Neri Pozza: Bloom
Un bel quartiere
Therese Anne Fowler
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2021
pagine: 320
Ampie strade, case di mattoni in stile ranch e giardini rigogliosi... Oak Knoll è un quartiere molto ambito nel bel mezzo di un’amabile città della Carolina del Nord. A Oak Knoll vivono Valerie Alston-Holt, professoressa di silvicoltura, e il suo talentuoso figlio Xavier, che in autunno partirà per il San Francisco Conservatory of Music. Esperta botanica, Valerie ama, del suo quartiere, soprattutto la maestosa vegetazione: cornioli bianchi e rosa, castagni, peri, viburni, camelie, ciliegi, cachi, cespugli di biancospino e agrifoglio. E, soprattutto, la grande quercia che svetta nel suo giardino. Qualche mese prima, però, è accaduto l’irreparabile: un’impresa di costruzioni ha abbattuto tutti gli alberi che ombreggiavano la casa accanto alla loro, demolita senza tante storie e portata via come i resti di una tempesta o di un terremoto. Ora al suo posto c’è un edificio grande e luminoso, con il suo spoglio ma costoso giardino, un’enorme piscina e, soprattutto, i nuovi vicini. I Whitman sono l’esatto opposto degli Alston-Holt: bianchi, benestanti, popolari. Brad Whitman, della Climatizzatori Whitman, è un giuggiolone pieno di soldi; sua moglie, Julia, coda di cavallo alta e un aderentissimo top da fitness, sembra uscita dalle pagine di un catalogo sportivo. E poi ci sono le figlie: la piccola, spumeggiante Lily, e Juniper, con i suoi segreti ben celati di adolescente. Con poco in comune, a parte un confine di proprietà, le due famiglie sono inevitabilmente destinate a scontrarsi, soprattutto quando Brad Whitman, incurante di ogni regola di buon vicinato, lascia che i lavori di ristrutturazione della casa intacchino le radici della quercia tanto amata da Valerie. Tra gli Aston-Holt e i Whitman scoppia, feroce, la guerra. Una guerra che cela in sè il seme dell’odio razzista e che rischia di sfociare nel più drammatico degli esiti. Una guerra che non si arresta nemmeno quando tra Xavier e Juniper sboccia l’amore. Spietato ritratto dell’America di oggi, dei conflitti razziali e sociali che la attraversano...
Splendore e viltà
Erik Larson
Libro
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2020
pagine: 608
Il 3 settembre 1939, in risposta all’occupazione della Polonia da parte di Hitler, la Gran Bretagna dichiara guerra alla Germania, e l’intero paese si prepara ai bombardamenti e all’invasione naziste. Le istruzioni del governo, impartite alla popolazione, non smorzano affatto la gravità dell’ora: «Dove il nemico atterrerà» avvertono, «i combattimenti saranno violentissimi». Vengono smontati i segnali stradali, distribuite trentacinque milioni di maschere antigas ai civili, l’oscuramento è così totale che nelle notti senza luna i pedoni urtano contro i pali della luce e inciampano nei sacchi di sabbia. La paura di ritrovarsi i tedeschi nel giardino di casa è tale che persino gli alti vertici dello Stato si preparano a scelte estreme. Harold Nicolson, futuro segretario parlamentare al ministero dell’Informazione, e la moglie, Vita Sackville-West, mettono nel conto la possibilità di suicidarsi pur di non cadere in mano nemica. «Dovrà essere qualcosa di rapido, indolore e poco ingombrante» scrive Vita al marito. Nel maggio 1940 i bombardamenti cominciano realmente. Dapprima con attacchi apparentemente casuali, poi con un assalto in piena regola contro la città di Londra: cinquantasette notti consecutive di bombardamenti, seguiti nei sei mesi successivi da una serie sempre più intensa di raid notturni. Nel maggio 1940, alle prime incursioni aeree sul suolo britannico, il primo ministro Neville Chamberlain, sfiduciato di fatto dal parlamento, si dimette e re Giorgio vi nomina al suo posto Winston Churchill. Dal 10 maggio 1940 al 10 maggio 1941 si svolge l’anno decisivo delle sorti del Regno Unito, l’anno che si conclude con «sette giorni di violenza quasi fantascientifica, durante i quali realtà e immaginazione si fusero, segnando la prima grande vittoria della guerra contro i tedeschi». L’anno in cui «Churchill diventò Churchill – il bulldog con il sigaro in bocca che tutti noi crediamo di conoscere – e in cui tenne i suoi discorsi più memorabili, dimostrando al mondo intero che cosa fossero il coraggio e la leadership». Erik Larson lo narra in questo libro, cronaca dei giorni bui e di quelli luminosi di Churchill e della sua cerchia ristretta, e racconto dei «piccoli ma curiosi episodi che rivelano come fosse realmente la vita durante le tempeste d’acciaio di Hitler».
