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Racconti: Racconti

Il vizio di smettere

Il vizio di smettere

Michele Orti Manara

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2018

pagine: 170

Qualche tempo fa l’autore di questo libro si è chiesto a chi assomigliassero i propri personaggi. Quale carattere fosse possibile tratteggiare oltre le loro differenze di genere, età, orientamento sessuale e modo di raccontarsi. Intravedeva qualcosa, un’immagine composita. Alcuni di loro risultavano irretiti in grattacapi che l’autore stesso non avrebbe mai saputo risolvere, mentre altri sembravano annegare in un bicchier d’acqua: era possibile che, pur ricamando diverse sintassi, componessero un’unica trama? Perché a sentire di una madre intenta a tappare ogni spiraglio di luce per far dormire il figlio, e di una donna braccata dal proprio assicuratore, si era pronti a ipotizzare la stessa categoria d’ossessione. La stessa materia oscura a tenere unite le confidenze di un adolescente in attesa del migliore amico e la parabola di Wali Gupta, il colpevole uomo delle pulizie in attesa dei padroni di casa. Di cosa era fatto questo collante, una comune dif denza nei confronti del futuro? Forse, si è risposto l’autore, ma più quel leggero panico che ci prende quando crediamo ci sia qualcuno a scrivere i nostri passi, come un assassino inseguito dalla propria missione. Non è tanto il fastidio per i li, quanto le poche aspettative riposte sulla clemenza del burattinaio. È qualcosa di indefinibile, per cui si finisce sempre sul bancone del bar a prestare l’orecchio ai deliri di una vecchia, o sul divano di casa a dar retta a un gatto smorfioso. Un po’ come tifare per la tartaruga, e quella sua cocciuta lotta contro Achille. L’autore se l’è chiesto varie volte chi o cosa fosse questo volto nascosto, e ogni tanto ha pensato di aver riconosciuto qualcuno. Dopo un po’, però, non sapendo bene come porre la questione, ha deciso di smetterla con questo vizio di farsi domande, e si è rimesso a scrivere.
14,00 €

Non chiamarmi col mio nome

Non chiamarmi col mio nome

James Purdy

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2018

pagine: XII-223

James Purdy e la sua scrittura rimangono un rebus oggi come ieri. Amato da autori che non potrebbero essere più diversi - tra gli altri Jonathan Franzen, Gore Vidal e David Means che firma l'introduzione a questo libro -, non ha mai incontrato il favore del grande pubblico né lo ha mai ricercato. Forse proprio perché non l'abbiamo capito meriterebbe ancora un'altra chance per confonderci e sviarci, per mostrarci come la letteratura possa ancora essere un oggetto misterioso che prescinde da regole di scrittura fissate come fossero le tavole del tempio. La prosa di Purdy potrebbe suonare anacronistica, con le sue didascalie, il suo marchiano "tell don't show", questi personaggi che fulminano a bruciapelo gli interlocutori con domande sul senso delle cose, stridenti nella loro chiarezza e crudeli nel loro essere stralunate. I neon di un cinema notturno piuttosto equivoco squillano "uomini uomini uomini", e nella sala buia qualche marchettaro è intento a conoscere col tatto corpi e fremiti propri e altrui. Così come gli Holden efebici che perlustrano gli anfratti più bui di un parco sordido varcano quel territorio di confine che è l'omosessualità, allo stesso modo la lingua di Purdy sta e si misura fra ciò che dice e ciò che esclude dall'esser detto, ciò che rimane fuori ma soprattutto sotto l'abito di parole confezionato da questo formalissimo sarto letterario. Sotto una spessa patina di urbanità e manierismi, pulsa una voragine di desiderio e gli interpreti azzimati e ossequiosi di queste turpitudini mai esibite, ma solo ruminate e vissute, hanno un'onomastica e una "quirkiness" tutta dickensiana. Nell'America che ha fatto una patologia della sua purezza, Purdy si prende il rischio di addossare la colpa alle vittime, con una prosa perturbante che non disvela e non smaschera, ma anzi fa più buio quando ci sono tutte le luci accese.
17,00 €

