Lindau: Senza frontiere
Benoît misère
Léo Ferré
Libro: Libro in brossura
editore: Lindau
anno edizione: 2015
pagine: 256
Oltre venti editori italiani (alcuni grandi, altri più piccoli, tutti molto autorevoli) hanno rifiutato, esplicitamente o implicitamente, per qualche motivo, la pubblicazione del romanzo di Léo Ferré, "Benoît Misère". Eppure con la morte di Ferré, avvenuta a Castellina in Chianti il 14 luglio 1993, l'umanità ha perso un genio. Léo de Hurlevent, come si faceva chiamare agli inizi, fu definito da Jack Lang "memoria delle nostre rivolte, poeta delle nostre speranze". Louis Aragon affermò che "a causa di Léo Ferré bisognerà riscrivere la storia della letteratura in modo un po' diverso". André Breton lo annoverò tra i poeti del secolo. E anche il nostro Giovanni Testori parlò della sua opera come di un "eroico e sublime Canzoniere". In questo romanzo di formazione umana e artistica, Ferré, attraverso l'io narrante di Benoît Misère, racconta a se stesso il mare inquieto della propria memoria. Un mare il cui moto si origina a sorpresa nell'autore quando egli è ancora immerso nel liquido amniotico dell'esistenza intrauterina e si chiude - per una invocata, surreale e tenera inversione a U - in un ritorno nella sua primitiva tomba acquatica: il ventre materno, sacello anonimo "che non si copre mai di fiori". E poi diciamo che è un romanzo di movenze insolite, di ombre fantastiche, di sonorità irrituali, di sapori doppi. Non un romanzo per tutti, senza però essere elitario.
La morte di Virginia
Leonard Woolf
Libro: Libro in brossura
editore: Lindau
anno edizione: 2015
pagine: 93
Il 28 marzo 1941 Virginia Woolf appoggia il suo bastone da passeggio sull'argine dell'Ouse e poi si getta ielle acque del fiume. La depressione che la tormenta da anni con crisi acute che durano mesi, l'ha inghiottita nell'abisso di una disperazione assoluta. Nella lettera con cui si congeda dal suo caro Léonard scrive: "Sono certa che sto per impazzire di nuovo. Sento che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. E questa volta non mi riprenderò". Quelli che Léonard Woolf - storico, politico, editore, saggista - racconta in questo capitolo della sua autobiografia sono gli ultimi mesi di vita di Virginia. E sono anche i mesi iniziali del secondo conflitto mondiale: prima la "strana guerra", a partire dal settembre 1939, con la lancinante tensione dell'attesa mentre sul continente i tedeschi avanzano inesorabilmente in un Paese dopo l'altro; e poi la guerra vera con i bombardamenti su Londra, lo sfollamento, i morti. Léonard Woolf descrive e analizza gli eventi, racconta la loro vita di tutti i giorni, il suo lavoro alla Hogarth Press e per il Partito Laburista, i libri di Virginia, e i loro amici (Vita Sackville-West, Morgan Forster, Adrian Stephen e altri). E soprattutto cerca di ricostruire la discesa nell'abisso della sua amata moglie, incrociando i suoi ricordi con i brani del diario di Virginia (alcuni del tutto inediti), nella vana ricerca di una consolazione e di un sollievo dal rovello di una sofferenza profonda e di un vuoto incolmabile.
Storie d'altre storie
Giovanni Arpino
Libro: Libro in brossura
editore: Lindau
anno edizione: 2015
pagine: 103
Tutti abbiamo le nostre storie preferite e con esse i nostri personaggi del cuore. Li abbiamo amati così tanto da rileggere più volte il racconto delle loro avventure e magari ci siamo chiesti che ne è stato di loro "dopo". Pinocchio, per esempio, ha smesso di dare retta ai cattivi compagni? E Cappuccetto Rosso come sarà diventata da grande? In "Storie d'altre storie" Arpino costruisce una galleria di ritratti degli eroi del nostro immaginario, presentandoli nella loro vita "vera", quella che potrebbero aver vissuto a partire dalla vicenda che li ha resi immortali. Arpino dà loro voce provando a raccontare che cosa è successo da allora, che strada hanno preso e attraverso quale intreccio di speranze, desideri, delusioni, affetti e meschinità si è formato il tessuto della loro vita. In queste pagine ritroviamo Cappuccetto Rosso e il Cacciatore, Sandokan, Marian e Yanez, Frankenstein e la sua mamma, il dottor Faust e il Diavolo, ma anche Lolita, il capitano Achab, Marlowe. Piccoli cammei ricchi di fantasia, umanità e ironia nello stile vitale ed estroso di un grande scrittore del '900 italiano.
