Futura Editrice: Carta bianca
Testa, mani e cuore
Vincenzo Moretti
Libro: Libro in brossura
editore: Futura Editrice
anno edizione: 2013
pagine: 198
Cosa è successo a via Canova? E che ci fanno assieme la cardarella e Jorge Luis Borges, la solidarietà e Murasaki Shikibu, la macchinista Giovanna e Italo Calvino? Le risposte in questo romanzo dai sentieri che si biforcano, che ha per protagonisti Libero e Cosimo, e la passione per il lavoro, la voglia di farlo bene a prescindere perché è così che si fa. "Testa, Mani e Cuore" è il romanzo dell'Italia operosa, quella che dà valore al lavoro, che mette impegno nelle cose che fa. L'Italia che le sue rughe se le guadagna ogni giorno, grazie a ciò che sa e che sa fare. L'Italia che vuole tornare a regalare al mondo intelligenza, arte, tecnologia, bellezza. L'Italia del lavoro ben fatto, di Rinalda e del vocabolario, di Lorenzo e della piazza, del tempo e di Alvise. L'Italia che c'è, è vera, esiste, bisogna solo raccontarla. L'Italia che... se non ci salva lei non ci salva nessuno. Questa stessa Italia è narrata anche nel film diretto da Alessio Strazzullo disponibile gratuitamente su leviedellavoro.org.
Una pietra sopra il passato
Carlo Ruggiero
Libro: Libro in brossura
editore: Futura Editrice
anno edizione: 2012
pagine: 200
"Aspro e sassoso, aggrappato alla cerniera montuosa dei monti Aurunci, che divide la Valle dei santi dalla Terra di lavoro. Santi (in Paradiso) e lavoro: proprio quello che al momento manca da queste parti". Questo libro racconta la storia di un piccolo borgo della provincia di Frosinone, Coreno Ausonio, al confine tra Lazio e Campania, e delle sue cave di pietra, tra storia e leggenda. Dalla prima, impiantata da uno scalpellino abruzzese nell'immediato dopoguerra, a quelle che furono aperte dopo, una dopo l'altra, cambiando la vita e la fisionomia del paese, toccato da un immediato benessere e da una repentina crescita economica. Le cave divennero così una specie di icona miracolistica alla quale immolare tutto: strade, paesaggio, tradizioni. A metà tra ricognizione di paesologia e narrazione sociologica, questo libro ondivago, al quale l'autore ha dato l'andamento investigativo di chi racconta camminando, dalla scrittura asciutta e tesa, descrive una delle tante piccole Italie, segrete e inaccessibili, sconvolte dal mito della crescita, dalla follia del sogno cieco e dall'epica della ricchezza, un sogno che per una intera comunità diventerà poi fino ai giorni nostri distruzione e incubo.
Vite periferiche. Solitudine e marginalità in dieci quartieri di Roma
Enzo Scandurra
Libro: Libro in brossura
editore: Futura Editrice
anno edizione: 2012
pagine: 190
Chi costruisce le nostre città? Gli amministratori, i politici, gli immobiliaristi, gli urbanisti? Tutti costoro tracciano piani, elaborano progetti, realizzano opere, ma poi sono le persone in carne ed ossa - coloro che la abitano - a produrre l'anima della città; anche di una grande capitale come Roma. C'è una Grande Storia fatta di personaggi e luoghi noti e c'è una piccola storia fatta anch'essa di luoghi e persone che non vengono raccontati dalla narrazione mainstream. La controffensiva liberista produce nelle nostre città desolazione, solitudini, individualismi, competizione, egoismi, insieme a quella che alcuni chiamano "modernizzazione", destinata ad emarginare ancora di più gli abitanti che non riescono a prendere il suo treno in continua corsa verso un futuro oscuro. Quella che una volta era la città moderna, oggi è una città desertificata di individui che forse potremmo chiamare sconfitti, ma non perdenti, ancora non rassegnati. Queste singole esistenze senza una storia sono anche esempi di una irrinunciabile volontà di sopravvivere che promette di crescere e diventare collettiva se si avrà la forza di non lasciarle ancora sole; l'inizio di una nuova e diversa storia delle nostre città. Dieci brevi storie di "pezzi" di periferia romana raccontate da un osservatore che ha rinunciato allo sguardo neutrale di urbanista, intrecciate a dieci racconti di vite marginali, solitudini nella folla anonima e silenziosa della città che un tempo fu eterna e, ora, solo moderna. Presentazione di Bruno Amoroso.
