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Feltrinelli: Varia

La voce di Bob Dylan. Un racconto dell'America

Alessandro Carrera

Libro: Copertina morbida

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2021

pagine: 528

Allen Ginsberg disse una volta, usando un'immagine biblica, che Dylan era una colonna di respiro: tutt'uno con la sua ispirazione. Dylan è la sua opera: ogni parola, ogni gesto, ogni momento della sua giornata entra a farne parte. Persino i mozziconi che butta a terra hanno un significato per chi rimane soggiogato da lui. È la stessa ispirazione di Rimbaud, una forza del demonico potenzialmente distruttiva. Eppure Dylan è riuscito a contenerla, rifiutando di farsi divorare dalla sua duplice natura. Per questo non ha mai fatto parte facilmente di alcun canone e, quando nel 2016 ci è entrato per la porta principale, ricevendo il Nobel per la Letteratura, al momento non si è presentato, ha aspettato mesi. Dylan è un problema ancora aperto; perciò è un classico. Forse è per questo che la sua voce è stata capace di attraversare i decenni turbolenti e velocissimi della storia americana, fino a oggi, costruendo un racconto che in sé contiene un'intera nazione di artisti: il moralista misantropo, il rivoluzionario conservatore, lo gnostico innamorato della creazione, il profeta di mutamenti e il talmudista di sventure. L'opera e la vita di Dylan sono un racconto che spalanca l'America mostrandone tutte le anime, spesso in lotta feroce tra loro. Soprattutto negli ultimi vent'anni, epoca di guerre, attentati e violenze, ma anche di metamorfosi. In un'edizione profondamente rinnovata, il grande ritratto che Alessandro Carrera ha composto di Bob Dylan ritorna e, attraverso l'indagine della sua voce, della terra americana restituisce tutte le contraddizioni e le ombre, i miti e le scintille.
25,00 23,75

Danzare nella tempesta. Viaggio nella fragile perfezione del sistema immunitario

Antonella Viola

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2021

pagine: 160

Ogni giorno il nostro sistema immunitario ascolta i segnali provenienti dal nostro corpo e dall'ambiente in cui viviamo. Nel farlo, ci difende dagli attacchi esterni. Il nostro organismo è capace di un'infinita potenzialità: è pronto ad affrontare qualsiasi nemico, codificandolo e costruendo la propria memoria. La stessa memoria che noi abbiamo imparato ad aiutare con i vaccini. Oggi il mondo è colpito da una calamità feroce. Non eravamo completamente ignari quando è arrivata, ma ci siamo fatti trovare impreparati. Di certo, sappiamo che questa pandemia non sarà l'ultima. Di fronte a questa trasformazione epocale le risposte della politica sono spesso dettate dalla paura e dallo sgomento. È difficile per tutti rinunciare non solo alle vecchie abitudini, ma anche alla forma che il nostro stile di vita aveva prima. Ma come possiamo cambiare la nostra postura nei confronti del mondo, che ormai è già cambiato sotto i nostri occhi? Antonella Viola costruisce una mappa per abitare questa rivoluzione e comincia con l'invito a rivolgere lo sguardo dentro noi stessi, per capire la razionalità che muove il nostro organismo. Il nostro corpo è un meraviglioso sistema di comunicazione. Ciascuna parte collabora con l'altra, inviando segnali e traducendoli costantemente. Senza sosta si misura con l'ignoto che viene da fuori e lo affronta. Dobbiamo ricordarci che nessuno di noi può prescindere dagli altri e dall'ambiente in cui vive. Abbiamo la responsabilità di imparare la lezione del virus, perché con sé porta le contraddizioni di un mondo globalizzato che trascura la catastrofe del clima e non si occupa delle disuguaglianze sociali. Per fortuna ad aiutarci c'è la scienza, che da secoli si misura con la realtà e le rivoluzioni non con la lotta, ma con la cautela e la leggerezza.
15,00 14,25