Hannah Coulter
Wendell Berry
Libro: Libro in brossura
editore: Lindau
anno edizione: 2014
pagine: 287
Hannah Coulter ha alle spalle due matrimoni e tre figli. Ormai vedova, trascorre la vecchiaia nella sua fattoria del Kentucky ricordando le vicende della propria esistenza (le gioie e le tragedie della gioventù, il periodo della guerra, il lavoro della fattoria, i rapporti con i vicini, l'allontanamento dei figli, il ritorno del nipote scomparso) e rileggendole con la sensibilità e la saggezza che gli anni hanno distillato. Per Hannah, ormai prossima al termine della vita, l'unica certezza sta nell'accettazione dell'incertezza del mondo. Dopo "Jayber Crow" (sempre edito da Lindau), con "Hannah Coulter" Berry aggiunge un altro affascinante tassello alla galleria di personaggi memorabili che popolano Port William, una comunità immaginaria ma assolutamente "vera". Attraverso le vicende degli individui laboriosi, saggi, fieri e non di rado bizzarri che la compongono, Berry ci offre un vivido ritratto della vita di un piccolo centro di uno Stato del Sud, all' ombra dei grandi eventi della storia americana (dalla Grande Depressione alla seconda guerra mondiale, dall'avvento della società del benessere al declino provocato dall'abbandono delle campagne), ma in pari tempo ci parla dell'Uomo, del suo bisogno di stare in comunità, del suo rapporto con l'ambiente e con la terra. Guardando al passato senza nostalgie, Hannah Coulter si rivela un'opera piena di forza, di amore per il mondo rurale, di devozione per la sua bellezza e di compassione per i suoi abitanti.
Mi ricordo
Joe Brainard
Libro: Libro in brossura
editore: Lindau
anno edizione: 2014
pagine: 176
Nell'estate del 1969 Joe Brainard comincia a scrivere un testo assolutamente originale. Si tratta di una serie di ricordi che spaziano dal dato puramente autobiografico e personale a personaggi e situazioni dell'immaginario collettivo, introdotti sempre dalla stessa formula: "Mi ricordo". Il risultato potrebbe riuscire noioso, se non altro perché ripetitivo, o anche banale, ma non è così. La potenza evocativa del testo di Brainard trascende il semplice accumulo di memorie del passato per trasformarsi sotto i nostri occhi in una storia di formazione e nel ritratto vivace, tenero e pittoresco di un uomo di rara sensibilità, dalla prima infanzia fino all'inizio degli anni '70. "Mi ricordo" è un tuffo nella cultura e nel costume americani - attrici e presentatori, mode e abitudini che ai giorni nostri possono far sorridere, prodotti ormai introvabili e personaggi stravaganti -, ma rappresenta soprattutto uno sguardo ravvicinato sulla realtà quotidiana e sui pensieri di un artista profondamente consapevole di sé, che si mette a nudo senza imbarazzi né falsi pudori, con un'innocenza e un'autoironia assolute. In apparenza senza un ordine riconoscibile, ma in realtà legati da nessi e richiami evidenti, i ricordi costituiscono una sorta di diario intimo, di stenografia esistenziale... Prefazione di Paul Auster.
Collina dei venti
Lucy Maud Montgomery
Libro: Libro in brossura
editore: Lindau
anno edizione: 2023
pagine: 104
I Cooper e gli Edgelow abitano da generazioni a Collina dei Venti, ma tra le due famiglie non corre buon sangue. Una faida le divide da alcune generazioni e nessuno ha intenzione di archiviare i vecchi rancori. Le cose tuttavia si complicano quando un’estate il nipote di Elizabeth Cooper, Romney, si innamora della splendida Dorcas, nipote del vecchio Jim Edgelow. Una loro unione sembra impossibile per molte ragioni, non ultimo il fatto che lui è uno scrittore squattrinato. I pettegolezzi hanno poi il loro peso nel complicare le cose tra i due giovani. Ma… Apparsa per la prima volta sul settimanale newyorkese «Love Story Magazine» nel marzo del 1923 e riscoperta solo di recente, "Collina dei Venti" è una tradizionale love story, che però viene trattata dalla Montgomery con il consueto humour che contraddistingue la sua scrittura. A distanza di cento anni dalla sua prima pubblicazione, si rivela una scoperta piacevole e divertente che non deluderà gli appassionati lettori della scrittrice canadese.