Nato da nessuna donna
Franck Bouysse
Libro
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2020
pagine: 334
Ogni storia è resa grande dal proprio mistero, soprattutto quando tende al dolore. Di questo è convinto Gabriel, un giovane curato di campagna, cui viene inaspettatamente affidata un’ardua missione. Un giorno una sconosciuta si affaccia al suo confessionale, bisbigliando la storia di una donna morta in manicomio dopo aver ucciso il proprio figlio. Tra i suoi abiti sono nascosti dei quaderni che il curato dovrà prelevare durante la benedizione del corpo e portare via con sé. Per quanto confuso, Gabriel acconsente alla richiesta della sconosciuta. Il giorno della sepoltura, senza neanche aprirli, afferra i quaderni e li nasconde sotto la tonaca. Tra quelle pagine, scoprirà, è contenuta una storia che non può andare perduta e non può essere dimenticata: la storia di Rose… Rose ha quattordici anni e vive con la sua famiglia a Les Landes, una vecchia fattoria, quando suo padre, per colmare i numerosi debiti, decide di venderla a un ricco signore. Ignara, la giovane viene condotta a Les Forges, un imponente castello immerso nella foresta. Nell’antica magione vivono Charles e la sua anziana madre, una vecchia arcigna magra come un chiodo, perennemente avvolta in un lungo abito nero. La moglie di Charles, Marie, malata, trascorre le sue giornate chiusa nella propria stanza, da cui non trapela mai il minimo rumore. Rose dovrebbe occuparsi della casa e della cucina, un lavoro per cui la ragazza è ben disposta. Charles e sua madre non tardano, però, a svelare il loro vero volto: il volto di un mostro a due teste che non esita a costringere la giovane donna ad accettare il più crudele degli abbandoni.
L'allegra brigata
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2020
pagine: 192
In un periodo di grande incertezza e angoscia, come quello vissuto durante la primavera del 2020, agiscono i protagonisti de L'allegra brigata: sette scrittrici e tre scrittori che decidono di sottrarsi alla cupa realtà delle ore segnate dalla pandemia cercando rifugio virtuale nella forza della narrazione. Ogni giorno, per dieci giorni di fila, ispirandosi ai temi che hanno delineato le giornate immaginate da Giovanni Boccaccio nel Decamerone, i dieci scrittori si raccontano, via computer, a turno, delle storie per intrattenersi ed emozionarsi vicendevolmente. Lo schermo del pc si trasforma nel locus moenus davanti al quale riescono ad allontanarsi, per un breve momento, da quell'orrore che già Dante aveva collocato all'inferno e che Boccaccio aveva riposizionato sulla terra. Il risultato di questi appuntamenti virtuali è un'antologia costruita dal coro delle voci di alcuni degli autori piú noti della casa editrice Neri Pozza. Una sorta di piccolo Decamerone 2.0 da leggere e rileggere lasciandosi guidare da temi e narratori. Dal monito del destino che può assumere fattezze animali, come quelle del lupo che domina il racconto di Piera Ventre, alle lubriche avventure della giovane latinista graziata dalla quarantena di Sandra Petrignani. Dalla gelosia claustrofobica e dall'attrazione illusoria descritte da Roberto Cotroneo, al vagheggiamento di un amore inconsistente come quello tratteggiato da Francesca Diotallevi, o quello inaspettatamente concreto raccontato da Giuseppe Munforte. Dalle arguzie di un arzillo pensionato protagonista della novella di Novita Amadei, al destino che si beffa di chi crede di poterlo dominare, come accade all'amica infelice descritta da Eleonora Marangoni e alla sgangherata coppia nonno-nipote di cui si burla Antonella Ossorio. E ancora, dall'amore travagliato e doloroso che si fa poesia grazie alla lingua di Wanda Marasco fino a quello infedele e gaudente dello scrittore francese Olivier Guez. Personaggi e vicende, cui Emanuele Trevi, libero da ogni vincolo d'argomento, offre, nell'intervento conclusivo, una sua personale «cornice».