Mamme. L'arte delle lettere

Libro: Copertina morbida

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2021

pagine: 160

Shaun Usher mette insieme trenta tra le più irresistibili, divertenti, stimolanti e potenti lettere mai scritte da e verso le madri, missive che celebrano la gioia e il dolore, lo humour e la frustrazione, la saggezza e il sacrificio che il ruolo comporta per il genitore come per il figlio. Una ragazza egizia che piange la morte della madre nel quarto secolo d.C. Melissa Rivers che rimprovera affettuosamente sua madre, Joan, per aver trattato la sua casa come un hotel e aver portato il figlio tredicenne a vedere Ultimo tango a Parigi. Anne Sexton che dà a sua figlia il consiglio di vivere la vita fino in fondo. Caitlin Moran che spiega in una lettera alla figlia adolescente che alcuni ragazzi sono malvagi come i vampiri e che devi trafiggere i loro cuori. Martin Luther King Jr. che scrive di avere la migliore madre del mondo. Ci sono consigli, biografie, rimpianti e ringraziamenti - alcune missive sono scritte sul letto di morte e altre in occasione della nascita di un bambino. Queste trenta lettere catturano l'infinita gamma di sentimenti che derivano dall'essere o dall'avere una madre. Dalle corrispondenze di Caitlin Moran, Sylvia Plath, Martin Luther King Jr., George Bernard Shaw, E.B. White, Laura Dern, Louisa May Alcott, Edna St. Vincent Millay, Bette Davis, Richard Wagner, Martha Gellhorn e molti altri.
12,00 11,40

Lo capisce anche un bambino. Storia di una famiglia inconcepibile

Mattia Zecca

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2021

pagine: 240

"Un figlio è sempre una scoperta che muta la geografia del tuo mondo." E il mondo che questo libro invita a esplorare è quello raccontato dalla voce di un padre, ma osservato con gli occhi di Lorenzo e Martino, due bimbi che condividono la stessa cameretta, la stessa storia di amore, determinazione e cura e, soprattutto, gli stessi genitori: papà Mattia e papà Nicola. È la storia vera, insomma, di una famiglia come le altre: una famiglia felice che, convinta di essere trasparente, una tra le tante, scopre invece di essere invisibile. Perché se l'amore ignora sempre le leggi della fisica e della biologia, la legge talvolta ignora l'amore. A Lorenzo e Martino, infatti, che di genitori ne hanno due, l'ordinamento italiano ne riconosce solo uno per ciascuno. L'altro, per le istituzioni, non è che un mero convivente. Lorenzo e Martino, per la legge italiana, non sono fratelli. "Per il nostro Paese noi siamo quattro simpatici coinquilini che si vogliono tanto bene e che, se trovassero un buon portiere, potrebbero formare un'ottima squadra di calcetto a cinque. Se solo papà Mattia e papà Nicola sapessero giocare a pallone. È questo, il problema." Con una scrittura delicata e profonda, Mattia Zecca racconta una storia personale ma anche collettiva, che ci riguarda come figli prima ancora che come genitori, nel nostro diritto assoluto di essere visti per quello che siamo. E, in fondo, getta luce sull'unico senso intimo e universale del desiderio di costruire una famiglia: "Essere genitori è prima di tutto un'occasione: quella di essere i bambini che non siamo mai stati, o che non siamo stati abbastanza, o che non siamo stati come avremmo realmente potuto o desiderato. Essere genitori vorrebbe dire, insomma, tornare bambini, ma imparando a esserlo meglio".
16,00 15,20