Birra scura e cipolle dolci

Birra scura e cipolle dolci

John Cheever

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2017

pagine: 220

John Cheever scrive questi racconti tra i venti e i trent'anni. Sono short stories imbevute di idealismo e della sua necessaria scia di disillusione, giovanili eppure di uno scrittore già formidabile e formato, da principio pubblicate su riviste di sinistra con tirature risibili e poi via via su magazine sempre più alla moda come Cosmopolitan e Collier's. Non siamo ancora alle cronache minute di ciò che succede dietro i prati perfettamente falciati e le staccionate imbiancate di fresco, ma tra commessi viaggiatori al tramonto dei loro giorni di gloria e marxisti puritani che osservano gli altri bere e divertirsi mentre loro immaginano un'umanità nuova. Parteggiamo per la rivincita di una spogliarellista in là con gli anni e subito dopo assistiamo agli innumerevoli piccoli fallimenti di giocatori d'azzardo sempre alla ricerca di un'ultima opportunità, di un cavallo finalmente vincente e di una felicità mai raggiunta e sempre inseguita con la pervicacia di un baio adombrato. È l'onda lunga della Grande depressione post '29, un'America che va imparando il sapore della nostalgia per un'era mai vissuta e un'innocenza tutta da perdere. Cheever accarezza grazia e peccato, muovendosi tra case sfitte, inquilini che non pagano la pigione e torchi fermi da troppe stagioni. E così incontriamo zingari ubriaconi travestiti da pellerossa e cameriere disposte a ogni sgambetto pur di tenersi strette lavoro e dignità. Incontri che, come sostiene Christian Raimo nell'introduzione, ci ricordano perché vale la pena leggere.
17,00 €

Dal tuo terrazzo si vede casa mia

Dal tuo terrazzo si vede casa mia

Elvis Malaj

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2017

pagine: 164

Fra due case che si vedono l'un l'altra potrebbe esserci una strada. Lastricata e sicura, a volte, ma più spesso tortuosa, o liquida come il mare fra l'Italia e l'Albania. La via fra le sue onde è faticosa come una lingua da imparare, andando e tornando, pensando una cosa e dicendone un'altra. Ma non sono soltanto le parole a mutare, ad assumere nuovi significati in questo relato sono i fatti stessi e le persone che troviamo sul cammino. Sempre a metà del guado, Elvis Malaj ci restituisce qualche tappa di questo percorso: due mondi, due lingue, fra noi e loro, me e te. Declinazioni dell'inadeguatezza - per forza di cose - poiché a camminare in cima al bordo si finisce per barcollare, e non corrispondere ad alcuna definizione. E così una prima volta non sarà mai abbastanza bella, o abbastanza prima, un approccio mai abbastanza azzeccato, una battuta mai capita fino in fondo, e una metafora? O troppo astratta o presa troppo alla lettera. E qualche volta, per evitare il confronto, si chiederà scusa e si scapperà via approfittando di un incidente; oppure si preferirà il silenzio sin da subito e l'incidente lo si andrà a cercare. Si indosserà una maschera per diventare le persone che vogliamo. Perché il confine, sfumando, è tra finzione e realtà. "Dal tuo terrazzo si vede casa mia" è l'invito a venire dall'altra parte, a scendere di casa e passare per quella strada. Un'istanza di condivisione e meticciato, di sguardo altro, di cui sentiamo il richiamo.
14,00 €