Lentamente l'Africa. Racconti di un viaggio dalla Spagna al Mali
Marianita Palumbo, Tobias Mohn
Libro: Libro in brossura
editore: Futura Editrice
anno edizione: 2012
pagine: 304
Il libro racconta, attraverso testo e immagini, un viaggio in bicicletta dalla Spagna all'Africa dell'Ovest di una giovane coppia che si mette in cammino con la voglia di toccare con mano una parte del complesso continente africano. Per 5 mesi e più di 6.000 chilometri di pedalate, Tobias e Marianita si confrontano con paesaggi ed esperienze che li fanno riflettere sull'Africa e l'Europa, spingendo sempre più in là il confine tra i due continenti. Attraverso Spagna, Marocco, Sahara Occidentale, Mauritania, Senegal, Guinea, Mali e Burkina Faso, i due autori riflettono giorno per giorno sul senso del viaggiare oggi, sulla specificità di andare con lentezza, e su come la bicicletta sia una maniera, non solo per andare lontano, ma anche per sentirsi più a casa. Attraverso le montagne dell'Atlante e il deserto del Sahara, le pianure del Senegal e le colline della Guinea, il delta del fiume Niger e poi ancora le distese sabbiose del Sahel, il racconto comunica la voglia di mettersi in cammino, di rendersi disponibili all'incontro, di reimparare a viaggiare perché "un viaggio del genere ti insegna prima di tutto qualcosa sul posto da cui vieni e poi sul posto dove vai".
Rosso rosso
Anselmo Botte
Libro: Libro in brossura
editore: Futura Editrice
anno edizione: 2012
pagine: 155
Dopo l'esordio narrativo "Mannaggia la miseria", che denunciava le condizioni di lavoro e di sfruttamento della comunità marocchina del ghetto di San Nicola Varco di Eboli molto prima dello sgombero, e il successivo "Grazie mila", che racconta dal di dentro i tormenti degli ottocento braccianti africani cacciati con violenza dalla polizia, Anselmo Botte chiude con "Rosso rosso" la sua trilogia nelle terre dove Levi scrisse il suo memoriale civile. Anche questo nuovo libro, che ha la forma del romanzo, usa lo stesso travestimento formale, dove l'autore utilizza le storie e l'esperienza sul campo di sindacalista per raccontare la condizione umana delle operaie stagionali del pomodoro, quelle 12.000 donne che "come formiche, correvano verso un nuovo giorno di lavoro, in molteplici fabbriche dell'Agro Nocerino-Sarnese, sotto il Vesuvio, a due passi da Salerno". Nella capitale mondiale del pomodoro pelato, terra di caporali e caporale, in una fabbrica dove si spettegola e si lotta per la sopravvivenza quotidiana, vive e racconta in un registro a volte comico-grottesco, in altre sentimentale, la protagonista-narratrice di "Rosso rosso", cioè l'operaia Lucia. Parla e straparla del suo bell'Antonio e dell'amore nella terra dei pommarolari, spietati padroni avvezzi a rapporti di lavoro feudali, dove "la mezzadria e la colonia apparivano gli unici criteri di valutazione dell'economia", nel contesto desolato e barbarico della Statale 18, territorio di pomodori e camorra. Prefazione di Vera Lamonica.