Un'educazione libertina
Jean-Baptiste Del Amo
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2019
pagine: 342
Parigi, 1760. Dopo essersi lasciato alle spalle Quimper, nell'estremo ovest della Bretagna, il diciannovenne Gaspard raggiunge la capitale: solo Parigi può offrire la possibilità di un nuovo orizzonte a un figlio della campagna con l'ambizione di emanciparsi dalla propria, misera condizione. Ma a che mestiere può aspirare un garzone di fattoria in grado solo di allevare maiali e rotolarsi come loro nel limo di un fiume? Ciò che Gaspard desidera è l'agiatezza della nobiltà, quell'opulenza che porta a riempire il vuoto dell'esistenza con salotti, scampagnate, cene fastose e noiosi scambi epistolari. Il mezzo per realizzare queste aspirazioni sembra presentarsi, in una pallida giornata d'autunno, nelle sembianze del conte Étienne de V. Eterno cortigiano, ammaliatore e libertino, Étienne de V. non ha eguali nell'infiammare le passioni. È sottile e sagace, ride di tutto e non ha nulla a che fare con le convenzioni. I suoi costumi sono abbastanza sconvenienti, le sue abitudini frivole, ma un ricevimento a cui lui partecipi è una serata ben riuscita, dove non si cesserà di commentare i suoi comportamenti, gli sguardi altrui, di indovinare i giochi e le seduzioni, gli spasimi soffocati. Si porta dietro tutta una collezione di scandali, sul suo conto circolano le più svariate voci e ci sono innumerevoli matrimoni distrutti per colpa sua, per il semplice gioco della seduzione. È spudorato e cattivo, vagabondo e osceno. Tuttavia, non si può negare che abbia modi impeccabili, una cortesia che piace agli uomini, un garbo che emoziona le donne. Étienne de V. prometterà a Gaspard il lusso, i salotti, il prestigio e il riconoscimento, esigendo in cambio un solo prezzo da pagare: l'innocenza.
Fratelli d'anima
David Diop
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2019
pagine: 192
Sul fronte occidentale, nelle trincee francesi, tra i soldati bianchi coi loro vistosi calzoni rossi spiccano i fucilieri senegalesi, «i cioccolatini dell'Africa nera», come li chiama il capitano Armand. Prima di ogni assalto, il capitano non manca di ricordare loro che sono l'orgoglio della Francia, «i più coraggiosi dei coraggiosi», un autentico incubo per i nemici che hanno paura dei «negri selvaggi, dei cannibali, degli zulù». I senegalesi ridono contenti. Poi, mettendosi in faccia gli occhi da matto, sbucano ,fuori dalla trincea con il fucile nella mano sinistra e il machete nella destra. Alfa Ndiaye e Mademba Diop sono amici, fratelli d'anima cresciuti insieme in Africa, lontano dai freddi accampamenti del fronte. Quando in trincea risuona il colpo di fischietto del capitano, escono anche loro dal buco urlando come selvaggi indemoniati per non apparire meno coraggiosi degli altri. Un giorno, però, Mademba Diop viene ferito mortalmente e, con le budella all'aria, chiede per tre volte ad Alfa di dargli il colpo di grazia. Per tre volte Alfa si rifiuta e, dopo una lunga e atroce agonia, Mademba muore. La morte dell'amico consegna Alfa all'impensabile, a tutto ciò che gli antenati e il mondo di ieri avrebbero proibito e che invece la grande carneficina della guerra moderna concede. A ogni fischio di chiamata del capitano Armand, Alfa si precipita fuori dalla trincea e corre verso i «nemici dagli occhi azzurri», uccidendo senza pietà e tagliando alle sue vittime una mano come trofeo di guerra. Una, due, tre, quattro... otto mani. Come un demone, uno stregone, un divoratore di anime, che soltanto una voce del mondo di ieri potrebbe salvare...Un romanzo che mostra come nel naufragio totale della civiltà rappresentato dalla Grande Guerra non soltanto l'Europa, ma anche una parte non trascurabile dell'Africa perse la sua anima e la millenaria tradizione che la custodiva.