Viviamo in acqua

Viviamo in acqua

Jess Walter

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2017

pagine: 204

"Viviamo in acqua" è un piccolo trattato di sopravvivenza quotidiana inscenato nei sobborghi di un'America irrancidita, infestata da una panoplia di ragazzini molesti, ladri di bmx e alcolizzati all'ultimo stadio. I suoi protagonisti sono truffatori che fingendosi di Greenpeace gabbano i colletti bianchi pieni di sensi di colpa, giornalisti che si vendicano della ex manipolandole l'oroscopo, barboni in cerca di qualche spiccio per comprarsi l'ultimo Harry Potter. Sono recidivi della vita, gente abituata a deludere le aspettative per quanto basse possano essere, padri dal cuore spezzato che vedono sfilare dinnanzi a sé una lunga carrellata di occasioni perse, uomini in cerca di redenzione che falliscono, e falliscono di nuovo, stavolta meglio. Tutti membri di una comunità «troppo povera, troppo bianca, troppo ignorante». Qual è la loro versione dei fatti? Non c'è nessuna verità né la parvenza di un'agnizione che sistemi le cose e ci faccia tirare un sospiro di sollievo procrastinando l'inevitabile. In compenso «ci sono mondi interi sotto quella superficie». Magari noi non riusciamo a vedere nulla sotto le increspature dell'acqua, ma Walter sì. Abulie, dipendenze e un certo rammaricato cinismo animano una scrittura senza epifanie consolatorie, pungente di ironia e gravida di calor bianco, in cui l'umanità finalmente emerge da sott'acqua con una consapevolezza amara, ma insperata e nuova. O nuoti o affoghi.
16,00 €

Bere caffè da un'altra parte

Bere caffè da un'altra parte

ZZ Packer

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2017

pagine: 278

Una giovane donna di chiesa, studentessa diligente, è seduta sul bancone di un five-and-dime di provincia. È da un po' che ha ordinato il suo milkshake, ma pare che dovrà attendere. Doris è nera - come i ragazzi dei fatti di Greensboro - mentre il decennio appena iniziato ha un cartello con su scritto: whites only. Quali pensieri le passano per la testa? E quali opportunità si dischiuderanno per le future generazioni, a partire dalla forza che sarà in grado di dimostrare? Non c'è Storia di un popolo che non viva nei racconti della sua gente. ZZ Packer prova a riscriverla ripercorrendo ogni piccola esperienza, ogni vicolo dietro la strada principale e ogni radice che si dirama da quel fusto. Lì nascono storie per chi ha bisogno di colmare una mancanza: quella di un bluesman senza una gamba e di un'infermiera bigotta che non riesce a toglierselo dalla testa, o quella di una ragazzina in fuga da casa e in cerca di sua madre fra i travestiti di Atlanta. Sono storie aggrovigliate come le immagini che si vedono dai treni in corsa e che proprio in quella matassa, tuttavia, riescono a sigillare un attimo di verità: piccole scout che imparano a odiare, ragazze del college che imparano ad amare, e altre ragazze in esilio che scoprono cosa si può arrivare a fare quando si è affamati per davvero. A una vita di distanza dagli anni '60, e da quella ragazza sul bancone, "Bere caffè da un'altra parte" significa potersi inventare un futuro facendo i conti col passato. Come in un film di Spike Lee: per quanto tu possa essere un ragazzo modello, c'è ancora un padre idealista e galeotto da sfidare sotto canestro.
17,00 €

Una coltre di verde

Una coltre di verde

Eudora Welty

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2017

pagine: 160

Nel vecchio Sud - dove i pionieri danno il nome alle città e gli indiani alle piste - ci sono tante storie quante increspature d'acqua fra le sponde del Mississippi. Di bocca in bocca vagano errabonde come commessi viaggiatori malconci, loschi autostoppisti e menestrelli, sorvolando sentieri impervi dove le vecchine si perdono in convenevoli con spettri e alligatori. Le senti frusciare, queste storie, fra i rami piangenti dei salici, oppure risuonare come la cantilena ciancicata di uno zotico, o quella ciarliera e pettegola di un salone di bellezza. Alcune incedono sincopate come un ritmo jazz, altre seguono il ridondare inquieto di una sirena che annuncia la gelata. Addirittura, ce ne sono che hanno il rumore del silenzio, e della voce capace di spezzarlo: quelle che incarogniscono e incavano i volti come pennellate alla Courbet, facendone caricature non meno grottesche dei fenomeni da circo. E poi ci sono scrittrici - come Miss Welty - che queste storie le registrano su nastro, che incorniciano il mondo fra le mani come adolescenti innamorate, che aprono il sipario, una "coltre di verde", al teatro dell'umano e alle sue improvvisazioni.
17,00 €