Il sentiero degli dei. Un racconto a piedi tra Bologna e Firenze

Wu Ming 2

Libro

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2021

pagine: 272

Questo libro è un intreccio di scrittura e cammino. Percorre e racconta un sentiero che va da Bologna a Firenze, da piazza Maggiore a piazza della Signoria, conosciuto come Via degli Dei. Nel 2010, quando uscì la prima edizione, si era appena conclusa la guerra tra l'Appennino e l'Alta Velocità. La nuova ferrovia prometteva di avvicinare i capoluoghi di Emilia e Toscana come se fossero due fermate di una metropolitana. Oggi possiamo dire che quelle parole erano solo propaganda. I treni veloci fanno risparmiare una ventina di minuti di viaggio, ma dietro di sé hanno lasciato un inutile sacrificio di esseri umani, paesaggi, fiumi e sorgenti. L'Alta Velocità avrebbe dovuto spostare sulle rotaie parte del traffico dell'Autostrada del Sole. Invece di autostrade ne è arrivata un'altra, e la storia si è ripetuta. Dieci anni dopo, la Via degli Dei è diventata uno dei cammini più frequentati d'Italia e questo testo un piccolo classico della narrativa di montagna. L'autore torna sui suoi passi e aggiunge alle vecchie pagine il racconto di quel che è accaduto nel frattempo: i luoghi che sono cambiati, quelli che sono rimasti intatti, le nuove storie che si sono depositate sul sentiero, le riflessioni imposte dalla sua notorietà, ma anche le sentenze per i disastri ambientali e le morti sul lavoro, i danni compiuti e mai più sanati. Perché il passato non si può cambiare, e nemmeno il futuro, ma bisogna sforzarsi di educare il presente. Crescerlo con più cura. Seguire per cinque giorni i segnavia biancorossi, tra incontri e leggende, per arrivare a Firenze a forza di gambe, scoprendo così quale mostruosa Entità minaccia boschi e vallate. Per poterla riconoscere, la prossima volta. Cioè adesso. "Queste storie sono fatte di tronchi e di pietra, prima che di parole." Cinque giorni di cammino da Bologna a Firenze, fra incontri inattesi e disastri ambientali, per conoscere le verità e gli spettri che plasmano il paesaggio. Per ascoltare senza fretta la voce dei luoghi e imparare a capirli.
17,00 16,15

Popism

Andy Warhol, Pat Hackett

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2021

pagine: 384

“Questa è la mia personale prospettiva del fenomeno pop a New York negli anni sessanta. Pat Hackett e io abbiamo ricostruito il decennio, cominciando dal 1960, quando iniziai a produrre le mie prime tele pop vere e proprie. È uno sguardo a ritroso a com’era allora la vita per i miei amici e per me; ai dipinti, ai film, alla moda, alla musica, alle superstar e alle relazioni personali che hanno dato forma a quel mondo nel nostro loft di Manhattan, il luogo conosciuto come Factory.” Una tempesta culturale travolse gli anni sessanta: la Pop Art, Bob Dylan, la psichedelia, i film underground. Al centro della tempesta sedeva un giovane artista con i capelli argentati: Andy Warhol. Andy conosceva tutti e tutti conoscevano Andy. Il suo studio, la Factory, era il cuore di questa rivoluzione: dove Warhol creò le grandi tele delle lattine e delle icone che definirono il decennio, dove si potevano ascoltare i Velvet Underground di fianco a Edie Sedgwick e dove Warhol stesso osservava come un sismografo il movimento irrequieto dell’avanguardia. La turbolenza degli anni sessanta si riflette in un memoir straordinario, che documenta il successo di Warhol come artista e come film-maker e, allo stesso tempo, entra nelle vicende travolgenti e drammatiche della sua vita.
25,00 23,75

I racconti del ritorno. Esercizi di vita e di memoria da Ulisse a Neil Armstrong

Alessandro Vanoli

Libro: Copertina morbida

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2021

pagine: 208

Il ritorno. Capita talvolta che l'essenza di un viaggio sia tutta lì: nel tempo sospeso in cui ogni cosa si chiude, quando le avventure cominciano a riassumersi nei ricordi, nello sforzo di far coincidere ciò che si è vissuto con il senso della vita precedente ormai lontana. Ritornare significa avviarti verso casa carico di conoscenze e di esperienza, e riscoprirti inevitabilmente diverso da come eri partito. Così, parlare del ritorno è anche parlare di se stessi e dell'età matura, del momento in cui ci si ritrova a fare i conti con quello che si è fatto, guardandosi indietro, come si fosse alla fine di un viaggio. Ma non c'è per forza tristezza nel ritorno. C'è anche il senso delle scelte compiute: ricordando e ragionando su ciò che si ritrova, si può raggiungere una maggiore pienezza e una comprensione più profonda. E alla fine non si potrebbe capire davvero ciò che si è fatto se non si avesse il coraggio di tornare. Storie lontane sul ritorno da un viaggio o sul ritorno a casa al termine della vita possono svelare qualcosa di nuovo riguardo al passato e, allo stesso tempo, rivelare qualcosa in più su di noi. Ecco dunque il racconto: per Alessandro Vanoli il senso del ritorno si trova nell'Odissea e nei nostoi, nei grandi archetipi di Ulisse e Agamennone, ma anche nelle spedizioni esemplari di grandi esploratori, su tutti quella di Cristoforo Colombo, incapace di vedere il nuovo e di cogliere la portata epocale del suo viaggio. Di lì sino a incrociare, tra storia e letteratura, il ritorno a Venezia di Casanova, per finire con l'avventura prometeica di Neil Armstrong, che vide la Terra dalla Luna. "Riflettere sul ritorno," scrive Vanoli, "è riflettere su un momento fondamentale della nostra vita e dunque su ciò che siamo."
16,00 15,20