Il fruscio dell'erba selvaggia
Giuseppe Munforte
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2018
pagine: 272
Romanzo dalla struttura inedita, composto da sequenze narrative che si intrecciano e risolvono, alla fine, in un quadro unitario, "Il fruscio dell'erba selvaggia" — il titolo viene da un verso di Evtushenko — tesse i destini di personaggi che, sullo sfondo di una Milano periferica, cupa e malinconica, vivono un'esistenza in cui innocenza e crimine, onore e vergogna, redenzione e autodistruzione si rovesciano continuamente, come guanti di cui è impossibile distinguere il diritto e il rovescio. Nella prima parte, intitolata "Nero uno", il suicidio dell'amato zio — un uomo che, dopo aver abbandonato moglie e figli, viveva ai margini della legge nel quartiere della Bovisa degli anni Sessanta — turba al tal punto il narratore da spingerlo a indagare sulla sua vita. La scoperta di un insospettabile alter-ego dello zio lo segnerà profondamente, portandolo a una scelta decisiva per il suo futuro. La seconda parte, "Nero due", è il fulcro del romanzo. La scena si sposta in un ospedale degli anni Novanta in cui un ragazzo fraternizza con un uomo che genera in lui curiosità e fascinazione. Questi gli racconta la sua vita prima di orfano cresciuto dai frati, poi di criminale; di lí a pochi mesi lo trascinerà in una vicenda nella quale il ragazzo, in nome dell'amicizia nata in corsia, metterà a rischio la propria vita. In "Nero tre" il romanzo giunge al suo epilogo, offrendo i tasselli esplicativi dell'intera narrazione. L'originale disposizione narrativa scelta da Munforte alimenta il forte senso di inquietudine che pervade questo romanzo che, al pari di un dipinto di Hopper, intreccia la solitudine umana alla metafisica del paesaggio. Con una scrittura capace di farsi concitata nei momenti di tensione, e lirica e poetica in quelli di introspezione psicologica, "Il fruscio dell'erba selvaggia" mostra una galleria di personaggi indimenticabili — le ambigue figure dello zio e del frate e quella del giovane segnato da un destino inaggirabile di violenza ed emarginazione - in cui la vita si offre nell'assoluta contingenza delle scelte e nell'irrisolvibilità del suo mistero.
Lux
Eleonora Marangoni
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2018
pagine: 224
Ci sono molti modi di trasformare qualcuno in un fantasma, e Thomas Edwards si è scelto il suo. La sua vita non ha proprio niente che non va: Tom è un giovane italoinglese di buona famiglia, che abita a Londra e viaggia spesso per lavoro. Architetto, gestisce con successo uno studio di light design, e da quasi un anno fa coppia fissa con Ottie Davis, una chef in carriera con un figlio di sette anni, Martin. Ma Thomas abita il mondo solo in superficie: schivo e in parte irrisolto, lascia che la vita scorra senza pensarci troppo; il suo ricordo di un amore finito, quello per Sophie Selwood, è una presenza costante e tangibile, che illumina gli eventi e le cose che lo circondano, e ci racconta di come l'amore, o il ricordo dell'amore, possano trasformarsi in una composta e implacabile ossessione. Una strana eredità da parte di un eccentrico zio costringe Thomas a uscire dalla quotidianità. Un viaggio verso un'isola del sud Italia, un albergo affascinante e malandato e un fine settimana imprevisto – in compagnia della gente del posto e degli altri forestieri giunti a loro volta sull'isola – saranno l'occasione perfetta per sparigliare le carte, guardare le cose da un altro punto di vista e fare finalmente i conti con il passato, questo animale saggio e al contempo grottesco che sembra sempre volerci indicare la strada.