Conservatorio. Ieri, oggi, domani
Tarcisio Tarquini
Libro: Libro in brossura
editore: Futura Editrice
anno edizione: 2012
pagine: 240
Parte da lontano questo libro diviso in tre tempi, quando la scuola di musica era un luogo altro, quello dell'educazione e dell'iniziazione alla vita. E attraverso racconti esemplari di più periodi, riconnette e aggrega i resoconti degli storici, la vita dei "figlioli" di Napoli, quella dei Maestri o, ancora, dei costruttori di strumenti musicali, cioè il mondo antico di ieri. Con l'arrivo perturbante e innovativo del jazz siamo quasi nell'oggi, che è la parte centrale, dove l'autore narra di progetti e contraddizioni, di artisti lavorativamente sospesi tra canto barocco ed esibizioni da pianisti sull'oceano. Il libro si chiude con sei racconti che gettano uno sguardo su un altro conservatorio ancora, quello di domani, abitato dalle cantanti liriche coreane Jee e Hee, dalle contaminazioni di jazz, popular music, elettronica. Tarcisio Tarquini racconta dal di dentro, con cognizione di causa e una scrittura che si muove tra oggettività e pathos, le tante e ricche esperienze, le persone, i progetti e i sogni di innovazione di queste istituzioni miracolosamente in equilibrio tra antico e futuro. Il libro si chiude con un reportage fotografico di Mario Ritarossi, "Il santuario più degno", sulla biblioteca del Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella, dove si trova custodita la partitura autografa di Mozart (un minuetto composto a Salisburgo nel 1773) ritratta nella copertina del volume.
La rivolta impossibile. Vita di Lucio Mastronardi
Riccardo De Gennaro
Libro: Libro in brossura
editore: Futura Editrice
anno edizione: 2012
pagine: 216
"Prima dell'immensa mutazione che sta coinvolgendo il mondo, e dunque noi tutti, ce n'è stata un'altra attorno al 1960 che ha avuto in Italia effetti dirompenti e alla quale non eravamo affatto preparati, l'anno della Dolce vita: il boom, altrimenti detto miracolo economico. Era impossibile non accorgersi della trasformazione e tanti l'hanno narrata. Tra costoro: Pier Paolo Pasolini, che ne denunciò gli effetti, Luciano Bianciardi, che si lasciò andare all'alcol, e Lucio Mastronardi, che si uccise buttandosi nel Ticino. Mastronardi era il più fragile dei tre e il più impreparato a resistere. Ed è, a ben guardare, Mastronardi ad aver narrato meglio di ogni altro scrittore, nel 'Maestro di Vigevano', nel 'Calzolaio e nel Meridionale', gli sconvolgimenti del boom, la frenesia e la furia della corsa al denaro che travolsero quasi tutta la nostra società. Egli lo ha fatto re-inventando una lingua, negli anni di Meneghello, e parlando della provincia, di quella vasta e importante provincia padana, che fu forse la zona più fragile, succube e ricettiva della frenesia collettiva: dove tutto si fa moneta. Dobbiamo a De Gennaro il merito non solo di aver rimediato a un vuoto, a una dimenticanza o a una superficialità del giudizio critico recente, ma soprattutto di spingerci a rileggere Mastronardi considerandolo, come giusto, all'altezza dei maggiori scrittori del suo tempo, pur così ricco di grandi autori." (dalla prefazione di Goffredo Fofi).