Amore. L'arte delle lettere

Libro: Copertina morbida

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2021

pagine: 128

Beethoven che si strugge per la sua celebre Amata immortale. Steinbeck che dà consigli sentimentali al figlio quattordicenne. La sorprendente lettera d'amore di Simone de Beauvoir a Nelson Algren. Frida Kahlo a Diego Rivera prima di farsi amputare una gamba. Johnny Cash che festeggia il compleanno della sua amata June Carter. Shaun Usher ha raccolto alcune delle più incredibili lettere d'amore mai composte, vuoi ispirate dai primi ardori o dalle recriminazioni finali, dal rammarico per sentimenti non corrisposti all'entusiasmo per le passioni sperimentate.
12,00 11,40

Quel che stavamo cercando

Alessandro Baricco

Libro

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2021

pagine: 48

Ormai sappiamo che la pandemia di coronavirus è molto più di un'emergenza sanitaria. È come se sorgesse dall'universo delle paure che da tempo ormai detta la nostra agenda per soppiantarle tutte, e riscriverle. E se attraverso il mito gli umani generano il mondo, come ci insegna l'Iliade, allora la pandemia è una figura mitica, una costruzione collettiva. Che non significa che sia irreale o fantastica, anzi: si può dire che quasi tutte le scelte, di ogni tipo, fatte dagli umani negli ultimi cinquant'anni ne abbiano creato le condizioni. Così Alessandro Baricco prova a pensare la pandemia, in queste pagine lievi e dense, e ci invita, mentre salutiamo i morti, curiamo i malati e distanziamo i sani, mentre lo sguardo è fisso sul virus e i suoi movimenti, a chiudere gli occhi e metterci in ascolto di tutto il resto – come un rumore di fondo. Ci troveremo un misto di paura e audacia, di propensione al cambiamento e nostalgia per il passato, di dolcezza e cinismo, di meraviglia e orrore. Non perdiamo allora l'occasione per guardare dentro lo choc, per leggerci i movimenti che l'hanno generato e che ci definiscono come comunità. Se avremo il coraggio di affrontare la partita, una partita che ci aspettava da tempo, potremmo trovarci alcune sorprese, potremmo scoprire che questo deragliamento del corpo, personale e collettivo, è destinato a condurci in territori inesplorati, e che “chi ha amato, saprà”.
4,00 3,80

PlayList Winter. Dodici racconti per cantare una stagione

Libro: Copertina morbida

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2020

pagine: 176

Dodici racconti scelti e commentati da Scuola Holden per sentire come suona l'inverno. All'interno: 1. Nickolas Butler, Acqua piovana; 2. Virginia Woolf, La macchia sul muro; 3. Ottessa Moshfegh, Danzando al chiaro di luna; 4. Agota Kristof, La campagna; 5. Francis Scott Fitzgerald, Sogni d'inverno; 6. Salwa Al-Neimi, Tra quattro mura; 7. Aimee Bender, Lezioni di origine; 8. Roberto Bolaño, Chiamate telefoniche; 9. Nadine Gordimer, Perché non hai scritto?; 10. Antonio Tabucchi, Dolores Ibarruri versa lacrime amare; 11. Raymond Carver, Piccole cose; 12. Romain Gary, Gli abitanti della Terra.
16,00 15,20