1933. L'ascesa al potere di Adolf Hitler
Philip Metcalfe
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2018
pagine: 336
«La storia che segue descrive il destino di cinque persone, tre uomini e due donne, testimoni, fra il 1933 e il 1934, della presa del potere in Germania da parte di Adolf Hitler. Il racconto si basa sulle lettere da loro scritte, i diari che tennero e le autobiografie date alle stampe, e ripercorre le vicende dei primi diciotto mesi del governo di Hitler viste attraverso gli occhi dell'ambasciatore americano e di sua figlia, William e Martha Dodd; del responsabile della stampa estera di Hitler, Ernst "Putzi" Hanfstaengl; di una giornalista ebrea che si occupava di cronaca mondana, Bella Fromm; e del primo capo della Gestapo, Rudolf Diels. A un primo livello racconta le loro vicissitudini, a un secondo livello quelle dei loro amici e infine della società berlinese nel suo insieme in quello che fu un momento cruciale della storia del XX secolo. [...] Le tradizionali indagini sul Terzo Reich dedicano poche pagine sbrigative alla presa del potere da parte dei nazisti fra il 1933 e il 1934. Vengono menzionati vari decreti, descritto il rogo dei libri ed enumerate le libertà civili perdute, mentre gli autori si precipitano verso gli anni successivi e la persecuzione degli ebrei, la guerra e la morte. L'immagine del Terzo Reich evocata dalle descrizioni dei romanzi e del cinema si rifà ancora agli ultimi suoi tormentati giorni. Come altre epoche, però, esso visse una fase dell'infanzia in cui era incerto, caotico, perfino comico. Questa perciò è la vicenda degli esordi di una tragedia. Come la maggior parte delle buone storie comincia in maniera innocua, con l'arrivo sulle sponde tedesche di una famiglia americana...» (dalla Prefazione di Philip Metcalfe)
Un matrimonio americano
Tayari Jones
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2018
pagine: 336
Roy e Celestial sono sposati da più di un anno. Sono neri di Atlanta, convinti di avere tutta la vita davanti, regni sconfinati di pagine bianche ancora da scrivere. Roy non è certo un magnate, ma ha un lavoro tale da permettergli di accarezzare l'idea di comprare casa. Celestial è «un'artista da tenere d'occhio», come recita il titolo di un articolo a lei dedicato. Gran cespuglio di capelli neri e un sorriso malizioso, Celestial fabbrica bambole considerate vere e proprie opere d'arte. Il loro matrimonio è come un arazzo finissimo. Spesso lo strappano, soprattutto perché Roy ama piacere alle donne, ma altrettanto spesso lo rammendano, sempre con un filo di seta, bellissimo. Una sera, dopo aver fatto visita ai genitori di lui, a mamma Olive, che ha trascorso una vita intera a riempire vassoi in un self service per permettere al figlio di andare all'università, e a Big Roy, tuttofare per la medesima ragione, Roy e Celestial decidono di trascorrere la notte al Piney Woods, l'unico hotel a Eloe, la città dei genitori. È il week-end del Labor Day e una meteora distruggerà la loro vita. Una volta in camera, Roy si lascia andare a una rivelazione che fa infuriare Celestial. Per ritrovare in qualche modo il filo di seta capace di rammendare quello strappo, prende poi, il secchiello di ghiaccio ed esce dalla stanza con l'intenzione di andarlo a riempire. In corridoio incrocia una donna all'incirca dell'età di sua madre, con una faccia simpatica e il braccio stretto dentro una benda appesa al collo. Siccome è un gentiluomo, Roy l'accompagna in camera, l'aiuta ad aprire la finestra e le sistema anche il water che perde come le cascate del Niagara. Infine rientra nella sua stanza, dove Celestial allunga il bellissimo braccio nella sua direzione e gli porge i cocktail che ha preparato. Quella sarà, per Roy, l'ultima serata felice che trascorrerà per molto, molto tempo.