Ritratto di un matrimonio
Nigel Nicolson
Libro: Libro in brossura
editore: Lindau
anno edizione: 2018
pagine: 296
Il «matrimonio» è quello fra due aristocratici inglesi, entrambi scrittori, Vita Sackville-West e Harold Nicolson, e il «ritratto» è tracciato, a quattro mani, da Vita stessa - in un'autobiografia-confessione rimasta inedita fino alla sua morte - e da suo figlio Nigel Nicolson. Una coppia molto particolare, Vita e Harold. Irresistibilmente attratti lei dalle donne e lui dagli uomini, erano costantemente innamorati di qualcun altro, e si concedevano a vicenda la massima libertà, consapevoli che il profondo affetto che li legava sarebbe uscito indenne, anzi rafforzato, dalle varie crisi che attraversava. Nella sua autobiografia, Vita Sackville-West racconta la sua infanzia, l'amore semi-innocente per una fanciulla (parallelo al suo fidanzamento con Harold) e - dopo le nozze e due figli - il travolgente love affair con Violet Trefusis, che culminò in una rocambolesca fuga in Francia, con i due mariti che inseguivano le fuggiasche su un minuscolo aeroplano. Alberto Arbasino trova che «solo un delirio dei Fratelli Marx sull'Orient Express potrebbe accostarsi al frenetico dramma che sconvolge i quattro coniugi e gli otto suoceri, nonché parecchie zie cattive». Ma è soprattutto la storia di un nonmatrimonio che divenne un matrimonio felice sino alle nozze d'oro. Come scrisse Vita nel 1960, due anni prima di morire: «E adesso, in là con gli anni, ci amiamo più profondamente che mai, e anche con maggior tormento, poiché vediamo prossima la fine. È tristissimo sapere che uno di noi due morirà prima dell'altro». Sarà lei a lasciare il suo posto per prima e da quel momento qualcosa si spezzerà per sempre in Harold, fino a fargli perdere del tutto la voglia di vivere.
I primi viaggi di Andy Catlett
Wendell Berry
Libro: Libro in brossura
editore: Lindau
anno edizione: 2018
pagine: 144
Negli ultimi giorni del 1943, Andy Catlett, un ragazzino di nove anni, parte da solo in autobus per far visita ai nonni nelle campagne del Kentucky. Prima raggiunge la casa della famiglia paterna, dove non c'è neppure l'elettricità, e poi quella della famiglia della madre, più moderna ma altrettanto austera. È un viaggio di appena dieci miglia che lo allontana dai genitori per pochi giorni, ma è un rito di passaggio all'età adulta. Mentre seguiamo la vicenda del ragazzo, dietro cui s'indovinano frammenti dell'infanzia di Berry scopriamo che la voce narrante è in realtà quella di un Andy ormai anziano. Il racconto si intreccia così ai pensieri dell'uomo adulto, divenendo l'occasione per una riflessione sul tempo e sul modo in cui cambia la visione del mondo nel corso della vita. In questo breve e suggestivo romanzo - ideale introduzione all'affollato, colorito e profondo universo di Port William, la cittadina al centro dei romanzi di Berry - sono presenti molti dei temi su cui lo scrittore ritorna più spesso: il ruolo della famiglia, l'importanza della comunità, la fedeltà alla terra, i rapporti razziali, la crisi del mondo rurale e la minaccia della modernità. E mentre la vicenda esprime un omaggio pieno di gratitudine a una realtà ormai scomparsa, la voce narrante ammonisce: «E ho paura, credo anzi di saperlo, che la sorte tragica del vecchio mondo che ho conosciuto da bambino finirà per affliggere il mondo nuovo che l'ha rimpiazzato». Perché quello nuovo a noi contemporaneo si rivela alla fine soltanto «un mondo indistinto e privo di dettagli, perso nella distanza».
La memoria di Old Jack
Wendell Berry
Libro: Libro in brossura
editore: Lindau
anno edizione: 2016
pagine: 240
Ambientato nel 1952 a Port William -l'immaginaria località del Kentucky scenario delle storie di Wendell Berry - questo romanzo ricostruisce l'ultimo giorno di vita di Old Jack Beechum, vecchio agricoltore e un tempo uomo d'azione, oggi confinato nel polveroso hotel della cittadina. Sentendosi prossimo alla fine, Old Jack ripercorre il proprio passato meditando sugli errori commessi e osserva con disincanto e talvolta umorismo il mondo intorno a sé. Dalla morte del primo figlio alla rottura con la moglie, dal sogno di diventare proprietario terriero al rischio di perdere tutto, la vita di Old Jack è trascorsa sotto il segno di uno stoicismo quotidiano attraverso cui il protagonista ha imparato ad accettare i propri limiti restando fedele al mondo rurale cui appartiene. Romanzo dai toni pacati e lirici, “La memoria di Old Jack” rivela i drammi e la ricchezza di una realtà apparentemente semplice. Il flusso dei ricordi personali diviene autentica memoria collettiva, in cui affiorano i temi cari allo scrittore americano: l'attaccamento alla terra e il valore della comunità e dell'identità rurale contrapposti alle ambizioni della società contemporanea, alla sua cieca venerazione per il progresso e, in ultima analisi, alla sua corsa verso l'autodistruzione.