Racconti contagiosi

Siegmund Ginzberg

Libro: Copertina morbida

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2020

pagine: 336

Uscita dal lockdown, la signora Dalloway di Virginia Woolf è presa da una voglia incontenibile di shopping. Il Decameron di Boccaccio si svolge attorno a un distanziamento sociale volontario nei giorni della peste. Romeo e Giulietta di Shakespeare muoiono a causa di un eccesso di polizia sanitaria. Il cardinale Borromeo di Manzoni aveva inventato la messa cantata dai balconi. La fantascienza aveva anticipato virus più perfidi del corona. È stata l'Italia a inventare nel Trecento le prime misure per fermare il contagio. Aveva i migliori medici, fu lodata e imitata nel resto d'Europa. Ma non bastò a impedire una decadenza di parecchi secoli. Quarantena, distanziamento sociale, stop ai teatri, alle taverne e alle feste sono sempre stati molto impopolari. Pesti, epidemie, contagi ce li raccontiamo da sempre. Probabilmente da millenni prima che si cominciasse a scriverne. I racconti si somigliano. E soprattutto somigliano alle cronache dei nostri giorni. Boccaccio copia Tucidide, Lucrezio e Ovidio, London aveva copiato da Poe e da Mary Shelley. Camus usa la Peste inventata per parlare dell'invasione nazista. Il male non viene chiamato allo stesso modo. Non sappiamo nemmeno se si tratti delle stesse malattie. A un secolo di distanza sappiamo poco della Spagnola. E non abbastanza del Covid. C'è qualcosa di profondamente umano che accomuna tutte le narrazioni: la paura, l'orrore, la ricerca del colpevole, le fake news e i rimedi bislacchi, ma talvolta efficaci. Per un paio di secoli dopo il Decameron i testi medici indicavano il raccontarsi storie e lo stare allegri come profilassi contro il contagio. Ci sono molte sorprese nelle strade dell'immaginario che Siegmund Ginzberg ripercorre con un occhio all'attualità. Talvolta la fantasia l'azzecca più della scienza. I cronisti antichi più dei contemporanei. Tutti quanti, però, hanno in comune una strategia per convivere con l'epidemia: disinnescarla con gli strumenti potentissimi della narrazione.
18,00 17,10

Incursioni. Arte contemporanea e tradizione

Salvatore Settis

Libro

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2020

pagine: 368

Nel 1937 Duchamp si tagliò la testa. In questa opera senza titolo, di fianco alla testa mozzata dell'artista compare una donna trasognata. Tra le mani ha un metro da sartoria e indossa una veste all'antica, da sacerdotessa o menade. Come si guarda un'opera di Duchamp? Cosa vorrà misurare quel metro? Si può decifrare l'enigma di un montaggio che sfida o addirittura estromette l'osservatore? Cominciano così le incursioni di Salvatore Settis nelle opere di dieci importanti artisti del nostro tempo. Duchamp, Guttuso, Bergman, Jodice, Pericoli, Bruskin, Penone, Viola, Kentridge e Schutz rappresentano l'onda d'urto dell'arte contemporanea, che travolge regole e abitudini consolidate. Ma la loro opera comporta davvero un rifiuto drastico della tradizione o la capacità di dimenticarla? "Tra antico e contemporaneo", scrive Settis, "c'è una perpetua tensione, che continuamente si riarticola nel fluire dei linguaggi critici e del gusto, nei meccanismi di mercato, nel funzionamento delle istituzioni. Talora anche in dura polemica con l'arte del passato, ma senza poterla ignorare." Ogni artista lo sa e forse lo sa anche il suo pubblico. La citazione, la parodia, la stratificazione della memoria, il ritorno di un gesto sono solo alcune tracce del rapporto che lega i maestri di oggi con il passato. Il coraggio dell'incursione da un artista all'altro, da un'opera all'altra, è la strada per esplorare connessioni e distanze senza rinunciare alla condizione essenziale della conoscenza: la capacità di sentirsi stranieri in ogni luogo.
30,00 28,50

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