E la casa dov'è? Storie da un asilo notturno
Carla Baroncelli
Libro: Libro in brossura
editore: Futura Editrice
anno edizione: 2011
pagine: 226
Ospiti temporanei, ospiti occasionali. Docce e sportine con cena e colazione. Questo è il Re di Girgenti, un dormitorio pubblico gestito dai volontari del Comitato cittadino antidroga di Ravenna; e qui, ogni giorno, una cinquantina di persone suona il campanello chiedendo asilo. Ad accoglierle s'affaccia Carla Soprani, la coordinatrice, che spiega così il senso di questa terra di mezzo: "Gli offriamo un ponte per attraversare la strada". Passare il guado è per molte di queste persone senza fissa dimora un sogno che a volte s'avvera. Con paziente discrezione da allenata professionista del racconto della realtà, senza pregiudizi né censure, Carla Baroncelli si mette in ascolto e dà voce, volto e memoria a ciascuno di questi espropriati della vita che hanno smarrito lavoro, soldi, casa, famiglia, e la coscienza di sé. La sua scrittura prensile, capace di ricreare un parlato emozionante e vivace, costruisce con abile misura queste narrazioni di vite in transito. Italiani, africani, ma anche un irlandese e un afgano, gente che viene dal margine, da storie di droga, alcol, carcere e gioco d'azzardo, e da notti passate a dormire nei vagoni della stazione ferroviaria, su panchine gelide di un parco pubblico o nei bagni dell'ospedale. Ma la spirale si può interrompere ed è allora che squilla il campanello di via Mangagnina 61, una "casa" dove riprendere fiato e progettare di risalire, di ritrovare quanto perduto. Nulla di più. Prefazione di Flavia Franzoni.
Parlamenti
Paolo Volponi
Libro: Libro in brossura
editore: Futura Editrice
anno edizione: 2011
pagine: 289
Paolo Volponi è stato un grande scrittore "di complemento": dirigente olivettiano e poi parlamentare, le sue pagine nascono come verifica della realtà del paese. Dall'esperienza industriale, com'è noto, ha tratto "Memoriale" (1962) e "Le mosche del capitale" (1989), romanzi tra i più rilevanti del secondo Novecento italiano. Eletto al Senato, nel 1983, i suoi discorsi parlamentari sono straordinari esempi di passione civile e di perizia argomentativa, nata dall'urgenza, "in situazione", di dotarsi di uno strumento di invenzione figurale. Mentre s'impegnava strenuamente contro i tagli alla scala mobile, il duopolio televisivo o la Guerra nel Golfo, scriveva, sulle stesse carte del Senato, appunti, poesie, intere sequenze di romanzi. Tra queste carte si trovano i materiali di un romanzo parlamentare-epistolare "su Palazzo Madama", concepito da Volponi in dialogo con il senatore del Pci Edoardo Perna. Il testo, inedito, a forte connotazione grottesca e parodica, è incentrato sulle misteriose apparizioni di un "Senatore Segreto" che, dalla monarchia in poi, ha sempre abitato come uno spettro le quinte del Parlamento, riuscendo a votare a favore dei trasformismi e delle maggioranze più vili e corrotte. Contro questa fissità, "segretezza" e "devozione", Volponi ci attesta come un'altra Italia sarebbe stata possibile se solo avessero trovato ascolto l'onestà culturale, i progetti e le tensioni ideali.
Rione Sanità. Storie di ordinario coraggio e di straordinaria umanità
Cinzia Massa, Vincenzo Moretti
Libro: Libro in brossura
editore: Futura Editrice
anno edizione: 2011
pagine: 188
Si può cambiare un destino e sconfiggere un ponte, quello del rione Sanità? Si può fare con il lavoro, la bellezza, la cultura? Si può in un quartiere che non solo per un dato di realtà, ma anche per disinformazione e luoghi comuni, è diventato sinonimo di illegalità, degrado, isolamento, ignoranza? Si può fare oggi, in questa Napoli declinante, nuda come le sue élite senza qualità, classi dirigenti rapaci invece che capaci? Le risposte in "Rione Sanità", nelle storie di donne e uomini che nel cuore di Napoli, di più, nella sua pancia, il coraggio che serve per sperare e per cambiare hanno deciso di darselo ogni giorno. Scommettendo sulla loro voglia di farcela. Assieme. Chiedendo al destino di ridargli indietro le loro vite. Sì, qui o l'umanesimo che si cerca e talvolta si trova nei libri, nei discorsi, diventa umanità, si trasferisce nelle vie e nelle piazze, o non c'è niente da fare. Sì, al rione Sanità si vince con la cultura e con il lavoro. O si perde irrimediabilmente.