Famiglie ombra

Famiglie ombra

Mia Alvar

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2017

pagine: 460

Famiglie ombra parla al cuore di chiunque abbia mai cercato un posto che si possa chiamare «casa». Nove storie figlie della diaspora filippina e di un tempo in cui la distanza sembra essere la barriera, alla perenne ricerca, come siamo, di ricongiungerci con chi amiamo, separati da confini reali o solo immaginati. Mia Alvar riversa intere vite in poche pagine e tratteggia una paziente geografia dei sentimenti, un itinerario umano capace di abbracciare in un solo potente sguardo i bassifondi di Manila, la New York dell' 11 settembre e il Medio oriente di chi sgobba nel deserto per mandare i soldi in patria. Un farmacista ormai newyorkese ritorna a casa carico di medicine contrabbandate, per assistere nella morte un padre che ha sempre odiato e a cui inevitabilmente ha finito per assomigliare. In Bahrein, una conventicola di riccone filippine dà feste e organizza karaoke per i compatrioti meno fortunati, in attesa che una serpe in seno mandi in rovina quel castello di smancerie. E poi le vicende familiari e politiche dei coniugi Aquino, raccontate proprio mentre il loro destino - e quello della nazione tutta - sta tragicamente per compiersi. Una volta Alvar ha descritto così il suo paese: «le Filippine sono state colonizzate dagli spagnoli per 400 anni e dagli statunitensi per 50:400 anni in convento seguiti da 50 a Hollywood». Una inconciliabilità riflessa nella sua scrittura ambiziosa, in cui la Storia si insinua nelle storie, cesellando veri e propri romanzi in miniatura gravidi di una sensualità sospesa tra fedeltà «cattolica» ed emancipazione «americana».
18,00 €

Albero di carne

Albero di carne

Stephen Graham Jones

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2016

pagine: 355

Di cosa abbiamo paura? Di ciò che non conosciamo, dell'ignoto, del corridoio buio in cui quel poster con i teschi fluorescente è l'unica, sinistra luce, di quella sagoma che si staglia come un'ombra minacciosa nel vano della porta, di quella leggenda metropolitana su una strega raccontata in un giornaletto da quattro soldi. La paura è antica quanto l'infanzia dell'uomo. E non è un caso che i protagonisti delle fiabe nere di "Albero di carne" siano spesso ragazzini, outsider che vogliono essere accettati o magari solo scomparire, sparire nelle viscere della terra e perseguitare chi rimane con il loro ricordo stampato su vecchi volantini d'annata. Ragazzini che non diventeranno mai uomini e donne. E nell'infanzia, del resto, che siamo più sensibili e vulnerabili alla vera essenza dell'orrore, quando ancora non abbiamo sviluppato quella coltre di razionalità che ci rende impermeabili al fascino e alla paura dell'inesplicabile. Padri e figli abbandonati nella tormenta, rodei e trasmigrazione delle anime, venditori di rimedi miracolosi che viaggiano seminando morte di città in città, adolescenti disposte a martoriare il proprio corpo e quello degli altri, orche assassine e lupi mannari, cani poliziotto e dodicenni alle prese con il primo bacio, gli incubi di Jones usciranno della pagina e animeranno le vostre notti.
16,00 €

Oggetti solidi. Tutti i racconti e altre prose

Oggetti solidi. Tutti i racconti e altre prose

Virginia Woolf

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2016

pagine: XXIV-470

Non c'è stato momento in cui la forma breve non abbia accompagnato il fiume narrativo di Virginia Woolf. Schizzi, immagini, prose da cui trarre un'intera poetica: in quel brusio dell'essere, tappeto armonico per l'intera opera della scrittrice, i racconti sembra abbiano fatto da accompagnamento ritmico. In parte pubblicati in vita, in parte postumi, oppure custoditi in un quaderno, oggi costituiscono il battito letterario di Oggetti solidi. Un libro della vita. Sia perché testimone di un'intera biografia, sia perché eloquente di uno sguardo e di un orecchio teso verso niente più, e nientemeno, che la vita stessa. Potrà sembrare astratto, ma è bene coglierne la solidità nascosta. La potenza dei moti d'animo, la forza delle passioni al di sotto di quel volo leggero che sembra planare sopra un chiacchiericcio troppo mondano, come nei racconti della «festa». Le escursioni in una lingua nuova, polifonica anche in seno alla coscienza, che non fatica a far sentire il suo peso. E poi ovunque la gioia, e il fardello, dell'immaginazione: animali che prendono vita su di un pezzo di stoffa, case stregate o piene di tesori sorvegliati da pappagalli, diari colmi di confessioni inascoltate, pensieri racchiusi in uno stagno e la creazione, fra i tanti, di personaggi come Mrs Dalloway e Mrs Ramsay. Raccolti in un'edizione impreziosita dalla curatela di Liliana Rampello, ognuno di questi oggetti ricompone tutta la complessità di un respiro libero, sottile e colmo di ironia, in un rinnovato classico della narrativa breve e non solo.
19,00 €