Tieni ferma la tua corona
Yannick Haenel
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2018
pagine: 352
Jean Deichel è probabilmente un pazzo. Chi, infatti, non giudicherebbe tale uno scrittore che se ne va in giro con un malloppo di ben settecento pagine dedicato ad Herman Melville? Un'imponente sceneggiatura intitolata The Great Melville sulla «folla dei pensieri» dell'autore di Moby Dick? Herman Melville, si sa, aveva vissuto una vita che definire una catastrofe è dir poco. Dopo un effimero successo iniziale fu totalmente dimenticato come scrittore e trascorse gli ultimi diciannove anni della sua esistenza in un ufficio della dogana di New York, in totale solitudine. Con la sua sceneggiatura, Jean Deichel vorrebbe far capire una cosa sola: la verità insita nella solitudine di un grande scrittore. Perciò ogniqualvolta gli capita la fortuna di imbattersi in un produttore, ripete che The Great Melville è un'opera che mostra come, appartandosi dal mondo, il grande autore si rapporti con la verità, si consacri ad essa, anche quando la verità gli sfugge e gli sembra oscura, se non addirittura assurda. Un'opera, insomma, che svela come ogni autentico scrittore porti in sé, con umorismo o desolazione, «un certo destino dell'essere». Il risultato è, naturalmente, la puntuale derisione dei produttori, e la loro conseguente fuga dal progetto. A Jean Deichel non resta dunque che un'esistenza solitaria simile a quella del suo amato autore, un'esistenza fatta di ricerca alle tre del mattino di un rimasuglio di vodka o di un Big Mac buttato giù in piena notte. Un giorno, però, l'intuizione, sorta dalla lettura di una frase di Melville sulla verità come «un daino bianco spaurito» costretto a fuggire nei boschi. Chi nel mondo del cinema ha inizialmente trionfato per poi subire un tremendo fiasco e diventare letteralmente un paria? Chi, esattamente come Melville, ha conosciuto una facile gloria ed è precipitato poi nel fallimento più nero quando si è messo a scrivere a partire dalla verità? Chi se non Michael Cimino, l'autore di The Deer Hunter (Il cacciatore di daini, noto in italiano come II cacciatore) e di Heaven's Gate (I cancelli del cielo), il capolavoro che ha segnato la sua disfatta? Si dice che sia in miseria, malato; che da più di trent'anni nessuno abbia più visto i suoi occhi, nascosti sempre dietro occhiali neri. Ma per Jean Deichel bisogna assolutamente che Cimino legga la sua sceneggiatura. Bisogna andare a New York a incontrarlo poiché, è evidente, tra Melville e Cimino c'è un rapporto cruciale, decisivo quasi. Un romanzo sull'arte come ricerca dell'illimitato, dell'assoluto che «la destina a essere essa stessa un mondo, e dunque a modificare la storia del mondo».
Pactum salis
Olivier Bourdeaut
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2018
pagine: 256
Sul terrazzino della suite dell’Hermitage di La Baule, Michel sorseggia il suo meritato Bollinger. Sono le prime vacanze che si concede dall’inizio della sua vita professionale, cominciata, quand’era appena diciottenne, presso un’agenzia immobiliare di Rezé affiliata al potente marchio globale Century 21, e prolungatasi per dodici, lunghi anni di intenso, accanito lavoro. Anni che hanno fortunatamente dato i loro frutti. Dopo aver svuotato la bottiglia, a tarda notte Michel decide di sfrecciare per le strade della costa con la sua Porsche nuova di zecca. È l’alba del giorno dopo quando Jean prende la macchina e raggiunge la sua salina a Batz-sur-Mer. Insofferente al ritmo convulso della città, Jean, senza proclami né proselitismo, ha avviato una piccola rivoluzione personale per ritrovare se stesso: ha lasciato Parigi, si è sbarazzato del televisore gettandolo tra i rifiuti, si è liberato della rete rivendendo il computer. Da allora le sue giornate sono segnate da un’unica attività: l’apprendimento del mestiere di salinaio, una professione a metà strada tra l’agricoltura e le arti marinare. Imboccando la strada delle saline, Jean scorge una Porsche rossa posteggiata di fianco al suo cumulo di sale, la portiera spalancata e l’autoradio che trasmette una musica elettronica che in quel luogo, per lui ammantato di fascino ancora medievale, risulta tanto incongrua quanto anacronistica. Lì accanto, steso sul telone che ricopre il sale, un uomo russa senza freno. Puzza di alcol, di sbronza pesante. Ma quel che è peggio è che, prima di crollare, ha urinato sul sale, frutto di settimane di lavoro da parte di Jean, il cui primo impulso è quello di afferrare un badile e regolare i conti con l’insolente... Una settimana dopo, in una fresca giornata d’agosto a Batz-sur-Mer, dopo diciassette giorni di sole infuocato e vento secco, salinai e stagionali si avvicendano alla raccolta con rinnovato buonumore, spingendo con passo rapido e temerario la carriola lungo le strette corsie di fango secco e screpolato. Nei dintorni delle vasche li attende, però, una macabra scoperta: da uno specchio d’acqua spuntano due piedi, nudi e sudici e con le dita spalancate come occhi che hanno visto la morte.

