Fortemente nutrito di letteratura, con una giovanile vocazione alla scrittura, Freud fa i conti tutta la vita con l'arte della narrazione. La storia dei suoi "casi clinici" è una progressiva messa a punto di tecniche del racconto, dove diario, fiction, resoconto memoriale, racconto realistico e racconto polifonico in senso bachtiniano si alternano fra avanzamenti e ripensamenti continui. Freud era legato a un'idea classica di narrazione, compiuta, ordinata per successioni temporali. Ma quando arriva ai casi clinici della maturità, come "L'uomo dei lupi", il montaggio del suo racconto analitico risulta qualcosa di molto diverso. Come scrive Lavagetto nel suo saggio introduttivo, "Freud si trova preterintenzionalmente in sintonia con gli esiti di quella rivoluzione estetica che aveva messo in crisi la possibilità di organizzare le storie in base al sistema della verosimiglianza, al gioco di cause ed effetti, all'alternarsi di aspettative, sorprese, riconoscimenti e scioglimenti. Quella letteratura, quella venuta dopo la rivoluzione estetica e che trova la propria trionfale affermazione nei primi anni del Novecento, può legittimamente vedere nella psicoanalisi un prodotto e un sintomo del declino irreversibile di un mondo. Verranno a galla nuovi personaggi, una nuova figura di narratore e, soprattutto, nuove modalità di narrazione nel progressivo e inesorabile dissolversi delle forme classiche". Se Freud è uno dei padri del pensiero novecentesco, lo è come teorico e come scrittore.
85,00 80,75

Port-Royal

Port-Royal

Charles A. Sainte-Beuve

Libro: Copertina rigida

editore: Einaudi

anno edizione: 2011

pagine: 2095

Port Royal, celebre in Francia per la fama che gli hanno dato Racine e soprattutto Sainte-Beuve con questa imponente opera (che viene ora riproposta dopo la prima traduzione italiana di Sansoni del 1964, da molti anni esaurita), è il nome di un medievale monastero cistercense femminile, fondato nel 1204 nella malsana valle di Chevreuse, a pochi chilometri da Parigi, secondo lo spirito voluto da San Benedetto. A metà Seicento, il monastero divenne uno dei più vivaci e influenti - anche se aspramente discussi e ostacolati - centri di spiritualità e di riforma cattolica del suo secolo. I giansenisti di Port-Royal, dai grandi Arnauld, Nicole e Pascal, fino alle personalità più dimesse divennero simboli della resistenza dello spirito all'oppressione e all'intolleranza. Questa prestigiosa istituzione spirituale ed educativa fu avversata dai gesuiti e dalla Santa Sede per ragioni prevalentemente teologiche (il giansenismo per l'appunto), ancor più dal re Luigi XIV per ragioni quasi esclusivamente politiche: il monarca considerava la dissidenza del monastero un pericolo per l'unità cattolica del regno, già seriamente minacciato dalla Fronda. Port Royal è il frutto di un corso tenuto dal più influente critico dell'Ottocento francese a Losanna nel 1837-38, e la sua stesura, più volte interrotta, avvenne tra il 1840 e il 1859.
150,00

Le antichità romane

Le antichità romane

Dionigi di Alicarnasso

Libro: Libro rilegato

editore: Einaudi

anno edizione: 2010

pagine: CLXXX-844

"Asiano" indubitabilmente per origine, ma fieramente atticista, Dionigi di Alicarnasso è stato al centro del dibattito intellettuale nella Roma dell'ultimo trentennio prima dell'era cristiana. Fu poi riscoperto dagli umanisti alla fine del xv secolo e da allora ha continuato per lungo tempo a essere una figura decisiva per il suo immaginario narrativo (e figurativo) riguardante la storia e le leggende dell'antica Roma, e per le sue comparazioni dell'organizzazione statuale tra Greci e Romani, divenute argomento di dibattito fra tutti i maggiori teorici della politica nell'Europa moderna. Tutto questo fino all'Ottocento, quando la fortuna di Dionigi è crollata per ragioni soprattutto ideologiche: un greco che esalta la grandezza di Roma non poteva essere ben visto dalle culture nazionali e risorgimentali europee. Da qualche anno è in atto una vera e propria renaissance degli studi su Dionigi: da una parte le sue opere retoriche sono state rimesse al centro del pensiero estetico antico; da un'altra le Antichità romane sono diventate una fonte indispensabile per i nuovi studi sulla mitologia latina; da un'altra ancora le stesse Antichità sono state individuate come fonte precisa di Machiavelli, che commentava Livio ma aveva anche Dionigi (tradotto in latino) sul suo tavolo. E dopo Machiavelli tutti i grandi scrittori di politica, da Bodin a Montesquieu, hanno preso spunto da lui per importanti discussioni.
95,00

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