Mephite: La bibliotheca
Geografie e storie del Novecento letterario
Toni Iermano
Libro
editore: Mephite
anno edizione: 2009
pagine: 528
Il testo è alla sua seconda edizione, interamente rivista e notevolmente accresciuta. Un utile strumento di consultazione e di orientamento nel labirinto impossibile della narrativa italiana del novecento. Nuovi capitoli sono dedicati all'opera di Cesare Pavese, Pier Paolo Pasolini, Cesare Zavattini e la letteratura del nonsense, Guido Morselli, Paolo Volponi, alle identità delle letterature regionali tra realismo visionarismo - spazi esemplari della condizione umana e "di tutta la terra" (come nel caso della Calabria di Alvaro, del Molise di Jovine o della Sardegna di Dessì, Satta, Mannuzzu e Niffoi) - a Enzo Striano, a lungo trascurato dall'industria culturale. Nel testo sono discussi scrittori, ognuno a suo modo, portatori di un'eredità provinciale, nelle cui opera, come ha scritto Salvatore Battaglia, è custodito "il segreto della nostra vicenda di nazione e d'individui, ancora in cerca d'una verità elementare, di una costanza di vita e di credenza, d'una responsabilità civile meno esposta all'improvvisazione, al sentimento fortuito, alle decisioni estemporanee, all'instabilità degli interessi e degli umori". I tempi di glaciazione intellettuale e di conformismo autoritario, la geografia delle scritture continua a rappresentare una voce di autonomia e di libertà espressiva mentre la condizione dell'uomo si dissolve nel disimpegno e nella pianificazione della società contemporanea. Il libro è corredato da un ricco e aggiornato capitolo bibliografico.
Democrazia laicità giustizia. Antologia degli scritti
Gaetano Salvemini
Libro
editore: Mephite
anno edizione: 2005
pagine: 324
Gaetano Salvemini (1873-1957) è stato uno dei maggiori protagonisti della nostra storia contemporanea. Con lui si confrontarono criticamente i giovani dell'Ordine nuovo; sempre a lui si ispirarono molti tra coloro che avversarono la dittatura fascista; e ancora a lui si rifecero quanti, nell'Italia repubblicana, denunciarono le prepotenze della clerocrazia nera senza piegare alle tentazioni del totalitarismo rosso. Pur con tutto ciò, Salvemini non ricoprì cariche pubbliche (tranne il breve periodo in cui fu deputato), non ebbe responsabilità di partito e quasi sempre fece parte per se stesso. Segno che il suo carattere vero e la sua misura più precisa sono da ricercare lì, nel suscitatore di idee anziché nell'organizzatore di energie, nell'educatore morale più che nel condottiero di uomini. E come spesso capita agli educatori, il suo magistero - là per là, almeno - cadde inefficace e non conobbe risonanza d'eco. Salvo poi, ad esperienze consumate (e ad errori perpetrati), riscoprirlo come il tesoro più prezioso della nostra sensibilità. Il lettore che voglia sincerarsene non ha che da sfogliare le pagine di questa antologia: vi troverà scolpita la convinzione che la democrazia è innanzitutto un meccanismo di controllo della classe politica.