L'ombra delle colline
Giovanni Arpino
Libro: Libro in brossura
editore: Lindau
anno edizione: 2016
pagine: 255
"L'ombra delle colline", premio Strega nel 1964, racconta un doppio viaggio: quello reale, che porta Stefano a trascorrere una breve vacanza in Piemonte, e quello tutto mentale ed emotivo nel suo passato, perché il Piemonte è la regione delle sue origini e della prima giovinezza. E un doppio ritorno: per rivedere i luoghi dove è vissuto e per fare i conti con persone, situazioni ed eventi che popolano la sua memoria e hanno influenzato il suo modo di essere e vivere di oggi. Da Roma, dove abita, parte insieme a Lu, una donna cui è molto legato anche se il loro rapporto è fatto di parole e di emozioni trattenute. Lei lo conosce bene, sa dei fantasmi che lo abitano e spera che possa finalmente sciogliere i nodi che lo tormentano da tanti anni. È un viaggio faticoso: rimpianti, rancori, sensi di colpa, affetti e odi del presente e del passato si riaffacciano violenti, in un confronto senza tregua con le vicende del periodo della guerra, i drammi che lo hanno visto protagonista, le scelte anche contraddittorie che ha compiuto, e quello che ne è seguito, in una Roma dove si è fatto una posizione. Ma è anche un viaggio di consapevolezza, che lo porterà a darsi pace, riconoscendo il ruolo dei ricordi e lo spazio che esiste per la salvezza, per risorgere, per "il bene segreto che ci attende nell'umile alba d'ogni giorno".
Quando finirà la sofferenza? Lettere e poesie da Theresienstadt
Ilse Weber
Libro: Copertina morbida
editore: Lindau
anno edizione: 2016
pagine: 296
Nella Cecoslovacchia degli anni '30, Ilse Weber è una giovane donna ebrea, colta e vitale, che ha rinunciato a una brillante carriera di scrittrice per l'infanzia e autrice di radiodrammi, per amore del marito Willi e dei suoi due bambini. È una parentesi felice che non è destinata a durare: con l'occupazione tedesca del Paese, gli ebrei sono fatti oggetto di una persecuzione crudele e inesorabile. Ilse deve progressivamente rinunciare a tutto - alla propria casa, ad andare al cinema, a teatro, nel parco, persino a uno dei suoi bambini, Hanu, che a nove anni lascia la famiglia per raggiungere prima l'Inghilterra e poi la Svezia -, conformarsi ai divieti più umilianti, vedere gli amici di un tempo evitarla o girarle le spalle. Fino alla suprema prova dell'internamento a Theresienstadt nel febbraio 1942. Tutte queste vicende ci sono restituite, nello stile semplice e immediato di una conversazione, dalla sua corrispondenza con Lilian, l'amica che accoglie Hanu in casa sua, e con pochi altri interlocutori. Ma della Weber ci sono miracolosamente giunte anche le poesie e le canzoni composte per i bambini del reparto medico pediatrico del campo di concentramento. Raccolte e seppellite in un capanno degli attrezzi prima del trasporto finale ad Auschwitz (avvenuto nell'ottobre 1944), sono state recuperate dal marito dopo la liberazione e riunite con altre ottenute direttamente dai sopravvissuti. Se lei non ebbe scampo, il suo ricordo si conservò infatti tenacemente...
La strada dell'ignoranza e altri saggi su economia, immaginazione e conoscenza
Wendell Berry
Libro: Libro in brossura
editore: Lindau
anno edizione: 2015
pagine: 144
Per Wendell Berry tutto nasce dalla terra. Lì hanno origine le nostre possibilità di vita e le ragioni esistenziali più profonde. E lì nasce la passione che lo spinge a riflettere sulle devastazioni dell'ambiente e l'arroganza del potere economico. Aziende e corporation di dimensioni globali continuano a chiederci di ignorare l'evidenza, supportandole nel tentativo di abbattere quei limiti naturali che permettono di vivere e lavorare con coscienza all'interno di una comunità. Ci hanno fatto credere che tutto fosse sacrificabile sull'altare del progresso: i danni prodotti da questa mentalità sono sotto gli occhi di tutti, ma c'è ancora spazio per la speranza. Per usare le parole di Berry: "La devastazione non è necessaria e non è inevitabile, a meno che la nostra remissività non la renda possibile". Per impedirla dobbiamo opporre all'informazione arida e tendenziosa del potere un linguaggio diverso, più ricco e reale. Nei testi presentati in questa raccolta Berry parla di conoscenza, dell'importanza di mantenere vivi i saperi che rischiano di andare perduti e una lingua e una cultura variegate, della necessità di riprendere contatto non solo con la natura ma con gli altri uomini. La posta in gioco è molto elevata: accettare la distruzione delle nostre comunità, dei paesaggi e dei luoghi che abitiamo significherebbe accettare di perdere parte della nostra memoria, e dunque di noi stessi, rinunciando a una parte del nostro futuro.