Stamattina stasera troppo presto

Stamattina stasera troppo presto

James Baldwin

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2016

pagine: 281

Parigi, una vigilia. Un attore americano - bellissima moglie svedese, un figlio che saluta con «bonsoir» e un amico regista a cui deve il successo - sta per vivere la sua ultima serata in terra straniera. Si tratterebbe della fine di un esilio, della strada verso casa; ma non è così. Per un nero americano il momento del ritorno è sempre mancato. E stamattina stasera troppo presto, come l'ora di chi nasce espatriato. E una lunga e agitata notte di incubi. La nostalgia irrisolta di un uomo a cui hanno negato le radici. Col suo percorso biografico, negli otto blues della raccolta, James Baldwin rivive e dischiude momenti dell'intero spirito nero americano. Senza patria e senza padre nell'infanzia passata fra i vicoli e le scale antincendio di Harlem. Solo contro il peccato e la minaccia della pena di fronte ai sermoni e lo spettacolo estatico dei gospel. Disadattato e frustrato contro i pregiudizi dei razzisti, dei buonisti alla zio Tom, dei neri disillusi e abbandonati a loro stessi fra le strade e i punti esclamativi di Manhattan. Commosso sulle note di un fratello - di ogni fratello - che ha gettato la vita per inseguire Charlie Parker. Nella lotta per l'identità di una coscienza, quella nera, da sempre lacerata, la discesa fino all'inconscio appare come l'unica salvezza contro l'ossessione del colore e la paura per la propria vita. Così Baldwin si fa universale: bianco e nero, saggista e narratore, moralista e libertino. Scava nell'anima fino al peccato originale in cui è svelata, come un fuoco, la più gratuita delle brutalità dell'uomo contro il corpo dell'uomo.
16,00 €

Karma clown. Dispacci da una nazione iperreale

Karma clown. Dispacci da una nazione iperreale

Altaf Tyrewala

Libro: Libro in brossura

editore: Racconti

anno edizione: 2016

pagine: 228

Mumbai è una sterminata babilonia di strade, culture, grattacieli e slum, e Altaf Tyrewala ne è il suo cantore più smaliziato. Prescindendo - e anzi spesso parodiando - dai riti triti e dai consunti esotismi, come pure dalle messinscene di Bollywood e dagli stereotipi tutti spezie ed epopee famigliari barocche e orientaleggianti a uso e consumo di turisti e lettori, Tyrewala con una scrittura nitida e un'ironia sferzante ci guida nei meandri più angusti, laddove si nascondono scorci di un'India tragicomica che di certo non troverete in nessuna Lonely Planet. In bilico tra iperrealismo e fantastico (proprio come la nazione intera), all'ombra di foreste tropicali o immersi in uno smog asfissiante, cialtroni e pagliacci umani, troppo umani si arrabattano tra festival letterari ciofeca, ritiri spirituali e librerie di seconda mano. E finisce che un clown di plasto-plastica voglia smettere di fare la mascotte di una multinazionale del fast-food, che un regista di film porno anticolonialista catechizzi la sua attricetta esitante e che per una donna delle pulizie il bene più prezioso sia una bottiglia di acqua minerale. Come in un'eterna ruota dell'esistenza, abbiamo la possibilità di reincarnarci di volta in volta in uno di questi stralunati personaggi inabissati nelle contraddizioni dell'agire umano, sempre lo stesso, a qualsiasi latitudine. D'altronde, in una nazione e in una megalopoli così caotiche e sovrappopolate, l'individuo, inerme con i suoi problemi, è sempre schiacciato contro la massa.
16,00 €

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