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L'arteterapia tra radici antropologiche e prospettiva psicodinamica. Teoria, strumenti esperienze

L'arteterapia tra radici antropologiche e prospettiva psicodinamica. Teoria, strumenti esperienze
Titolo L'arteterapia tra radici antropologiche e prospettiva psicodinamica. Teoria, strumenti esperienze
Autore
Collana Blucarminio
Editore Kiwi
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 180
Pubblicazione 2026
ISBN 9788898323821
 
28,00 €

 
0 copie in libreria
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Il libro traccia un percorso parallelo fra evoluzione filogenetica ed evoluzione ontogenetica delle funzioni e capacità artistiche dell'umanità, attraverso processi specifici e riconoscibili in cui l'arte diventa non solo veicolo primo della comunicazione umana, ma anche e soprattutto una modalità di conoscenza del mondo e dei suoi fenomeni. Sposando la prospettiva della psicologia evoluzionistica e coniugandola con le evidenze neuroscientifiche, l'autrice ci offe la possibilità di guardare alle potenzialità delle artiterapie attraverso una lente, quella antropologica, necessaria per la comprensione della natura delle traiettorie trasformative legate ai processi di artification, termine con i quale si intende la predisposizione innata verso la produzione artistica. Il testo risulta molto accurato nella descrizione di processi e funzioni alla base del comportamento artistico così come risulta coinvolgente nei riferimenti alle reali esperienze vissute nel setting di artiterapie integrate in cui l'arte diventa sapiente strumento di cura. Qual è la funzione dei comportamenti artistico-narrativi messi in atto dai nostri progenitori del Paleolitico che, a una prima e superficiale considerazione, dovevano semplicemente darsi da fare per sopravvivere? Non si tratta semplicemente di una funzione informativa (e formativa) per i giovani del gruppo ma, in sostanza, di una funzione terapeutica ante litteram. Funzione che emerge nell'esperienza arteterapeutica in cui esistono due processi fondamentali: da una parte la dimensione espressiva, in cui non è detto che ci sia un lavoro consapevole di simbolizzazione, ma c'è certamente un segno che emoziona, che rende visibile il mondo interiore del paziente; dall'altra parte c'è il lavoro terapeutico, basato sull'attribuzione di senso e di decodifica degli aspetti simbolici di quanto espresso che derivano e si connettono a quelli puramente espressivi, primigeni o istintuali. È questo secondo aspetto che determina il passaggio dall'arte all'arteterapia.
 

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